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Assassini turchi

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Gli Assassini turchi, altrimenti conosciuti come Assassini ottomani o Assassini Selijuk, erano il ramo dell'Ordine degli Assassini che operava in Turchia: prima sotto l'effigia dell'Impero Bizantino e poi di quello Ottomano. Svolsero un ruolo fondamentale nel bloccare il tentativo di ripresa dei Templari, che successivamente alla caduta dei Borgia per mano degli Assassini italiani avevano perduto il predominio in Europa.

Il ramo turco venne fondato nel XIII secolo dagli esploratori veneziani Niccolò e Maffeo Polo, durante il loro soggiorno a Costantinopoli. Iniziarono le loro prime operazioni sotto il dominio bizantino, i cui esponenti Templari rimasero una minaccia per gli Assassini anche dopo la loro caduta per mano degli ottomani. Durante il XV secolo erano guidati dal Gran Visir e Maestro Assassino Ishak Pasha, uccisore del noto principe valacco Vlad Tepes e uno degli instauratori dell'alleanza tra Assassini e ottomani.

Dal secolo successivo, invece, il ramo turco venne affidato a Yusuf Tazim. Quest'ultimo fu un artefice della pace turco-veneziana; in seguito al grande terremoto strinse un patto con Korkut, il più giovane tra i figli del sultano Bayezid II. Costui mise a disposizione le sue risorse e i suoi privilegi da governatore di Adalia, pretendendo però in cambio una scorta di Assassini per i suoi spostamenti. Yusuf acconsentì, assegnando una squadra di Assassini come scorta personale di Korkut. Tra gli adepti assegnati al governatore vi era Ece Ashkar.

Gli Assassini turchi sconfissero definitivamente la piaga dei Templari bizantini grazie all'aiuto del Mentore italiano Ezio Auditore da Firenze, che uccise i due leader a capo dell'Ordine: il principe Ahmet e il deposto erede bizantino Manuele Paleologo. Inoltre impedì loro di trovare le Chiavi di Masyaf e aprire la biblioteca del leggendario Mentore levantino Altaïr Ibn-La'Ahad. Successivamente alla morte di Yusuf nel 1512, Ezio nominò Dogan come suo successore.

Storia

Fondazione

Altaïr: Dunque, ora dove andrete?
Niccolò: Tornerò a Costantinopoli per un poco. Vi stabilirò una gilda prima di far ritorno a Venezia
―Niccolò Polo ad Altaïr poco prima della sua partenza[src]

Nel 1204, il Mentore degli Assassini nel Levante Altaïr Ibn-La'Ahad viaggiò a Costantinopoli nel tentativo di espandere gli ideali dell'Ordine all'interno dell'Impero bizantino. Tuttavia le ripercussioni politiche scaturite dalla Quarta Crociata gli impedirono di compiere i suoi scopi. Deluso, l'Assassino tornò a Masyaf per proseguire nei suoi incarichi da Mentore.

Nel 1257, gli esploratori veneziani Niccolò e Maffeo Polo tornarono a Costantinopoli dopo un breve soggiorno a Masyaf come allievi di Altaïr. Dunque vi fondarono una gilda, che poi si espanse in tutto l'Impero Bizantino, segretamente gestito dai Templari. Gli Assassini turchi si ritrovarono dunque molto in difficoltà contro i potenti Templari bizantini, in particolare sotto l'ultimo imperatore: Costantino XI Paleologo.

Quest'ultimo ordinò al suo esercito personale di dare la caccia agli Assassini e di ucciderli sul posto. Ma nel 1453 la Turchia cadde sotto il controllo degli ottomani, che una volta instaurato il sultanato decretarono la fine dell'Impero bizantino. Sotto di loro, gli Assassini trovarono un periodo di pace, progredendo nella loro espansione e nella stipulazione di nuove alleanze.

Crescita

"Due settimane fa mastro Yusuf ha compilato una lista delle voci, vaghe ma molteplici, riguardo ai movimenti dei Templari in città: bisogna agire! Si è deciso di cominciare recandosi a Bursa, per prendere contatto con il meno abile dei figli di Bayezid, il principe Korkut, un uomo malinconico dall'animo di poeta ma con scarsissima ambizione."
―Ece Ashkar, 1509[src]

A partire dal XV secolo gli Assassini turchi vennero capeggiati dal generale ottomano Ishak Pasha, Gran Visir del sultano Bayezid II. Quest'ultimo riuscì a stabilire un atto di pace con il consiglio del sultano e con lo stesso sovrano, perfezionando una precaria alleanza con gli ottomani. Nel 1476 si recò in Valacchia uccidendo di persona il famoso principe Vlad Tepes, un potente membro dell'Ordine Templare. Alcuni anni dopo reclutò il famoso agitatore di popolo Yusuf Tazim, che una volta divenuto un Maestro Assassino venne scelto come suo successore.

Per iniziare Yusuf decise di occuparsi della questione tra l'Impero ottomano e la Serenissima Repubblica di Venezia, che dal 1499 erano sfociati in un sanguinosa guerra. Yusuf guidò dunque una squadra di Assassini sino in Grecia, dove incontrarono un gruppo di confratelli veneziani con cui elaborarono diversi piani per riappacificare le due potenze. I loro sforzi combinati decretarono la fine della guerra nel 1503, quando il Doge veneziano e Bayezid II si apprestarono a stipulare un trattato di pace.

I Templari tentarono però di ostacolarli, tanto che il potente casato dei Borgia inviò una flottiglia di mercenari papali verso Istanbul; fortunatamente le loro navi vennero intercettate e incendiate da una squadra inviata da Roma. In seguito una squadra ottomana aiutò alcuni confratelli italiani a mescolarsi agli ebrei cacciati dai regni di Spagna e Portogallo che erano accolti da Bayezid. Dopo aver ucciso le spie di Ferdinando II di Aragona, alcuni Assassini presero il loro posto per fondare una nuova gilda. Nel 1506 reclutarono l'ammiraglio Piri Reis, che divenuto un Maestro Assassino insegnò ai suoi confratelli i segreti della pirotecnica, introducendo le bombe nel loro equipaggiamento.

Nel 1509, Costantinopoli venne sconvolta da un violento terremoto, che distrusse gran parte della città causando molto malcontento tra i civili. Inoltre i Templari bizantini approfittarono della difficile situazione, scatenando un nuovo conflitto per il trono della Turchia. Yusuf si occupò di persona del coordinamento delle squadre ottomane: incaricò alcune di sostenere i civili e di metterli al riparo dalla minaccia bizantina, mentre le altre avrebbero dato una spietata caccia ai mercenari nemici presenti in città.

Per assicurare lo svolgimenti dei suoi piani, cercò il sostegno economico e militare del principe Korkut, recandosi dunque a Bursa per incontrarlo in privato. Affascinato dal carisma di Yusuf, Korkut decise di dare il suo sostegno agli Assassini, pretendendo però in cambio una scorta per il suo viaggio ad Adalia, dove sarebbe stato eletto governatore. Tazim incaricò dunque Ece Ashkar di guidare la scorta di Assassini lungo il viaggio del principe. Nonostante i Templari avessero più volte tentato di fermare il convoglio, la missione ebbe successo.

Salito al governo di Adalia, Korkut equipaggiò il ramo turco di pregevoli armi e li sostenne economicamente grazie al suo patrimonio. Con ciò Yusuf e gli altri confratelli sventarono il programma di reclutamento e addestramento delle reclute Templari svolto a Rodi dai Cavalieri Ospitalieri. Dopo aver costretto i Templari ad una temporanea ritirata in Anatolia, il ramo turco conobbe un breve periodo di tranquillità.

Guerra tra Selim e Bayezid

L'arrivo di Ezio Auditore

Yusuf: Benvenuto, fratello. A meno che la leggenda non menta, tu sei l'uomo che non vedo l'ora di conoscere. Il celebre Maestro e Mentore, Ezio Auditore de la la la.
Ezio: Prego?
Yusuf: Mh, scusami. Faccio fatica a rammentare quell'incomprensibile italiano.
—Yusuf si presenta ad Ezio[src]

Dopo qualche mese, la situazione di equilibrio ottenuta dagli Assassini turchi cessò, poiché il sultano Bayezid II aveva lasciato Costantinopoli per affrontare l'esercito di suo figlio Selim in una guerra causata dalle amarezze con il legittimo erede: il sehzade Ahmet, figlio maggiore del sultano. La città fu così nuovamente esposta ad un attacco dei bizantini, rinvigoriti dal loro rafforzamento in Anatolia. Yusuf tornò quindi a guidare gli Assassini in questa difficile battaglia.

Ambientamento 3.png

Yusuf presenta Ezio agli Assassini di Galata.

Inoltre scoprì che Ezio Auditore da Firenze, Mentore del ramo italiano e principale artefice della disfatta dei Templari in Europa, stava giungendo a Costantinopoli dopo mesi di viaggio. Dunque nel 1511, Yusuf si recò ad incontrarlo al Corno d'Oro, per poi accompagnarlo al covo degli Assassini locali a Galata.

Presentatolo alla confraternita ottomana, Yusuf lo istruì nell'uso di una lama uncinata, arma peculiare della confraternita ottomana. Dopodiché Yusuf venne informato che i Templari marciavano sui covi di Galata e del Gran Bazaar; mentre Yusuf si recò alla difesa di quest'ultimo, Ezio rimase a Galata, trionfando. Tazim arrivò troppo tardi per difendere il covo del Bazaar, che successivamente riconquistò grazie all'aiuto di Ezio. A causa delle ingenti perdite, gli Assassini dovettero provvedere al reclutamento, frangente in cui Ezio aveva molta esperienza. Quest'ultimo riuscì a reclutare diversi cittadini, addestrandoli a Galata con l'aiuto dei Maestri Assassini di Yusuf.

Di fondamentale importanza per l'addestramento dei nuovi adepti furono le missioni svolte in Europa assegnategli da Ezio, poiché i Templari stavano lentamente ristabilendo la loro influenza sul continente.

Già all'inizio del XVI secolo la conquista ottomana di Atene aveva causato parecchio malcontento tra la popolazione locale, rendendo difficile per la confraternita greca ottenerne la fiducia. Grazie all'intervento di una squadra turca, riuscirono a convincere il popolo di Atene della loro indipendenza dal sultanato. Questo aizzò parecchie rivolte e manifestazioni, e l'intervento dell'esercito di Bayezid venne prontamente sventato dagli Assassini. Lo stesso anno, Ezio mandò una squadra ottomana a Rodi, dove il priore a capo del ramo greco, Castore, era stato catturato dai Cavalieri Ospitalieri. Scoperta la morte del loro confratello, le reclute di Ezio incendiarono ogni base degli Ospitalieri presente in città. Le gilde ottomane e greche collaborarono anche per cercare degli artefatti della Prima Civilizzazione che si dicevano essere nascosti sotto l'Acropoli di Atene.

Gli Assassini ottomani operarono anche in territorio iberico. Nel regno di Spagna, aiutarono il ramo locale ad affrontare la piaga dell'inquisizione. Promotore di quest'atto era il cardinale Francisco Jiménez de Cisneros, che venne eliminato dagli adepti di Ezio insieme a tutti i suoi seguaci. La Spagna aveva inoltre colonizzato da poco l'Algeria e re Ferdinando II di Aragona aveva preso in ostaggio il deposto sovrano di Algeri: Sami El Filippo. Stabilendo un contatto segreto con quest'ultimo, le reclute spagnole ed ottomane ricevettero l'ordine di ingaggiare la flotta pirata di Hayreddin Barbarossa per ridurre l'influenza della corona di Aragona nel territorio algerino. Successivamente eliminarono i ministri Templari presenti a Madrid. Sempre in territorio iberico scoprirono che re Manuele di Portogallo stava finanziando delle operazioni di colonizzazione e che i Templari stavano deviando i capitali destinati per favorire i viaggi dei loro missionari nelle colonie orientali. Indagando ulteriormente, gli Assassini ottomani scoprirono che il Templare incaricato di riscattare il denaro del re era un capitano di nome Francisco, risiedente a Lisbona. Una volta individuato su una delle sue navi, gli Assassini turchi lo eliminarono, impiegando il denaro di Manuele in modi più favorevoli a loro.

Collaborarono anche con gli Assassini egiziani, aiutandoli a recuperare due Sigilli della memoria nascosti ad Alessandria. Inoltre nel 1511, le reclute ottomane scoprirono che il Mentore egiziano, Iskender, discendente del leggendario Altaïr Ibn-La'Ahad, era stato catturato dalle autorità mamelucche e rinchiuso nelle carceri di Alessandria. Fortunatamente gli adepti di Ezio lo salvarono alla sua cella prima che potesse arrivare il giorno della sua condanna a morte.

Nello stesso anno Ezio mandò una squadra ottomana in aiuto degli Assassini francesi, i quali stavano subendo continue persecuzioni dal reame di Luigi XII: in particolare il re si era stancato dei moti rivoluzionari che gli Assassini stavano fomentando a Marsiglia. Fortunatamente le reclute ottomane risolsero la questione senza dover ricorrere alla violenza. Sempre con l'aiuto dei loro confratelli francesi gli Assassini ottomani aiutarono la ribellione di Genova alla corona francese: alimentarono le risorse del capitano genovese Andrea Doria aiutandolo a fomentare un rivolta. Ottenuto un discreto successo, gli Assassini lo scortarono al di fuori della città per proteggerlo dai vassalli di re Luigi. Costantemente in territorio franco-italiano uccisero un banchiere milanese che finanziava l'esercito del re francese, poi eliminarono tutti i consiglieri Templari presenti alla corte parigina di Luigi XII ed infine indagarono su un artefatto in possesso di un mercante marsigliese che sembrava risalire ai Precursori.

Aiutarono anche il leader degli Assassini nel Levante, Mujir, il quale fu catturato e arrestato dai soldati mamelucchi per indebolire la gilda di Gerusalemme. A due giorni dalla sua esecuzione, le reclute turche di Ezio lo salvarono dalla sua prigione riportandolo dai suoi confratelli. Scoprirono anche la presenza di un traditore della Fratellanza che si era sistemato in un domicilio vicino alla Cappella dell'Ascensione; lo individuarono e lo uccisero. Sostennero anche la gilda di Damasco, aiutandola a scoprire i segreti di una probabile alleanza tra safavidi e mamelucchi. Il complotto si rivelò veritiero quando scoprirono che l'alto comando safavide era ospite personale del sultano Al-Ashraf Qansuh al-Ghawri e che insieme stavano progettando un attacco congiunto verso Bursa. Eliminando tutti i loro generali, le reclute di Ezio bloccarono la spedizione e il loro intero apparato militare.

Le reclute ottomane si spostarono poi nel Nord Africa, salvando il principe Korkut da alcuni sicari bizantini che lo tenevano in ostaggio a Bursa. A Tripoli invece ingaggiarono l'esperto bombarolo Pedro Navarro che offrì loro la sua conoscenza nella piromanzia in cambio di denaro e protezione. Ma poco tempo dopo, Navarro venne rapito dai Templari e una volta salvato dagli Assassini rivelò che gli agenti che lo tenevano in ostaggio avevano dei contatti superstiti anche a Rodi. Gli Assassini tagliarono le loro vie di comunicazione e uccisero tutti i Templari presenti a Tripoli. In quest'ultima città, inoltre, i cavalieri di San Giovanni stavano costruendo numerose fortezze e castelli per i loro monasteri: infiltrandosi nella loro forza lavoro, gli Assassini turchi scoprirono delle vie di accesso segrete che avrebbero potuto sfruttare in futuro. Ezio inviò squadre anche a Tunisi, ordinando di eliminare i mercanti e i ministri Templari del sultanato di Maometto IV.

La Sentinella, Parte 2 6.png

Ezio osserva il suo apprendista parlare con Vali cel Tradat.

L'addestramento attuato dal Mentore italiano permise agli Assassini ottomani di riconquistare tutti i loro covi ad Istanbul, indebolendo nuovamente i Templari bizantini. Sempre nel 1511 Ezio aiutò alcuni dei suoi adepti migliori ad eliminare degli agenti Templari presenti in città, tra i più importanti vi fu il traditore Vali cel Tradat, unitosi ai Templari dopo la conquista ottomana della Valacchia. Successivamente a questi omicidi, Ezio promosse sette dei suoi allievi al rango di Maestro Assassino, assegnando ad ognuno di loro la protezione di un covo. Yusuf si occupò anche di stringere alleanze con i mercenari, i ladri e gli athingani.

Oltretutto, dopo aver appreso da Piri Reis maggiori dettagli sulla fabbricazione delle bombe, Ezio si recò alla vecchia stazione commerciale gestita dai fratelli Polo, divenuta una libreria in gestione della veneziana Sofia Sartor. Lì il Mentore fiorentino diede inizio alla sua vera missione in Oriente, trovando la prima delle cinque chiavi della biblioteca di Altaïr Ibn-La'Ahad sotto la Cisterna di Yerebatan. Dopodiché strinse un patto con Sofia, grazie alla quale avrebbe rintracciato gli altri manufatti.

Alleanza con Solimano

"Abbiamo saputo che i Bizantini intendono penetrare nel Palazzo Topkapi adesso che il principe Solimano è tornato dal suo pellegrinaggio."
―Yusuf spiega ad Ezio i nuovi piani dei Templari[src]
Il Banchetto Del Principe 1.png

Gli Assassini pianificano il salvataggio del principe Solimano.

Poco tempo dopo aver ottenuto la prima chiave di Masyaf, gli Assassini ottomani scoprirono che i Templari intendevano colpire il principe Solimano durante una mostra culturale indetta in onore del suo ritorno dal pellegrinaggio a Kaffa, in Crimea. Dunque una squadra guidata da Yusuf si recò all'Ippodromo per pianificare un'operazione di salvataggio. Infine concordarono per un'infiltrazione travestiti da musici italiani. Anche Ezio si unì alla missione, così da poter scoprire maggiori dettagli sulla chiave di Masyaf trovata dai Templari sotto il Palazzo Topkapi.

Al ricevimento, gli Assassini uccisero tutte le spie bizantine presenti, stabilendo anche un'alleanza con il principe, anch'egli desideroso di eliminare la piaga bizantina da Istanbul. In particolare Ezio si adoperò nel seguire le istruzioni di Solimano per scoprire chi tirasse le fila del complotto Templare. Per iniziare il giovane principe gli suggerì di spiare un'incontro che a breve avrebbe avuto con lo zio e futuro sultano Ahmet, e il capitano del corpo dei giannizzeri Tarik Barleti.

Dopo di ciò, Solimano ordinò all'Assassino di pedinare Tarik al Gran Bazaar, poiché sospettato di tradimento. Intanto, Ezio riuscì ad ottenere la seconda chiave di Masyaf, nascosta nella Torre di Galata. Pochi giorni dopo, il Mentore italiano riuscì ad intercettare un incontro tra Tarik e il deposto erede bizantino, Manuele Paleologo. Ezio scoprì che i due stavano concordando una compravendita di armi donate da Tarik all'esercito bizantino.

Infiltrazione Nell'Arsenale 8.png

Ezio osserva i fucili destinati ai Templari.

Contemporaneamente, un'Assassino ottomano avvisò Yusuf di un carico di armi che i giannizzeri avevano trasportato nell'Arsenale. Incuriosito, Yusuf andò a controllare. Venne raggiunto da Ezio, con cui ideò un piano per penetrare nell'Arsenale: i due fomentarono una rivolta, inducendo il popolo a penetrare nell'Arsenale; approfittando del caos scaturito, Ezio si infiltrò nella fortezza osservando il carico di armi destinato ai Templari, rivelatosi una darsena di fucili di prima scelta. Riferite le sue scoperte agli Assassini ottomani, Ezio si occupò del recupero della terza chiave di Masyaf sotto il Foro del Bue.

La fine dei Templari

Ezio: Il tuo sogno muore con te, Manuele. Il tuo impero è perduto.
Manuele: Ah, ma non sono l'unico ad avere quella visione, Assassino. Il sogno del nostro Ordine è universale. Ottomani, Bizantini... Non sono che etichette. Costumi e apparenze. Dietro a questi ornamenti, tutti i Templari fanno parte della stessa famiglia.
―Le ultime parole di Manuele Paleologo[src]

Per scoprire la locazione dell'esercito Templare, Ezio si infiltrò nuovamente a Palazzo Topkapi, ricevendo da Solimano l'ordine diretto di interrogare e poi uccidere il giannizzero Tarik Barleti come punizione per aver tradito gli ottomani. L'Assassino rubò dunque un'uniforme da giannizzero, e una volta infiltratosi nella caserma uccise Barleti con un assassinio in volo. Nelle sue ultime parole Tarik rivelò che i Templari si nascondevano nella regione anatolica della Cappadocia. Inoltre confidò di non essere un alleato dei bizantini, bensì di fingersi tale per colpirli direttamente nel loro nascondiglio.

A Vele Spiegate 3.png

Yusuf dona ad Ezio la bomba.

Sfuggito alla guardia di Tarik, Ezio riferì quanto appreso a Solimano, che addolorato, predispose i preparativi per una spedizione in Anatolia. Intanto gli Yusuf e il resto del ramo turco scoprirono che i giannizzeri avevano teso la Grande Catena e ordinato un blocco navale sino alla cattura di Ezio. Yusuf si occupò di avvisare quest'ultimo, e per aiutarlo a raggiungere la Cappadocia gli donò una bomba cinquanta volte più potente delle classiche da loro utilizzate.

Prima della sua partenza, però, Ezio chiese a Yusuf di prendersi cura di Sofia Sartor, definendola una "donna non comune". Infine uno squadrone di Assassini ottomani guidati da Ezio e Yusuf assediò il porto, trattenendo le guardie quanto bastò per permettere ad Ezio di raggiungere la nave di Piri Reis, che una volta spiegate le vele, si diresse verso la Cappadocia. Il Mentore italiano tornò nel 1512, portando con sé non poche novità: dopo aver ucciso i Templari Manuele Paleologo e Shahkulu, riuscì a recuperare l'ultima chiave di Masyaf necessaria per accedere alla biblioteca di Altaïr; tuttavia a tirare le fila del complotto Templare era in realtà il principe Ahmet, che venuto a conoscenza dell'alleanza di Ezio con Sofia Sartor minacciò di nuocere alla donna.

Infatti, subito dopo il suo ritorno, Ezio si recò alla libreria di Sofia, dove trovò solo il corpo di Yusuf senza vita. Date le ultime onorificenze al fratello caduto, il Mentore fiorentino guidò l'intera gilda di Costantinopoli in un assalto diretto all'Arsenale, dove sconfissero in massa le forze di Ahmet. Ezio fu tuttavia costretto a risparmiare il Templare, poiché in possesso di Sofia. In cambio della vita di quest'ultima, Ahmet pretese tutte le chiavi di Masyaf in possesso della confraternita ottomana.

Lo Scambio 3.png

Ezio nomina Dogan nuovo leader degli Assassini turchi.

Costretti ad un ritirata, gli Assassini celebrarono il funerale di Yusuf e lì Ezio nominò Dogan nuovo leader del ramo turco. Lo stesso giorno della celebrazione, Ezio e Ahmet si incontrarono sul pontile della Torre di Galata, dove effettuarono lo scambio. Una volta salvata Sofia nei cortili della torre, Ezio si lanciò con lei all'inseguimento di Ahmet, in fuga verso Masyaf con le chiavi.

Dopo una spericolata corsa coi carri, Ezio e Ahmet si ritrovarono faccia in piccolo villaggio vicino Atlas. Lì giunse l'armata del principe Selim, figlio secondogenito del defunto Bayezid II. Selim rivelò a suo fratello di essere divenuto il nuovo sultano; quindi lo gettò da un dirupo. Infine il nuovo sovrano ordinò ad Ezio di non farsi più vedere, sebbene sapesse della stima che suo figlio Solimano nutriva nei confronti dell'Assassino. Recuperati tutti i sigilli di Masyaf, Ezio accedette alla biblioteca di Altaïr, svelando i segreti nascosti del Mentore levantino.

Tecniche ed equipaggiamento

La lama uncinata 6.png

Yusuf esegue un aggancio e fuga.

Come tutti i rami della Confraternita, i membri del ramo ottomano erano in grado di eseguire le tecniche di spionaggio, assassinio, borseggio e corsa acrobatica tipiche degli Assassini. La loro specialità risiedeva proprio in quest'ultima peculiarità dell'Ordine, in quanto sfruttavano una versione della lama celata di loro invenzione: la lama uncinata. La struttura dell'arma consisteva in una classica lama celata che tuttavia si ramificava anche in un'uncino a testa d'aquila.

Grazie a questa nuova espansione del loro equipaggiamento, gli Assassini del ramo turco erano in grado di raggiungere locazioni altrimenti inaccessibili con la normale corsa acrobatica. Grazie alla lama uncinata potevano anche eseguire salti maggiormente lunghi, scalare gli edifici più rapidamente ed eseguire un movimento di evasione di loro invenzione chiamato "aggancio e fuga". La loro arma gli permetteva di passare rapidamente da un punto all'altro grazie alle funi tese.

La sentinella 1 - 2.png

Un Soldato esegue un doppio assassinio.

Inoltre grazie all'esperienza del Maestro Assassino Piri Reis in ambito di artiglieria, divennero anche esperti bombaroli, adottando dai cinesi varie misture di polvere pirica. Il loro equipaggiamento, salvo la lama uncinata, variava in base alla classe cui erano assegnati: il Soldato brandiva spada e pistola celata, il Picchiatore utilizzava Armi pesanti e bombe tuono, l'Esploratore era equipaggiato di spada corta e bombe fumogene, infine il Tiratore era armato di balestra.

Gli Assassini del ramo ottomano vestivano il classico abito bianco, il cui colore era però variabile, corazzato da una guaina in cuoio e decorato da un mantello bronzeo. Generalmente indossavano pantaloni verdi o azzurri. I Maestri Assassini, invece, indossavano una veste bianca decorata con filigrane dorate e arancioni. Inoltre erano dotati di una corazza in acciaio che li proteggeva anche dai danni più pesanti. Per gli Assassini turchi era anche usuale coprire il volto con una maschera.

Fonti

Inoltre su Fandom

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