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Assassin's Creed: Brahman

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Assassin's Creed: Brahman è un fumetto scritto da Brenden Fletcher e Karl Kerschl, disegnato da Cameron Stewart e Karl Kerschl e pubblicato da UbiWorkshop. Terzo fumetto a far parte della serie di Assassin's Creed, racconta la storia di Jot Soora, un dipendente della MysoreTech, e del suo antenato Raza Soora, vissuto in India all'inizio del XIX secolo.

Assassin's Creed: Brahman è stato rilasciato in Nord America nella versione digitale il 30 ottobre 2013 e nella versione cartacea il 29 gennaio 2014. In Italia il fumetto è stato distribuito solo nella versione cartacea diviso in due volumi, rilasciati rispettivamente il 27 febbraio 2014 ed il 17 aprile 2014.

Trama

Jot Soora, un informatico dipendente della MysoreTech di Bangalore, viene incaricato dalla sua azienda di testare il Brahman V. R., un visore per la realtà virtuale che le Abstergo Industries hanno intenzione di lanciare sul mercato dell'intrattenimento indiano. Tuttavia, ben presto si rende conto che l'apparecchio non permette di vivere semplicemente esperienze di realtà virtuale, bensì di rivivere i ricordi dal punto di vista di persone reali, vissute anche secoli prima. Dopo essersi reso conto che l'apparecchio codifica e cataloga il suo DNA dopo ogni utilizzo, insospettito, Jot decide di portare l'apparecchio a casa sua per studiarlo meglio.

Lì, Jot mostra l'apparecchio alla fidanzata, la nota attrice indiana Monima Das. Quella stessa notte, mentre Jot dorme, Monima prova il Brahman, rivivendo il rapporto carnale di una sua antenata, la principessa Pyara Kaur, vissuta nell'India del primo XIX secolo, nello stesso periodo dell'antenato di cui Jot ha rivissuto alcuni ricordi durante il test della macchina. Il mattino successivo, Monima rivela l'accaduto al fidanzato, che diventa geloso dell'uomo con cui lei ha rivissuto il rapporto. Jot decide così di continuare ad utilizzare il Brahman V. R. per scoprire di più su quest'uomo vissuto più di un secolo prima.

Nel 1839, l'Assassino Arbaaz Mir fa ritorno al covo della Confraternita della città di Amritsar e consegna al leader locale, Hamid, una pergamena raffigurante diversi Frutti dell'Eden. Al centro della rappresentazione trova posto il Koh-i-Noor, manufatto sotto forma di diamante che si dice avere il potere di riunire il fato di tutti gli altri Frutti dell'Eden. Hamid informa Arbaaz della maledizione per cui solo una divinità od una donna è in grado di maneggiare il diamante senza incorrere in disgrazie e che il Frutto dell'Eden è in possesso del maharaja Ranjit Singh. Hamid incarica così Arbaaz di recuperare il Koh-i-Noor e di proteggere il Maharaja dagli emissari inglesi; con la morte di Singh infatti l'Inghilterra annetterebbe facilmente i territori dell'Impero Sikh, ed i Templari avrebbero grandi possibilità di entrare in possesso del Frutto dell'Eden. Sebbene provi un profondo odio personale verso Singh, Arbaaz accetta di proteggere Singh, oltre che di recuperare il gioiello. Inoltre, prima di partire per la missione, prende con sé Raza Soora, il maldestro servitore muto di Hamid.

Arbaaz e Raza si infiltrano nel palazzo d'estate del Maharaja durante un ricevimento, fingendosi un emissario della regione del Kashmir ed il suo servitore. Consapevoli del fatto che il diamante che Sing sfoggia in pubblico è solo una copia del Koh-i-Noor, i due pianificano di individuare e seguire il tesoriere Bustee Ram, l'unico, oltre al Maharaja, a conoscere l'ubicazione della gemma originale. Durante il ricevimento, Arbaaz incontra l'emissario inglese William Hay Macnaghten, accompagnato dal generale dell'esercito britannico, Francis Cotton. Quest'ultimo, un membro dell'Ordine dei Templari, riconosce subito Arbaaz come un Assassino, e gli confessa l'intenzione di avvelenare Singh; in questo modo l'Inghilterra potrebbe annettere i territori dell'Impero Sikh. Con sorpresa di Cotton, tuttavia Arbaaz gli risponde di non trovarsi lì per impedire l'uccisione del Maharaja, ma senza rivelargli il vero motivo della sua presenza. Arbaaz viene poi distratto dall'apparizione della nipote di Singh, Pyara Kaur; così, mentre lui decide di seguire la bella principessa, incarica Raza di pedinare Bustee Ram per scoprire l'ubicazione del Koh-i-Noor.

Nel 2013, ossessionato dalla ricerca dell'uomo con cui Monima ha rivissuto il rapporto carnale della sua antenata, Jot inizia a trascurare il lavoro e la sua stessa fidanzata, incrinando i rapporti con lei. Una sera, dopo essersi attardato in ufficio per continuare ad esplorare i ricordi del suo antenato, il ragazzo si intrattiene con una sua collega, Siobhan Dhami, a cui racconta il motivo del suo continuo lavoro al macchinario, dicendole tuttavia di essere un discendente dell'Assassino Arbaaz Mir. Tornato a casa il mattino successivo, Jot accompagna Monima all'aeroporto, da cui la ragazza dovrà partire alla volta di Mumbai per girare uno spot pubblicitario. Visto che la loro relazione è segreta, prima di scendere dall'auto, Monima riconsegna a Jot l'anello di fidanzamento, chiedendogli di tenerlo fino al suo ritorno.

Nel 1839, Arbaaz ha il rapporto con la principessa Pyara che Monima ha rivissuto attraverso il Brahman V. R. portato a casa da Jot. Dopodiché, l'Assassino incontra nuovamente Raza, che lo conduce nel luogo dove ha visto Bustee Ram portare i doni che Singh ha ricevuto durante il ricevimento. I due raggiungono le sale sotterranee dove sono custoditi i tesori dell'Impero Sikh; poi raggiungono una sala segreta risalente ai tempi della Prima Civilizzazione, dove trovano il Koh-i-Noor. I due non si rendono tuttavia conto di essere stati seguiti da Cotton, che non aveva creduto all'Assassino quando gli aveva detto di non trovarsi a palazzo per impedire la morte di Singh. Così, appena fuori dalle sale sotterranee, le guardie imperiali avvisate da Cotton arrestano Arbaaz. Tuttavia, l'Assassino consegna loro solamente la copia del Koh-i-Noor, mentre Raza fugga da palazzo con la gemma originale. Durante la fuga, Raza si ritrova nelle sale private di Pyara, disperata per essersi concessa facilmente ad un uomo che si è rivelato un ladro; così, spinto dalla compassione per la ragazza, Raza le consegna il Koh-i-Noor.

Nel 2013, spinto dalla disperazione per avere rovinato i rapporti con Monima, Jot decide di raggiungere la fidanzata a Mumbai. Fuori dagli studi cinematografici dove Monima è al lavoro, Jot viene avvicinato dalla collega Siobhan, che gli chiede di seguirla. La donna si rivela essere una Assassina e conduce Jot in un appartamento, dove, con il fratello Assassino Jasdip Dhami, obbliga il ragazzo a rivivere nuovi ricordi attraverso il visore Brahman. I due credono infatti che Jot sia un discendente di Arbaaz Mir e che quindi nel suo DNA sia possibile trovare l'ubicazione del Koh-i-Noor.

Nel 1839, Pyara, accompagnata da Raza, fa visita ad Arbaaz, rinchiuso nelle celle del palazzo; l'uomo le chiede di liberarlo affinché possa proteggere Singh dagli emissari inglesi che vogliano ucciderlo. Tuttavia, una volta libero, Arbaaz avanza l'intenzione di fuggire dal palazzo con il Koh-i-Noor, ma scopre che non è più in possesso di Raza. Credendo che la principessa Pyara lo abbia restituito a suo nonno, Arbaaz decide di raggiungere la sala dove Singh si sta intrattenendo con gli emissari inglesi. Arbaaz raggiunge però il Maharaja troppo tardi: Cotton ha già avvelenato Singh, che è in punto di morte. Inoltre, le guardie imperiali attaccano l'Assassino, che Cotton accusa di essere l'attentatore del Maharaja.

Nel 2013, gli Assassini scoprono che Jot ha mentito riguardo all'identità del suo antenato e che è solo un discendente di Raza. In quel momento, una squadra di Templari attacca l'appartamento in cui si trovano, uccidendo Siobhan. Così, Jasdip fugge dall'appartamento, portando con sé Jot. Libero, il ragazzo raggiunge gli studi cinematografici, dove riesce finalmente ad incontrare Monima. Tuttavia, fuori dagli studi, i Templari rapiscono entrambi, convinti che almeno uno dei due sia un discendente di Arbaaz Mir. Mentre trasportano i due su un furgone, i Templari vengono attaccati da Jasdip, che intende recuperare il visore del Brahman ancora in possesso di Jot. L'attacco dell'Assassino fa però uscire di strada il furgone, che finisce in mare; Jot viene salvato da Jasdip stesso, mentre Monima affoga, morendo. Jasdip porta con sé Jot fino al covo locale degli Assassini, dove consegna al confratello Dinesh il visore del Brahman. Mentre i due Assassini discutono dell'esito della missione, Jot utilizza la macchina per rivedere alcuni ricordi di Monima che era stati salvati sul server della Abstergo: grazie a ciò, Dinesh e Jasdip scoprono così che Monima è l'erede di Pyara e Arbaaz e quindi la chiave per ritrovare il Koh-i-Noor.

Nel 1839, mentre Arbaaz è impegnato nel combattimento contro le guardie imperiali, Pyara raggiunge suo nonno, il maharaja Singh, ormai in punto di morte. Dopo aver visto che la ragazza è in possesso del Koh-i-Noor originale, le dice di fuggire da palazzo e di nascondere la gemma. La ragazza tenta di lasciare il palazzo, ma viene bloccata nella corte da Cotton, che tenta di sottrarle il diamante. L'uomo viene però attaccato dal giovane Raza, che dà così il tempo a Pyara di attivare il potere del Koh-i-Noor. Una misteriosa figura prende possesso del corpo di Pyara e lancia agli uomini un messaggio: devono restare uniti per fronteggiare i pericoli che arriveranno nel futuro. Spaventato dalla visione, Cotton le spara contro con la sua pistola, colpendo così il Koh-i-Noor, che si frantuma; la figura scompare emanando una potente energia, che uccide tutti i presenti tranne Pyara, Arbaaz e Raza.

Dopo aver visionato questo ultimo ricordo della vita di Arbaaz Mir, Dinesh e Jasdip lo salvano sull'unico supporto disponibile in quel momento, il telefono cellulare di Jot, e lo cancellano dal server delle Abstergo in modo che i Templari non abbiano le informazioni che desiderano. Prima che gli Assassini riescano a fuggire, il loro covo viene attaccato da una squadra della Abstergo; nella confusione della lotta, Dinesh muore e Jot riesce a sfuggire dalle brame delle due fazioni ed a mescolarsi tra la folla. Jot fa poi ritorno al luogo dove Monima ha perso la vita; sebbene il ragazzo non avrà più la possibilità di sposare la fidanzata, decide di tenere con sé l'anello che le aveva donato per il loro fidanzamento, che a sua insaputa ha incastonato un frammento del Koh-i-Noor.

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