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Edward Kelley

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Eraicon - Project Legacy.png

"Il libro ha un potenziale sconfinato! Ho bisogno del vostro aiuto per sbloccare le sue formule! Potremmo lavorare alla corte imperiale! Produrre oro è solo il primo passo!"
―Edward Kelley parlando del libro di Abramo[src]
PL Incubi.jpg

Edward Kelley.

Edward Kelley (11 agosto 1555 – 1 novembre 1597) oppure noto come Edward Tabolt, è stato un alchimista e glottoteta britannico della corte imperiale romana di Rodolfo II nel XVI secolo. Divenne una delle figure più note del campo alchemico per via della sua collaborazione con il collega John Dee, con il quale riuscì a scoprire la trasmutazione dei metalli vili in oro.

Tutto questo grazie allo studio di uno dei tomi del libro di Abramo in suo possesso. Praticò anche qualche rituale esoterico con una sfera di cristallo; secondo le cronache, grazie ad essa Kelley era in grado di evocare e parlare con gli angeli. Era inoltre il padre adottivo di Elizabeth Jane e John Francis Weston; dopo la sua morte, la sua persona venne avvolta da un alone di mistero, che lo incarnò come la figura dell'alchimista ciarlatano.

Biografia

Primi anni

Kelley nacque a nella contea inglese di Worcester, il 1 agosto 1555. La sua gioventù rimane per buona parte sconosciuta, ma secondo i primi riferimenti egli avrebbe fatto come primo lavoro l'apprendista in una farmacia. Dopo ciò si iscrisse con tutta probabilità all'università di Oxford sotto il nome di Talbot.

Anche se le fonti sulla sua effettiva carriera universitaria sono incerte, è sicuro che Kelley ricevette una certa educazione, conosceva il latino e probabilmente un po' di greco. Successivamente si trasferì a Lancaster, dove iniziò a praticare il mestiere di medico e farmacista. Secondo diverse voci popolari venne più volte messo alla gogna con accuse di contraffazione e falsità pubbliche.

Chiaroveggenza e alchimia

Alcuni anni dopo, Kelley iniziò ad interessarsi alle pratiche di chiaroveggenza; in circostanze misteriose ottenne anche una sfera di cristallo, un Frutto dell'Eden che a sua insaputa gli permetteva di accedere al Nexus per parlare con i membri della Prima Civilizzazione, da lui visti come figure angeliche. Nel 1582 Kelley incontrò John Dee, un noto alchimista suo connazionale che già da tempo aveva vanamente tentato di completare una seduta di chiaroveggenza.

Edward invece gli dichiarò di esserne capace e dopo avergli dato una dimostrazione pratica, Dee decise di prenderlo come suo chiaroveggente personale. Divenuti colleghi i due iniziarono a spendere sempre più tempo nelle loro sedute di chiaroveggenza, anche se ben presto Kelley si rivelò più interessato all'alchimia. Difatti nel 1583 ottenne da un tale mastro Husey il volume un volume del libro di Abramo - un manoscritto di alchimia dall'incredibile potere. Circa in quello stesso anno, Kelley si sposò e adottò due giovane orfani di nome Elizabeth Jane e John Francis Weston.

Poco tempo dopo, lui e Dee iniziarono un viaggio per l'Europa, nel tentativo di ottenere il patronato di qualche nobile per cui mettersi al servizio. Inizialmente incontrarono l'interesse del principe polacco Albert Lasky. Lo accompagnarono per alcuni mesi in giro per l'Europa, per poi essere licenziati. Così provarono ad ottenere il patronato del re polacco Stefano I a Cracovia, ma senza successo. Nel 1586 pertanto si misero al servizio del conte boemo Vilem Rožmberk. Ciò comportò il trasferimento con le loro famiglie a Třeboň, vicino Praga.

Trasmutazione

"Non dovresti giocherellare con questo libro, Kelley! Non puoi immaginare il male che contiene! Vi sono scritti più di semplici numeri! [...] Il libro ti distruggerà."
―John Dee avverte Kelley[src]

Alcuni mesi dopo il loro trasferimento nel regno di Boemia, Kelley si stancò delle infruttuose sedute di chiaroveggenza che Dee gli proponeva di fare con la sfera di cristallo. Pertanto rivelò al suo collega che gli "angeli" avevano ordinato loro di condividere tutto ciò che avevano, comprese le mogli. Seppur rammaricato, Dee accettò quanto detto da Edward. Quest'ultimo potè così dedicarsi ai suoi esperimenti alchemici, che sotto il patronato di Rožmberk lo stavano rendendo fruttuosamente ricco.

PL Orgoglio.jpg

Kelley trasmuta della materia in oro.

In particolare Kelley iniziò a studiare, con il disappunto di Dee, le formule del tomo di Abramo donatogli anni prima da mastro Husey. Con l'ausilio del potere del libro, Edward riuscì a fabbricare una speciale polverina rossa, la quale gli conferì l'innata produzione di oro zecchino attraverso una speciale procedura - secondo la sua figliastra Elizabeth, gridava sempre in uno strano linguaggio gutturale ed eseguiva movenze alquanto sinistre.

Ma ben presto Dee iniziò a stufarsi delle continue pressioni del collega, che desiderava aumentare le creazioni di oro per entrare nella corte imperiale alchemica - cosa propostagli dallo stesso Rodolfo II. Dee gli ordinò invece di cessare con le sue folli sperimentazioni, sostenendo che ben presto il tomo di Abramo lo avrebbe distrutto. Edward però ignorò quanto dettogli da John; i dissapori crebbero al punto che nel 1589, dopo due anni dal loro trasferimento, Dee decise di partire per l'Inghilterra portando con sé il libro.

Mistero del golem

Alchimista: Ho sentito che un killer gira di notte, bersagliando nobili - e alchimisti! Dicono che è un mostro! Un gigante!
Kelley: Alcuni dicono che non sia nemmeno umano.
―Kelley e un collega parlano del golem[src]

Nonostante la perdita del libro di Abramo, Kelley continuò i suoi esperimenti sulla trasmutazione in oro, tentando in qualunque modo di compiacere l'imperatore e farsi ammettere alla sua corte come alchimista. Il sovrano dunque lo mise sotto il suo protettorato, donandogli un laboratorio migliore al castello cittadino; il regalo comportò il trasferimento della famiglia Kelley in città. Edward continuò ad utilizzare metodi alternativi di trasmutazione, tentando di replicare le formule del libro. Nessuna delle sue prove ebbe però successo. Nel frattempo a Praga iniziò a girare voce di un abilissimo killer che bersagliava i nobili e gli alchimisti di Rodolfo II.

PL Alchimisti.jpg

La riunione degli alchimisti.

Ben presto quest'ultimo richiamò in consiglio tutti gli alchimisti, Kelley compreso - quel giorno era presente anche Elizabeth, che Edward aveva portato nella sua bottega come regalo per il suo decimo compleanno. Dalla riunione gli alchimisti conclusero che il killer non poteva essere umano, e pertanto vennero assegnate un manipolo di guardie a scorta di ogni alchimista.

All'alba del mattino dopo, Edward ed Elizabeth si incamminarono verso casa con la loro scorta; in quell'occasione la piccola vide il killer: un golem. Quest'ultimo rivelò alla bambina che era sua intenzione uccidere il padre, ma che non lo avrebbe fatto dato il suo intervento. Dopodiché il golem fuggì.

Ultimi anni e morte

"Liberami, Messaggero Divino, liberami! Guardiano Celeste, guida la mia caduta!"
―Kelley si suicida[src]
PL Caduta.jpg

Edward sul punto di suicidarsi.

Negli anni successivi Edward tentò sempre più invano di replicare la trasmutazione in oro fatta con il libro di Abramo, al punto che Rodolfo II si stancò delle sue continue richieste e promesse, facendolo imprigionare con l'accusa di falsità e tradimento. Kelley intanto iniziò a soffrire degli effetti collaterali derivati dal troppo uso del tomo magico, accusando un lento ma devastante decadimento psicologico. Tuttavia gli venne concessa una seconda possibilità nel 1591.

Venne ripristinato il suo status, scarcerato e ricondotto nella sua dimora - seppur strettamente sorvegliato dalle guardie imperiali. Un mese dopo, nuovamente insoddisfatto dei continui e deludenti risultati degli esperimenti di Edward, lo fece ributtare in galera. Alla fine nel 1597, giunse al culmine della sua follia gettandosi dalla torre del castello in cui era detenuto; tutto sotto gli occhi di una sedicenne Elizabeth che era venuta a trovarlo. Nelle sue ultime parole, sostenne la saggezza di Dee nell'evitare l'uso del libro.

Curiosità

  • Nel XX secolo l'esoterista Aleister Crowley sosteneva di essere la reincarnazione di Kelley.

Fonti

Inoltre su Fandom

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