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Occhio dell'aquila

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"Ecco gli Assassini, figli di due mondi! Perché abbiamo questi doni? Perché è nel nostro sangue!"
Clay Kaczmarek sull'occhio dell'aquila[src]
AC1 Occhio dell'aquila.png

L'occhio dell'aquila di Altaïr: il bersaglio è evidenziato in dorato, i nemici in rosso.

L'occhio dell'aquila è una capacità soprannaturale posseduta da alcune linee dinastiche dell'Ordine degli Assassini. Malgrado tutti possano potenzialmente usare l'occhio dell'aquila, i discendenti degli umani ibridati con la Prima Civilizzazione hanno una maggiore concentrazione dei geni necessari per usare quest'abilità.

I possessori dell'occhio dell'aquila sono in grado di percepire istintivamente le persone e gli oggetti in evidenza, che sono evidenziati in diversi modi. L'occhio dell'aquila, tuttavia, può essere influenzato dai sentimenti e dalla personalità della persona che lo usa, modificandone gli effetti.

Storia

Medioevo

L'Assassino Altaïr Ibn-La'Ahad era in possesso di quest'abilità fin da giovane. I suoi confratelli Assassini conoscevano bene questa sua abilità speciale, che avevano chiamato "occhio dell'aquila". Con essa, Altaïr riusciva a leggere le emozioni e le reali intenzioni di coloro che lo circondavano, portandolo ad anticipare sempre il suo nemico e ad avvantaggiarsi incredibilmente su di lui. Tuttavia, per evitare che orecchie indiscrete sapessero del suo potere, il giovane Assassino condivise queste informazioni solo ai suoi più fidi alleati, perfezionandola in segreto.

L'occhio dell'aquila aiutò Altaïr a localizzare i suoi bersagli, e gli fu particolarmente utile durante il suo duello contro Rashid ad-Din Sinan, che utilizzò la Mela dell'Eden per creare copie di sé stesso. Infatti, grazie ad esso, Altaïr riuscì a distinguere il corpo originale dalle copie. In futuro, Altaïr riuscì a perfezionare ulteriormente la sua abilità tanto da avere la possibilità di utilizzarlo in più modi, combinandone i suoi effetti iniziali e sbloccandone di nuovi, come per esempio, rivedere scene del suo passato, ritornando nei luoghi in cui sono avvenuti.

Rinascimento

Piri: Le voci girano, Ezio. Dicono che tu sia un uomo speciale, con doni particolari.
Ezio: Che resti tra noi.
―Piri Reis ed Ezio Auditore, 1511[src]
Avvicinamento 2.png

Ezio utilizza l'occhio dell'aquila.

Ezio Auditore da Firenze era in grado di utilizzare quest'abilità sin da giovane. Anche se nessuno la definì mai "occhio dell'aquila", il padre Giovanni ne era al corrente e lo chiamò "talento", mentre Salaì lo definì un "dono".

Non si sa se altri membri della famiglia Auditore possedevano questo dono. Probabilmente il noto ladro e Assassino chiamato La Volpe, possedeva quest'abilità, che secondo le voci che circolavano all'epoca a Firenze, gli permetteva di vedere attraverso i muri esaminandone l'interno. Giravano voci che grazie a questa sua abilità, La Volpe avesse rapinato un intero convoglio papale senza che le guardie ne lo stesso Papa all'interno della carrozza, se ne accorgesse.

Negli anni, si venne a sapere che Ezio aveva un'abilità speciale. Anche gli Assassini di Costantinopoli ne erano al corrente, anche prima di incontrarlo. Sia Yusuf Tazim che Piri Reis parlarono con Ezio della sua abilità, ed Ezio stesso ammise che i suoi sensi erano "più affinati del normale".

Nel corso della sua vita, Ezio sviluppò l'occhio dell'aquila sino a farlo diventare un sesto senso, che gli permetteva di ascoltare le conversazioni da lontano, percepire il battito cardiaco, vedere che percorso ha seguito una persona ed approssimativamente dove andrà. È ideale per esempio per scoprire il percorso di ronda di una guardia. Era anche utile per scoprire il ruolo di alcune persone, ad esempio se erano traditori o se erano capi Templari dei covi.

Anche Giovanni Borgia, dopo essere stato avvolto nella Sindone, riuscì ad utilizzare questa capacità, che indicava come "altri occhi", e la usò per individuare Francesco Vecellio.

XVIII secolo

"È come usare i sensi tutti insieme, vero? Come vedere suoni e sentire forme. Una bella armonia."
―Edward Kenway descrive la sensazione provata durante l'impiego dell'occhio dell'aquila[src]
E il mio zucchero 4.png

Edward utilizza l'occhio dell'aquila.

I pirati e Assassini Edward Kenway e Adéwalé erano capaci di padroneggiare quest'abilità. Il figlio di Edward, il Gran Maestro dei Templari Haytham Kenway, l'ex Assassino e Templare Shay Cormac e il figlio di Haytham, l'Assassino Ratonhnhaké:ton, padroneggiavano quest'abilità. Anche l'Assassina Aveline de Grandpré era in possesso dell'occhio dell'aquila che usava spesso nelle sue missioni. Nel periodo della Rivoluzione francese, il Maestro Assassino Arno Dorian padroneggiava questa abilità, sebbene non l'avesse sviluppata in maniera innata come alcuni Assassini suoi predessori.

All'inizio Arno poteva utilizzare l'occhio dell'aquila come un semplice impulso, che per pochi secondi gli permetteva di percepire la presenza dei nemici e di individuare oggetti di interessi. Solo a duna successiva affinazione, Arno imparò a padroneggiare l'abilità come un vero e proprio sesto senso. Successivamente raggiunse uno stadio mai utilizzato dell'occhio dell'aquila, noto come Connessione dell'Aquila. Tale era la padronanza che Arno aveva raggiunto, che quando l'Assassino la utilizzava, i suoi potevano essere utili anche agli alleati nelle vicinanze.

Tempi moderni

AC2 Glifo.png

Desmond analizza uno dei glifi grazie all'occhio dell'aquila.

Desmond Miles venne a conoscenza di quest'abilità mentre riviveva i ricordi di Altaïr all'interno dell'Animus 1.28. L'occhio dell'aquila era utilizzabile solo in prima persona quando la barra di sincronizzazione era piena. Inoltre non era possibile utilizzare l'occhio dell'aquila mentre l'antenato si muoveva. Successivamente Desmond, grazie all'effetto osmosi, acquisì quest'abilità. L'occhio dell'aquila permise a Desmond di vedere i disegni tracciati col sangue da Clay Kaczmarek, il Soggetto 16.

Durante la sua fuga dall'Abstergo, Desmond scoprì un ulteriore utilizzo di quest'abilità, utilizzandola su una tastiera per aprire una porta, rivelando le impronte digitali sui tasti necessari a comporre la password necessaria.

All'interno dell'Animus, Desmond usò l'occhio dell'aquila per analizzare glifi e brecce. Inoltre, all'interno dell'Animus 2.0, 2.01, 2.03 e 3.0, era possibile utilizzare quest'abilità anche in movimento. Ogni volta che si guarda con esso una piuma o una bandiera, essa era segnata automaticamente sulla mini-mappa ricreata dall'Animus.

Curiosità

Assassin's Creed
  • Un Assassino nel Regno può essere visto di colore rosso incandescente. Si suppone che si tratti di Jamal, un Assassino che ha aiutato Masun a tradire la Confraternita, ma la sequenza in cui Altaïr lo uccide è stato tagliata dal gioco, lasciandola come Easter egg.
  • Pare che l'abilità sia influenzata dalle emozioni di colui che è in grado di utilizzarla. Infatti, nonostante facciano parte dei Templari, Al Mualim e Lucy Stillman sono evidenziati come alleati se osservati attraverso l'occhio dell'aquila.

Assassin's Creed II

  • Quando si utilizza l'Occhio dell'Aquila, Ezio stesso è contrassegnato in blu, indicandolo come alleato.

Assassin's Creed: Brotherhood

  • Utilizzando l'Occhio dell'Aquila nella moderna Monteriggioni con Desmond Miles, è visibile un sentiero rosso dalla fontana con il simbolo degli Assassini, fino alla porta dello studio di Mario Auditore. Il sentiero è di colore simile al sangue dei glifi del Soggetto 16, e sembra che la linea sia composta da molte impronte.
    • In un podcast, Alexandre Amancio ha dichiarato che la misteriosa scia rossa serviva solo a indicare ai taster il modo di raggiungere l'entrata posteriore della Villa in fase di costruzione del gioco.
  • In Assassin's Creed: Brotherhood, fuori dall'Animus, a volte gli altri Assassini appaiono in oro per pochi istanti.
  • Nella modalità multiplayer esiste un'abilità simile: l'Occhio Templare. Quest'abilità offre qualche secondo di Occhio dell'Aquila al Templare che lo sta utilizzando e capire chi è l'inseguitore/trice.

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