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Giovanni Borgia

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Giovanni Borgia
ACPL Giovanni Borgia.png
Informazioni biografiche
Nato

3 marzo 1498[1]
Roma, Stato Pontificio

Morto

1548

Periodo storico

Rinascimento

Informazioni politiche
Affiliazioni

Assassini

Altre informazioni
Appare in

Project Legacy

Giovanni Borgia (1498 – 1548) è stato un membro dell'Ordine degli Assassini, figlio illegittimo di Perotto Calderon e Lucrezia Borgia, e nipote del Gran Maestro Rodrigo Borgia. Dopo la morte del padre biologico, venne adottato dallo zio Cesare Borgia che lo sottopose per alcuni anni ad un duro addestramento.

Successivamente scappò di casa e divenne un Assassino. Durante la sua vita vagò per il mondo visitando il Messico e la Francia. Era in possesso di uno dei Teschi di Cristallo. Inoltre padroneggiava l'abilità soprannaturale nota come occhio dell'aquila. Nel 2012 le Abstergo Industries estrassero le sue memorie genetiche da uno dei suoi discendenti e incaricarono un loro impiegato di riviverle attraverso il Data Dump Scanner.

Biografia

Primi anni

Giovanni nacque segretamente a Roma da Lucrezia Borgia, figlia di Rodrigo Borgia, e dal corriere Perotto Calderon, inviato dagli Assassini per spiare e fornire informazioni sulle attività dei Borgia. Giovanni, però, nacque gravemente malformato, e ci si aspettava che perdesse la vita entro pochi giorni.

PL La Rivelazione.jpg

Giovanni da piccolo, avvolto nella Sindone.

In un disperato tentativo di salvare la vita del figlio, Perotto scappò di prigione, in cui era detenuto a causa della scoperta della sua relazione con Lucrezia, e fuggì ad Agnadello. Egli sapeva che nella città gli Assassini erano a guardia del Frutto dell'Eden conosciuto come la Sindone, che Perotto pensava fosse in grado di guarire il malore di suo figlio.

Una volta arrivati ​​lì, dopo aver ucciso sia gli Assassini che i soldati dei Borgia lungo la sua strada, Perotto avvolse il figlio nella Sindone per farlo guarire. Anche se la Sindone si rifiutò inizialmente di guarirlo, alla fine lo fece con la conseguenza il bambino sarebbe però vissuto "mentalmente alterato". La Sindone inoltre gli trasmise alcuni ricordi relativi al padre e a Marco Giunio Bruto

Addestramento alla corte dei Borgia

Dopo la morte del padre per mano dei suoi stessi confratelli per aver ignorato i principi fondamentali del Credo, Giovanni venne adottato dallo zio Cesare Borgia, che lo crebbe come figlio suo.

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Giovanni durante il suo addestramento alla corte dei Borgia.

Durante la sua permanenza con i Borgia, Giovanni venne sottoposto ad un rigido addestramento, allo scopo di farlo diventare il più crudele possibile. Venne addestrato sia da Cesare che dal suo devoto servitore Micheletto Corella.

Ma Giovanni essendo ancora piccolo crebbe odiando profondamente Cesare e Micheletto.

E quando rifiutava gli addestramenti da parte di quest'ultimo riceveva in cambio solo amare punizioni. Tra un addestramento e l'altro gli veniva concesso di trascorrere del tempo con sua "zia" Lucrezia Borgia tuttavia ella tratteneva dentro di sé il dolore di vedere suo figlio che cresceva in un ambiente di guerra, di odio e di paura.

La Mela dell'Eden

Nel suo tempo libero Giovanni riceveva spesso il permesso di suo nonno Rodrigo Borgia, di "giocare" con una Mela dell'Eden. Mentre il bambino giocava, Rodrigo prendeva appunti sui progressi che compiva maneggiando l'artefatto, ed un giorno Giovanni giocando con la Mela ottenne la capacità di sfuttare il devastante potere di quest'ultima, per plasmare tutti i suoi pensieri in realtà. Secondo gli scritti di Rodrigo, il ragazzo era in grado di far apparire un'aquila dal nulla. Un giorno giovanni prese il manufatto senza il permesso del nonno.

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Giovanni usa il potere della Mela.

Poco dopo venne richiamato da Micheletto per il suo addestramento. Micheletto uccise davanti al giovane un innocente anziano per mostrare a Giovanni cosa significa essere realmente crudeli.

Contrariamente il ragazzo, in preda alla rabbia per la malvagità di Micheletto, estrasse la Mela creando l'immagine di Cesare per spaventare il suo addestratore. Tuttavia Cesare lo scoprì, punendo severamente Giovanni. 

Durante le ore di permesso per maneggiare la Mela, Giovanni si avvalse di un'altro potere dell'artefatto ma questo avvenne quando inciampò accidentalmente su Fiora Cavazza che era stata inviata dagli Assassini come infiltrata per rubare la Mela. Il piccolo Giovanni, credette che la donna era venuta per giocare con lui e allegramente prese il manufatto mettendosi a correre, ed incitando Fiora ad inseguirlo.

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Cesare spedisce Giovanni in camera, mentre trattiene Fiora.

Tuttavia, l'infiltrata credendo che il ragazzo potesse erroneamente avvisare le guardie della sua presenza, si mise ad inseguirlo cercando di strappargli il manufatto. 

Ma improvvisamente il ragazzo attivò il potere della Mela, spaventando la donna. Intanto Cesare venne svegliato dal trambusto e non appena vide Fiora, la atterrò e la catturò. Giovanni chiese a suo "padre" cosa avrebbe fatto a Fiora, ma infuriato Cesare lo spedì in camera dicendogli che le avrebbe fatto molto male.

Incontro con gli Assassini

Nel 1503, all'età di cinque anni Giovanni, stanco della tirannia che subiva da tempo, decise di abbandonare definitivamente la corte dei Borgia e di lasciarsi alle spalle tutti gli anni di dolore e sofferenza subiti. La sua decisione venne appoggiata dal fatto che un giorno un piccione corriere, portò lui una lettera scritta da un uomo misterioso. Dopo questo, Giovanni era determinato più che mai a scappare.

GB4.jpg

Giovanni utilizza l'occhio dell'aquila per individuare l'uomo misterioso.

Nella lettera vi era indicato il luogo di un appuntamento e una condizione, usare gli "altri occhi". Giovanni uscì di nascosto dalla sua residenza e si recò al luogo dell'incontro, una fontana situata in una piazza di Roma.

Una volta arrivato Giovanni si concentrò e attivò la sua abilità innata. Osservando bene la zona circostante il ragazzo notò uno strano uomo incappucciato circondato da un bagliore dorato, arrampicarsi sui tetti, solo pochi secondi dopo il ragazzo capì che era il suo uomo.

Giovanni seguiva l'uomo sulle strade mentre egli correva sui tetti, ma all'improvviso sbucarono due ladri che bloccarono il cammino di Giovanni. Allora per salvare il ragazzo, l'uomo saltò da un tetto uccidendo i due ladri con la sua doppia lama celata.

L'uomo misterioso si presentò come Francesco Vecellio membro dell'Ordine degli Assassini ed ex-apprendista di Perotto Calderon, il suo vero padre. Francesco invitò Giovanni ad entrare nella Confraternita. Molto contento della proposta Giovanni accettò di vivere con i suoi confratelli e di ricevere l'addestramento per diventare un Assassino.

Viaggio in Messico

Già nel 1519, Giovanni ricevette un rigoroso addestramento dall'Ordine e divenne un Assassino in piena regola. Come suo primo compito, egli doveva trovare un antico Frutto dell'Eden, situato in Messico, precisamente nelle rovine della città azteca di Tenonchtitlan. 

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Giovanni nella foresta, dopo essere sbarcato in Messico.

Così, Giovanni si fece assicurare dal marinaio Hernàn Cortés un imbarco per il Nuovo mondo. Non appena giunse nella zona prestabilita, l'Assassino si addentrò nella foresta in cerca di un antico tempio della civiltà azteca. 

Non appena trovò il tempio, Giovanni iniziò ad esplorarne l'interno esaminando man mano, tutti i manufatti che incontrava. Infine eglì senti una strana sensazione, la stessa che provava da piccolo quando maneggiava la Mela.

Seguendo quello strano, ma familiare ronzio Giovanni riuscì a trovare quello che stava cercando. Tuttavia si presentò un inconveniente, l'artefatto era in mano di un sacerdote azteco che lo stava utilizzando per celebrare un rito sacrificale umano con dei miliziani spagnoli. Dopo essersi avvicinato abbastanza, Giovanni uccise il sacerdote e recuperò ciò che cercava. 

Il manufatto si rivelò essere un Teschio di Cristallo.

Collaborazione con Bombastus

Nel 1520, Giovanni fece ritorno in Europa per mostrare ai suoi confratelli il Teschio di Cristallo. Ma prima di mostrarlo alla confraternita decise di soggiornare brevemente nella città di Basilea, per farlo studiare ad un alleato dell'Ordine, il professor Bombastus.

Lo scienziato era convinto di riuscire a scoprire il mistero che racchiudeva il misterioso manufatto definendosi come uno scienziato non comune, che era in grado di comunicare con i soggetti dei suoi esperimenti. Ma nonostante Bombastus, studiò per molto tempo il manufatto, non riuscì a definire una precisa maniera su come adoperare il Teschio.

Phrenology.png

Giovanni mostra a Bombastus il Teschio di Cristallo.

Dato che Giovanni non riuscì a scoprire come usare il manufatto, l'Ordine cominciò a dubitare delle sue capacità e infine venne deciso che il Teschio non era altro che un tesoro ornato. Ma l'Assassino era più ostinato che mai a studiare il Teschio per almeno un arco di vent'anni.

Il libro misterioso

Nel 1527, Giovanni dovette interrompere i suoi studi sul Teschio, dato che incappò erroneamente in uno dei tomi di Bombastus che accennava ad una strana sostanza alchemica nota come Pietra filosofale.

L'Assassino provò a chiedere spiegazioni allo scenziato, ma egli rispose solamente che il libro era incompleto e impreciso, e non sapeva come aiutarlo. Così, Giovanni ripose il libro nella biblioteca del professore e iniziò a cercare un modo per trovare la parte mancante del libro anche grazie al prezioso aiuto dell'ermetista Maria Amiel, l'apprendista di Bombastus.

PL - Risposte.png

Maria e Giovanni nella biblioteca dell'università di Basilea.

Dopo alcune ricerche, i due notarono che il libro era intitolato come "Scienza Divina" e che era stato scritto dall'alchimista Nicholas Flamel, risiedente in Francia precisamente nella magnifica città di Parigi

Dopo aver raggiunto la Francia i due conobbero il nipote di Nicholas, Perenelle Flamel che mostrò loro un grimorio contenente la parte mancante del libro. Gli scritti contenevano molte pratiche ermetiche e simboli pitagorici.

Ciò ricordò a Giovanni l'esistenza di un tempio pitagorico scoperto dal confratello e Mentore degli Assassini Italiani, Ezio Auditore da Firenze nel 1506, nel sottosuolo di Roma.

Ritorno a Basilea

Sulla via del ritorno verso casa, Giovanni insistette con Maria per fare sosta nella cittadina di Troyes, ma non diede una spiegazione precisa alla sua compagna per questa decisione.

Mentre passeggiavano per le strade, l'Assassino si allontanò improvvisamente dalla donna, quest'ultima venne improvvisamente raggiunta da uno strano uomo con una croce rossa stampata sugli abiti. Dopo aver elaborato un piano, l'Assassino si mescolò tra la folla e si avvicinò furtivamente al suo bersaglio per poi mettere fine alla sua vita con la sua lama celata.

L'uomo che Giovanni uccise si rivelò essere un importante messaggero Templare, conosciuto come "La Vipera". Successivamente, Giovanni accusò Maria di essere una cospiratrice del nemico.

PL - Morte improvvisa.png

Giovanni dietro a La Vipera prima di ucciderlo.

Naturalmente la donna negò tutto, e dopo essere stata infangata diverse volte scoppiò in lacrime, ripetendo che ciò di cui era accusata era falso. Di fronte a quell'atto di sincerità, Giovanni non poté dubitare della sincerità della compagna, così si scusò ed insieme ripresero il cammino verso Basilea.

Per evitare di essere rintracciati i due proseguirono il cammino dentro la foresta. Sfortunatamente vennero ugualmente rintracciati dai serventi della croce, che Giovanni seppe facilmente respingere. 

Una volta giunti a destinazione, Giovanni e la sua compagna seppero che Bombastus diede di matto iniziando a bruciare tutti i libri, documenti e carte in suo possesso. Fortunatamente riuscirono a salvare la prima parte del libro completandolo e scoprendo finalmente il suo contenuto.

Il segreto del Teschio

Dopo essere tornato a Basilea si sposò insieme a Maria e così riprese le sue ricerche e i suoi esperimenti sul Teschio di Cristallo. I suoi studi vennero premiati nel 1542, quando scoprì che il manufatto brillava di una strana ma debole luce. Successivamente se il Teschio veniva scosso era in grado di parlare in una lingua sconosciuta, probabilmente di origine molto antica.

Inoltre il manufatto mostrò a Giovanni una visione in cui era presente uno strano uomo vestito in abiti orientali, molto probabilmente di origini cinesi. Nonostante non riuscì a comprendere il significato della visione, Giovanni riferì ai suoi confratelli il potere nascosto dell'artefatto. Ma l'ossessione di Giovanni per il manufatto portò i due alla separazione.

Il Tempio di Pitagora

Qualche tempo dopo aver compreso il significato del Teschio di Cristallo, Giovanni scoprì che il libro di Bombastus conteneva una mappa che portava all'ingresso del Tempio di Pitagora scoperto da Ezio Auditore nel 1506. Nonostante sapesse che il Mentore non trovò nulla all'interno del tempio, Giovanni insistette con Maria per visitarne insieme le rovine.

Dopo essere partiti per Roma i due si avventurarono nelle catacombe della grande città. Dopo una lunga strada, finalmente trovarono l'entrata del tempio, tuttavia per entrare necessitava risolvere un particolare rompicapo.

Quest'ultimo consisteva nel riorganizzare una serie di mattoni nella loro esatta combinazione e di accendere un'urna che illuminava una strada che portava nella sala interna del tempio. La sala mostrava molti simboli inquietanti, numeri e glifi.

PL - Santuario.png

Giovanni e Maria nel Tempio di Pitagora.

In quel momento, Giovanni si trovò parecchio stordito fino al punto di crollare a terra svenuto. Non appena tornò cosciente, l'Assassino si trovò con il volto praticamente deformato, spaventando a morte Maria. Giovanni infine parlò con una voce lontana, molto differente dalla sua, definendosi "Consus, il Dio Erudito".

Morte

Dopo essersi risvegliato all'interno del Tempio di Pitagora, Giovanni vi uscì insieme a Maria. Successivamente continuò a servire fedelmente l'Ordine fino alla sua morte nel 1548 all'età di 50 anni, per motivi sconosciuti e luogo altrettanto sconosciuto.

Eredità

Nel XXI secolo, la multinazionale Abstergo Industries fece analizzare molti ricordi della vita di Giovanni ai soggetti dei propri esperimenti, attraverso l'Animus. I soggetti dell' Abstergo analizzarono la vita dell'Assassino in tutti i suoi dettagli, rivivendo in particolare la sua ricerca del Teschio di Cristallo e le scoperte sul Tempio di Pitagora.

Caratteristiche e personalità

Giovanni era un nobile molto gentile e altruista, uno dei pochi membri dell'Ordine dal carisma molto alto, sempre temerario e vittima di scherzi molto flebili dai suoi confratelli. Parlava sempre a cuor leggero ed era di natura molta allegra. Tuttavia dietro una natura così semplice, si nascondeva una personalità molto temperata tanto che una volta minacciò Bombastus per non aver risposto alle sue domande.

PL - Briganti.png

Giovanni protegge Maria a Parigi.

Era molto serio nel suo lavoro da Assassino diventando molto pacato mentre pianificava strategie, o si concentrava sul suo bersaglio. Anche se era solito proteggere con la vita i suoi alleati, quando vide Maria parlare con i Templari la sua pensiero di fede mancata lo fece infuriare molto. Anche se alla fine fu costretto a riconoscere il suo errore.  

Fin dalla tenera età, Giovanni venne addestrato al sangue, ad allenarsi fino allo stremo delle forze e ad uccidere senza ripensamenti. Inoltre soffriva di molte allucinazioni, probabilmnte un effetto collaterale rilasciato dalla Sindone. Secondo alcune testimonianze egli riviveva parzialmente i ricordi degli altri Assassini in particolare di suo padre, Perotto Calderon e Marco Giunio Bruto.

Durante la sua permanenza con i Borgia egli immaginò di essere Bruto e suo zio come Caio Giulio Cesare tentando l'omicidio. Tuttavia venne catturato e punito da Micheletto. Sembra anche che per tutta la sua vita, Giovanni fosse amico di una figura mistica di nome Conso e che solo egli fosse in grado di vederlo. Questo Conso sembrò essere come il tutore di Giovanni incoraggiandolo ad unirsi agli Assassini e prese il suo possesso nel Tempio di Pitagora.

Vita sentimentale

Maria: Ricordami nuovamente perché ti ho sposato?
Giovanni: Perché ti ho affascinato oltre ogni limite e non ti deluderò mai!
―Maria e Giovanni[src]

Dopo l'incontro con Maria nel 1527, i due non si separarono mai anzi continuarono a rafforzare la loro amicizia nei loro viaggi in Francia e la loro permanenza a Basilea. Lui era molto protettivo nei confronti di Maria, dato che la difendeva dai briganti che volevano derubarli così come dai Templari a Troyes.

PL - Piani di viaggio.png

Giovanni e Maria.

Mentre erano a Troyes, casualmente Maria intrattenne una discussione con uno dei bersagli del suo comapagno. Ma non appena Giovanni uccise l'uomo accusò violentemente Maria di essere un'alleata dei Templari.

Ma dopo aver ammesso il suo errore, le chiese scusa e baciò la sua compagna rivelandole i suoi sentimenti, scoprendo che anch'ella provava lo stesso. Diverso tempo dopo i due si sposarono stabilendosi a Basilea.

Solo più tardi, la donna seppe della fedeltà di suo marito all'Ordine degli Assassini ma ella continuò a sostenerlo nelle sue missioni e nella visita al Tempio di Pitagora. Rimasero insieme fino al 1542 quando per l'ossessione di Giovanni per i suoi studi i due litigarono e si separarono.

Curiosità

  • Giovanni e sua moglie Maria avevano lo stesso nome dei genitori di Ezio Auditore da Firenze, probabilmente per una coincidenza.
  • I ricordi di Mario Auditore sono stati estrapolati dalle memorie di Giovanni.

​Galleria

Note

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