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Maria Amiel

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Maria Amiel
Maria Amiel.png
Informazioni biografiche
Morto

Dopo il 1542

Periodo storico

Rinascimento

Informazioni politiche
Affiliazioni

Assassini (Alleata)

Altre informazioni
Appare in

Project Legacy

Maria Amiel è stata una studiosa vissuta nell'Europa occidentale durante il XVI secolo, assistente di Bombastus von Hohenheim e più tardi moglie dell'Assassino Giovanni Borgia. Nel 2012 le Abstergo Industries estrassero le sue memorie genetiche da suo un discendente e incaricarono un loro impiegato di riviverle attraverso il Data Dump Scanner.

Biografia

Assistente di Bombastus

Nel 1524, Maria divenne l'assistente di Bombastus von Hohenheim. Malgrado fosse diventata la sua assistente più fidata, il professore non le rivelò tutti i suoi segreti: ad esempio non la mise al corrente del fatto che possedeva una pietra filosofale e le impedì di vedere un misterioso libro che teneva sempre sottochiave.[1]

Tre anni dopo, nel 1527, Maria tornò prima del previsto a Basilea dopo una visita alla madre e alle due sorelle. Quando entrò nel laboratorio di Bombastus vide il professore in compagnia di uno sconosciuto. Il professore cercò di nascondere l'oggetto che stavano analizzando e presentò l'uomo come Giovanni Borgia, duca di Nepi. Anche se Maria non lo sapeva, Giovanni era il figlio di Lucrezia Borgia e nipote di papa Alessandro VI, nonché un Assassino. Ascoltando la conversazione tra il professore e Giovanni, Maria apprese che quest'ultimo cercava delle risposte contenute nel misterioso libro custodito dal professore. Di fronte all'insistenza dell'uomo, Bombastus ammise che le informazioni che cercava Giovanni si trovavano nell'altra metà, non in suo possesso e intitolata "Scienza Divina".[1]

PL - Risposte.png

Maria e Giovanni nella biblioteca dell'università.

Bombastus propose a Giovanni di farsi aiutare da Maria nella ricerca del tomo. I due passarono una settimana nell'università della città prima di capire come cercarlo: dopo aver appreso che Giovanni aveva scritto una formula per trasmutare l'argento in oro dopo aver osservato il volume appartenente a Bombastus, Maria propose di cercare nei libri che si occupavano di trasmutazione. L'idea si rivelò giusta: scoprirono infatti che un alchimista francese, Nicolas Flamel, aveva anch'egli trasmutato l'argento in oro e basava la sua ricetta sugli insegnamenti di Abramo di Würzburg, contenuti in due manoscritti: "Vera Magia" e "Scienza Divina".[1]

Viaggio a Parigi

"Non è adatto a una donna non sposata viaggiare da sola con uno sconosciuto, soprattutto se pericoloso, ma sono entusiasta di andare in Francia. [...] Parigi è ancora più magnifica di quanto avessi immaginato. Potrei perdermi in questo luogo! Come sono contenta di essere qui!"
―Maria riflette sul viaggio a Parigi[src]

Decisi a trovare il libro "Scienza Divina", Maria e Giovanni si recarono a Parigi. Durante il viaggio i due ebbero modo di parlare a lungo: in particolare l'uomo le raccontò del suo viaggio nel Nuovo Mondo. Grazie alle conoscenze di Giovanni, ottennero il permesso di consultare la biblioteca reale del Louvre, dove trovarono le ultime volontà di Nicolas Flamel ed il suo testamento. Il nipote di sua moglie aveva ereditato un vecchio grimorio, probabilmente il libro che stavano cercando. Dopo alcune ricerche, Maria identificò uno dei discendenti del nipote.[1]

PL - Innocenti.png

Giovanni e Maria davanti alla tomba vuota.

La sera seguente, vennero attaccati da alcuni briganti che Giovanni mise facilmente in fuga, sorprendendo Maria. Il mattino dopo, si recarono a casa del proprietario del grimorio, che accettò di venderlo per pochi spiccioli insieme ad altri oggetti. Maria notò che il volume spiegava dettagliatamente antiche pratiche ermetiche ed conteneva strani simboli e numeri, che le ricordarono gli insegnamenti di Pitagora. Giovanni si rese però conto che non era altro che una trascrizione, inutile rispetto al libro originale. Avendo sentito delle voci secondo cui Flamel e sua moglie, Perenelle, erano ancora vivi e "compivano miracoli", Giovanni decise di recarsi al Cimetière des innocents, dov'erano situate le loro tombe. Malgrdo una prima esitazione, Maria lo seguì. Scoperchiandole, scoprirono che erano vuote. Decisero di non abbandonare la ricerca del volume originale, ma lasciarono Parigi per tornare a Basilea.[1]

Troyes

"Non so perché voglia andarci, ma è inflessibile. Forse ha qualcosa a che vedere con il libro che cerchiamo, ma ne dubito."
―Maria sulla deviazione a Troyes[src]
PL - Accuse.png

Maria e Giovanni nelle strade di Troyes.

Sulla strada del ritorno, Giovanni insistette per fermarsi a Troyes, che definiva il nido delle vipere. Maria non osò chiedergli niente, e si fidò di lui malgrado fosse diverso dal solito. Il mattino seguente al loro arrivo in città, Giovanni e Maria si recarono alla piazza davanti alla cattedrale. Lì, mentre era da sola, Maria venne avvicinata da un uomo che le pose domande particolari. All'improvviso, Giovanni apparve dietro all'uomo che cadde a terra, morto. Mentre fuggivano nei vicoli, Maria capì che era Giovanni ad essere il responsabile della morte dell'uomo. Ad un certo punto, Giovanni si fermò e, mentre la minacciava con una "lama sottile" spuntata da sotto il polso, le chiese perché stesse parlando con la Vipera.[1]

Maria, scioccata, si mise a piangere e Giovanni capì di essersi sbagliato. I due si baciarono e Maria capì che amava Giovanni. L'uomo le spiegò di appartenere ad un'Ordine e che Troyes era la base di un'Ordine nemico, a cui apparteneva la Vipera. Quest'ultimo era un messaggero di ritorno da Basilea che aveva con sé una lettera che spiegava la loro missione e forniva descrizioni dettagliate di entrambi. Capirono quindi che probabilmente erano stati traditi da Bombastus. Nel caso contrario, era in pericolo. Malgrado fossero inseguiti da numerosi Templari, Maria e Giovanni lasciarono la città per tornare a Basilea. Tranne che per un piccolo scontro, il loro viaggio fu tranquillo.[1]

Ritorno a Basilea

"La ricerca di Giovanni è appena cominciata. Solo il manoscritto originale di Abramo lo soddisferà. Sono determinata ad aiutarlo, nella buona e cattiva sorte. [...] Non so dove mi porterà Giovanni, ma ho fiducia in lui."
―Maria riflette su Giovanni[src]

Non osando tornare all'università, Maria scelse di recarsi nella casa di un collega fidato, Ivan. La moglie Lara disse loro che l'uomo non era in casa, ma li invitò ad aspettarlo.[1]

PL - Custode di libri.png

Giovanni e Maria nel laboratorio di Bombastus.

Quando tornò dall'università, Ivani disse loro che professor von Hohenheim era impazzito e aveva insultato ogni medico all'università. Maria trovò Bombastus mentre bruciava libri di medicina di fronte alla cattedrale. Con l'aiuto di Giovanni, Maria riuscì a trascinarlo via.[1]

Maria e Giovanni lo portarono a casa di Ivan, che accettò di occuparsi di lui. Ben presto si resero conto che Bombastus era impazzito, e il professore fuggì il mattino seguente. Prima di lasciare Basilea, Maria e Giovanni si intrufolarono nel laboratorio di Bombastus. Lì, Giovanni trovò il nascondiglio del volume "Vera Magia" del libro di Abramo e lo recuperò. Giovanni impedì a Maria di leggerlo, sostenendo che il sapere e le formule che conteneva l'avrebbero corrotta.[1]

Il tempio di Pitagora

"Dobbiamo andare in questo posto, Maria. So che c'è qualcosa lì. Lo so! Fidati di me!"
―Giovanni alla moglie[src]

In seguito, Maria e Giovanni si sposarono. In momento imprecisato, anni dopo, Giovanni trovò una mappa che indicava la posizione del tempio di Pitagora, a Roma. Il tempio era stato esplorato anni prima da un Assassino, che non vi aveva trovato nulla. Tuttavia, Giovanni era convinto di doverci andare perché lì c'era qualcosa. Sapendo che sarebbe stato impossibile rifiutare, Maria accettò di buon grado di andare a Roma.[1]

PL - Santuario.png

Maria e Giovanni nel tempio.

Dopo essere giunti a Roma, i due si diressero all'ingresso delle catacombe. Maria ebbe l'impressione che nessuno vi si fosse avventurato da decenni, e continuò ad attraversare camere piene di tombe e teschi solo perché era con Giovanni.[1]

I due giunsero infine davanti ad una parete che Giovanni fece in parte aprire premendo un mattone. Nelle stanze seguenti, Giovanni attivò diversi meccanismi per poter continuare. I due giunsero infine nell'ultima camera, le cui pareti si animarono: la luce formava "disegni inquietanti, numeri e glifi". Si trattava di una costruzione della Prima Civilizzazione. Giovanni svenne e Maria si inginocchiò a fianco a lui. Quando riaprì gli occhi, Maria notò il volto del marito alterarsi e sentì la voce di un'entità molto più antica dire "Io sono Consus, il Dio Erudito".[1]

Ultimi anni

Maria continuò a vivere con Giovanni almeno sino al 1452, sottolineando spesso che il marito passava troppo tempo - almeno un'ora al giorno - ad esaminare un Teschio di Cristallo che aveva recuperato durante un suo viaggio in Sud America, nel 1520.[2]

Nel XXI secolo, le Abstergo Industries estrassero i suoi ricordi da un discendente e li fecero rivivere all'interno del Project Legacy.[1]

Caratteristiche e personalità

Maria era una donna forte, intelligente e determinata, definita da Bombastus come "la sua assistente più affidabile". Notò subito lo strano comportamento del professore quando questi cercò di nascondere la pietra filosofale, ma fece finta di nulla perché capiva che era la cosa più appropriata.

Consapevole di quale fosse il ruolo di una donna nella società dell'epoca - ad esempio si disse che una donna non sposata non avrebbe dovuto viaggiare con uno sconosciuto - si mostrò però capace di non farsi limitare da questa situazione.

Sembra inoltre che fosse capace di combattere, visto che la sua prima reazione quando lei e Giovanni vennero attaccati dai briganti fu quella di posare la mano sull'impugnatura del suo stiletto.

Vita sentimentale

"Il nostro abbraccio dura per sempre, ma l'eternità è troppo breve. Mai nella mia vita mi sono sentito così presa da qualcuno. Seguirei quest'uomo all'inferno!"
―Maria su Giovanni[src]
PL - Piani di viaggio.png

Maria con Giovanni.

Sin dall'inizio del loro viaggio, Maria si fidò di Giovanni, che le aveva fatto subito un'ottima impressione. Durante il viaggio parlarono spesso, cosa che fece piacere a Maria. Quando a Parigi Giovanni la prese per mano mentre passeggiavano lungo la Senna, lei non fece nulla per fermalo. Più tardi, quando Giovanni decise di recarsi nottetempo al Cimetière des innocents, lei volle rimanere con lui. Allo stesso modo, fu la presenza di Giovanni che le diede il coraggio necessario ad esplorare le catacombe di Roma, piene di sarcofaghi e teschi.

A Troyes, Maria non fu infastidita dal fatto che Giovanni avesse affittato un'unica camera per assicurare la sua protezione. Inizialmente turbata dalla scoperta del fatto che Giovanni fosse un Assassino, entrambi si resero conto dei sentimenti reciproci dopo la morte della Vipera. Maria apprezzò molto i momenti d'intimità durante il viaggio di ritorno a Basilea, e scelse poi di seguirlo in quanto si fidava dell'uomo.

Anni dopo, dopo aver sposato Giovanni, Maria continuava a fidarsi di lui, accettando senza problemi l'idea del viaggio a Roma alla ricerca del tempio di Pitagora. Tuttavia, ciò non le impedì di criticare l'ossessione del marito per il Teschio.

Curiosità

  • La madre di Maria si risposò prima nel 1520 con un uomo che Maria non apprezzava.
  • Maria pensò spesso alla madre e a quello che avrebbe potuto dire durante il viaggio a Parigi.

Fonti

Inoltre su Fandom

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