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Derinkuyu

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Derinkuyu era una città nascosta situata nella Cappadocia, divenuta un rifugio per molti Bizantini dopo la caduta di Costantinopoli per mano dell'Impero Ottomano.

La maggior parte della città era nascosta sotto terra, con solo un paio di lucernari per far penetrare dal cratere centrale la luce del sole.

Storia

Covo dei Templari

Durante il XVI secolo, dopo essere stati cacciati da Roma dagli Assassini[1], i Templari spostarono il loro quartier generale nella città[2], riempendo le strade di Bizantini.

Il responsabile della spedizione di Masyaf, Manuele Paleologo, ha risieduto a Derinkuyu per un po' di tempo dopo che la sua famiglia perse il trono dell'Impero Ottomano. Manuele e i suoi alleati hanno rinforzato la città, e sia lui che il suo assistente, nonché membro dell'Ordine dei Templari, Shahkulu, detenevano il controllo della città all'interno delle sue mura.

Nel 1511, dopo aver negoziato l'acquisto di alcune armi da guerra con Tarik Barleti, il capitano dei Giannizzeri, Manuele non per caso, decise che la spedizione doveva esser fatta nella roccaforte di Derinkuyu. Nello stesso anno, Tarik mandò le sue spie Ottomane che avevano lo scopo di osservare le attività dei Templari in città, e poi riferirle ai Giannizzeri: dopo aver ottenuto informazioni più che sufficienti, Tarik organizzò un piano per attaccare i Bizantini, nel luogo in cui si sentivano più sicuri, cioè in Cappadocia.[2]

L'infiltrazione di Ezio

La Città Nascosta 3.png

Ezio arriva in Cappadocia.

Nel marzo del 1512, il Mentore degli Assassini Italiani Ezio Auditore da Firenze sbarcò in città grazie al confratello Piri Reis, al fine di trovare l'ultima Chiave di Masyaf per accedere alla biblioteca di Altaïr Ibn-La'Ahad. Lì, incontra una delle spie di Tarik, una giovane donna di nome Dilara, che lo informa della cattura di tutti i suoi compagni la settimana precedente.

Quando i due si separarono, Ezio girò per la città, sentendo due Templari Bizantini che parlavano di una nuova cattura: quella di Dilara, imprigionata nel carcere di Derinkuyu. Nel discorso, hanno anche parlato della guardia del corpo di Manuele Paleologo, Shahkulu, e di come si preparava per uccidere lei e tutte le altre spie.

Però non avevano la chiave della cella di Dilara, allora Ezio si apprestò nell'andarla a recuperare al mercato, dove si trovava la guardia che la custodiva. Arrivato a destinazione, Ezio borseggiò il Bizantino e la recuperò.[2]

L'uccisione di Shahkulu

Il Rinnegato 2.png

Ezio e Dilara osservano Shahkulu.

Liberata Dilara, con lei Ezio si apprestò ad andare nella cappella di Derinkuyu, dove Shahkulu stava uccidendo le altre spie Ottomane. L'Assassino e la spia arrivarono appena in tempo nel vedere il Rinnegato assassinare un altro delatore, Janos. Per fermare Shahkulu, Ezio si arrampicò sulla cappella, e, arrivato su una sporgenza, saltò e lo assassinò, ma non è finita qui: l'armatura era troppo spessa, quindi Ezio non riuscì a penetrarla, allora Shahkulu mise le mani al collo dell'Assassino, che resistette all'attacco a sorpresa, quindi nacque un combattimento corpo a corpo che vide come vincitore Ezio.

Dopo aver ucciso Shahkulu, Ezio si rese conto che poteva infiammare la polvere pirica, consegnata a Manuele Paleologo, per gettare la città nel panico. Quindi, Ezio partì per la fortezza di Derinkuyu.[2]

Il confronto con Manuele

L'Ultimo Dei Paleologi 4.png

Ezio si confronta con Manuele.

Arrivato nella fortezza, che custodiva sia gli armamenti, sia i fucili, l'Assassino trovò la polvere da sparo, che accese, creando così un'esplosione a catena che arse quasi tutta la recinzione della roccaforte. Visto che la protezione era in legno, il fuoco si estese per tutta la città, soffocandola dal fumo e dalle fiamme.

Dopo aver sentito la forte esplosione nel deposito di armi, Manuele Paleologo si precipitò fuori in una zona molto alta, per avere una visione molto ampia e chiara della città. Lì, Manuele cominciò a chiamare tutti i cittadini terrorizzati, per predicargli calma. Mentre parlava, da lontano scorse un uomo, e, quando si accorse che era Ezio, fuggì. Mentre fuggiva, il Bizantino ordinò alle guardie di bloccare e uccidere l'Assassino, fino a quando non si chiuse dietro un grande cancello della città, lasciando Ezio solo con cinque guardie. Ezio si sbarazzò dei Templari e scavalcò il cancello. Manuele continuò la sua corsa, ma fino ad un certo punto, infatti si ritrovò davanti a sé solamente un fiume; si confrontò quindi con l'Assassino, che però lo uccise in poco tempo.

Ezio, allora, prese l'ultima Chiave di Masyaf, in possesso di Manuele. Però per l'Assassino non è finita; infatti si confrontò con il principe Ahmet su una barca che gli rivelò di essere un Templare anche lui.

Durante la conversazione, Ahmet ordinò ai suoi uomini di uccidere Ezio, prima di ritornare a Costantinopoli. Purtroppo per il principe, l'Assassino si sbarazzò delle sue guardie, e scappò.[2]

Evacuazione della città

Fuga 5.png

Ezio fuori da Derinkuyu.

L'incendio che Ezio ha provocato facendo esplodere la polvere pirica, ha fatto soffocare la città dal fumo e dalle fiamme, costringendo i cittadini all'evacuazione. L'Assassino fuggì assiame ad altri civili, molti dei quali sono stati uccisi per la sovrabbondanza di fumo denso all'interno della grotta, o per le macerie cadute di edifici in fiamme.

Durante l'operazione di evacuazione, le esplosioni circa ogni dieci secondi, si facevano sempre più dense e più assordanti, facendo perdere forze anche ad Ezio, che però nonostante tutto, riuscì ad uscire da Derinkuyu, e a prendere nuovamente il largo verso Costantinopoli.[2]

Curiosità

  • Derinkuyu letteralmente significa "pozzo profondo".
  • A Derinkuyu c'è solo un punto d'osservazione.
  • Nella città, Ezio non poteva perdere la notorietà.

Galleria

Note

  1. Assassin's Creed: Brotherhood
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 Assassin's Creed: Revelations

Inoltre su Fandom

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