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Libro di Abramo

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"Sebbene mi abbia avvertito, do un’occhiata alla pagina. Completamente vuota. Tutte le pagine lo sono. All'improvviso, la mia mente è affollata da simboli!"
―Giovanni Borgia mentre tenta di leggere il libro[src]
PL La pietra filosofale.png

Bombastus legge il libro di Abramo.

Il libro di Abramo è un tomo dalle oscure e ignote proprietà scritto dall'alchimista francese Nicolas Flamel tra il XIV e il XV secolo. Stilato secondo gli insegnamenti di Abramo di Würzburg, venne diviso in due volumi che nel corso della storia furono in possesso di diversi scienziati e ricercatori, finché non si persero le loro tracce nel XIX secolo.

Tale manoscritto è generalmente raffigurato come un grande tomo dalla copertina argentata, dalle pagine completamente bianche. Tuttavia se osservate per un tempo prolungato le pagine del libro iniziano ad affollare la mente del lettore con nozioni e idee dalla strana natura; se esposti eccessivamente il manoscritto può anche portare alla pazzia ed al decadimento psicologico.

Storia

Trasmutazione

"Cerco di ricordare ciò che vedo, ma non ci riesco! Un momento prima è lì, chiaro come il sole, e un attimo dopo è sparito."
―Giovanni Borgia legge il libro nel 1520[src]
PL Solo l'involucro di un uomo.png

Johan impazzito dopo aver letto il libro.

Le prime tracce di un tomo del libro di Abramo si hanno nel corso della prima metà del XVI secolo; a possederlo era lo studioso e alchimista di Basilea noto come Bombastus, che lo utilizzava per i suoi esperimenti sulla trasmutazione dei materiali in metalli preziosi. Anche il suo apprendista, un giovine di nome Johan utilizzò il libro qualche volta, ma dopo averlo letto ripetutamente nel modo sbagliato finì per impazzire. Così venne lasciato nella sua follia dal suo maestro.

E' probabile infatti che il decadimento psicologico avvenga solo se si acquisiscono contemporaneamente più nozioni provenienti dal tomo, senza concentrarsi effettivamente su una singola informazione. Per questo motivo, probabilmente, Bombastus era solito utilizzare le mani come paraocchi per leggerlo rimanendo cosciente. Nel 1520 anche il membro del ramo italiano della Confraternita degli Assassini Giovanni Borgia lesse il libro di Abramo in possesso di Bombastus. In preda ad un forte mal di testa, venne improvvisamente illuminato su una formula alchemica che annotò subito. Incredulo, Bombastus la utilizzò per creare la pietra filosofale, con la quale trasmutò una pepita comune in oro zecchino.

Scienza Divina

Giovanni: Le risposte che cerchiamo sono in questo tuo libro!
Bombastus: Il libro non è la risposta... Non è... Non potrò aiutarti ancora a lungo!
―Giovanni e Bombastus discutono sul libro[src]

Nel 1527 Giovanni Borgia fece ritorno a Basilea per incontrare Bombastus, ponendogli numerose domande in merito al libro di Abramo, che tuttavia rimasero senza risposta. Ma l'insistenza dell'Assassino costrinse il rinomato alchimista a rivelare l'esistenza di una seconda metà del libro di Abramo che tuttavia era stata perduta da diverso tempo. Bramoso di ottenere le informazioni contenute anche nel secondo libro, il Borgia iniziò una ricerca insieme all'allieva prediletta di Bombastus, Maria Amiel.

PL - Discendenti.png

La traduzione di Scienza Divina trovata da Giovanni e Maria.

Con lei si recò alla biblioteca universitaria cittadina, ove consultando diversi registri scoprirono che Flamel aveva separato in due volumi le sue conoscenze in merito ad Abramo di Würzburg, quello in possesso di Bombastus, intitolato Vera Megia, e Scienza Divina. I due si recarono così a Parigi, trovando accesso alle collezioni private di scritti contenuti nel museo del Louvre. Da lì scoprirono che la nipote di Nicolas, Perenelle Flamel, aveva ereditato da suo zio un grimorio dalle strane proprietà. Essendo però quest'ultima morta da tempo, si misero alla ricerca di un suo discendente, identificandone infine uno in Jacques Henri.

Tuttavia quest'ultimo poté concedere loro solamente una traduzione dell' originale Scienza Divina, contente informazioni sugli studi di Pitagora di Samo e pratiche di occultismo tipiche degli Ermetisti. Il nome di questo ordine segreto spinse Giovanni a ricordare come il Mentore della Confraternita italiana Ezio Auditore da Firenze, anni prima, scoprì a Roma un tempio costruito sulle basi del sapere pitagorico. Ottenuto ciò che fondamentalmente cercavano, si misero in viaggio per Troyes, dove un agente Templare noto come La Vipera tentò di approcciarsi con Maria.

Ma il provvidenziale intervento di Giovanni permise ai due di scoprire come i Templari sapevano della loro missione; allarmati fuggirono dalla città tagliando per la boscaglia di confine con Basilea. Ma una volta ritornati da Bombastus, scoprirono che il professore era impazzito e che stava bruciando tutti i suoi manoscritti in segno di rivolta contro le pratiche mediche all'epoca in voga tra i suoi colleghi. Fortunatamente riuscirono a salvare il tomo di Abramo in suo possesso, recandosi infine a Roma per uno scavo al Tempio di Pitagora.

Alchimia

Kelley: Il libro ha un potenziale sconfinato! Ho bisogno del vostro aiuto per sbloccare le sue formule! Potremmo lavorare alla corte imperiale! Produrre oro è solo il primo passo...
Dee: Non dovresti giocherellare con questo libro, Kelley! Non puoi immagine il male che contiene!
―Edward Kelley e John Dee discutono del libro[src]

Nel corso del XVI secolo un tomo del libro di Abramo era in possesso degli alchimisti praghesi John Dee ed Edward Kelley, che lo utilizzarono per portare avanti i loro studi sulla trasmutazione dalla materia in qualsivoglia altro materiale. I due lo avevano ricevuto in dono da un loro collega, una tale maestro Husey. I due in particolare erano riusciti a scoprire come convertire i materiali in oro puro; ben presto però Dee si rese conto del pericolo che si correva nel maneggiare il libro e degli effetti negativi che ne conseguivano.

PL Rabbia.jpg

John Dee fugge con il libro di Abramo.

Kelley tuttavia ne era sempre più ossessionato, tanto da confessare al suo collega di volere sfruttare il potere del tomo per diventare uno dei più fidati alchimisti dell'imperatore Rodolfo II. Dee tentò di convincerlo a rinunciare ai suoi desideri ambiziosi, avvisandolo di come i segreti di Abramo non erano stati pensati per lui. Kelley tuttavia lo ignorò e continuò indisturbato i suoi esperimenti.

I dissapori tra i due crebbero al punto che nel 1587 Dee rubò il libro e fuggì da Praga, nonostante la figliastra di Kelley, Elizabeth Jane Weston, tentò di fermarlo. L'anziano alchimista da quel momento cercò metodi alternativi per trasmutare la materia in oro, ognuno rivelatosi più vanno dell'altro - digiunava e non dormiva pur di riuscire nel suo intento. La sua ossessione per le formule del libro lo condussero infine alla pazzia, ragion per cui venne rinchiuso in carcere per ordine di Rodolfo II. Kelley si tolse la vita nel 1597, gettandosi dalla torre in cui era detenuto e sussurrando come ultime parole "Dee... Era... Saggio.".

Londra vittoriana

"Come sapete, Giovanni aveva solo una parte dell'ormai piuttosto famoso "Libro di Abramo". Sfortunatamente per lui, non trovò mai la parte originale di "Scienza Divina". Qui è dove la cosa si fa interessante. Molti anni dopo, alla fine del diciannovesimo secolo, questi antichi volumi riemersero."
―Woodman inizia a raccontare della riapparizione del tomo di Abramo[src]
PL - Sapere Aude.png

I volumi del libro di Abramo in possesso di Mathers.

Dopo diversi anni di ritenuta scomparsa il libro di Abramo riapparve in tutti e due i suoi volumi nel corso del XIX secolo a Londra. Secondo William Robert Woodman a possederli era uno dei suoi colleghi e cofondatori dell'Ordine Ermetico dell'Alba Dorata, Samuel Liddel Mathers. Utilizzando entrambi i volumi in suo possesso, Mathers iniziò a trascriverne personalmente una traduzione, incontrando tuttavia il disappunto del suo pari William Wynn Westcott, che con veemenza riteneva pericolose le informazioni trasmesse dai tomi. Samuel tuttavia ripiegò alle proteste dicendo che gli appunti e le formule dei libri sarebbero rimaste esclusivamente in possesso della loro associazione.

A quel punto Westcott rivelò di un progetto ideato da Samuel, votato a pubblicare un editoriale delle sue traduzioni ed aprirle al pubblico. Mentre i due litigavano, Woodman riportò alla sua memoria l'effettiva inutilità di una qualsiasi traduzione scritta di un libro di Abramo - come Giovanni Borgia prima di lui aveva realizzato. Qualche tempo Wynn iniziò ad organizzato un golpe per spodestare Mathers dell'egemonia degli Ermetisti, e farlo espellere dell'ordine.

Quest'ultimo tuttavia riuscì ad anticiparlo e grazie all'aiuto di accolito noto come Edmund William Berridge fece ricadere sul suo pari diverse accuse inerenti alle pratiche di magia nera. Ciò costrinse Westcott ad abbandonare ufficialmente l'Alba Dorata; nel frattempo Samuel ritornò al suo sanctum segreto, andando su tutte le furie una volta scoperto che Vera Magia e Scienza Divina erano stati rubati. La perdita del libro comportò la fine dell'alleanza tra gli Ermetisti e i Templari.

Fonti


Inoltre su Fandom

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