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Bastoni dell'Eden

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"Meglio nelle mani della Terra, che nelle mani dell'uomo."
―Mario Auditore commenta la scomparsa del Bastone dell'Eden del Papa nel 1492[src]

I Bastoni dell'Eden sono dei Frutti dell'Eden risalenti alla Prima Civilizzazione, creati con l'obiettivo di controllare la mente degli umani. Quest'ultimi li videro sin dalla loro creazione come la rappresentazione materiale di sovranità e imperialismo. Dal XX secolo le Abstergo Industries li classificarono come FDE#34.

Molti di questi manufatti passarono alla storia come Scettri Papali e Scettri imperiali russi, in quanto furono utilizzati per diversi secoli dai massimi esponenti dello Stato Pontificio e della Russia zarista; anche alcuni faraoni d'Egitto erano impossesso di un Bastone dell'Eden.

Storia

Origini

Il primo utilizzatore conosciuto di un Bastone fu il profeta Mosè, che utilizzò il suo potere per dividere in due il Mar Rosso, liberando gli israeliani dall'Egitto. Nel trascorrere dei secoli, una di queste reliquie venne ottenuta dal faraone Shabataka, il quale sfruttò il suo potere per salire al trono durante il VII secolo a.C.

Anche Alessandro Magno, imperatore di Macedonia, sfruttò un manufatto entrato in suo possesso durante la sua campagna militare in Asia. Alessandro, con tutta probabilità, perse il Bastone dopo essere stato avvelenato dall'Assassina Iltani nel 323 a.C.

Scettro Papale

Secoli dopo, un Bastone dell'Eden entrò in possesso di Giovanni Battista e successivamente di San Pietro, che lo utilizzò per diventare il capo della religione cristiana e di conseguenza il primo Papa. Da quel momento il manufatto si trasmise da pontefice a pontefice, sinché nel 1492 entrò in possesso di Rodrigo Borgia, Gran Maestro dell'Ordine dei Templari.

Questi fu uno dei pochi possessori conosciuti del Bastone ad aver amplificato gli effetti della reliquia unendolo ad una Mela dell'Eden. Rodrigo perse il Bastone dopo essersi scontrato con l'Assassino Ezio Auditore da Firenze nella Cappella Sistina; quest'ultimo lo usò per accedere alla Cripta Vaticana. Una volta uscito dalla cripta, Ezio tentò ti togliere il Bastone dalla sua postazione, ma nonostante i suoi sforzi il Bastone venne inevitabilmente risucchiato nel sottosuolo.

Scettro imperiale russo

Nel 1839, l'Assassino Arbaaz Mir e il suo servo muto Raza Soora videro una statua di Durga, un membro della Prima Civilizzazione, reggere tra le mani diversi Frutti dell'Eden, tra cui un Bastone dell'Eden. Tale statua si trovava nelle rovine dei Precursori al di sotto del Tempio d'Oro. Nel XX secolo un Bastone dell'Eden entrò tra i beni ereditari della famiglia zarista dei Romanov. Questi, e in particolare Alessandro III, sfruttarono il potere del manufatto per mantenere inviolato il regime monarchico della Russia.

Il 28 ottobre 1888, Alessandro utilizzò il Bastone dell'Eden per confrontarsi con l'Assassino Nikolai Orelov a bordo del treno imperiale di ritorno a San Pietroburgo. Il giorno stesso avvenne il Disastro ferroviario di Borki. Dopo la sua morte, Alessandro lasciò il manufatto in ereditò a suo figlio, salito al trono zarista come Nicola II. Tuttavia lo scettro utilizzato dallo zar non era altro che un falso, in quanto quello reale era stato rubato dal monaco Grigori Rasputin.

Egli lo portò al centro sperimentale di Tunguska per sottoporlo a degli esperimenti. Nell'estate del 1908 però, gli Assassini contattarono il loro alleato Nikola Tesla, offrendogli la possibilità di donare loro il Bastone e di rifarsi sui Templari che lo avevano screditato. L'evento fu però causa dell'Esplosione di Tunguska, un catastrofico eventi cui sopravvisse unicamente Nikolai Orelov. Durante l'esplosione il Bastone venne distrutto, salvo una scheggia riesumata da Rasputin e poi trafugata dalla sua tomba da Nikolai. Successivamente essa entrò in possesso di sua figlia Nadya Orelov, ultimo possessore della scheggia conosciuto.

Poteri

Creato per il controllo della mente e del corpo degli uomini, i Bastoni dell'Eden potevano anche essere collegati alle Mele dell'Eden, inseribili nell'incavo presente nella parte alta del manufatto. Tale combinazione aveva come risultato un amplificazione dei poteri e del controllo mentale, oltre alla possibilità di schiudere la Cripta Vaticana nella Basilica di San Pietro a Roma. Inoltre, il Bastone era dotato di una punta all'estremità del manico e pertanto poteva anche essere impugnato come una lancia, come fece Rodrigo Borgia nello scontro con Ezio Auditore nel 1499.

Inoltre il manufatto aveva anche dei poteri propri, quali la levitazione e la possibilità di rendersi invisibili. Ma se queste proprietà siano dei veri e propri poteri e delle semplici illusioni, è ancora un fattore sconosciuto. Quando Nikolai Orelov si avvicinò al Bastone durante l'evento di Tunguska egli iniziò a sentire diverse voci dal passato, come se il Bastone fungesse anche da un registratore di memorie.

Galleria

Curiosità

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