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Forlì

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Forlì è una città della Romagna.

Voce Database

L'area in cui sorge Forlì ospitava fin dal Paleolitico insediamenti per la lavorazione della selce, una vocazione industriale che la città si porta dietro ormai da 800.000 anni. Il nome viene dal latino Forum Livii, in onore di Caio Livio Salinatore, colui che la fondò nel 188 a.C lungo la via Emilia, una delle strade consolari create dai Romani dopo la pacificazione dei Galli nella regione. Al tramonto dell'Impero, passò dalle mani longobarde a quelle della Chiesa, quindi divenne libero comune nell'899. Scatenò quindi la furia del Vaticano, che impiegò i 400 anni successivi a tentare di riprendersela.

Oggetto delle continue ingerenze di Roma, Forlì dovette convivere a lungo con un flusso incessante di razziatori goti, bizantini, longobardi e franchi, oltre che con le annuali alluvioni, problema risolto nel 1050 deviando il corso dei fiumi vicini dal centro urbano.

Come molti liberi comuni, Forlì fu soggetta a un'oligarchia militare alla fine del Duecento e quindi fu governata dalla famiglia degli Ordelaffi, i quali, nonostante il leone che fa le boccacce ben visibile sul loro stemma, non avevano il minimo senso dell'umorismo.

Nel 1480, mentre gli Ordelaffi lottavano fra loro per interessi di successione, il papa intervenne e consegnò la città a suo nipote, Girolamo Riario. Ma le cose non andarono esattamente come previsto dal pontefice: quando Girolamo venne ucciso, la città passò a sua moglie Caterina Sforza, l'Amazzone di Forlì, che lottò con le unghie e con i denti per impedire al Vaticano di impossessarsene. Alla fine, però, Caterina fu sconfitta e Forlì tornò sotto il dominio dello Stato Vaticano.

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