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Assassini indiani

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Eraicon - Assassini.pngEraicon - Brotherhood.pngEraicon - Project Legacy.pngEraicon - Brahman.png

Gli Assassini indiani costituiscono il ramo dell'Ordine degli Assassini che opera in India. La loro attività si incentrò principalmente nel ridurre l'influenza dei Templari portoghesi e successivamente di quelli inglesi sulla nazione, proteggendo anche alcuni Frutti dell'Eden.

Storia

Origini

Gli Assassini indiani vennero fondati nel Rinascimento, da alcuni membri del ramo italiano mandati dal Mentore Ezio Auditore da Firenze. Costoro fondarono gilde nelle varie città, reclutando gli abitanti delle popolazioni locali per la loro causa.

Le loro iniziali attività si incentrarono nel ridurre l'influenza del regno portoghese nelle colonie indiane. Dunque si stabilirono a Calicut, dove stazionava la maggior parte dell'armata di re Manuele I. In un tentativo di indebolire la loro presa, distrussero tutti i loro depositi di armi, gestiti dal nobile Pedro Álvares Cabral. Quest'ultimo tentò un'ardua resistenza sfoggiando i suoi più abili comandanti, che vennero tuttavia uccisi dagli Assassini.

Poco tempo dopo re Manuele inviò l'esploratore ed ammiraglio Vasco da Gama, per imporre alla città il dominio del Portogallo, nonché per eliminare l'influenza degli Assassini. Quest'ultimi erano entrati in possesso di reliquie e manoscritti che li avrebbero condotti ad alcuni Frutti dell'Eden, che nascosero prontamente. Organizzando una piccola armata riuscirono a far fuori molti reggimenti al servizio di Vasco, che fu costretto alla fuga.

Impero Singh

Ricerca del Koh-i-Noor

Nel XIX secolo gli Assassini indiani avevano stabilito forti gilde in ogni città, acquisendo una forte influenza sulla nazione, all'epoca avente come sovrano il maharaja Ranjit Singh, seppur governata dall'Inghilterra. Stabilirono la loro sede principale ad Amritsar, dove risiedeva anche il loro Mentore: un influente e ricco mercante di nome Hamid. Come obiettivo principale avevano il ritrovamento di un potentissimo Frutto dell'Eden, il Koh-i-Noor, tanto potente da potersi legare al potere di qualsiasi altro manufatto risalente alla Prima Civilizzazione.

ACB - La pergamena.jpg

Il manoscritto recuperato da Arbaaz.

Incaricato di recuperarlo era Arbaaz Mir. A priori scoprì che il manufatto era custodito nel Tempio d'Oro, residenza del maharaja. Nel 1839, Arbaaz si impossessò anche un raro documento indicante alcuni Frutti dell'Eden e gli effetti che apportava la loro unione al Koh-i-Noor.

Quando la consegnò ad Hamid, ricevette anche il compito di proteggere il maharaja dai Templari, poiché l'anziano sovrano costituiva l'ultimo ostacolo per il dominio inglese dell'India. Pochi giorni dopo, Mir seppe che si sarebbe tenuto un ricevimento al Tempio d'Oro, cui avrebbero partecipato anche alcuni ambasciatori britannici. Mi ideò un elaborato piano, secondo cui avrebbe potuto assicurare l'incolumità del maharaja e apprende di più sul Koh-i-Noor.

Missione al Tempio d'Oro

Nel suo piano, Mir coinvolse anche il suo schiavo Raza Soora, che portò con se. Procedendo attraverso i tetti, i due riuscirono ad infiltrarsi nel Tempio d'Oro, dove presero parte al ricevimento. Inviò Raza a cercare il manufatto, mentre lui avrebbe tenuto d'occhio il maharaja. Incontrò anche due emissari inglesi: William Hay Mcnaghten e Francis Cotton; Arbaaz riconobbe quest'ultimo come Templare.

Mir e Raza nel Tempio.jpg

Raza e Mir esplorano le rovine della Prima Civilizzazione.

L'attenzione dell'Assassino venne però attirata dalla principessa Pyara Kaur, con cui ebbe un momento di intimità. Quando Raza scoprì la posizione del Koh-i-Noor, i due se ne andarono, infiltrandosi nelle caverne del Tempio d'Oro la notte successiva. I due entrarono nelle grotte, poi rivelatesi i sotterranei del Palazzo d'Estate. Analizzando le statue delle divinità indù, si accorsero di essere incappati in un tempio lasciato dalla Prima Civilizzazione, tanto che l'Assassino riconobbe alcune delle loro illusioni attraverso il suo occhio dell'aquila. Infine i due trovarono il manufatto tra le mani della statua di Durga insieme ad una replica. 

Ma Francis Cotton scoprì la loro intrusione, e ordinò il loro arresto. Mir venne imprigionato, ma Soora riuscì a scappare con il manufatto reale nascostogli dal suo padrone tra le pieghe del turbante. Il falso Koh-i-Noor venne inece cosegnato al maharaja. Mir venne poi liberato da Pyara e dal suo servo, per poi recarsi ad affrontare Cotton, il quale stava per avvelenare il maharaja con del tè. Mir arrivò troppo tardi per salvare il sovrano, e dopo uno scontro con le guardie di Cotton, affrontò il Templare nei giardini reali. Allo scontro presenziò anche Pyara, che in possesso del reale Koh-i-Noor donatogli in precedenza da Raza, assunse l'entità di un membro della Prima Civilizzazione. Spaventato Cotton sparò contro il manufatto, rompendolo in un'esplosione di energia.

Tempi moderni

Nel 2013, un dipendente della MysoreTech noto come Jot Soora elaborò - basandosi sui progetti dell'Animus delle Abstergo Industries - il Brahman V.R., un dispositivo in grado di riprodurre i ricordi genetici di un individuo in tre dimensioni. Grazie alla sua creazione scoprì di essere discendente di Raza Soora, il servo dell'Assassino Arbaaz Mir, a sua volta antenato della sua fidanzata, l'attrice e modella Monima Das.

Essendo a conoscenza di queste informazioni, Jot venne costantemente braccato sia dai Templari sia dagli Assassini. Quest'ultimi inviarono i loro agenti Siobhan e Jasdip Dami a rapirlo durante il suo sbarco a Mumbai, dove avrebbe dovuto incontrare Monima. Tuttavia, mentre tentavano di trasportarlo vennero attaccati dalla squadra di assalto Sigma delle Abstergo, guidata dal Templare Juhani Otso Berg.

Nonostante le perdite subite, riuscirono a portarlo sano e salvo allo studio cinematografico di Monima. I due coniugi vennero però rapiti dai Templari infiltratisi nello studio e caricati all'interno di un furgone nero. Jasdip tentò di salvarli, ma l'operazione portò alla sua morte e a quella di Monima. Unico sopravvissuto, Jot scoprì poche settimane dopo che l'anello di fidanzamento che aveva regalato a Monima aveva incastonato un frammento del Koh-i-Noor.

Fonti

Inoltre su Fandom

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