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Il fondo del barile

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Il fondo del barile è la rappresentazione virtuale di una delle memorie genetiche di Arno Dorian, rivissuta da un Iniziato nel 2014 attraverso il sistema Helix dell'Animus.

Descrizione

Il Consiglio degli Assassini esilia Arno dalla Confraternita; questi cade in un profondo stato depressivo.

Dialoghi

Appena Arno entra nella base degli Assassini, due Assassini lo scortano al cospetto del Consiglio. Quando giunge alla loro sala, Sophie Trenet interroga subito il ragazzo al cospetto degli altri membri del Consiglio.

  • Trenet: Che cosa diavolo è successo alla Piazza della Rivoluzione oggi?
  • Arno: Germain era là, e io conosco il suo piano. Dovete...
  • Beylier: Ti avevo detto di lasciare perdere le indagini.
  • Arno: Sì, ma ascoltate...
  • Trenet: "Sì, ma ascoltate"? È così che rispetti la Confraternita?
  • Beylier: Sapevo che sarebbe successo. Lo dicevo a Mirabeau che eri ossessionato dalla tua vendetta!
  • Arno: Per questo sono entrato nella Confraternita!

Hervé Quemar interviene nella discussione.

  • Quemar: Già. Non per via dei nostri ideali, o per servire la nostra causa. Per vendicarti.
  • Arno: Per redimermi!
  • Trenet: Dillo come ti pare. Hai disobbedito agli ordini di questo Consiglio, ucciso bersagli di tua iniziativa e violato il Credo a ogni pié sospinto.

I Maestri iniziano ad osservarsi con accondiscendenza.

Sophie annuisce e torna a rivolgersi ad Arno.

  • Trenet: Alla luce di questi fatti, non mi resta che far votare la tua espulsione. Maestro Beylier?
  • Beylier: Concordo:
  • Arno: Che state?

La Maestra ignora Arno e procede con la votazione.

  • Trenet: Maestro Quemar?
  • Quemar: Concordo.

Trenet rivolge la sua attenzione al ragazzo.

  • Trenet: Arno Dorian, sei stato condannato. Ti privo del tuo grado e titolo e da oggi sarai esiliato dalla Confraternita di Parigi.
  • Arno: State scherzando? Sentite io so cos'ha in mente Germain! Posso fermarlo!
  • Trenet: La decisione del Consiglio è presa. Adesso puoi andare.

I due Assassini gli indicano l'uscita e Arno lascia il covo. Raggiunge quindi la vecchia residenza di Versailles appartenuta alla famiglia de la Serre.
Passano alcuni mesi e un giorno Arno si risveglia dopo una sbornia, cercando del liquore in una bottiglia vuota.

  • Arno: Diavolo.

Il ragazzo si controlla le tasche e nota che manca l'orologio ereditato dal padre.

  • Arno: No, no.

Arno cerca meglio.

  • Arno: Ma dov'è?

Vede un barile di liquore terminato il giorno prima.

Arno si sforza di rammentare le sue ultime dodici ore.

  • Barista: Vattene di qui!
  • Arno: Ma io...
  • Barista: Fuori! Hai già creato abbastanza guai!

Il barista chiude la porta in faccia a Arno.

  • Arno: Bene, mi procurerò il vino in un altro modo.

Arno distrae una guardia con una delle bombe carta in suo possesso.

  • Guardia: Per la miseria cos'è stato? Un petardo?

Arno riesce a raggiunger l'interno del locale e forza la serratura della cantina. Prende un barile e lo porta via. Dunque il ragazzo riesce a ricostruire quanti avvenuto.

  • Arno: È stato ieri notte, forse è ancora là.

Esce dalla tenuta e inizia a dirigersi verso la locanda, scoprendo che il regime del Terrore ha devastato tutta Parigi.

Arno raggiunge il locale e parla con il proprietario.

  • Barista: Oh, Cristo! Di nuovo tu!? Non hai fatto abbastanza danni?
  • Arno: No, io... L'orologio di mio padre. L'hai visto?
  • Barista: No, certo. Chiedilo ai quattro uomini che hai perso a pugni. Idiota.

Arno cerca di rammentare ancora gli avvenimenti della sera precedente.
Arno svuota un'ennesima bottiglia. Un'estremista lo urta.

  • Bandito 1: Attento.

Arno tenta di colpirlo ma il barista lo blocca, invitandolo e desistere.

  • Barista: Non ti conviene.

Arno lo scrolla in malo modo.

  • Arno: Sparisci, vecchio!

Arno colpisce l'uomo che lo spinto, innescando una rissa in cui viene sconfitto in modo scorretto dagli sgherri. Viene portato fuori dal locale, e mentre lo cacciano gli cade l'orologio, che viene raccolto dal loro capo.
Arno torna alla realtà e scorge uno degli sherri affrontati la sera prima.

  • Arno: Tu!
  • Bandito 2: Ehm...
  • Arno: Dov'è il tuo capo?

L'uomo si alza facendo cadere la sedia.

  • Bandito 2: Merda!

L'uomo scavalca la finestra.

  • Arno: No. Torna qui!

Arno riesce a raggiunge l'uomo a cui estorce le informazioni che gli interessano.

  • Arno: Dove?
  • Bandito 2: Al palazzo! Sono al palazzo!
  • Arno: Grazie.

Arno sferra il colpo finale e raggiunge il palazzo reale, dove alcuni banditi sono dediti al saccheggio.

  • Bandito 3: Che bottino!
  • bandito 4: Ma quanta roba! Persino i pitali sono d'oro!

Arno attiva l'occhio dell'aquila e rammenta l'incontro con Élise avvenuto anni prima al ballo di Versailles.

  • Élise: Hai causato parecchio fermento, direi.
  • Arno: Che devo dire? Eri un cattivo esempio.
  • Élise: Oh, eri tu il peggiore!

Il ricordo svanisce e Arno sente alcuni banditi.

  • Bandito 5: Prendo l'argenteria!
  • Bandito 6: Sei contento che siamo qui?
  • Bandito 7: Diavolo! Ma è visone?
  • Bandito 8: Si direbbe.

Arno ricorda anche gli ultimi istanti vissuti con suo padre.

  • Arno: Non posso venire, padre?
  • Charles: Forza, figliolo. Tu resta qui ad aspettarmi. Io tornerò quando la lancetta sarà in cima. Uhm? E... Arno? Niente "esplorazione", uhm?
  • Arno: Sì, padre.

La visione termina e Arno rintraccia il capo dei banditi.

  • Arno: Il mio orologio. Lo rivoglio. Bugiardo.

Arno assassina il capo dei banditi, e fruga nelle sue tasche senza trovare ciò che cerca. Dunque ricorda anche la morte di de la Serre. Affranto, si siede sui gradini della reggia, venendo raggiunto da Élise.

  • Élise: Arno.

Arno alzo lo sguardo su di lei, che gli riconsegna l'orologio che aveva recuperato.

  • Élise: Sei a pezzi.
  • Arno: Sembra che tu voglia qualcosa da me.
  • Élise: Bella cosa da dire dopo che sei sparito!
  • Arno: Mi hai fatto chiaramente capire che non avevi più bisogno di me.
  • Élise: No! Non osare parlarmi in questo modo.
  • Arno: Cosa vuoi che ti dica, Élise? Scusa se non ti ho lasciato morire? Scusa se ci tengo più a te che a uccidere Germain?
  • Élise: Credevo che volessimo la stessa cosa.
  • Arno: Io voglio te! So di portarmi addosso la colpa della morte di tuo padre. E non c'è niente che non farei pur di rimediare. E impedire che tu soffra ancora.

Élise rimane in silenzio.

  • Arno: Se sei qui, hai qualcosa in mente. Che c'è?
  • Élise: Parigi è ormai spaccata in due. Germain ha portato la rivoluzione a nuove vette di orrore. La ghigliottina è all'opera giorno e notte.
  • Arno: E quindi che cosa vuoi che faccia?
  • Élise: L'Arno che amo non farebbe questa domanda.

Prende la mano del ragazzo.

  • Élise: Sei migliore di così. Io ritorno a Parigi. Vieni con me?
  • Arno: Ho ancora una cosa da fare.
  • Élise: Va bene. Io penserò al trasporto. Ma niente guai.

Élise se ne va, voltandosi un'ultima volta.

  • Élise: Sta' attento.

Arno torna a recuperare la sua uniforme da Assassino.

Risultato

Arno ritrova l'orologio di suo padre e riforma l'alleanza con Élise.

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