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Mela dell'Eden di Ezio

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"Sono convinta che per trovare i templi dobbiamo recuperare la Mela dell'Eden di Ezio. Minerva l'ha in qualche modo alterata "toccandola"."
―Lucy Stillman[src]
Mela dell'Eden render.png

La Mela dell'Eden di Ezio Auditore da Firenze è stata una delle sei Mele dell'Eden conosciute ad essere state create dalla Prima Civilizzazione con lo scopo di controllare la mente degli umani. Costruite con un leggerissimo e resistentissimo metallo di origini sconosciute, esse fungevano anche da arma, registro e fonte di conoscenza.

Storia

Impero Ottomano

Nel 1453 il generale turco Mehmet II, utilizzò il potere della Mela per conquistare Costantinopoli e proclamare la supremazia dell'Impero Ottomano sul Medio Oriente. Dopo la sua morte, suo figlio minore Cem, in segreto un membro dell'Ordine dei Templari, ne prese possesso, tentando di usurpare il trono spettato in eredità a suo fratello Bayezid II. Il suo fu però un tentativo vano, e pertanto venne espatriato dal regno.

Dopo il suo fallimento, Cem giunse alla conclusione che il Frutto dell'Eden andava consegnato ai Templari operanti in Italia, poiché essi avevano compiuto più ricerche in merito al potere dei manufatti. Ma temendo che la famiglia che all'epoca era a capo dell'Ordine, i Borgia, lo avrebbero dimenticato una volta consegnato loro il manufatto, lo nascose nell'Archivio Templare a Cipro. Stabilì dunque una riunione con il Gran Maestro Rodrigo Borgia a Rodi, per valutare se ottenerne la fiducia.

Spedizione in Italia

"Sarà per questo che mandano le navi a Cipro? Per trovare questo "Frutto dell'Eden" e riportarlo a Venezia."
―Ezio a Leonardo da Vinci nel 1488[src]
Bisogna Saper Aspettare 3.png

Le guardie di Rodrigo Borgia prelevano la Mela dalla nave.

Nel 1486, l'Assassino Ezio Auditore da Firenze uccise i due Templari veneziani Silvio Barbarigo e Dante Moro. Nelle loro ultime parole, questi due rivelarono che dovevano partire per una spedizione verso l'isola di Cipro che aveva organizzato il loro Ordine.

Due anni più tardi, Ezio scoprì che una proveniente dal Levante era approdata a porto dell'Arsenale e che delle guardie di Rodrigo Borgia avrebbero dovuto prelevarne un carico: la Mela dell'Eden. Dunque Ezio e suo zio Mario pedinarono i soldati, nella speranza che li avrebbero portati al loro Gran Maestro.

I militi sostarono in punto di ritrovo, così da poter sistemare il Frutto dell'Eden in un contenitore più sicuro e facile da trasportare. Ezio approfittò dell'occasione per uccidere il corriere e travestirsi con la sua armatura. L'Assassino scortò di persona il cofanetto per le strade di Venezia, finché non si ritrovò di fronte a Rodrigo Borgia, al quale avrebbe dovuto consegnare il manufatto. Ezio si affrettò ad uccidere tutte le guardie presenti, tenendo la Mela per se e scontrandosi con lo spagnolo. Sebbene questi avesse chiamato i rinforzi, in aiuto di Ezio vennero tutti gli Assassini che lo addestrarono negli anni. Alla fine lo spagnolo fuggì, e gli Assassini tennero la Mela con loro.

Un caldo benvenuto (prologo) 1.png

Leonardo e gli Assassini esaminano la Mela.

Tempo dopo, Ezio, Mario e Niccolò Machiavelli portarono la Mela alla bottega del noto studioso Leonardo da Vinci, così che potesse esaminarla. Leonardo delineò in particolare la struttura del manufatto e il metallo con cui era costruito, che secondo lui sarebbe dovuto essere totalmente inesistente. Quando Ezio toccò la Mela, la attivò accidentalmente.

Questa iniziò a proiettare dei simboli, per poi disattivarsi non appena l'Assassino la toccò nuovamente. Leonardo concluse perciò la sua opinione constatando la pericolosità dell'artefatto dicendo che "le menti instabili ne sarebbero soggiogate". Infine gli Assassini si accordarono nello spedirla alla Contea di Forlì, nelle mani della loro alleata Caterina Sforza.

Battaglia di Forlì

"La Mela deve restare nella cittadella. Tenetela al sicuro."
―Ezio consegna la Mela nelle mani di Caterina[src]
Il Padrino 4.png

Ezio affida la Mela a Caterina Sforza.

Nel 1488, trasportata la Mela a Forlì, sede della contea di Caterina Sforza, Ezio e gli Assassini si ritrovarono a dover affrontare i due agenti Templari Checco Orsi e Ludovico Orsi, che erano stati inviati da Rodrigo Borgia per recuperare la mappa del Codice in possesso degli Assassini.

Inoltre quando scoprirono la presenza di Ezio, esplicitarono anche la loro intenzione di sottrargli la Mela e consegnarla al Gran Maestro. Per convincere la contessa a consegnare il Codice e il manufatto, i due Templari rapirono i suoi due figli: Bianca e Ottaviano Riario, minacciando di ucciderli in caso contrario.

Affidata la Mela a Caterina, Ezio si precipitò a liberare i due bambini, riuscendo inoltre ad uccidere Ludovico. Ma durante la sua assenza, l'altro fratello prese d'assedio la roccaforte impossessandosi della Mela. Determinato a riappropriarsi del manufatto, Ezio braccò Checco per la campagna romagnola, riuscendo ad assassinarlo. Ma poco prima di esalare l'ultimo respiro, il Templare pugnalò allo stomaco il suo sicario, ferendolo gravemente nonostante questi indossasse un'armatura. Sul punto di svenire, Ezio vide un monaco con un dito mozzato recuperare la Mela. Solo mesi dopo scoprì che questo si chiamava Girolamo Savonarola e che aveva usato la Mela per soggiogare Firenze.

Il Falò delle Vanità

"Farete come vi ordinerò! Obbedirete!"
―Savonarola tenta soggiogare i fiorentini con la Mela[src]

Tornato a Firenze nel 1497, Ezio iniziò una missione votata a rintracciare Savonarola e riprendersi quanto gli era stato rubato a Forlì. Al suo ritorno scoprì che Savonarola aveva usato la Mela per istigare i Falò delle vanità, bruciando tutti i testi e opere artistiche rinascimentali. Inoltre aveva soggiogato nove luogotenenti che mantenessero il controllo dei cittadini per conto suo. Inoltre Rodrigo Borgia era venuto a sapere della presenza del manufatto in città, e mandò alcuni mercenari Templari per riconquistarla.

Potere Al Popolo 3.png

Savonarola usa la Mela contro i fiorentini.

Tuttavia i fanatici del monaco soppressero ogni tentativo dei Templari di penetrare in città, mentre Savonarola si recluse a Palazzo Pitti. Ezio uccise però tutti e nove i luogotenenti di Savonarola, indebolendo costantemente la sua presa sulla città e costringendolo pertanto, ad uscire dalla sua clandestinità. Non appena Savonarola uscì allo scoperto, trovò gli Ezio a i suoi confratelli Assassini La Volpe, Paola e Niccolò Machiavelli ad aspettarlo tra la folla inferocita.

Il monaco iniziò a ricordare ai presenti la fedeltà che avrebbero dovuto rivolgere alla sua causa, ma quando questi non gli diedero ascolto, Girolamo tentò di soggiogarli nuovamente con la Mela. A quel punto Ezio lanciò un pugnale da lancio contro la mano di Savonarola, che per il dolore lasciò cadere la Mela dalla sua mano. Questa fu raccolta da un Templare che tentò di fuggire, invano poiché venne assassinato da Ezio, il quale recuperò ancora una volta la Mela per gli Assassini.

Scontro in Vaticano

"Qualunque cosa attenda oltre quel muro, non potrà resistere al Bastone e alla Mela. Sono creati apposta."
―Rodrigo ad Ezio nella Cripta Vaticana[src]
La X segna il posto 3.png

Gli Assassini riuniti a Villa Auditore.

Ezio tenne con sé la Mela fino 1499, quando si recò a Villa Auditore per incontrare gli altri Assassini e risolvere il mistero racchiuso del Codice di Altaïr Ibn-La'Ahad. Utilizzando il potere della Mela, gli Assassini svelarono che il Codice del Mentore levantino nascondeva una mappa indicante una cripta situata nella Basilica di San Pietro, a Roma.

Solo a quel punto Ezio si rese conto che Rodrigo Borgia si era fatto eleggere pontefice solo per accedere al Bastone dell'Eden tramandato da Papa a Papa; soltanto combinando questo con la Mela il Papa avrebbe potuto accedere alla Cripta. Dunque gli Assassini scelsero di creare il caos a Roma, dando ad Ezio l'occasione di uccidere il Gran Maestro una volta per tutte. Scontratosi con lui nella Cappella Sistina, Ezio fu inizialmente sconfitto, privato della Mela e ferito gravemente al basso ventre. Ma dopo un secondo scontro all'interno della Cripta Vaticana, Ezio sconfisse lo spagnolo.

Nella tana del lupo 19.png

Minerva parla ad Ezio nella Cripta Vaticana.

Decise però di risparmiarlo, nella convinzione che la sua morte non gli avrebbe restituito la famiglia che il Templare gli aveva ucciso anni prima. Poi, usando il potere del Bastone e della Mela combinati, Ezio riuscì a schiudere la Cripta. Al suo interno incontrò un ologramma di Minerva, un membro della Prima Civilizzazione.

Dopo che questa consegnò il suo messaggio, Ezio uscì dalla Cripta. Lì tentò di recuperare anche il Bastone dell'Eden, che però venne risucchiato nel sottosuolo. Infine Ezio fuggì da San Pietro con suo zio Mario, al quale affidò la custodia della Mela.

In possesso dei Borgia

Cesare: Intendente darmi del denaro?
Rodrigo: No, affatto.
Cesare: Allora userò il Frutto dell'Eden per avere ciò che voglio. Posso fare a meno del vostri aiuto, non mi serve.
—Cesare e suo padre riguardo al Frutto dell'Eden[src]
Calunnia 13.png

Cesare con la Mela a Monteriggioni.

Tornato a Monteriggioni negli ultimi mesi del 1499, Ezio affidò la Mela a suo zio Mario così che che potesse custodirla. Ma il giorno successivo al ritorno dei due Assassini, il Templare Cesare Borgia, secondogenito di Rodrigo, guidò l'esercito papale in un assedio alla città.

Dopo aver sconfitto Mario sul campo di battaglia, Cesare prese possesso della Mela e tornò a Roma vittorioso. In un tentativo di farla funzionare, la affidò a Leonardo da Vinci affinché potesse studiarla. Attraverso i suoi continui esperimenti, Leonardo acquisì la conoscenza necessaria a costruire devastanti macchine belliche per l'esercito pontificio. Successivamente però, Rodrigo si fece restituire il manufatto all'insaputa di suo figlio, tenendolo custodito in cassetto nei suoi alloggi a Castel Sant'Angelo.

PL Religione.jpg

Giovanni gioca con la Mela sotto lo sguardo di Rodrigo.

Di tanto in tanto, Rodrigo concesse a suo nipote Giovanni di "giocare" con la Mela; in realtà questo era un espediente per studiarla e comprenderne la natura, dato che il fanciullo era capace di attivarla e di manipolarla per creare illusioni. Un giorno nel 1503, Giovanni prese il manufatto senza il permesso di suo nonno, portandolo con sé per le strade romane durante la quotidiana lezione del suo maestro, Micheletto Corella.

Quando quest'ultimo uccise un innocente anziano davanti a Giovanni, il giovane spaventato corse via per le strade da Roma, seguito a ruota da un furioso Micheletto. In preda al panico, Giovanni utilizzò la Mela per creare l'illusione di Cesare, suo padre adottivo, ed intimorire il Templare. Quando Rodrigo venne a conoscenza di quanto commesso da suo nipote, non gli concesse più la possibilità di armeggiare con il manufatto. Inoltre dopo la morte di Juan Borgia il Maggiore ad opera di Ezio Auditore, nuovamente attivo contro i Templari, decise di nasconderla in un padiglione segreto al Cortile della Pigna a San Pietro.

La Mela Dell'Eden 2.png

Ezio mostra a Cesare la Mela appena recuperata.

Sempre nel 1503, precisamente nel mese di agosto, Cesare ebbe una violenta un discussione con suo padre: a causa degli Assassini, egli si era ritrovato senza sostegno militare ed economico per mantenere il potere che aveva acquisito in Italia. Pertanto il duca di Romagna espresse la sua intenzione di usare la Mela per ristabilire il suo potere.

Ma quando incontrò il dissenso irremovibile di Rodrigo, uccise suo padre con una mela contaminata di cantarella, con la quale suo padre aveva tentato di ucciderlo a sua volta. Interrogando sua Lucrezia, sopraggiunta per avvertirlo del tentato omicidio del padre, Cesare scoprì dove era nascosta la Mela. Per sua sfortuna, Ezio Auditore, che aveva osservato la scena da una finestra, la raggiunse per primo, sottraendola ai Borgia per la seconda volta.

Ultimi usi di Ezio

Bartolomeo: I miei pattuglieranno la città. Ma ci vorrebbe un esercito.
Ezio: Ne abbiamo uno.
―Ezio e gli altri Assassino parlano del loro piano contro Cesare[src]

Ottenuta la Mela, Ezio si riunì con i suoi confratelli Assassini nel loro covo sull'Isola Tiberina. Con loro constatò che Cesare avrebbe provato a riaffermarsi come campo militare nei prossimi mesi, e dunque decisero di usare il potere che avevano riottenuto per distruggere le ultime truppe militari che teneva con sé a Roma. Inoltre vanificarono un suo tentativo di salire al trono pontificio attraverso la corruzione di alcuni cardinali francesi, i quali avevano deciso di eleggere Giulio della Rovere al suo posto.

Tutte Le Strade Portano A... 6.png

Ezio usa la Mela un'ultima volta.

Questi era un nemico dei Borgia da decenni, e dunque ordinò l'arresto di Cesare e la sua successiva prigionia in Spagna come punizione per i reati commessi. Dopo l'arresto del neo Gran Maestro Templare, Ezio non sapeva più cosa fare della Mela e dunque decise di nasconderla in luogo segreto. Ma prima utilizzò la capacità del manufatto di prevedere il futuro su consiglio di Leonardo da Vinci; navigando nel sapere della Mela, Ezio scoprì che Cesare si sarebbe liberato e avrebbe guidato l'assedio di Viana per il regno di Navarra.

Poco tempo dopo, Ezio scoprì che Leonardo era stato rapito dagli esponenti del culto di Ermes, poiché la parlantina del noto scienziato toscano riguardo al Frutto dell'Eden ne aveva catturato l'attenzione. Sebbene tentarono di prenderne possesso, il Mentore degli Assassini Italiani vanificò ogni loro tentativo. Nel 1506, Ezio nascose la Mela nel Tempio di Giunone situato sotto alla basilica di Santa Maria in Aracoeli.

Tempi moderni

Desmond: Chissà se cambierà qualcosa? Se può volgere la situazione a nostro vantaggio?
Shaun: Sono sicuro di sì. Deve.
―Desmond e Shaun parlano della Mela[src]
Ologrammi Mela dell'Eden Tempio di Giunone.png

Gli Assassini osservano ciò che la Mela dell'Eden gli mostra.

Nel 2012 l'Assassino Desmond Miles, discendente di Ezio Auditore, utilizzò l'Animus per rivivere le memorie del suo antenato e scoprire dove aveva nascosto la Mela dell'Eden. Individuata la posizione del manufatto, si mise in viaggio verso Roma insieme ai suoi confratelli Shaun Hastings, Lucy Stillman e Rebecca Crane. Vi giunsero il 10 ottobre, e riuscirono ad avere accesso al Tempio di Giunone attraverso un'entrata segreta al di sotto del Colosseo. Una volta raggiunta la cripta, Desmond utilizzò il suo DNA per attivare il manufatto.

A quel punto la Mela iniziò a proiettare diversi simboli che l'Assassino Clay Kaczmarek aveva già dipinto nei suoi alloggi alle Abstergo Industries usando il suo sangue. Tra questi, Shaun notò l'occhio massonico e il berretto frigio. Mentre tentava di dare una spiegazione a quei segni, Desmond entrò fu controllato mentalmente da Giunone, un membro della Prima Civilizzazione che gli mostrò diverse visioni del futuro. Poco dopo ella lo indusse a pugnalare Lucy allo stomaco con la sua lama celata, uccidendola. Ancora in stato di shock, Desmond entrò in coma, mentre Shaun e Rebecca svennero.

Risveglio di Desmond.png

Desmond si risveglia dal coma.

Poche ore dopo, il padre di Desmond, William, e il suo compagno Harlan T. Cunningham, raggiunsero la squadra di Assassini. Per dare a Desmond la possibilità di risvegliarsi dal coma, lo riattaccarono all'Animus, dove continuò a rivivere i ricordi di Ezio. Così la Mela entrò in possesso di William, che la studiò durante il viaggio della squadra a New York City.

Sebbene egli stesso disse di aver aspettato una vita per vedere un Frutto dell'Eden vero e proprio, confessò di non avere i geni giusti per maneggiarla come suo figlio. Quando quest'ultimo raggiunse il giunto sincronico, si risvegliò dal suo trauma e con la Mela in suo possesso schiuse la porta del Grande Tempio, ultimo luogo in cui gli Assassini potevano sventare la seconda catastrofe imminente. Dopo che la squadra posizionò l'attrezzatura all'interno della sala principale del tempio, Desmond iniziò a riutilizzare l'Animus per rivivere i ricordi dei suoi antenati Haytham Kenway e Ratonhnhaké:ton.

Desmond uccide guardie Abstergo.png

Desmond utilizza la Mela dell'Eden contro le guardie della Abstergo.

Durante le sue sessioni, scoprì da Shaun che il Grande Tempio per funzionare necessitava di alcune fonti di energia sparse per il mondo che andavano recuperate. Quando individuarono la terza al museo de Il Cairo, in Egitto, William si offrì di andare da solo; così facendo avrebbe concesso a suo figlio di procedere con i ricordi dei suoi antenati. Ma durante la spedizione, William venne catturato dalla squadra di assalto Sigma delle Abstergo guidata da Juhani Otso Berg, che lo condusse nella sede dell'azienda a Roma.

A quel punto il Templare Warren Vidic inviò un video-messaggio a Desmond, ordinandogli di consegnare la Mela in cambio dell'incolumità di suo padre. L'Assassino pertanto si recò a Roma, dove uccise il Maestro Templare Daniel Cross. Successivamente entrò nello studio di Vidic, dove utilizzò la Mela per prendere il controllo delle menti dei soldati circostanti, costringendoli a suicidarsi. Inoltre ordinò ad una di queste di sparare al dottore; liberato suo padre, Desmond utilizzò il potere della Mela per scappare dall'Abstergo e tornare in America.

Curiosità

  • La Mela può potenzialmente uccidere chiunque, compresi alleati (come mercenari o adepti) e civili.
  • Se nella sequenza 8 di Assassin's Creed: Brotherhood si interagisce con una colombaia, dopo aver finito l'arma equipaggiata sarà la lama celata. Tuttavia, aprendo la ruota delle armi, tornerà automaticamente equipaggiata la Mela.

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