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Distruzione della Grande Catena

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"Signor Auditore! In città gira voce che tu stia per lasciarci. [...] Ma nessuno di voi andrà da nessuna parte, per ora. I Giannizzeri hanno teso la Catena per chiudere la bocca del Corno d'Oro."
―Yusuf parla con Ezio[src]

La distruzione della Grande Catena ebbe luogo durante il Rinascimento, nel 1511, evento in cui l'Assassino Ezio Auditore da Firenze distrusse la Grande Catena del Corno d'Oro di Costantinopoli per salpare verso la Cappadocia.

Antefatto

Ezio Auditore, dopo aver trovato la quarta Chiave della biblioteca segreta di Masyaf, si mise sulle tracce di Manuele Paleologo, nipote dell'ultimo imperatore bizantino e Templare a capo del tentativo di restaurare l'impero della sua famiglia.

Per ottenere quest'informazione, tuttavia, Ezio aveva ucciso Tarik Barleti, capitano dei Giannizzeri che Solimano pensava avesse tradito gli ottomani. In punto di morte, Tarik rivelò ad Ezio che aveva finto di collaborare con i Bizantini solo per scoprire dove si trovava il loro esercito, cioè in Cappadocia, a Derinkuyu.

La distruzione

A Vele Spiegate 6.png

La bomba alla base della torre esplode.

Mentre si dirigeva al porto per imbarcarsi sulla nave che Solimano aveva messo a sua disposizione, Ezio incontrò Yusuf Tazim, il leader degli Assassini turchi. Questi gli spiegò che i Giannizzeri volevano assolutamente catturare l'uccisore di Tarik e per evitare che lasciasse la città avevano tirato la Grande Catena e istituito un blocco navale.

Yusuf regalò al fiorentino una bomba molto più potente di quelle che usavano normalmente e che gli sarebbe servita a distruggere una delle torri del porto che sosteneva la grande catena. Mentre Yusuf si allontanava per radunare gli Assassini, Ezio si diresse verso una torre e, dopo aver posizionato la bomba, la fece esplodere sparando con la pistola celata. La torre crollò, cosa che causò l'affondamento della catena.

La fuga

Piri Reis: Non molto discreto come approccio.
Ezio: Ah, già. Scusa il ritardo.
―Piri ed Ezio sulla nave[src]
A Vele Spiegate 9.png

Ezio usa il cannone a fuoco greco.

Ezio si allontanò rapidamente dalla torre che stava crollando grazie ad una fune tesa e raggiunse i moli. Lì, mentre gli Assassini combattevano contro le guardie, Ezio usò un cannone a fuoco greco per incendiare le navi del blocco navale. Ciò permise alla nave di Ezio di partire: il Mentore riuscì a farsi strada tra le navi in fiamme e raggiunse la nave, che scoprì essere capitanata da Piri Reis, anch'egli un Assassino. Mentre nel Corno d'Oro le imbarcazioni in fiamme cominciavano ad affondare, la nave di Piri si diresse verso il mar di Marmara.

Conseguenze

Dopo la distruzione della catena e l'affondamento delle imbarcazioni del blocco navale, Ezio arrivò in Cappadocia senza particolari problemi. In seguito vi rintracciò e uccise Manuele Paleologo, ottenendo così l'ultima chiave. I Giannizzeri continueranno a cercare l'assassino di Tarik sino all'anno seguente, quando Solimano dirà loro di considerare gli Assassini come alleati.

Galleria

Fonti

Inoltre su Fandom

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