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Assassinio (Garniero di Naplusa)

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Eraicon - AC1.png

Assassinio è la rappresentazione virtuale di una delle memorie genetiche di Altaïr Ibn-La'Ahad, rivissuta da Desmond Miles nel 2012 attraverso l'Animus.

Descrizione

Altaïr Ibn-La'Ahad si infiltra nella fortezza dei Cavalieri Ospitalieri, dove assiste ad un paziente che fugge, visibilmente impaurito, che grida alla folla riunita i crudeli esperimenti di Garniero di Naplusa. Dopo la conclusione del trambusto, l'Assassino entra nello spazio isolato in cui lavora Garniero all'interno della fortezza, e lo uccide.

Dialoghi

Altaïr Ibn-La'Ahad si infiltra nella fortezza degli Ospitalieri, in cui un paziente fugge impaurito per i corridoi, inseguito da due guardie.

Assassinio (Garniero di Naplusa) 1.png

Altaïr osserva Garniero ed il suo paziente.

  • Paziente: No, aiuto! Aiutatemi! Aiutatemi, vi prego! Dovete aiutarmi!

Il paziente viene bloccato e malmenato dalle guardie. Subito dopo, Garniero arriva in sala dall'entrata principale per capire da dove proviene il trambusto creatosi, seguito dalle guardie.

  • Garniero: (Alle guardie) Basta, figlioli! Vi ho chiesto di prelevare il paziente, non di ucciderlo!
    (Al paziente) Avanti, avanti. Andrà tutto bene.
  • Paziente: No!
  • Garniero: Su, dammi la mano.
  • Paziente: Non mi toccate! Vi prego!
  • Garniero: Ricaccia la paura, altrimenti non posso aiutarti.
  • Paziente: Aiutarmi, come avete fatto con gli altri?! Avete preso le loro anime! Io ho visto! Io ho visto! Ma la mia no! No! Non l'avrete!

Garniero, in assoluto silenzio, schiaffeggia il paziente.

  • Garniero: Cerca di controllarti! Credi che questo mi faccia piacere? Credi che voglia farti male? Ma non mi lasci altra scelta.

Il paziente, divincolandosi, riesce per un attimo liberarsi parzialmente dalla stretta di una delle guardie.

  • Paziente: Ogni sua parola, nasconde un secondo fine! Sono tutte bugie e inganni! Non sarà contento finché non ci chineremo tutti dinanzi a lui!

Il paziente viene bloccato di nuovo e portato nuovamente ai piedi di Garniero.

  • Garniero: Non avresti dovuto farlo.
    (Alle guardie) Riportatelo ai suoi alloggi! Tornerò quando avrò finito di curarmi degli altri.
  • Paziente: Non potete trattenermi! Fuggirò di nuovo!
  • Garniero: No. Infatti.
    (Alle guardie) Spettategli le gambe.

Mentre due guardie tengono fermo il paziente, un'altra gli spezza entrambe le gambe. Subito dopo, il paziente, che grida dal dolore, viene trascinato via all'interno della fortezza.

  • Garniero: Mi dispiace.
    (Alla folla riunita) Non avete niente di meglio da fare?!

La folla si disperde e Garniero torna nella fortezza con le guardie. Altaïr cammina senza farsi notare per i corridoi, fino a raggiungere Garniero, impegnato a curare alcuni pazienti.
Al momento opportuno, l'Assassino riesce a superare le guardie e ad uccidere Garniero.

Assassinio (Garniero di Naplusa) 3.png

Altaïr pedina Garniero all'interno della fortezza.

  • Altaïr: Liberatevi del fardello.
  • Garniero: Ah, ora avrò riposo, è? Il sogno senza fine mi chiama. Ma prima di chiudere gli occhi, devo sapere: che ne sarà dei miei figlioli?
  • Altaïr: Coloro che avete fatto soffrire con crudeli esperimenti? ora saranno liberi di tornare alle loro case.
  • Garniero: Case? Quali case? le fogne? I bordelli? Le prigioni dalle quali li ho tirati fuori?
  • Altaïr: Avete preso quelle persone contro la loro volontà.
  • Garniero: Sì. Per quanto poca potessero averne. Sei davvero così ingenuo? Accontenti un bambino piangente, solo perché frigna? "Ma voglio giocare col fuoco, padre." Che cosa gli diresti? "Fa come credi." Ah... la tua risposta lo farebbe ustionare.
  • Altaïr: Quelli non sono bambini. Ma uomini e donne cresciuti.
  • Garniero: Nel corpo, forse, ma non nella mente. Era quello il danno che cercavo di riparare. Lo ammetto, senza il manufatto che voi ci avete... rubato, i miei progressi sono rallentati. Ma ci sono le erbe, misturi ed estratti. Le mie guardie ne sono la prova. Erano dei pazzi, prima che li trovassi e li liberassi dalle prigioni della loro stessa mente. (Sospira) E alla mia morte, pazzi ritorneranno.
  • Altaïr: Credete davvero di averli aiutati?
  • Garniero: Non è ciò che credo, è ciò che so.

Garniero muore, e Altaïr intinge la piuma nel suo sangue. Dopodichè, inseguito dalle guardie, fugge dalla fortezza per tornare alla dimora degli Assassini. Seminate le guardie, l'Assassino arriva alla dimora dove parla con Jabal.

Assassinio (Garniero di Naplusa) 5.png

Altaïr mostra la piuma intrisa del sangue di Garniero a Jabal.

  • Jabal: Quali nuove, Altaïr?

Altaïr mostra la piuma di sangue.

  • Altaïr: Garniero è morto.
  • Jabal: Allora dovresti tornare a Masyaf con notizie della tua vittoria.
  • Altaïr: C'è qualcos'altro.
  • Jabal: Parlamene, dunque. O vuoi che ti legga la mente?
  • Altaïr: Cosa credi che volesse da quelli sventurati? Che gradissero gli esperimenti che conduceva su di loro?
  • Jabal: Il tuo compito non è chiedere, Altaïr, ma agire. Non importa che cosa facesse o perché, conta solo che sia morto.
  • Altaïr: Ma sembrava che credesse davvero di aiutare quella gente.
  • Jabal: È ciò che hai veduto.
  • Altaïr: No. Ciò che ho veduto non era un luogo di cura, ma di pena.
  • Jabal: Allora perché ne stiamo discutendo?
  • Altaïr: Io... non lo so. Scorda ciò che ho detto.
  • Jabal: Hm, l'ho già fatto.

Altaïr lascia la dimora degli Assassini e la città di Acri per dirigersi alla fortezza di Masyaf, dove fare rapporto ad Al Mualim.

Altaïr arriva a Masyaf e si reca dal maestro.

Assassinio (Garniero di Naplusa) 6.png

Altaïr parla con Al Mualim.

  • Al Mualim: Hai notizie per me, Altaïr?
  • Altaïr: Garniero di Naplusa è morto.
  • Al Mualim: Eccellente! Non potevamo sperare in un esito più propizio.
  • Altaïr: Tuttavia...
  • Al Mualim: Che c'è?
  • Altaïr: Egli affermava la nobiltà della sua opera. E ripensarci coloro che ritenevamo suoi prigionieri sembravano essergli grati. Non tutti, certo, ma abbastanza da farmi chiedere: come riusciva a trasformare i nemici in amici?
  • Al Mualim: Coloro che comandano troveranno sempre dei modi per farsi obbedire. È questo che li fa comandare. Quando le parole falliscono ricorrono al denaro. Quando esso non basta, si avvalgono di cose più basse; corruzione, minacce e altri tipi di inganno. Esistono piante, Altaïr, erbe da terre lontane, capaci di distaccare dai propri sensi. E tale è il piacere che procurano, che gli uomini possono diventarne schiavi.
  • Altaïr: Pensate che fossero drogati? Avvelenati?
  • Al Mualim: Sì, se davvero era come mi hai descritto.
  • Altaïr: Erbe... Certo uno strano metodo di controllo.
  • Al Mualim: I nostri nemici mi hanno accusato di fare lo stesso.
  • Altaïr: La promessa del paradiso...
  • Al Mualim: Pensano che sia un giardino, pieno di donne e piaceri. E io vi drogo come faceva Garniero con i suoi, e che vi tenti con le sue delizie.
  • Altaïr: Essi non conoscono la verità.
  • Al Mualim: Ed è così che deve essere.
  • Altaïr: Ma se lo sapessero, che ciò che vogliamo è la pace...
  • Al Mualim: Non avrebbero più paura di noi, e non non avremmo presa su di loro. Vai, è tempo di proseguire il tuo lavoro. Hai riottenuto un altro rango, e un altro pezzo dell'equipaggiamento. Parleremo di nuovo quando il prossimo sarà caduto.

Risultato

Altaïr assassina Garniero di Naplusa, e torna a Masyaf per fare rapporto ad Al Mualim.

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