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Assassini cinesi

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Gli Assassini cinesi erano il ramo dell'Ordine degli Assassini che operava in Cina. Operanti di più di un millennio, costituivano uno dei rami più antichi della confraternita.

La loro attività si focalizzò in particolare nel proteggere il trono imperiale dei piani dei Templari, impedendo loro di prendere il controllo di uno dei più vasti regni dell'epoca.

Tuttavia, si trovarono molte volte in posizioni difficili, poiché i Templari riuscirono sempre ad occupare ruoli di comando tra le fila dell'impero. Nel XVI secolo vennero completamente decimati, ed i superstiti iniziarono ad emigrare in tutto il mondo in cerca del supporto degli altri rami.

Storia

Dinastia Qin

Nel corso del III secolo a.C i Templari sostennero la campagna politica di Qin Shi Huang, il quale riuscì ad unificare tutti i regni sotto il suo vessillo, divenendo de facto il primo imperatore della dinastia Qin.

Nel 210 a.C, tuttavia, l'Assassino cinese Wei Yu uccise il tiranno colpendolo in pieno cuore con una lancia. Questo omicidio rese Wei Yu uno degli Assassini più famosi della storia della confraternita.

Purga di Yongle

La fuga degli Assassini cinesi.png

Li Tong e l'apprendista fuggono dalla loro base in rovina.

Nel corso del XV secolo gli Assassini cinesi erano guidati da Fang Xiaoru, uno studioso confuciano al servizio della dinastia Ming. Nel 1402 salì al trono l'imperatore Yongle, che in qualità di membro dell'Ordine dei Templari diede il via ad un operazione di sterminio che decimò completamente gli Assassini.

Tra le vittime della purga, vi era lo stesso Xiaoru. Tra i superstiti vi era una giovane Assassina di nome Li Tong e un giovane apprendista, i quali erano riusciti a fuggire dalla loro base con una Mela dell'Eden. In un tentativo di proteggere il Frutto dell'Eden dalla brama del corrotto sovrano, Li Tong lo uccise nella sua tenda durante una spedizione nel deserto del Gobi, avvenuta nel 1424.

Declino

La morte dell'imperatore Zhengde nel 1521, creò una situazione di stallo nei vari reparti di amministrazione dell'impero, i quali erano alla costante ricerca di un erede. Gli Assassini cinesi approfittarono della situazione, ed infiltrandosi nella Città Proibita ingrossarono di molto le loro reclute. I membri dell'Ordine entrati nel palazzo reale reclutarono, tra le altre, una giovane concubina di nome Shao Jun.

Anche i Templari approfittarono della situazione, favorendo la nomina di Jiaging, cugino del defunto sovrano. Una volta salito alla testa gerarchica dell'impero, Jiaging sterminò completamente gli Assassini, riducendoli a poche unità. Disperati, i superstiti migrarono verso l'Occidente, in cerca delle altre confraternita. Shao Jun e il Mentore, viaggiarono verso Venezia sperando nell'aiuto degli Assassini italiani, all'epoca il ramo più potente di tutto l'Ordine.

Ezio dona scrigno a Shao Jun.png

Ezio dona uno scrigno a Shao Jun prima della sua partenza.

Ma una volta giunti repubblica veneziana, vennero intercettati dagli uomini di Jiaging, che uccisero il Mentore di Jun; quest'ultima fu costretta a recarsi da sola a Firenze, in cerca dell'anziano Mentore italiano Ezio Auditore da Firenze. Inizialmente quest'ultimo si dimostrò poco disposto nei confronti della giovane, poiché allora sessantacinquenne, aveva abbandonato del tutto la sua vita da Assassino.

Ma una volta compresa la difficile situazione del ramo cinese, Ezio aiutò Jun a comprendere come lui avesse eliminato l'influenza dei Templari in Europa, combattendo con lei anche i soldati di Jiaging presenti a Firenze. Con la conoscenza e gli insegnamenti di Ezio, Jun partì pochi giorni dopo per la Cina, con l'intento di ricostruire il suo ramo d'origine. Ricevette inoltre da Ezio un Frutto dell'Eden noto come Scatola dei Precursori.

Rinascita

Una volta tornata a Pechino, Shao Jun iniziò un cammino di vendetta che la portò a scontrarsi con i maggiori esponenti dei Templari presenti in tutto l'impero, braccandoli anche all'interno della Città proibita, roccaforte di Jiajing. Un secolo dopo, la sua consorella cinese Liu Yan, incontrò a Kyoto il confratello giapponese Yamauchi Taka. Costui le consegnò una Spada dell'Eden su ordine del Maestro Hattori Hanzō, il quale desiderava che Yan la portasse lontano dalla guerra che infuriava sull'isola.

Tecniche ed equipaggiamento

Le tecniche degli Assassini cinesi si differenziavano dagli altri rami solo per il loro particolare stile di combattimento. La principale differenza era l'utilizzo della lama celata, da sempre l'arma canonica che contraddistingue gli Assassini.

Shao Jun lama nascosta.png

Jun utilizza la sua lama nascosta.

Infatti gli Assassini cinesi, non portavano le lame celata al braccio, il quale era invece equipaggiato con de bracciali progettate per lanciare degli aghi sottilissimi. La lame celate erano invece incorporate alle loro calzature, che combinate alla loro maestria nelle arti marziali si rivelavano armi formidabili.

Dopo il suo ritorno dall'Europa, Shao Jun inventò anche il dardo da corda, che negli anni successivi sarebbe diventata un'arma canonica degli Assassini cinesi. Anche le loro uniformi da Assassino si discostavano molto da quelle occidentali, in quanto non avevano il classico becco sulla punta del cappuccio e il loro colore non era essenzialmente il bianco; Shao Jun ad esempio indossava un'uniforme nera con toni di rosso.

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