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Assassinio (Guglielmo del Monferrato)

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Eraicon - AC1.png

Assassinio è la rappresentazione virtuale di una delle memorie genetiche di Altaïr Ibn-La'Ahad, rivissuta da Desmond Miles nel 2012 attraverso l'Animus.

Descrizione

Altaïr Ibn-La'Ahad si reca alla cittadella di Acri, dove vede Guglielmo del Monferrato discutere con Riccardo I d'Inghilterra. Dopo la partenza di Riccardo, Guglielmo rientra nella fortezza: approfittando della sua distrazione, Altaïr si infiltra nella cittadella e lo assassina.

Dialoghi

Altaïr Ibn-La'Ahad giunge davanti alla cittadella, dove si è radunata una folla. Dalla fortezza esce Riccardo I d'Inghilterra, seguito dalla scorta e da Guglielmo del Monferrato.

Assassinio (Guglielmo del Monferrato) 1.png

Guglielmo discute con Re Riccardo.

  • Riccardo: Tremila anni, Guglielmo. Mi era stato detto che li avremmo tenuti in prigionia, e consegnati in cambio dei nostri uomini.
  • Guglielmo: I Saraceni non avrebbero mai onorato l'accordo. Lo sapete anche voi. Vi ho reso un favore.
  • Riccardo: (Risata) Oh sì, davvero un bel favore. Ora i nostri nemici saranno ancora più determinati. Combatteranno con maggior vigore.
  • Guglielmo: Conosco bene i nostri nemici. Non ne saranno incoraggiati, ne saranno atterriti!
  • Riccardo: Dite, com'è conoscete così bene gli intenti del nemico? Voi che preferite le trame politiche al campo di battaglia.
  • Guglielmo: Ho fatto il mio dovere, ciò che era giusto.
  • Riccardo: Avete giurato di sostenere l'opera di Dio, Guglielmo! Ma non è ciò che vedo qui. No, vedo un uomo che la mortifica.
  • Guglielmo: Le vostre parole sono aspre, mio sire. Speravo ormai di essermi guadagnato la vostra fiducia.
  • Riccardo: Siete il reggente di Acri, Guglielmo. Governate in mia vece. Quanta altra fiducia volete? Vorreste forse la mia corona?
  • Guglielmo: Proprio non capite. Ma non è una novità.
  • Riccardo: Non intendo sprecare la giornata a blaterare con voi, ho una guerra da combattere. Ne riparleremo un'altra volta.
  • Guglielmo: Non vi trattengo oltre allora, vostra grazia.

Re Riccardo lancia al galoppo il suo destriero, allontanandosi.

  • Guglielmo: Non ci sarà posto per quelli come lui nel nuovo mondo.

Guglielmo si volta e parla con uno dei suoi uomini.

  • Guglielmo: Avvisa che intendo parlare ai soldati. Bisogna che ognuno faccia la sua parte. Avvertili che qualunque negligenza sarà severamente punita. Oggi non sono dell'uomre di scherzare.
  • Soldato: Sì, mio signore.
  • Guglielmo: (Ai restanti soldati) Voi altri, seguitemi.

Guglielmo ed i suoi uomini si recano nella cittadella.
Altaïr riesce ad infiltrarsi furtivamente all'interno di essa, raggiungendo Guglielmo nel bel mezzo del suo discorso ai soldati.

Assassinio (Guglielmo del Monferrato) 4.png

Guglielmo fa giustiziare due dei suoi uomini.

  • Guglielmo: Ho appena conferito con il Re, e ho cattive nuove. Siamo accusati di essere venuti meno ai nostri doveri. Egli non riconosce il valore del nostro contributo alla causa.
  • Soldati: Vergogna!
    Che può saperne lui!
    Si inganna!
  • Guglielmo: Pace, pace! Frenate la lingua! Sì, egli dice il falso, ma le sue parole non sono prive di valore. Basta aggirarsi qui ed è facile trovare il fallo, vedere l'imperfezione. Temo che siamo diventati fiacchi e oziosi!
  • Soldati:' Giammai!
    Siamo ligi al dovere!
    Perché dite questo?
  • Guglielmo: Ho visto come vi addestrate. Vi difettano convinzione e impegno. Parlottate e giocate a soldi. Trascurate i vostri compiti o li svolgete con incuria. Da oggi si volta pagina. Non tollererò oltre questo stato di degrado, perché che lo capiate o meno, e dovreste, la colpa è solo vostra. Avete causato onta a tutti noi! Capacità e dedizione ci hanno fatto prendere Acri, ed esse saranno necessarie per tenerla. Sono stato troppo indulgente a quanto pare, ma ora basta! Vi addestrerete più duramente e più spesso. Se ciò significa saltare i passi o le ore di sonno, pazienza! E se doveste mancare a questi compiti apprenderete il vero significato della disciplina. Conduceteli qui.

Due soldati vengono condotti davanti a Guglielmo.

  • Guglielmo: Se devo fare di voi degli esempi per garantire l'obbedienza, ebbene sia. Voi due siete accusati di aver frequentato prostitute e bevuto in servizio. Che cosa avete da dire a vostra discolpa?
  • Soldato 1: Mio signore, vi prego, non intendevamo nuocere.
  • Soldato 2: Ci siamo lasciati andare. Non accadrà più.
  • Guglielmo: No, di certo.

I due soldati vengono giustiziati sul posto.

  • Guglielmo: L'inosservanza del dovere è contagiosa. Verrà sradicata e distrutta. In questo modo impediremo che si diffonda. Mi avete inteso!?
  • Soldati: Sì, mio signore!
    Sicuro!
    Ai vostri ordini!
  • Guglielmo: Bene, bene! Tornate alle vostre mansioni, dunque. Con una ritrovata fermezza! Siate saldi e concentrati, e trionferemo. Vacillate, però, e raggiungerete questi uomini! Siatene certi! Andate!

Guglielmo congeda i soldati e torna al suo dovere. Non appena si ritrova solo, Altaïr lo assassina.

Assassinio (Guglielmo del Monferrato) 5.png

Altaïr assassina Guglielmo.

  • Altaïr: Riposate ora. Le vostre macchinazioni sono finite.
  • Guglielmo: Che ne sai del mio lavoro?
  • Altaïr: So che intendevate far uccidere Riccardo, e consegnare Acri a vostro figlio Corrado.
  • Guglielmo: (Risata) Corrado? Mio figlio è un asino e incapace di guidare un esercito, figuriamoci un regno. E Riccardo, ciò che non, non è meglio, accecato com'è dalla fede del trascendente. Acri non appartiene a nessuno di loro.
  • Altaïr: A chi dunque?
  • Guglielmo: La città appartiene alla sua gente.
  • Altaïr: Come potete parlare per gli abitanti? Avete rubato loro il cibo, li avete puniti senza pietà, li avete obbligati a servirvi.
  • Guglielmo: Tutto ciò che ho fatto, l'ho fatto per prepararli al nuovo mondo. Ho rubato loro il cibo? No, l'ho messo da parte in modo da poterlo razionare in tempi si ristrettezza. (Tossisce) Guardati attorno, il mio distretto è privo di crimini, tranne quelli commessi da te e dai tuoi simili. Quanto alle reclute, non venivano addestrate a combattere, veniva loro insegnato il valore dell'ordine e della disciplina. Non mi paiono degli atti malvagi.
  • Altaïr: Per quanto reputiate nobili le vostre intenzioni, quegli atti sono crudeli e non possono continuare.
  • Guglielmo: (Risata) Vedremo quanto saranno dolci i frutti del tuo lavoro. Tu non liberi le città come credi, le mandi in rovina. E alla fine potrai biasimare solo te stesso. Tu, che parli di buone intenzioni...

Altaïr fugge dalla cittadella e torna alla dimora degli Assassini.

Assassinio (Guglielmo del Monferrato) 6.png

Altaïr mostra a Jabal la piuma intrisa del sangue di Guglielmo.

  • Jabal: Che novità, Altaïr?
  • Altaïr: Guglielmo del Monferrato è morto. E con lui i suoi piani di tradimento.
  • Jabal: Sei stato abile a strappargli Acri di mano.
  • Altaïr: Ma perché ora, i Crociati hanno bisogno più che mai di unità. Poteva aspettare.
  • Jabal: Aspettare che cosa? Che Riccardo tornasse e scoprisse i suoi intrighi? No. Per lui era il momento ideale per colpire.
  • Altaïr: Che strano. Ero sicuro che volesse prendere Acri per Corrado. Ma ha affermato che non era così.
  • Jabal: Non fidarti della parola di un serpente, anche se sta morendo produce veleno.
  • Altaïr: Dovrei parlarne con Al Mualim.
  • Jabal: Sì, amico. Corri a Masyaf. Sono certo che è ansioso di avere notizie.

Altaïr arriva a Masyaf e si reca nello studio del maestro.

  • Al Mualim: Vieni, Altaïr. Dammi notizie dei tuoi progressi.
  • Altaïr: Ho fatto quanto m'avete chiesto.
  • Al Mualim: Bene, bene. Sento che i tuoi pensieri sono altrove. Apri il tuo cuore.
  • Altaïr: Ogni uomo che mi mandate ad uccidere mi rivolge parole criptiche. Ogni volta vengo da voi in cerca di risposte. E ogni volta ottengo solo enigmi. Ma ora basta!
  • Al Mualim: Chi sei tu per dire "basta"?
  • Altaïr: Sono l'artefice degli omicidi. Se volete che continui, per una volta dovrete parlare chiaro.
  • Al Mualim: Misura le parole, ragazzo. Non mi piace il tuo tono.
  • Altaïr: E a me non piacciono i vostri raggiri!
  • Al Mualim: Ti ho offerto l'occasione di riacquistare l'onore perduto.
  • Altaïr: Non perduto, strappato, da voi! E poi mi avete mandato a riprenderlo come se fossi un cane da riporto!
  • Al Mualim: (Afferrando la spada sulla scrivania) Pare che dovrò trovarne un altro. Peccato, avevi mostrato un grande potenziale.
  • Altaïr: Credo che se ci fosse un altro lo avreste impiegato da tempo. Avete detto che otterrò risposta alla mia domanda quando non avrò più bisogno di chiedere. Quindi non chiedo, esigo che mi diciate cosa lega quegli uomini!
  • Al Mualim: Ciò che dici è vero. Quegli uomini sono legati da un patto di sangue non dissimile al nostro.
  • Altaïr: Chi sono!?
  • Al Mualim: (Riponendo la spada sulla scrivania) Non nobis Domine, non nobis.
  • Altaïr: Templari.
  • Al Mualim: Ora capisci la vera influenza di Roberto di Sable.
  • Altaïr: Tutti quegli uomini: governatori di città, comandanti di eserciti.
  • Al Mualim: Hanno tutti giurato fedeltà alla sua causa.
  • Altaïr: Il loro operato non va' considerato singolarmente, ma nell'insieme. Che cosa vogliono?
  • Al Mualim: La conquista. Vogliono la Terra Santa non nel nome di Dio, ma bensì per se stessi!
  • Altaïr: E Riccardo? Salāḥ ad-Dīn?
  • Al Mualim: Chiunque si opponga ai Templari, verrà eliminato. Sta certo che dispongono dei mezzi per farlo.
  • Altaïr: Allora devono essere fermati.
  • Al Mualim: È questo il fine del nostro lavoro, Altaïr. Per garantirci un futuro libero da cose simili.
Assassinio (Guglielmo del Monferrato) 7.png

Altaïr discute con Al Mualim.

  • Altaïr: Perché mi avete nascosto la verità?
  • Al Mualim: Perché tu squarciassi il velo da solo. Come in ogni incarico, la conoscenza precede l'azione. Ciò che si apprende da soli, è più prezioso di ciò che veniamo a sapere. Tra l'altro, la tua recente condotta non aveva ispirato molta fiducia.
  • Altaïr: Capisco.
  • Al Mualim: Altaïr, la tua missione non è cambiata. Muta solo il contesto nel quale la percepisci.
  • Altaïr: Ora che ne sono consapevole, potrò capire meglio i Templari che restano.
  • Al Mualim: C'è qualcos'altro che desideri sapere?
  • Altaïr: Che ne è stato del tesoro che Malik ha recuperato nel tempio? Roberto sembrava bramoso di riaverlo.
  • Al Mualim: Col tempo, Altaïr, tutto apparirà chiaro. Come hai scoperto il ruolo dei Templari, così sarà per la natura del tesoro. Per ora, ti conforti il fatto, che non è in mano a loro. Ma nelle nostre.
  • Altaïr: Se ciò è il vostro volere.
  • Al Mualim: Lo è. Hai riacquistato un altro rango. Riprenditi l'arma. Usala per portare onore alla confraternita.
    Ah, Altaïr. Prima che tu vada.
  • Altaïr: Sì?
  • Al Mualim: Come sapevi che non ti avrei ucciso?
  • Altaïr: A dire il vero, maestro, non lo sapevo. Ho avuto fede.

Risultato

Altaïr assassina Guglielmo del Monferrato, e torna a Masyaf per fare rapporto ad Al Mualim.

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