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Masyaf

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Maṣyāf (Arabo: مصياف) era una fortezza montana della Siria, situata nella valle dell'Oronte occidentale.

Servì come base delle operazioni dell'Ordine degli Assassini durante l'Alto Medioevo. Qui, gli Assassini venivano sottoposti a un addestramento fisico e psicologico, per poi essere inviati in missione.

Tuttavia, la fortezza, nel corso del XVI secolo, venne poi occupata dai Templari Bizantini.

Storia

Terza Crociata

Durante la Terza Crociata, Masyaf era la base principale degli Assassini. Nonostante il suo ruolo era ben nascosto, i Templari ne erano a conoscenza. Durante questo periodo venne più volte attaccatadai Saraceni comandati da Salah Al'Din.

Assedio templare

Nel 1191, Al Mualim entrò in possesso della Mela dell'Eden, un oggetto conteso con i Templari, per questo, sempre nello stesso anno, essi attaccarono Masyaf, guidati da Roberto di Sable per riconquistare la Mela.

Nel villaggio ne seguì una vera e propria battaglia, con gli Assassini che riuscirono a far scappare tutti i cittadini, prima che essi venivano uccisi dagli aggressori. Una volta che tutta la gente era fuggita, Al Mualim ordinò agli Assassini di rientrare nella fortezza.

Quando Roberto entrò con una grande truppa di Templari dentro la fortezza, gli Assassini gli tesero una trappola, facendo rotolare contro la truppa dei tronchi di legno, così tanti, da far uccidere gran parte delle forze di Roberto di Sable, che quindi si ritirò dal villaggio.

Lotta per la Mela

Più tardi, nel settembre dello stesso anno, Al Mualim usò la Mela per corrompere tutti i cittadini di Masyaf, facendoli ipnotizzare in modo tale da poterli controllare. Tuttavia, Altaïr Ibn-La'Ahad fu in grado di contastare il piano del suo ex Mentore, assassinandolo. Con la morte di Al Mualim, tutti i cittadini di Masyaf ritornarono come prima.

Dopo che tutti gli Assassini scoprirono dell'uccisione del Mentore, si rifiutarono di seguire Altaïr, ribellandosi a quest'ultimo. Il suo compagno Assassino, Abbas Sofian, gettò Altaïr da una rupe, recuperando la Mela in una delle torri della fortezza. Tuttavia, Abbas fu sopraffatto dai poteri della Mela, arrendendosi ad Altaïr, che nel frattempo lo salvò.

Più tardi, poco prima del 1227, Abbas riuscì con un colpo di stato ad avere il potere su Masyaf, e ad ottenere il controllo dell'Ordine. Perso il potere degli Assassini in Siria, Altaïr fuggì dalla città, andando in esilio, anche se volontariamente.

Il 12 agosto 1257, le armate mongole di Hülegü Khan attaccarono Masyaf. A quel punto, Altaïr decise di far trovare ai mongoli la fortezza deserta. Gli Assassini e gli abitanti fuggirono quindi da Masyaf, spargendosi per il mondo.

Il declino di Masyaf

Durante il regno di Abbas, che durò circa un decennio, Masyaf ebbe dei grandi sviluppi di qualità e di cambiamento, i membri dell'Ordine non si allenavano più ogni giorno, la dura disciplina era stata tolta all'interno della Confraternita, e le imposte venivano pagate dal popolo, senza dare nulla in cambio.

Tuttavia, due decenni più tardi, nel 1247, Altaïr ritornò a Masyaf, con l'intenzione di raccogliere alleati e di eliminare per una volta per tutte Abbas. L'Assassino fu in grado di ottenere quattro consensi di persone che la pensavano come lui, ed era stato di guardia alle porte della città.

Con i suoi nuovi alleati, Altaïr si fece strada tra i cittadini superando il villaggio ed infine la fortezza: lì incontrò Abbas, con cui parlò, dicendogli di lasciare il comando a qualcun'altro. Lui rifiutò, facendo scatenare l'ira dell'Assassino che lanciò un proiettile dalla sua pistola celata, colpendo a morte Abbas.

Con la morte di quest'ultimo, Altaïr riacquistò il titolo di Mentore degli Assassini del Levante.

Rinascimento

Nel marzo del 1511, 300 anni dopo l'abbandono della fortezza da parte degli Assassini, il Mentore degli Assassini italiani, Ezio Auditore da Firenze, viaggiò dall'Italia fino alla roccaforte per riscoprire la saggezza lasciata da Altaïr nella sua biblioteca. Tuttavia, la fortezza era entrata recentemente in possesso dei Templari Bizantini, capitanati da Leandros e Manuele Paleologo. I Bizantini volevano ottenere indicazioni sulla posizione del "Grande Tempio", ma si poteva accedere alla biblioteca solo grazie a cinque Chiavi, di cui una era in possesso dei Templari.

Quando Ezio arrivò a Masyaf, venne sconfitto e catturato dai Templari, che lo portarono sulla torre di guardia della cittadella per impiccarlo. Tuttavia, Ezio riuscì a fuggire. Una volta riscalato il mastio di Masyaf, Ezio venne a sapere da un lavoratore che i Templari erano entrati in possesso del diario di Niccolò Polo, un libro a cui Leandros teneva particolarmente. Uscito dal palazzo, Ezio scoprì che Leandros stava lasciando Masyaf per non dare la possibilità a Ezio di ottenere il libro. Ezio riuscì a uscire dalla cittadella, e, seguendo un capitano templare, riuscì ad arrivare a Leandros. Appena vide Ezio, Leandros partì in fretta su un carro. Tuttavia, Ezio riuscì comunque ad aggrapparsi a una fune dietro al carro, rimanendo quindi dietro a Leandros.

Mentre Ezio stava risalendo sul carro di Leandros, quest'ultimo si lanciò su un altro carro, mentre quello su cui era Ezio si schiantò. Ezio si salvò, e riuscì ad aggrapparsi e salire su un altro carro. L'Assassino continuò quindi l'inseguimento, ma un soldato bizantino lanciò una bomba sotto al carro di Ezio, che venne scaraventato in una gola. Ezio riuscì a sopravvivere allo schianto, e, dopo essersi fatto strada in un villaggio vicino Masyaf, raggiunse Leandros, che venne ucciso. In seguito alla morte di Leandros, i bizantini lasciarono Masyaf.

Curiosità

  • La fortezza degli Assassini di Masyaf è molto simile al Castello di Alamut in Iran.
  • In Assassin's Creed, Masyaf è il primo luogo dopo il Tempio di Salomone che si incontra durante il gioco, ed è anche il più piccolo luogo al di fuori del Regno.
  • Fuori dal villaggio, vi è una piccola parte del Regno controllata dagli Assassini, tuttavia, se si usa l'occhio dell'aquila, ci si trova una guardia che viene contrassegnata come nemico.
  • Dall'Arabo, Masyaf si traduce in "villeggiatura", "residenza estiva".

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