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Assassinio (Abu'l Nuqoud)

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Eraicon - AC1.png

Assassinio è la rappresentazione virtuale di una delle memorie genetiche di Altaïr Ibn-La'Ahad, rivissuta da Desmond Miles nel 2012 attraverso l'Animus.

Descrizione

Altaïr Ibn-La'Ahad s'infiltra nel palazzo di Abu'l Nuqoud dove assiste ad un discorso dell'uomo per i suoi invitati. Scoperte le intenzioni di Abu'l di uccidere tutti i presenti, Altaïr raggiunge il suo obiettivo e lo assassina.

Dialoghi

Altaïr Ibn-La'Ahad entra nel palazzo del Re dei Mercanti. Poco dopo, Abu'l Nuqoud si affaccia dal balcone dei suoi alloggi per dare il benvenuto ai suoi invitati.

Assassinio (Abu'l Nuqoud) 2.png

Altaïr ascolta il discorso di Abu'l Nuqoud per i presenti.

  • Abu'l: Benvenuti, benvenuti! Grazie a tutti voi per essere qui con me questa sera. Vi prego: mangiate, bevete, godetevi tutti i piaceri che ho da offrirvi. Fate con comodo! Io attendo.

La fontana al centro del palazzo inizia a riempirsi di vino. Gli invitati riempiono le loro coppe.

  • Abu'l: Spero sia tutto di vostro gradimento.
  • Invitati: (Gioiscono)
  • Abu'l: Bene, bene. Mi allieta vedervi tutti così felici. Perché questi sono tempi bui, amici miei, e dobbiamo godere di tutto questo, finché possiamo. La guerra minaccia di consumarci tutti, Salah Al'Din combatte valorosamente per ciò in cui crede, e voi l'avete sempre sostenuto senza domande. È la vostra generosità che ha permesso alla sua campagna di proseguire. Propongo perciò, un brindisi! A voi, miei cari amici. Che ci avete portato dove siamo adesso. Che possiate ottenere tutto ciò che meritate.

Un forte applauso viene sollevato dagli invitati radunati in cortile.

  • Abu'l: Quanta cortesia! Non vi credevo tanto garbati! Voi così rapidi a giudicarmi. E così crudeli.

Gli invitati si guardano tra loro, sorpresi dalle parole di Abu'l.

  • Abu'l: Oh, non fingete sorpresa! Mi prendete per uno sciocco? Credete che non abbia udito ciò che sussurrate alle mie spalle? Ebbene, sì, e temo di non poterne più. Ma non è per questo che vi ho convocato qui stasera, no. Voglio parlarvi di questa guerra, e del vostro ruolo in essa. Regalate il vostro denaro in tutta fretta, pur sapendo che provoca migliaia di morti. Non sapete neanche perché combattete. "Per la Santità della Terra Santa", direste; o "l'inclinazione malvagia del nemico". Ma quelle che vi raccontate... sono menzogne!
    (Risata) No. Tutta questa sofferenza nasce dalla paura e dall'odio. Vi infastidisce che siano diversi, come vi infastidisce che lo sia anch'io.

Abu'l afferra la coppa di vino e beve, per poi continuare il discorso.

  • Abu'l: Compassione, pietà, tolleranza. Queste parole non significano nulla, per voi. E nemmeno per quegli invasori infedeli che hanno razziato la nostra terra in cerca d'oro e di gloria! Perciò, io dico basta! Mi sono votato ad un'altra causa che darà vita ad un nuovo mondo! In cui tutti potranno vivere fianco a fianco, in pace. (Sbuffa) Peccato che nessuno di voi vivrà per vederlo.

Gli invitati attorno alla fontana da cui hanno attinto il vino, sono colpiti da una tosse violenta, ed uno ad uno si accasciano a terra, avvelenati.

  • Abu'l: (Ai suoi uomini) Uccidete chiunque tenti di fuggire!

Nel cortile si scatena il panico, e molti invitati si danno alla fuga, mentre molti arcieri appostati lungo il perimetro del palazzo scoccano frecce contro di loro. Altaïr mantiene la calma e, trovati gli appigli giusti, raggiunge Abu'l e lo assassina con la lama celata.

Assassinio (Abu'l Nuqoud) 7.png

Gli ultimi momenti di Abu'l Nuqoud.

  • Altaïr: Riposate ora. Le loro parole non possono più nuocervi.
  • Abu'l: Dimmi, perché hai fatto questo?
  • Altaïr: Avete rubato denaro ai vostri sudditi, l'avete destinato a qualche ignoto proposito. Voglio sapere dov'è finito e perché.
  • Abu'l: Guardami. La mia stessa natura è un affronto alla gente che governavo, e queste nobili vesti riuscivano a malapena a soffocare le loro grida d'odio.
  • Altaïr: Dunque è una questione di vendetta?
  • Abu'l: No, non di vendetta, ma di coscienza. Come potevo finanziare una guerra al servizio dello stesso Dio che mi ritiene un abominio?
  • Altaïr: Se non servite la causa di Saladino, allora quella di chi?
  • Abu'l: Col tempo, li conoscerai. Credo, anzi, che tu l'abbia già fatto.
  • Altaïr: Ma perché nascondersi? E perché questi misfatti?
  • Abu'l: Cos'ha di diverso dal tuo lavoro? Tu prendi la vita di uomini e donne forte nella convinzione che la loro morte migliorerà la sorte di coloro che rimangono. Un male minore per un bene superiore. Noi siamo simili.
  • Altaïr: No! Non lo siamo affatto.
  • Abu'l: Ah, ma te lo leggo negli occhi, il dubbio. Voi non potete fermarci. Avremo il nostro "Nuovo Mondo".

Altaïr fugge dal palazzo di Abu'l e torna alla dimora degli Assassini.

  • Rafiq: Mi è giunta voce del tuo successo, Altaïr.
  • Altaïr: Il regno del terrore di Abu'l Nuqoud è al termine.
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Altaïr mostra la piuma al Rafiq.

Altaïr mostra la piuma intrisa del sangue di Abu'l al Rafiq.

  • Rafiq: Lieto di sentirlo.
  • Altaïr: Li ha uccisi. Gli invitati alla sua festa. Col veleno, uno strumento da codardi. Li incolpava della guerra. Diceva di volervi porvi fine.
  • Rafiq: Strano. D'altro canto il Re dei Mercanti era noto per essere un po'... eccentrico. Forse era solo un sintomo della sua follia.
  • Altaïr: È possibile.
  • Rafiq: Non sembri convinto. Parla con Al Mualim. Potrebbe darti una spiegazione migliore.
  • Altaïr: Sì, vedremo cosa ha da dire...

Altaïr lascia Damasco per tornare a Masyaf da Al Mualim.

Altaïr arriva a Masyaf e si reca nella fortezza per fare rapporto al suo maestro Al Mualim.

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Altaïr parla con Al Mualim.

  • Al Mualim: Vieni, Altaïr. Parla con me un momento.
  • Altaïr: Come desiderate.
  • Al Mualim: È giunta voce del tuo successo. Hai la mia gratitudine e quella del regno. Liberare quelle città dai loro corrotti governanti, favorirà senza dubbio la causa della pace.
  • Altaïr: Come fate a esserne certo?
  • Al Mualim: I sistemi con la quale gli uomini governano si riflettono sulla loro gente. Mentre tu mondi la città dalla corruzione, guarisci i cuori delle menti di coloro che li amano.
  • Altaïr: I nostri nemici dissentirebbero.
  • Al Mualim: Che vuoi dire?
  • Altaïr: Ogni uomo che ho ucciso mi ha confessato strane cose. Essi non provano rimorso. Persino nella morte essi sono sicuri del loro successo. Benché non lo ammettano direttamente, c'è un legame tra di essi. Ne sono sicuro.
  • Al Mualim: C'è una differenza, Altaïr, tra ciò che ci viene detto essere vero, e ciò che vediamo essere vero. Molti uomini non si curano di tale distinzione. È più facile così. Ma in quanto Assassino, è nella tua natura osservare, interrogarsi.
  • Altaïr: Allora cos'è che lega quegli uomini?
  • Al Mualim: Ah, ma in quanto Assassino, è anche tuo dovere frenare quei pensieri e confidare nel tuo Maestro. Perché non può esistere vera pace senza ordine. E l'ordine richiede autorità.
  • Altaïr: Parlate per enigmi, Maestro! Mi elogiate per essere perspicace e poi mi chiedete di non esserlo. Che devo fare?!
  • Al Mualim: La domanda avrà risposta, quando non avrai più bisogno di chiedere.
  • Altaïr: Suppongo non mi abbiate convocato solo per una lezione.
  • Al Mualim: Molto bene. Ti vengono di novo restituiti un rango ed un'arma. Restano ancora due governanti. Va' e poni fine al loro dominio.

Risultato

Altaïr assassina Abu'l Nuqoud e torna a Masyaf per ricevere nuovi ordini da Al Mualim.

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