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Kaniehti:io

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Eraicon - AC3.pngEraicon - Forsaken.png

"A volte Haytham mi manca. Forse mi amava a suo modo. Ma i suoi occhi... I suoi occhi guardavano verso un futuro dominato da lui e dai suoi fratelli Templari. Ho paura di guardare mio figlio negli occhi un giorno e vedere in lui quello stesso sguardo."
―Kaniehti:io riflette sul suo rapporto con Haytham, 1756 circa[src]
Kaniehti:io
Kaniehti-io.png
Informazioni biografiche
Nato

1731
Kanatahséton,
Nord America britannico

Morto

2 novembre 1760
Kanatahséton,
Nord America britannico

Periodo storico

XVIII secolo

Informazioni politiche
Affiliazioni

Kanien'kehá:ka
Assassini (Alleata)

Altre informazioni
Appare in

Assassin's Creed III
Forsaken

Doppiatore

Marcella Silvestri

Kaniehti:io (Kanatahséton, 1731 - Kanatahséton, 2 novembre 1760), conosciuta anche con il diminutivo di Tiio, è stata una Kanien'kehá:ka del villaggio di Kanatahséton vissuta a metà del XVIII secolo. È la madre dell'Assassino Ratonhnhaké:ton ed un'antenata di Desmond Miles.

Durante la sua vita, Kaniehti:io dimostrò di avere il desiderio di fermare la graduale ed inesorabile espansione dei coloni inglesi verso le terre dei Kanien'kehá:ka, al contrario dei suoi concittadini, che ritenevano più saggio mantenere la neutralità al fine di proteggere il loro sacro santuario. Pensò di avere trovato un aiuto per i suoi propositi nel Templare Haytham Kenway, che era alla ricerca del santuario sacro. I due ebbero una breve relazione, il cui risultato fu il concepimento di un bambino, che la donna tenne nascosto all'uomo e che chiamò Ratonhnhaké:ton.

Quando il bambino era ancora molto piccolo, Kaniehti:io morì durante un attacco al villaggio ordinato da George Washington. Tuttavia, per gran parte della sua vita, Ratonhnhaké:ton credette che il responsabile della morte della madre fosse il Templare Charles Lee su ordine di Haytham Kenway, uno dei motivi che spinse il giovane a combattere i Templari al fianco degli Assassini.

Biografia

Giovinezza

Kaniehti:io nacque nel 1731 nel villaggio Kanien'kehá:ka di Kanatahséton. Figlia della Grande Madre, Kaniehti:io venne cresciuta fin da giovanissima affinché avesse potuto sostituirla come guida della comunità una volta raggiunta l'età adulta. Mentre la maggior parte dei membri delle varie comunità di Kanien'kehá:ka scelsero di ignorare la graduale espansione dei coloni all'interno dei loro territori nonché la crescente tensione tra inglesi e francesi, Kaniehti:io si convinse che essi rappresentassero un serio pericolo.[1]

I membri del villaggio di Kanatahséton scelsero successivamente di rimanere neutrali negli scontri tra le due potenze coloniali allo scopo di mantenere nascosto e difendere il loro santuario sacro, di cui erano stati incaricati della difesa da alcuni spiriti tempo prima. Kaniehti:io cominciò così a discutere con tutti i membri della sua comunità, rifiutando gli ordini dei suoi superiori di mantenere la neutralità negli scontri e si mise alla ricerca di chiunque volesse aiutarla. Ad un certo punto, divenne amica del Mentore degli Assassini coloniali, Achille Davenport.[1]

Incontro con Haytham

Haytham: Io vi ho liberato! Non conta niente per te? Senti, io sono tuo amico.
Kaniehti:io: Qui vicino c'è una collina. Ci vedremo lì e scoprirò se dici il vero.
―Kaniehti:io esprime la sua diffidenza nei confronti di Haytham[src]

Poco prima dello scoppio della guerra tra i coloni inglesi e francesi, Kaniehti:io fu catturata insieme ad altri Kanien'kehá:ka e scortata a Boston per essere consegnata al mercante di schiavi inglese Silas Thatcher. Tuttavia, lungo il tragitto verso il campo dello schiavista, il convoglio su cui viaggiava la donna venne attaccato dal Templare Haytham Kenway e dai suoi compagni, che avevano intenzione di assassinare Silas Thatcher e liberare i Kanien'kehá:ka in modo da dimostrarsi amichevoli e convincerli a mostrargli il luogo in cui si trovava il loro santuario sacro. Poco prima di entrare nel forte di Thatcher, Haytham liberò Kaniehti:io, che fuggì dal luogo immediatamente. Poi, dopo che i Templari assassinarono lo schiavista e liberarono i nativi prigionieri, Kaniehti:io aiutò i membri del suo popolo a fuggire dal forte e ad abbandonare la città di Boston sotto gli occhi di Haytham, che sperava di essere poi ricontattato in futuro per ricevere una ricompensa per il suo aiuto.[2]

Per mesi, Haytham attese il ringraziamento dei Kanien'kehá:ka per l'aiuto che i Templari avevano dato loro, ma invano. Ritenendo che la donna che aveva guidato i nativi fuori dal forte fosse importante per la sua comunità Kanien'kehá:ka e quindi a conoscenza della posizione del tempio dei Precursori, Hyatham incaricò i suoi compagni di individuarla. Infine, nel febbraio del 1755, Kaniehti:io venne localizzata da Charles Lee nella foresta presente nei pressi della città di Lexington, dove si trovava per spiare le truppe guidate dal generale Edward Braddock, che era stato incaricato di cacciare i Kanien'kehá:ka dalle loro terre.[3]

Dopo averla trovata, Haytham e Charles tentarono di avvicinarsi a Kaniehti:io furtivamente. Charles sparò però con la sua pistola ad un lupo che stava per attaccare la donna, salvandole la vita ma rivelando la loro posizione. Notati i due uomini, Kaniehti:io fuggì nella foresta inseguita da Haytham, che infine riuscì a raggiungerla. Dopo essersi presentato, Haytham mostrò alla donna l'amuleto che si era procurato a Londra, che riteneva collegato al tempio dei Precursori. Come sperato dall'uomo, Kaniehti:io riconobbe i simboli presenti sull'amuleto, dicendo di averli già visti solamente nel sacro santuario, aggiungendo però che in realtà non le era concessa nemmeno di parlarne. Nel tentativo di ottenere la fiducia della Kanien'kehá:ka, Haytham le ricordò di averla liberata da Thatcher e si dichiarò suo amico. Kaniehti:io, intenzionata a capire se l'uomo meritasse o meno la sua fiducia e quindi le informazioni sul santuario sacro, gli diede appuntamento su una collina nei pressi di Concord.[3]

Perplessità 12.png

Kaniehti:io ed Haytham discutono a Concord.

Lì, rivelò ad Haytham della posizione in città di numerosi uomini del generale Braddock, intenzionati a cacciare i Kanien'kehá:ka dalle loro terre. Per ottenere la fiducia della donna, Haytham si offrì così di aiutarla ad assassinare Braddock. I due si recarono allora nella taverna di Concord, dove ascoltarono le conversazioni di diversi soldati inglesi, apprendendo della volontà di Braddock di attaccare a breve i francesi ed i loro alleati nativi. Poco prima di lasciare la taverna, tuttavia, Haytham venne fermato da alcuni soldati sospettosi, che scatenarono una rissa da cui il Templare uscì vincitore. Iniziando a fidarsi di Haytham, prima di uscire definitivamente dalla taverna, Kaniehti:io disinfettò una ferita al volto dell'uomo con dell'alcol.[3]

Tempo dopo, i due si rincontrarono nei pressi di Fort St-Mathieu, la base delle truppe di Braddock. Haytham si infiltrò nel forte con l'intenzione di assassinare l'uomo, mentre la Kanien'kehá:ka lo attese fuori, nascosta nella foresta. Al suo ritorno, Haytham spiegò alla donna che Braddock non era presente, ma che era riuscito a scoprire che aveva l'intenzione di attaccare i francesi di stanza a Fort Duquesne nei mesi successivi. Kaniehti:io pensò subito di attaccare la colonna di Braddock nei pressi del fiume Monongahela; disse poi ad Haytham di preparare i suoi uomini per l'agguato e che lo avrebbe contattato quando sarebbe giunto il momento di colpire.[4]

Spedizione di Braddock

Haytham: E tu? Per chi combatti?
Kaniehti:io: Per me stessa.
―Kaniehti:io ed Haytham prima dell'attacco agli uomini di Braddock[src]
La Spedizione Di Braddock 6.png

Kaniehti:io ed Haytham si preparano ad attaccare Braddock.

Mesi dopo, nel luglio del 1755, Kaniehti:io contattò Haytham ed i suoi alleati, avvertendoli del fatto che Braddock e le sue truppe stavano cominciando la loro marcia verso Fort Duquesne. Kaniehti:io guidò così gli uomini fino al fiume Monongahela, nei cui pressi le truppe britanniche sarebbero passate a breve e dove presentò ad Haytham i leader degli Abenaki, Lenape e Shawnee, popoli nativi desiderosi di eliminare Braddock. Grazie all'aiuto dei nativi, Haytham riuscì ad eliminare un ufficiale britannico, di cui poi indossò l'uniforme con cui subito dopo riuscì ad attraversare le fila delle truppe britanniche fino a Braddock.[5]

Prima che Haytham potesse eliminare l'uomo, le forze francesi ed indiane attaccarono i soldati britannici, scatenando una grande confusione, che Braddock sfruttò per sfuggire al suo aguzzino. Raggiunto il suo bersaglio, Haytham venne tuttavia fermato nel tentativo di assassinio da George Washington, l'assistente di Braddock. In quel momento, Kaniehti:io riuscì però a disarmare Washington ed a immobilizzarlo a terra minacciandolo con il suo coltello, permettendo così ad Haytham di raggiungere finalmente Braddock e di ferirlo mortalmente.[5]

La Spedizione Di Braddock 16.png

Il primo bacio tra Kaniehti:io ed Haytham nel santuario.

Con la morte di Braddock, Kaniehti:io ritenne di potersi fidare di Haytham e, come pattuito mesi prima, lo accompagnò nel santuario ritenuto sacro dalla sua comunità, mostrandogli le pitture rupestri al suo interno. Tuttavia, con sorpresa l'amuleto in possesso di Haytham non reagì in nessuna maniera particolare nel luogo, facendo credere all'uomo di avere sbagliato qualcosa nella ricerca del deposito dei Precursori. Notando la delusione di Haytham, la donna gli raccontò le storie narrate dalle pitture rupestri. Infine, Kaniehti:io prese la mano dell'uomo, rivelando di provare dei sentimenti per lui, con cui poi scambiò un bacio; i due si incontrarono poi nuovamente e condivisero dei momenti intimi, durante la quale concepirono un figlio.[5]

I due si incontrarono altre volte, fino a che Kaniethi:io non scoprì l'affiliazione di Haytham all'Ordine dei Templari e del fatto che l'uomo non aveva assassinato Braddock come le aveva assicurato ma che lo aveva semplicemente ferito. Sebbene pochi giorni dopo l'attacco presso il fiume Monongahela il generale Braddock morì effettivamente a causa delle ferite inferte da Haytham, Kaniethi:io cacciò l'uomo credendo di essere stata deliberatamente ingannata e manipolata, tenendogli inoltre nascosta la sua gravidanza.[6]

Ultimi anni e morte

"Devi essere forte, Ratonhnhaké:ton. E molto coraggioso. Ti sentirai solo, ma sappi che io sarò al tuo fianco. Adesso e per sempre. Ti voglio bene."
―Le ultime parole di Kaniehti:io rivolte al figlio[src]

A causa della sua partecipazione all'attacco alle truppe britanniche guidate da Braddock nonostante l'esplicito divieto dei leader della sua comunità, a Kaniethi:io venne preclusa la possibilità di succedere la Grande Madre nel ruolo di guida del villaggio di Kanatahséton. Altro motivo di rottura tra la donna ed i membri della sua comunità fu la relazione avuta con Haytham e la nascita del loro figlio, che la donna chiamò Ratonhnhaké:ton, avvenuta nel 1756; nonostante ciò, i nativi accolsero il piccolo come se fosse uno di loro.[1]

Nascondino 12.png

Kaniehti:io osserva suo figlio prima del crollo della capanna.

Un giorno del 1760, Kaniethi:io permise al figlio di andare a giocare nella foresta con gli altri bambini del villaggio. In quel periodo, un gruppo di Templari guidati da Charles Lee raggiunse il villaggio di Kanatahséton domandando di poter accedere al santuario sacro dei Kanien'kehá:ka; agli uomini venne tuttavia preclusa questa possibilità e lasciarono l'insediamento. All'oscuro della donna, gli uomini avevano però incontrato suo figlio Ratonhnhaké:ton nella foresta poco prima e lo avevano malmenato per divertimento.[7]

Poco dopo, il villaggio venne attaccato e dato alle fiamme da alcuni soldati sotto ordine di George Washington. Nella confusione generata dall'attacco, Kaniehti:io rimase intrappolata sotto un cumulo di detriti all'interno di una delle capanne. Ripresosi dal pestaggio subito, Ratonhnhaké:ton fece ritorno al villaggio, che trovò in fiamme e che credette essere stato attaccato da Charles Lee e dagli altri uomini. Il bambino riuscì a trovare la madre, ma non a liberarla dalle macerie della capanna in fiamme. Kaniehti:io pronunciò delle parole di affetto per il figlio, prima che questo venisse portato via da un abitante del villaggio e prima che la capanna le crollasse addosso, uccidendola.[7]

Realtà alternativa

Corte Di Ingiustizia 6.png

Kaniehti:io tenta il furto dello scettro.

In una realtà alternativa proiettata agli occhi di Ratonhnhaké:ton e George Washington da una Mela dell'Eden, il comandante in capo dell'Esercito Continentale era stata accecato dal potere e si era autoproclamato re degli Stati Uniti d'America, che governava con il pugno di ferro grazie al potere dello stesso Frutto dell'Eden. In questa stessa realtà alternativa, Kaniehti:io non era morta nell'incendio di Kanatahséton e lottava per deporre re Washington.[8] Un giorno, la donna si infiltrò nell'enorme residenza di Washington presente a New York con lo scopo di rubare lo scettro su cui era stata incastonata la Mela dell'Eden. Sebbene a sottrarre il manufatto dalle mani di Washington, Kaniehti:io non riuscì a portarlo all'esterno dell'edificio; durante la fuga il generale Israel Putnam le sparò, colpendo lo scettro e facendoglielo cadere.[9]

Dopodiché, la donna fece ritorno nella frontiera, dove si riunì al figlio, incredulo di vederla ancora viva. Nella strada verso il loro villaggio, i due scoprirono che George Washington aveva invaso la zona con il suo esercito con lo scopo di trovare la ladra che aveva tentato di sottrargli lo scettro. Kaniehti:io ed il figlio combatterono così i soldati dell'esercito di Washington nella città di Concord, incontrando poi lo stesso re a Lexington. In quell'occasione, l'uomo lasciò i due Kanien'kehá:ka alla mercé dei suoi uomini ed espresse l'intenzione di recarsi a distruggere il loro villaggio.[10] Kaniehti:io e Ratonhnhaké:ton fecero così velocemente ritorno verso il loro villaggio, incontrando lungo la strada i due guerrieri Teiowí:sonte e Kahionhaténion, che rivelarono ai due l'intenzione di Oiá:ner di preparare l'infuso dell'Albero Sacro per potenziare i guerrieri Kanien'kehá:ka in modo che potessero contrastare i soldati di Washington. Conoscendo i rischi derivati dall'infuso, Kaniehti:io implorò i due, ma soprattutto il figlio, di non cedere alla tentazione di berlo, in quanto li avrebbe trasformati in persone violente.[11]

Avverti Il Villaggio 12.png

Ratonhnhaké:ton sul corpo senza vita di Kaniehti:io.

Kaniehti:io e Ratonhnhaké:ton raggiunsero il loro villaggio, dove la donna ammonì la Grande Madre per la sua decisione di preparare l'infuso dell'Albero Sacro nonostante ne conoscesse il pericoloso potere e cercò di convincerla che la forza dei guerrieri sarebbe stata sufficiente per sconfiggere Washington. Oiá:ner tuttavia ritenne indispensabile l'utilizzo del potere dell'Albero Sacro per sconfiggere la grande quantità dei soldati dell'esercito del Re, accusando inoltre Kaniehtí:io di essere la causa delle loro disgrazie. Furiosa, Kaniehtí:io lasciò gli altri membri del villaggio e raggiunse la sua capanna, dove donò al figlio le due lame celate del padre, morto anni prima. Subito dopo, l'esercito di Washington attaccò il villaggio, uccidendone gli abitanti. Una volta ottenuto il vantaggio nello scontro, Washington in persona fece la sua apparizione sul campo di battaglia, uccidendo Kaniehtí:io sfruttando il potere della Mela dell'Eden in suo possesso.[11]

Successivamente, Ratonhnhaké:ton venne convinto da Oiá:ner a bere l'infuso dell'Albero Sacro per ottenere dei nuovi poteri con cui combattere Washington.[12] Durante il suo secondo scontro con il Re e durante il suo terzo viaggio astrale, a Ratonhnhaké:ton apparve lo spirito della madre, delusa per la scelta del figlio di bere l'infuso dell'Albero Sacro.[13][14] Infine, dopo la sconfitta di Washington, lo spirito di Kaniehti:io apparve nuovamente al figlio, dicendogli di smetterla di lottare per il possesso della Mela dell'Eden. Tuttavia, Ratonhnhaké:ton ignorò quest'ultima richiesta della madre e toccò il Frutto dell'Eden, ponendo così fine all'illusione da esso proiettata.[15]

Curiosità

  • La collana indossata da Kaniehtí:io indica che è un membro del clan A'no':wara, il clan della tartaruga.
  • Nel ricordo Qualcosa di memorabile, Oiá:ner invita Ratonhnhaké:ton a recarsi dall'uomo che un tempo aveva aiutato sua madre. Successivamente, in un breve dialogo che non ha trovato spazio nella versione finale di Assassin's Creed III, Ratonhnhaké:ton chiede infatti ad Achille se sua madre fosse un membro degli Assassini. Il Mentore gli risponde che Kaniehtí:io era solamente un alleata dell'Ordine, nonché una sua cara amica.
  • All'interno del corridoio mnemonico presente tra i ricordi La spedizione di Braddock e Nascondino è possibile muoversi brevemente con Kaniehtí:io; questo la rende l'unica antenata di Desmond Miles di sesso femminile che è possibile utilizzare.

Galleria

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 Assassin's Creed III
  2. Infiltrarsi da sud - Assassin's Creed III
  3. 3,0 3,1 3,2 Perplessità - Assassin's Creed III
  4. Dalla teoria alla pratica - Assassin's Creed III
  5. 5,0 5,1 5,2 La spedizione di Braddock - Assassin's Creed III
  6. Assassin's Creed: Forsaken
  7. 7,0 7,1 Nascondino - Assassin's Creed III
  8. Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington
  9. Corte di ingiustizia - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - La Redenzione
  10. Risveglio - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - L'Infamia
  11. 11,0 11,1 Avverti il villaggio - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - L'Infamia
  12. Viaggio astrale - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - L'Infamia
  13. Conseguenze - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - Il Tradimento
  14. Viaggio astrale - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - La Redenzione
  15. Scontro inevitabile - Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington - La Redenzione

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