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Festività: Capitolo 2 - DATA-DUMP S00.S02

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Eraicon - Project Legacy.png

DATA-DUMP S00.S02, capitolo 2 della serie "Festività" del gioco su Facebook Assassin's Creed: Project Legacy.

Polzuchaya Tvar

Non mi considero più un crociato per il cambiamento, ma devo trovare la scheggia del manufatto. Prima, però, ho bisogno di imparare di più su di esso.

Dettagli dei ricordi

Soggetto: Nikolai Orelov
Luogo: Krasnoyarsk, Siberia
Periodo: 1917 d.C

Inverno siberiano

La strada per Krasnoyarsk è solitaria. Il cielo è scuro, senza luna. La neve scricchiola sotto gli zoccoli del mio cavallo. Tremo, ma non a causa del freddo.

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Inverno siberiano.

  • Sono già stato qui - o qui vicino - non molto tempo fa. Senza dubbio gli abitanti di Krasnoyarsk hanno sentito la scossa dell’esplosione.
  • Ero più giovane allora, dedito, ma arrogante e arrabbiato. Tuttavia ho seguito il piano del Mentore alla lettera, convinto che la vittoria della Confraternita fosse tutto ciò che contava.
  • Krasnoyarsk è tranquilla. Il mio arrivo, nel pieno della notte, rimarrà inosservato. I miei affari qui termineranno presto- a patto che trovi ciò che cerco.
  • Passo la Cattedrale Svyato-Troitsky di Krasnoyarsk, ma non posso fare a meno di pensare a quella fatidica notte, quando lo Scettro Reale è andato in frantumi. Ho bisogno di concentrarmi.
  • Sono arrivato! Le mura che circondano il manicomio sono semplici da scalare. Le guardie sono poche; la maggior parte ubriache. Scivolo all’interno, silenziosamente, raggiungendo il mio obiettivo.
  • È seduta da sola nella sua cella. Il suo viso, orribilmente sfigurato, ha un buco dove dovrebbe esserci un naso. Il “mostro” che stavo cercando - più repellente della Baba Yaga!

Il manicomio

Fa scorrere le sue dita incrinate sopra la testa calva, fissandomi. I suoi occhi, gentili nonostante il viso apparentemente inumano, sono ipnotici. Non riesco a guardare altrove.

PL Il manicomio.jpg

Il manicomio.

  • "Khioniya Kuzminichna Guseva", dico piuttosto duramente. “Hai tentato di uccidere il monaco Grigori Rasputin.” Annuisce; un gesto a malapena percettibile.
  • Questa patetica serratura non mi fornisce alcuna sfida. Apro la porta e Guseva indietreggia di diversi passi. “Non sono qui per giudicare. Cerco solo risposte.”
  • “Non so nulla!” La voce di Guseva è forte, fiduciosa, ma in qualche modo priva di emozione. Tre anni in questa casa di pazzi, eppure sembra alquanto sana.
  • “Potresti conoscere più di quanto pensi.” Lo spero davvero. “Ti offro la libertà. Tutto ciò che chiedo in cambio è che tu risponda a qualche domanda.”
  • “Solo attraverso la morte si può essere davvero liberi.” La voce di Guseva è come la lama di un coltello. Sorride - una smorfia tremenda. “Mi libererai da questa sofferenza!”
  • Ordino a Guseva di seguirmi. Lei esita, quindi le prendo la mano - la mano che ha tenuto il coltello che ha sventrato il Monaco Pazzo - e la guido fuori.

Il santo Diavolo

Una manciata di kopeks sono più che sufficienti per corrompere il prete. Ci sediamo nell’angolo più buio della Cattedrale Svyato-Troitsky. Qui possiamo parlare in privato.

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Il santo Diavolo.

  • Una sciarpa nera copre il viso mostruoso di Guseva, ma i suoi occhi brillano alla luce delle candele. “Dimmi cosa è accaduto,” sussurro.
  • “Ero una discepola di padre Grigori, il santo Diavolo.” Questa non è la voce di una donna matta. “Abbiamo viaggiato verso Pokrovskoe, la sua città natale.”
  • “Era mezza estate.” Guseva abbassa la sciarpa, rivelando il viso devastato. “Un giorno, forse due, dopo la festa per la natività di San Giovanni il Precursore.”
  • “Aspettavo Padre Grigori fuori dalla chiesa, come aveva ordinato. Quando l’ho visto, io… ho caricato, pugnalandolo in profondità, nel ventre.”
  • “Ho sollevato il coltello fino all’ombelico, per assicurarmi che morisse!” La voce di Guseva trema. “Le sue viscere... sono… cadute fuori! Lui... Lui le ha raccolte... E mi ha sorriso!”
  • “Ho urlato: ho ucciso l’Anticristo!. Ma mi sbagliavo. Quale uomo può sopravvivere a questo?” Uno che possiede una scheggia dello Scettro Reale, senza dubbio.

Profezia sinistra

Nell’oscurità, Guseva resta in silenzio, come se stesse aspettando il mio giudizio. Non mi muovo. Non parlo. Lei mi prende la mano, la stringe.

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Profezia sinistra.

  • “Devi capire!” dice infine Guseva. “Il santo Diavolo aveva un potere sulle persone... Su di me! I suoi occhi erano blu. Occhi senza peccato!”
  • “Le cicatrici!” Guseva accarezza il suo volto rovinato. “Il mio naso!” Indica verso il buco dove dovrebbe esserci il suo naso. “Lui me lo ha fatto fare! Il santo Diavolo me lo ha fatto fare!”
  • “Tu hai fatto questo a te stessa?” La mia voce si rompe. Improvvisamente delle lacrime scorrono sul volto sfregiato di Guseva. Naturalmente, Rasputin aveva i mezzi per controllarla.
  • “Usava ripetere: la Morte è accanto a me. Avanza lentamente verso di me come una prostituta. Quel giorno, lui si aspettava che avrei provato a ucciderlo. E che avrei fallito.”
  • “Rasputin ha profetizzato l’attentato alla sua vita,” dico. “Sapeva che non sarebbe morto.” La scheggia del Bastone! Può essere davvero così potente?
  • Guseva prende le mie mani nelle sue. “Poni fine alle mie sofferenze! Adesso!” Non emette un suono quando la mia lama celata le trapassa il cuore. Sorride soltanto.

Fallimento

L’FBI sospetta che Jack Parsons abbia venduto segreti di stato ai comunisti, ma io so che non ha commesso alcun tradimento. Quell’uomo è molto più pericoloso di così.

Dettagli dei ricordi

Soggetto: Thomas Sean Morgan
Luogo: Pasadena, California
Periodo: 17 giugno 1952

Un uomo pericoloso

In qualsiasi altro giorno avrei goduto della guida della mia Studebaker del cinquantuno attraverso le strade di Pasadena. Non oggi, però. Oggi il Dr. von Kármán non sarà contento.

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Un uomo pericoloso.

  • Estraggo il mio Omega e controllo l’orario. È presto, ma il dottore sta già sorseggiando del tè al Terrace, aspettando il mio rapporto su Parsons.
  • Giro a sinistra su Hillcrest, tiro fuori il mio fazzoletto e asciugo il sudore sul mio viso. Quindi parcheggio la Studebaker di fronte al Langham Hotel.
  • Afferro i documenti e le foto che ho studiato in precedenza e li infilo nella ventiquattrore aperta sul sedile del passeggero. In cima ai documenti c’è una foto di Parsons.
  • Lo sguardo fisso dell’uomo è così intenso, così diabolico, che chiudo in fretta la ventiquattrore - per evitare di guardare la sua foto. Mi asciugo la fronte e scendo dalla macchina.
  • Il cameriere mi da un’occhiata mentre gli porgo le chiavi. Normalmente avrei colpito quella sua faccia, ma oggi è il suo giorno fortunato. Ho affari urgenti a cui devo partecipare.
  • “Attento!” Avverto il cameriere mentre aggiusto la cravatta. Il ragazzo è troppo ottuso per sentirsi minacciato; pensa che io mi preoccupi per la macchina.

Genio in declino

Siedo di fronte al Dr. Von Kármán al Terrace. A dispetto della sua età, risulta elegante nel suo completo a righe. “Mr. Morgan. Che cosa hai scoperto?”

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Genio in declino.

  • “Mr. Parsons sembra aver tagliato tutti i legami col mondo esterno.” Mi schiarisco la gola e bevo un sorso d’acqua. Preferirei della birra, o qualcosa di più forte.
  • “Di conseguenza, non ha visto nessuno da quando ha perso la sua autorizzazione di sicurezza alla Caltech, a gennaio.” Appoggio la ventiquattrore sul tavolo. Dov’è quel cameriere?
  • Il Dr. Von Kármán alza una mano e il cameriere riappare. “Scotch per il mio amico. Fallo doppio.” So di non essere suo amico, ma sono orgoglioso di lavorare per quest’uomo.
  • Aspetto che il cameriere si allontani. “Le indagini dell’FBI vanno a vuoto, ma...” Apro la valigetta, rovisto all’interno e tiro fuori un paio di documenti.
  • “...Mr. Parsons ha fatto piani di viaggio per il Messico.” Consegno le ultime fotografie a von Kármán. “Partirà fra qualche giorno. Il venticinque.”
  • “Cosa?!” von Kármán scatta in piedi, lasciando cadere le foto. Avevo la sensazione che sarebbe rimasto sconvolto. “È peggio di quel che temevo! Molto, molto peggio!”

Uomo razzo

Sapevo che von Kármán non sarebbe stato contento di sapere che Parsons stava pianificando di lasciare il paese, ma non pensavo avrebbe reagito così fortemente.

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Uomo razzo.

  • Il cameriere finalmente arriva col mio drink. Il Dr. Von Kármán lo afferra e lo manda giù tutto d’un colpo. “Glenfiddich,” borbotta. Di qualità. “Ora lasciaci!”
  • Il cameriere esita un momento, quindi si allontana. Una parte di me rimpiange di non aver avuto il coraggio di chiedere un altro bicchiere. Dio sa quanto ne ho bisogno!
  • “Sei certo che Jack se ne andrà il venticinque?” Sono sorpreso di sentire Von Kármán chiamare Parsons per nome, ma so quando è meglio non fare domande.
  • “Confermo.” Gli consegno una copia degli arrangiamenti che la moglie di Parsons ha preso con la linea aerea. Il dottore esamina le carte, borbottando in ungherese.
  • “Ha scoperto come far funzionare la formula di Crowley!” urla Von Kármán. “Lo mostrerà... nel giorno di San Giovanni, fra tutti i giorni! Il risultato potrebbe essere peggiore che a Philadelphia nel quatantatrè!”
  • Nell’atrio, il Dr. Von Kármán tenta di raggiungere Parsons al telefono. “Occupato!” Si gira verso di me. “Devi fermarlo! Va al suo laboratorio! Dì a Jack che deve fermarsi! SUBITO!”

La strada del milionario

Non ho mai guidato così veloce in vita mia! Le mie mani sono intorpidite e le mie nocche sono biancastre. Allento la presa sul volante e lascio maggior libertà all’acceleratore.

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La strada del milionario.

  • Giro su South Orange Grove, felice d’essere tutto d’un pezzo. Due Ford nere del quarantanove bloccano la strada, quattro uomini con vestiti altrettanto neri dietro di esse. G-Men!
  • Il peso familiare della Walther nella mia tasca mi è improvvisamente molto confortante. Spengo il motore e controllo l’orario. Le 5:06. Scendo dalla macchina, pronto a rompere qualche costola.
  • Una signora con gioielli fino al collo scende da una delle Ford; un pelato alto il doppio di me dietro di lei. Indossa un abito elegante, e posso dire dal modo in cui si muove che non è una dumb Dora.
  • “La prego di venire con noi, Mr. Morgan.” Sa il mio nome! Il pelato appoggia una mano sulla mia spalla. Il mio gomito sta per fare una visita al suo stomaco, ma mi blocco!
  • La signora indossa una piccola spilla sul suo vestito: Tre rettangoli storti a formare un triangolo! Mi viene un tuffo al cuore. Ora conosco il significato della parola paura!
  • Vengo accecato da un lampo innaturale - una luce più forte di quella del sole! Sento a malapena l’esplosione, ma avverto le sue scosse. Il laboratorio di Parsons! Cos’hanno fatto?

Comme à la guerre

Stanotte, le persone accenderanno falò e celebreranno la nascita di San Giovanni Battista, il Precursore, inconsapevoli che la storia sta per volgere.

Dettagli dei ricordi

Soggetto: Edmund Bailey O'Callaghan
Luogo: Montrèal, Canada
Periodo: 24 giugno 1834

Réformistes

I rintocchi dell’orologio a pendolo di mio padre mi risvegliano dalle mie fantasie. Suona dieci volte. Il giorno è ancora giovane, ma abbiamo molto da controllare per stanotte.

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Réformistes.

  • Attraverso il salotto, controllando costantemente l’orologio. È già passato mezzogiorno. Bussano alla porta! Finalmente! Improvvisamente realizzo di avere la mascella serrata.
  • “Entri, entri!” L’uomo più fidato di Duvernay toglie il suo cappello di feltro ed entra. “Bienvenue chez moi, Monsieur Larose."
  • “Mi scuso per il ritardo, dottore.” Il suo inglese è perfetto. “È tutto pronto per stanotte. Il raduno avverrà, come stabilito.”
  • La nostra storica assemblea si terrà nel giorno di San Giovanni- una data di grande valore per gli Oppressori! Che ironia. “Mr. Duvernay può contare su di voi?”
  • “Mio caro Mr. Larose, non perderei questo incontro per tutto l’oro del mondo.” Il sorriso storto dell’uomo di Duvernay dice tutto.
  • Sono onorato di essere incluso nella celebrazione, di essere parte dell’inevitabile rivoluzione. Le future generazioni ricorderanno questo giorno - 24 giugno 1834.

Patriotes

Il mio “calèche” lentamente percorre le buie strade di Montreal. Sono ansioso di arrivare, ma ho dato istruzioni al conducente di prendere il suo tempo, come si conviene.

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Patriotes.

  • Tutto è tranquillo in rue Saint-Antoine, salvo alcune persone in piedi di fronte alla casa di Mr. McDonnell. “Docteur O’Callaghan!” uno sconosciuto mi saluta.
  • “Lavoro per Mr. McDonnell.” Il suo accento è marcato. “Venga con me, s’il vous plaît.” Scendo dal calèche e lo seguo.
  • La casa dell’avvocato sembra suggestiva, ma l’uomo mi conduce direttamente in giardino, che è pieno di fiori di ogni tipo.
  • Tavoli e tovaglie sono stati posizionati all’aperto. I musicisti siedono in veranda, preparandosi per la sera, quando servitori offriranno vino ad ospiti d’onore.
  • Luci pendono da ogni albero, bagnando il giardino in un bagliore dorato, il che fa apparire il luogo surreale - come ciò che stiamo per fare.
  • Il raduno è anche più impressionante di quanto avevo immaginato. Devono essercene sessanta di noi! Ognuno un riformista, ognuno un patriota.

Santés

Ci riuniamo attorno ai tavoli e l’orchestra comincia a suonare. Le melodie dei violini sono inizialmente ossessionanti, quasi a ricordarci il significato della serata.

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Santés.

  • Molti qui sono canadesi - e membri dell’Aide-toi et le ciel t'aidera -, ma ci sono anche diversi americani e compagni irlandesi.
  • Mr. Duvernay, che ha organizzato questo incontro, schiarisce la sua gola. “Messieurs,” indica verso il sindaco di Montreal, “le Président!”
  • Il sindaco solleva il suo calice. “Alle persone, risorsa primitiva di ogni autorità legittima!” Dopo molti applausi e molti più brindisi, la cena è servita.
  • Sollevo il mio bicchiere. “Al nostro ospite, Mr. McDonnell! E a Mr. Duvernay, che ha organizzato questa soirée!” Quando le acclamazioni calano, Mr. Duvernay si alza.
  • “Mes amis!” dice Duvernay. “Compagni patrioti! Gli oppressori hanno rivendicato il giorno di San Giovanni! Mentre parliamo stanno celebrando la creazione della loro società segreta.”
  • “Questo giorno benedetto non sarà più loro!” Ognuno esulta. “Formeremo la nostra società! Restituiremo questo giorno alla gente!”

Mon pays, mes amours

Dopo cena, i patti sono conclusi e le promesse fatte. Siamo così tanti, uniti contro gli oppressori! Così tanti, pronti a cambiare il mondo!

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Mon pays, mes amour.

  • La musica si ferma. Un uomo comincia a cantare, "Comme le dit un vieil adage..." Uno dei violinisti è scomparso. "Rien n'est si beau que mon pays..."
  • Il canto continua, ma scorgo un uomo scivolare dentro casa. Larose? Lo seguo. Apro la porta e la canzone si conclude. “Ô Canada! mon pays! mes amours!"
  • Non vedo nessuno all’interno della residenza di McDonnell. Sto per annunciare la mia presenza quando sento un tonfo. Il piano di sopra! Cosa intende fare Larose? Corro su per le scale.
  • Uno dei servitori di McDonnell è in un lago di sangue! Il violinista svenuto accanto a lui. “Per favore, resti calmo, dottore.” Mi volto e incrocio Larose.
  • “Il musicista ha ucciso quel povero ragazzo,” spiega Larose. “Non so ancora per quale motivo, ma sta lavorando per "loro". Ho dovuto neutralizzarlo.”
  • Gli oppressori ci stavano spiando! “Tutto è lecito,” dico, “quando le libertà fondamentali sono in pericolo.”

Notte di mezza estate

È passato un anno e un giorno da quando ho ricevuto il nostro regalo di matrimonio da zio John. Oggi, Johannes mi sorprende con un’altra lettera indirizzata a Lady Beth.

Dettagli dei ricordi

Soggetto: Elizabeth Jane Weston
Luogo: Praga, Repubblica Ceca
Periodo: 1604

La lettera

Le mie mani tremano mentre rompo il sigillo sulla lettera di zio John. Non è sciocco che qualcuno così familiare con le lettere si ritrovi così eccitata ricevendone una?

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La lettera.

  • “Lady Beth,” dice la lettera. “Ti prego di accettare le mie scuse per il silenzio prolungato. I miei doveri come direttore a Manchester mi tengono piuttosto occupato.”
  • “Ciononostante, sono venuto a sapere, fra due dibattiti incessanti, dell’imminente arrivo a Praga di una rappresentazione del Bardo dell'Avon.”
  • Il Bardo dell’Avon? Zio John deve riferirsi al drammaturgo inglese William Shakespeare. Ho sentito molto parlare di lui.
  • “Lo scorso anno,” leggo, “ho avuto il piacere di vedere il dramma rappresentato al Globe Theatre a Londra. È stata un’esperienza alquanto illuminante”.
  • “Credo, mia cara Lady Beth, che troverai la rappresentazione di tuo gradimento.” Appoggio la mia testa sulla sedia, sorridendo.
  • Sogno di una Notte di Mezza Estate” è programmata, piuttosto appropriato, per il 21 giugno. Johannes ed io vi assisteremo.

Il dramma

Non sono sorpresa di trovare Vladislav Hall affollata di spettatori. Dopotutto, questa sarà la sola rappresentazione del dramma del Bardo al Castello di Praga.

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Il dramma.

  • La prima parte della rappresentazione è deludente. Tratta di questioni banali, come una figlia che rifiuta di sposare l’uomo che il padre ha scelto per lei.
  • Noto Johannes ridere diverse volte, il che fa sorridere me. Il dramma è in verità piuttosto spiritoso, ma mi aspetto di più dopo la lettera di zio John.
  • Nell’Atto II, Oberon, il re delle Fate, e la sua regina, Titania, entrano. Il dramma diventa più intrigante. Inizio a prestare maggiore attenzione.
  • La trama si complica con Puck, un personaggio enigmatico e alquanto birichino, che crea il caos quando fallisce nell’eseguire gli ordini di Oberon.
  • Puck sta facendo volontariamente cattivo uso del fior d’amore? Serve davvero il re delle Fate, o sta seguendo una propria linea degli eventi segreta?
  • Dopo tanta confusione causata dalle Fate, ai mortali nello spettacolo viene fatto credere che ciò che hanno vissuto nella foresta fosse solo un sogno.

L'imbroglione

Tutti gli attori lasciano il palco, con l’eccezione dell’interprete di Puck. “Se noi ombre vi siamo dispiaciuti,” dice Puck. Sì, le Fate sono ombre...

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L'imbroglione.

  • Puck prosegue: “Immaginate come se veduti ci aveste in sogno.”
  • “E come una visione di fantasia la nostra apparizione. Se vana e insulsa è stata la vicenda,” Perché sottintendere che la vicenda non ha valore? Perché suggerire che il dramma è solo un’illusione?
  • “Gentile pubblico, faremo ammenda; con la vostra benevola clemenza, rimedieremo alla nostra insipienza. E, parola di Puck, spirito onesto,” Sorrido. Puck può essere molte cose, ma non onesto!
  • “se per fortuna a noi capiti questo,” Effettivamente succede. “che possiamo sfuggir, indegnamente, alla lingua forcuta del serpente, ammenda vi farem senza ritardo,” Sì, Puck è il Serpente! L'imbroglione! Il tentatore!
  • “O tacciatemi pure da bugiardo. A tutti buonanotte dico intanto, finito è lo spettacolo e l’incanto. Signori, addio, batteteci le mani, e Robin v’assicura che domani migliorerà della sua parte il canto.”
  • Trasalisco all’improvvisa ondata di applausi. Gli attori tornano in scena e fanno un inchino. Quali segreti, mi chiedo, si celano dietro questa commedia?

L'enigma

Le persone iniziano a lasciare la sala, ma Johannes e io indugiamo. “È stata una bella commedia, no?” Il sorriso di Johannes sembra congelato sul suo viso.

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L'enigma.

  • Di solito gradisco discutere di poesia, letteratura e teatro con mio marito, ma in questo momento la mia testa è altrove. Devo far luce sul significato di questa rappresentazione!
  • “I personaggi inventati sono fantastici!” Annuisco, non prestando attenzione a Johannes. In qualche modo, so che si sbaglia. Io sentivo i personaggi come reali.
  • Cosa ha detto Puck? ”Questi mortali, signore, che sciocchi!” Nelle antiche mitologie, gli dei certamente lo credevano. Hanno giocato con noi mortali a loro piacimento.
  • In sottofondo, Johannes continua ad analizzare il dramma del Bardo. E se Oberon e Titania, le Fate immortali, fossero dei antichi? E se...
  • Titania indossava un diadema, esattamente come Era nel dipinto che zio John mi ha regalato. Una semplice coincidenza, certo, ma se Titania ed Oberon fossero davvero Era e Zeus?
  • Cosa sarebbe Puck, il Serpente? Puck ha sfidato la pazienza di Oberon, come Prometeo sfidò l’onnipotenza di Zeus. Devo scrivere a zio John!

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