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"Agiamo nell'ombra per servire la luce, siamo Assassini. Nulla è reale, tutto è lecito"
―Motto degli Assassini[src]
Assassini
Logoassassini
Informazioni organizzazione
Titolo massimo

Mentore

Sedi

In tutto il mondo

Fazioni correlate
Religione

Varie

Informazioni storiche
Data fondazione

Preistoria

Data riorganizzazione

1191

Ulteriori informazioni
Membri in rilievo

Gli Assassini, anche noti come Confraternita degli Assassini, sono un ordine di sicari il cui scopo è preservare la pace e il libero arbitrio del genere umano. Essi sono attivi sin dall'alba del dominio degli uomini sulla Terra, e conseguono una secolare guerra contro l'Ordine dei Templari. Il loro operato influì molto su eventi che segnarono la storia del mondo, seppur nessuna documentazione storica faccia cenno alla Confraternita negli anni successivi al Medioevo. Per conseguire il loro scopo essi utilizzarono molto spesso i Frutti dell'Eden della Prima Civilizzazione.

Le loro prime linee dinastiche discendono con tutta probabilità da Adamo ed Eva, due umani che si ribellarono al dominio della Prima Civilizzazione. Dopo la loro creazione iniziarono a stanziarsi lungo i terrori dell'Europa e dell'Asia. In un arco di secoli che va dal IV secolo a.C al XII secolo d.C operarono nel corso del dominio romano sull'Europa e nelle crociate in Terra Santa. Nello svolgersi di quest'ultime battaglie, visse un leggendario Mentore Assassino di nome Altaïr Ibn-La'Ahad, che rivoluzionò lo stile di vita e gli ideali della Confraternita, espandendola in tutto il mondo. Negli ultimi due secoli del medioevo, si distinsero tre distaccamenti della Confraternita in particolare: il ramo egiziano, quello mongolo e quello francese.

Il primo per il loro ruolo avuto nella custodia di un manufatto della Prima Civilizzazione noto come Scettro di Aset, il secondo per aver abbattuto il potentissimo impero della dinastia Khan, e l'ultimo per aver distrutto la figura pubblica dell'Ordine dei Templari. Tuttavia gli Assassini trovarono l'apice del loro potere nel corso del rinascimento, in particolare grazie al distaccamento italiano guidato dal Mentore Ezio Auditore da Firenze. Quest'ultimo fu responsabile della disfatta europea dei Templari tra il XV e il XVI secolo.

Ezio inoltre fu il Mentore che iniziò ad espandere gli ideali della Confraternita nei nuovi territori scoperti oltreoceano, mandando di volta in volta i suoi confratelli con il compito di fondare gilde permanenti in quei luoghi. La prima di queste si eradicò nelle Indie Occidentali, ottenendo il supporto delle tribù native dei maya e dei taino; successivamente al loro si aggregarono anche i maroon che liberavano nelle piantagioni degli schiavisti. La Confraternita caraibica si distinse in particolar modo nell'età d'oro della pirateria.

Da essa vennero a formarsi anche gli Assassini coloniali, che ebbero un ruolo centrale nella lotta ai Templari e nella ricerca dei Frutti dell'Eden nel corso della guerra franco-indiana e la guerra di indipendenza americana. Contemporaneamente a loro si adoperarono in Europa gli Assassini francesi, che si occuparono di controllare il dilagare dalla rivoluzione locale. Nel corso del XVIII secolo ebbero la loro importanza anche i rami operanti ad Haiti e in Louisiana, i quali contribuirono ad accrescere l'influenza degli Assassini.

Odiernamente sono sparsi in tutto il globo, abbandonando la rigida divisione in rami e operando come un singolo organismo. Tuttavia dopo la Grande Purga furono totalmente decimati dai Templari; solo poche cellule sopravvissero e continuarono a rimanere operative. Dai primi mesi del 2014 gli Assassini sono riusciti però a risollevare la loro situazione, alleandosi con il potentissimo collettivo di hacker degli Iniziati. Grazie a quest'ultimi riuscirono a trovare i mezzi e le risorse per contrastare il Progetto Phoenix mosso dai Templari delle Abstergo Industries.

Ideali e filosofia

Credo

"Dire che nulla è reale significa comprendere che le fondamenta della società sono fragili, e che dobbiamo essere i pastori della nostra stessa civiltà. Dire che tutto è lecito, invece, significa capire che siamo noi gli architetti delle nostre azioni, e che dobbiamo convivere con le loro conseguenze, sia gloriose, sia tragiche."
―Ezio Auditore da Firenze descrive il Credo[src]

Ogni Assassino appartenente alla Confraternita segue in maniera molto zelante un sistema di valori che governano tutta la sua vita. Questo insieme filosofico è racchiuso nel Credo degli Assassini, composto essenzialmente da tre dogmi:

  • Trattenere la lama dalla carne degli innocenti.
  • Nascondersi in piena vista.
  • Mai compromettere la Confraternita.

Formalmente nel corso del XV secolo venne aggiunta una quarta regola, ossia il divieto di uccidere per vendetta. Tuttavia è ignoto se cotale regola sia stata ufficialmente riconosciuta dagli Assassini all'interno dei dogmi fondamentali. Il Credo permea in ogni aspetto della vita quotidiana dalla Confraternita, guidando e influenzando la loro lotta per la pace assoluta. Essi in particolare lo interpretano secondo un ideale politico e strategico, nella convinzione che la morte di un loro bersaglio Templare o loro associato sia votata ad un bene superiore per milioni di persone. Molto spesso il Credo venne anche usato come mezzo di giustificazione per gli Assassini.

Infatti sostenevano di lottare per conto di coloro che non avevano la conoscenza, le risorse e le capacità per opporsi a uomini ben più ricchi e influenti. Il Mentore italiano Ezio Auditore da Firenze descrisse la natura originale del Credo, dicendo che esso si prefiggeva come un semplice osservazione della natura della realtà. Ma con il passare degli anni tuttavia il Credo divenne sempre più una libera interpretazione per molti Assassini: Edward Kenway ad esempio lo descrisse come una manifestazione primordiale della saggezza, mentre Arno Dorian come un avvertimento contro il fanatismo e l'eccessiva dedizione ad un ideale.

Nonostante il Credo mostri le benevole intenzioni della Confraternita, era anche suscettibile a filosofie non salutari e corruzione. In particolare Altaïr Ibn-La'Ahad individuò ben tre paradossi che caratterizzano lo stile di vita dell'Ordine:

  • Vogliamo instaurare la pace, ma per farlo uccidiamo.
  • Vogliamo allargare la mente degli uomini, ma imponiamo l'ubbidienza ad un maestro e regole ferree.
  • Vogliamo rendere noto a tutti quanto sia pericolosa la fede cieca, eppure noi stessi la pratichiamo.

Molti Assassini oltre a lui riconobbero l'ironia del loro operato su vari livelli. Ad esempio Desmond Miles li descrisse come "i bravi ragazzi", ricevendo per tutta risposta da Rebecca Crane e Shaun Hastings il rammento della loro usanza omicida. Crane in particolare si difese dicendo che uccidere era ovviamente sbagliato, ma che a volte era l'unica soluzione per cambiare in meglio le cose. Questi paradossi o in generale il lato negativo della filosofia della Confraternita furono molto spesso la causa del tradimento o della fuga di molti loro membri.

Il rinnegato Assassino Nikolai Orelov soprattutto trasmise a suo figlio Innokenti il suo pensiero riguardo alla filosofia dei suoi vecchi confratelli: essi erano uomini che vivevano di leggi troppo antiche e scorrette, che applicavano sulla loro vita su quella degli innocenti. Il loro discendente, il Templare ed ex-Assassino Daniel Cross, acquisì questa nozioni rivivendo i ricordi di entrambi gli Orelov attraverso l'Animus, pensando a sua volta che gli Assassini fossero anarchici, e che la loro anarchia non avrebbe mai potuto portare ad un mondo unificato.

Obiettivi

"In passato entrambe le fazioni avevano come scopo la pace. L'unica differenza erano i metodi con cui ottenerla. [...] Fu solo dopo che Altaïr introdusse il nuovo ideale del libero arbitrio nella Confraternita, che il conflitto si esacerbò in tutto il mondo."
―Il Maestro Templare Juhani Otso Berg parla degli obiettivi degli Assassini[src]

La Confraternita degli Assassini nel corso della sua lunga storia ha conseguito numerosi obiettivi, di cui il maggiore e più importante per loro era la pace assoluta e la conservazione del libero arbitrio degli uomini. Il portare avanti questo scopo li ha portati a fronteggiare tutte le autorità che si imponevano tiranneggiando gli altri e praticando ingiustizia verso il prossimo. Pertanto cercarono sempre di ottenere il consenso del popolo umano, sperando di motivarlo ad agire secondo i propri ideali, la loro natura ed evolvere imparando dai propri errori. I loro nobili scopi li posero tuttavia in confronto diretto contro i Cavalieri Templari, che a differenza loro vedevano la pace assoluta nel controllo della mente umana, nelle regole e nell'ordine.

Anche se la pace e il libero arbitrio sono da sempre i loro obiettivi fondamentali, gli Assassini nel corso della storia hanno anche conseguito e portato a termini diversi scopi, come ad esempio la conoscenza e la giustizia. Altri Assassini invece seguirono per diverso tempo obiettivi personali come la vendetta o la protezione dei propri cari. In altri casi casi ancora, principalmente nell'era moderna, si dedicarono alla protezione e alla messa in sicurezza delle loro cellule superstiti. Nel corso del XVIII secolo il Gran Maestro Haytham Kenway pensò ai Templari come una "realizzazione della verità", mentre gli Assassini come una sua "reazione".

Neutralità

Nel corso del loro eterno scontro con i Templari, gli Assassini cercarono di mantenere rapporti il più neutrali possibili con le fazioni esterne al loro conflitto. Ad esempio nel XV secolo non intervennero in alcun modo per fermare la conquista ottomana della Valacchia e l'oppressione del popolo da parte del sultanato turco - ciò fu causa del tradimento di Vali cel Tradat originario appunto di una nobile casato di Valacchia sterminato dagli invasori. Tuttavia nel corso della storia strinsero spesso alleanze con importanti famiglie rinascimentali come i Medici o con uomini di una certa influenza quali il rivoluzionario russo Vladimir Lenin

La loro neutralità è denotabile dal fatto che raramente uccisero figure non associate ai Templari: un esempio evidente è Tomás de Torquemada, che risparmiarono in quanto unicamente pedina dell'Ordine nemico. Ma nonostante ciò, gli Assassini sacrificarono spesso altri ideali della società per perseguire nella loro missione di pace; questo senza il minimo riguardo per le conseguenze delle proprie azioni.

Durante la sua missione in Medio Oriente ad esempio, Ezio Auditore non si fece scrupoli a sfruttare il malcontento popolare per scatenare una rivolta al porto di Teodosio a Costantinopoli, unicamente per infiltrarsi all'Arsenale cittadino. Sempre Ezio Auditore causò a Derinkuyu una gigantesca esplosione che uccise centinaia di innocenti con lo scopo di attirare fuori il suo bersaglio. Ma il danno più disastroso che gli Assassini causarono inconsapevolmente alla civiltà fu nel 1775, quando Achille Davenport inviò il suo allievo Shay Cormac in missione a Lisbona; il giovane Assassino causò il gigantesco sisma che distrusse la città intera e buona parte dei territori circostanti.

Usi e costumi

Metodi

"Culture, religioni e lingue dividono da sempre i popoli. Ma c'è qualcosa nel Credo degli Assassini che supera ogni confine."
Mary Read sul rapporto tra la società e il Credo[src]

Nel corso della storia gli Assassini applicarono diverse metodologie per ogni aspetto particolare del loro operato generale, alcuni di essi mutati con il tempo. Nel frangente del reclutamento, inizialmente garantivano l'accesso alla Confraternita unicamente per diritto di nascita. Solo durante il folclore del rinascimento italiano, Ezio Auditore introdusse una vera e propria forma di reclutamento della popolazione sfruttando ogni mezzo a sua disposizione. Egli iniziò salvando i cittadini indifesi che subivano angherie da parte delle milizie cittadine, invitandoli nella Confraternita dopo averli aiutati.

Inizialmente molte reclute, come lo stesso Ezio nei suoi primi anni sotto le vesti come di discepolo del Credo, sceglievano di unirsi agli Assassini unicamente per ottenere giustizia personale contro le corrotte dinastie che li avevano oppressi. Nella maggior parte dei casi, solo dopo conseguivano una maturazione che li portava ad abbracciare i veri ideali della Confraternita. Quest'ultima iniziava ad assegnare specifici bersagli da assassinare solo una volta che riteneva i propri adepti pronti e ottimamente addestrati. Rimuovere opposizioni scomode attraverso l'omicidio era infatti il loro metodo prediletto, incoraggiando contemporaneamente un forte rispetto per il culto dei defunti.

Ma nel corso della storia la Confraternita si è cimentata anche in operazioni di grande segretezza, come lo spionaggio, il furto di manufatti o rifornimenti, sostegno segreto ad altre fazioni, riciclo di fondi per finanziamenti di spedizioni o nuove attrezzature e anche atti di sabotaggio. Ma nonostante molte di queste azioni rispecchiassero in pieno il secondo principio del Credo, più volte gli Assassini decisero di agire apertamente e in piena vista, come a Costantinopoli nel XVI secolo. Essi erano anche molto pignoli nella selezione dei loro bersagli, assicurandosi che la loro morte avrebbe effettivamente portato un miglioramento alla società.

Solo dopo commissionavano un contratto di assassinio ad un loro sicario. Ai tempi di Altaïr inoltre per provare l'effettiva morte del target assegnato era usanza mostrare al rafiq cittadino una piuma intinta del suo sangue. Successivamente abbandonarono questa usanza sostituendola con un approfondito sopralluogo della politica e dei costumi contemporanei alle varie epoche. Nel corso del medioevo raccogliere informazioni sui bersagli era compito di reclute di basso livello o di informatori specializzati nel settore. Quest'ultimi osservavano il popolo alla ricerca di segni di corruzione o appartenenza ai Templari.

Passavano poi quanto raccolto agli Assassini predisposti per uccidere. Ma nonostante il loro servizio a coloro che senza il loro intervento sarebbero vissuti nella sofferenza, gli Assassini erano incredibilmente temuti dalla popolazione a causa della loro rinomata reputazione nell'uccidere persone nel bel mezzo di eventi importanti o in luoghi con grande affluenza di civili. Anche quando l'omicidio pubblico venne abrogato da Altaïr gli Assassini non smisero di essere temuti per via delle loro metodologie segrete.

Introduzione

"Dall'oscurità entrerai nella luce, dalla luce tornerai nell'oscurità. Sei pronto a compiere la via dell'aquila?"
―Il rito di iniziazione degli Assassini francesi[src]

Quando un Assassino non entrava nella Confraternita per diritto di nascita, bensì per reclutamento, veniva ufficialmente iniziato nella Confraternita durante una particolare cerimonia. Dopo che l'adepto si era dichiarato discepolo del Credo e aveva completato il suo addestramento, veniva riconosciuto dalla Confraternita come Assassino maturo e pronto per la sua introduzione ufficiale. Nel corso delle Crociate, era usanza tra gli Assassini introdurre un nuovo confratello tra loro mozzandogli l'anulare sinistro: ciò sia come giuramento di fedeltà che come sacrificio per il corretto funzionamento della lama celata.

Iniziazione a Roma 2

L'iniziazione di un Assassino.

Altaïr decise di abolire questa pratica di introduzione durante il suo mandato da Mentore, giacché la considerava una falsa promessa del paradiso. La cerimonia rinascimentale prevedeva invece la vestizione dell'uniforme tipica degli Assassini da parte dell'iniziato e il successivo giuramento di fedeltà al Credo. In quel periodo invece dell'amputazione veniva semplicemente marchiato a fuoco l'anulare sinistro; infine per completare il rito il neo Assassino si gettava nel suo primo salto della fede.

Durante il XVIII secolo invece, gli Assassini francesi adoperarono un nuovo rito di iniziazione. Il loro adepto veniva presentato al cospetto del Consiglio degli Assassini, ingerendo da un calice recante lo stemma della Confraternita un liquido allucinogeno che gli faceva vivere un processo di morte spirituale e rinascita come un Assassino. A quel punto i membri del Consiglio pronunciavano i principi del Credo, e il Mentore chiudeva la cerimonia con la conferma dell'avvenuta iniziazione. Anche nei tempi moderni è presente una formale cerimonia di iniziazione, anche se è sufficiente donare anche una lama celata ad un allievo per introdurlo ufficialmente nella Confraternita.

Addestramento

"Quello che mi spaventava era l'addestramento. Sudore, lacrime e ogni tanto un labbro spaccato."
―Desmond Miles parla dell'addestramento degli Assassini[src]

Oltre alla totale comprensione del Credo, un'altra parte fondamentale della vita di un Assassino era un rigidissimo e lunghissimo addestramento, in quanto passavano gran parte della loro esistenza ad uccidere. Coloro che diventavano membri effettivi tramite reclutamento imparavano direttamente sul campo con il supporto dei confratelli più esperti, mentre chi vi entrava per diritto di nascita venivano allenati già fin dalla tenera età ad osservare l'ambiente circostante e ad agire in anticipo rispetto al proprio avversario. Le tre chiavi del loro addestramento era la corsa acrobatica, il combattimento e la mimetizzazione.

Le Rovine Di Cerros 3

Connor esegue la corsa acrobatica tra gli alberi.

La prima fase dell'allenamento per la corsa acrobatica consisteva nell'acquisizione della capacità di mantenere in corsa una velocità costante e un respiro regolare, ciò anche per tempi molto prolungati. Solo successivamente venivano insegnate le movenze necessarie a scalare anche il più imponente degli edifici ed a raggiungere luoghi altrimenti inaccessibili. Tecniche particolari di questo frangente dell'addestramento degli Assassini sono il salto ascensionale e il salto della fede, quest'ultimo era un movimento ascensionale iniziante da grandi altezze e terminante o in acqua o in materiali morbidi.

Facoltativamente veniva tramandata anche la corsa su muro. Con il tempo gli Assassini impararono ad applicare le loro tecniche di corsa acrobatica anche su elementi naturali come alberi o formazioni rocciose. Il fatto che cotali mosse fossero estranee alla popolazione giocò molto a vantaggio degli Assassini, in quanto grazie ad essa potevano sfuggire alla maggior parte delle guardie e operare con una miglior circospezione. Il combattimento invece serviva loro nel caso in cui la loro copertura saltasse o venissero scoperti mentre cercavano di restare in incognito.

Crepi Il Lupo 3

Ezio combatte contro i seguaci di Romolo.

In alcuni casi sfruttarono le loro abilità da guerrieri anche per veri e propri confronti in campo aperto. A differenza della corsa acrobatica il combattimento non prevedeva insegnamenti particolare, in quanto ogni Assassino combatteva secondo il proprio stile e con le armi che preferiva o per cui era più portato. Solo la lama celata era parte dell'equipaggiamento di ogni Assassino, giacché ogni ramo della Confraternita si adattava alle armi e agli stili di combattimento della terra in cui operavano.

Ad esempio il ramo cinese prediligeva le arti combattive del kung fu, mentre quello francese la classica scherma di brigata nazionale. Ma l'arma più potente in assoluto di ogni Assassino era la mimetizzazione, tanto che lo stesso Credo comandava loro di seguire uno stile di vita sobrio e lontano dalla notorietà. Avevano vari modi di mimetizzarsi: tra la folla, su una panca, sott'acqua o tra l'erba alta, sfruttando ripari e anche covoni di fieno.

L'insegnamento principale che gli veniva tramandato era infatti quello di colpire il bersaglio nell'ombra per poi svanire con altrettanta circospezione. Oltre a queste tre facoltà distintive per la Confraternita e per il suo rigido addestramento, gli Assassini erano addestrati anche in furti, manovre di scasso e tutto ciò che potesse aiutarli nel completamento di una missione.

Equipaggiamento

Nel corso dei secoli gli Assassini hanno utilizzato moltissime attrezzature, che variavano in base all'epoca e al luogo in cui operava ogni loro singolo ramo. Per iniziare essi indossavano un uniforme distintiva completa di cappuccio per la mimetizzazione, quest'ultimo occasionalmente munito di un becco ad uncino simile a quello di un aquila - rapace cui gli Assassini si sono sempre ispirati nel corso della storia. Ordinariamente il loro vestiario era interamente bianco con delle semplici cotte di maglia e foderi per le armi. Ma con l'andare degli anni iniziarono ad abbandonare tali formalità ed iniziarono ad adattarsi agli abiti locali e in voga all'epoca, pur tuttavia mantenendo tratti loro distintivi come il cappuccio.

Iniziarono anche ad optare per colori diversi, ad esempio l'Assassina cinese Shao Jun, vissuta nel corso del rinascimento, indossava un uniforme nera con toni di rosso e bianco, mentre Arno Dorian indossava un cappotto blu notte tipico dei rappresentanti del terzo stato nella rivoluzione francese. Per quanto riguarda invece le loro armi, nel tempo antico erano muniti di un equipaggiamento standard comprendente: una lama celata, una sciabola, dei pugnali da lancio e una spada corta. Solo negli anni successivi iniziarono ad utilizzare anche armi da fuoco, granate, esplosivi vari, veleno, l'arco e molti altri tipi di armi a distanza.

Alcuni Assassini utilizzavano anche armi distintive delle loro origine, come Connor che brandiva un tomahawk per via delle sue origini Kanien'kehá:ka o la stessa Shao Jun, che fu l'inventrice e la prima utilizzatrice del dardo da corda - che successivamente sarebbe diventata un'arma iconica per molti rami degli Assassini. L'arma principale di ogni membro della Confraternita rimaneva però la lama celata, che nel corso dei secoli subì diverse modifiche e miglioramenti. Il primo a modificarla sostanzialmente fu Altaïr, che durante il suo mandato da Mentore decise di fabbricarla con una lega metallica più resistente, l'acciaio di Damasco.

La tragedia di Jacques de Molay 7

La lama celata di Thomas de Carneillon.

Sul bracciale venne aggiunta una placca metallica in grado di deviare i colpi, e agli Assassini più esperti era concesso di portare due lame per eseguire dei doppi assassinii. Negli anni successivi, Altaïr ideò la lama avvelenata, che permetteva di inoculare veleno nelle vittime. Il veleno era contenuto nella cavità della lama, che doveva essere molto resistente per evitare di rompersi. Un'altra invenzione fu la pistola celata. Invece nel rinascimento Leonardo da Vinci modificò nuovamente l'arma progettandola per sparare dardi avvelenati.

Costruì anche il primo prototipo di balestra celata per l'Assassino Francesco Vecellio. Contemporaneamente, a Confraternita turca ideò una propria variante della lama celata che chiamarono lama uncinata, grazie alla quale poterono agevolare i loro spostamenti rendendoli più rapidi e comodi da effettuare. Nel XVIII idearono anche una lama che poteva staccarsi dal bracciale ed essere usata come coltello. Nello stesso periodo gli Assassini francesi utilizzavano come espansione propria la lama fantasma, una versione ridotta della balestra celata capace di sparare dardi letali e del furore.

Funerale

"Che la morte ti dia la pace che cercavi. Requiescat in pace."
―Mario Auditore porge l'ultimo saluto a Vieri de' Pazzi[src]

Storicamente gli Assassini nutrivano grande rispetto per i morti, tanto che avvolgevano i loro corpi in preziosi sudari contornati da fasce cremisi altamente decorate. Le loro salme venivano poi posizionati in grandi tombe onorifiche e nascosti in luoghi segreti. In particolare, se un Assassino godeva di una grande fama all'interno di una Confraternita, in suo onore venivano costruite delle cripte o dei santuari nascosti in cui poi avrebbe riposato il loro corpo senza vita.

Il Segreto Della Torre Grossa 8

La tomba dell'Assassino cinese Wei Yu.

Le spoglie dei loro più grandi confratelli venivano poste in sarcofagi il cui coperchio ritraeva la figura blasonante di un Assassino; la bara poteva essere aperta tramite uno speciale meccanismo ritraente il simbolo dell'Ordine. Accanto alla tomba venivano posti doni onorifici e oggetti profondamente legati alla vita del defunto Assassino. La cripta in cui giacevano era invece decorata con una loro statua e lo stendardo del ramo della Confraternita a cui appartenevano oppure un simbolo particolarmente legato a loro, come la loro arma prediletta.

Nutrivano grande rispetto anche per i Templari o i bersagli che riuscivano ad assassinare, augurandogli la pace ultraterrena mentre erano in punto di morte. Nei primi anni della sua carriera da Assassino, lo stesso Ezio Auditore fu aspramente rimproverato da suo zio Mario per il modo in cui stava profanando il cadavere di Vieri de' Pazzi. Gli Assassini inoltre ripudiavano la cremazione, anche se probabilmente iniziarono ad applicarla a partire dal XVIII secolo - infatti le spoglie del Mentore francese Honoré Gabriel Riqueti de Mirabeau furono bruciate e sepolte sotto al Pantheon di Parigi.

Espulsione

"Arno Dorian, sei stato condannato. Ti privo del tuo grado e titolo e da oggi sarai esiliato dalla Confraternita di Parigi."
―L'espulsione dalla Confraternita nel XVIII secolo[src]

L'infrangere le severe regole della Confraternita degli Assassini comportava diverse punizioni, che come molte usanze variarono nel corso dei secoli. Anticamente infatti il tradimento era punito con la morte per direttissima, e solo in casi particolari come quello di Altaïr si veniva declassati al rango più basso ed inviati lungo una via di riscatto. Questa usanza fu mantenuta anche nel corso del rinascimento, nel quale alcuni traditori si rivelarono veri e propri bersagli degli Assassini - esempi lampanti sono Perotto Calderon e Vali cel Tradat.

Nel corso del XVIII secolo anche l'Assassino traditore Shay Cormac divenne un bersaglio principale della Confraternita dopo il suo schieramento con i Templari. Nel corso della rivoluzione francese invece, il Consiglio degli Assassini optò per una formale espulsione: la punizione comportava la privazione dello status acquisito e l'esilio permanente dalla Confraternita. Stranamente, per cause ignote, Arno Dorian venne riammesso tra gli Assassini alcuni anni dopo essere stato espulso dal Consiglio per aver ignorato i suoi ordini ed aver preso iniziative di sua volontà.

Storia

Fondazione

L'antefatto della nascita della Confraternita degli Assassini risale alla prima generazione ibrida di umani e Prima Civilizzazione; questi nuovi esseri viventi avevano sembianze umane pur essendo dotati delle capacità extrasensoriali dei Precursori. Quando Adamo ed Eva si ribellarono ai loro creatori, scatenarono una guerra che portò all'estinzione di quest'ultimi. Gli unici a possedere ancora una buona quantità di genoma della Prima Civilizzazione erano gli ibridi, alcuni di questi, fondatori effettivi della Confraternita.

Ma con il tempo le loro capacità sovrannaturali iniziarono a spargersi tra i neonati umani, tanto da diventare dei sensi dormienti nel loro subconscio. Dopo la catastrofe di Toba, gli uomini comuni sopravvissuti iniziarono a popolare la Terra, inconsapevoli della presenza degli Assassini tra di loro. Più o meno contemporaneamente alla nascita della Confraternirta si formò però l'Ordine dei Templari; le loro ideologie contrapposte li fecero entrare in una guerra che si sarebbe protratta per innumerevoli millenni.

Antichità

"Cesare è morto, pugnalato ventitré volte da suoi stessi concittadini, molti dei quali considerava amici. Morto non per quello che ha fatto, ma per la paura di quello che sarebbe potuto diventare. Il mio senso di colpa mi divora, perché Cesare si è rassegnato al suo triste destino solo quando ha incrociato il mio sguardo."
―Bruto descrive l'omicidio di Gaio Giulio Cesare[src]

Per via delle scarse forme di comunicazione presenti nel tempo antico, gli Assassini decisero da subito di instaurare un ramo della Confraternita per ogni regione dei territori emersi sul pianeta, mettendo al suo vertice di comando un Mentore che avrebbe coordinato l'operato della Confraternita nel territorio prestabilito. Stabilita la loro organizzazione, iniziarono ad intralciare i piani dei Templari nei potenti regni che si erano formati a quei tempi, sconvolgendo più volte l'equilibrio dei poteri monarchici. Il primo Assassino conosciuto a causare un radicale cambiamento di potere nel mondo antico fu Darius, un membro del ramo persiano che nel 465 a.C uccise l'imperatore e alleato dei Templari Serse I con una lama celata, segnando il primo uso documentato dell'arma.

Circa un secolo dopo l'Assassina babilonese Iltani avvelenò il conquistatore macedone Alessandro Magno con del veleno, facendolo morire di febbre dopo pochi giorni di agonia. L'assassinio dell'imperatore era dovuto principalmente al fatto che i Templari avevano ottenuto la sua fiducia donandogli un Bastone dell'Eden, un manufatto della Prima Civilizzazione. Nel 210 a.C invece, la branca cinese della Confraternita aveva assegnato a Wei Yu il compito di uccidere il corrotto sovrano Qin Shi Huang, che morì trapassato dalla sua lancia.

Tra il II e il I secolo a.C ebbero invece grande spicco gli Assassini romani, profondamente coinvolti nella custodia di un Frutto dell'Eden noto come Ankh. All'epoca questo ramo era nascosto sotto le vesti del partito Liberalis Circulum, fondato da Lugos - quest'ultimo era anche il custode dell'Ankh. Tuttavia durante un viaggio lungo il Mediterraneo la nave di Lugos affondò in una tempesta e il manufatto venne perduto. Anni dopo il ramo romano iniziò ad operare anche all'interno dei vari organi istituzionali della repubblica. Il loro capo Marco Giunio Bruto scoprì anche una caverna sotto il Campidoglio, rivelatasi il Tempio di Giunone, un sito della Prima Civilizzazione.

Assassini uccidono Cesare

Gli Assassini uccidono Giulio Cesare.

La esplorarono diverse volte, finché Bruto non ebbe un incontro con una misteriosa entità al suo interno. Da quel giorno gli Assassini romani si adoperarono con tutte le loro forze per uccidere il despota Gaio Giulio Cesare, un rilevante alleato dei Templari. L'evento si compì alle idi del 15 marzo 44 a.C, quando uccisero il dittatore in Senato. Successivamente ebbero un'amnistia provvisoria da parte di Marco Antonio, che alla morte di Cesare era diventato il capo dello stato.

Tuttavia quest'ultimo ritirò il trattato di pace dopo cinque giorni dal suo emendamento, pronunciando pubblicamente un discorso contro gli Assassini. Ciò bastò ad aizzare il popolo romano contro di loro. Ritrovandosi contro l'intera repubblica, Bruto guidò gli Assassini romani in una disperata fuga verso Atene, dove si adoperarono a formare un esercito per contrastare la legione di Ottaviano; ma i loro sforzi si rivelarono vani in quanto furono sconfitti delle due battaglie di Filippi. In preda alla disperazione Bruto si suicidò. Il suo corpo venne poi avvolto nella Sindone, in un tentativo di rianimarlo. Tuttavia il Frutto dell'Eden non portò i risultati sperati; anni dopo l'Assassina egiziana Amunet uccise con un vipera la vecchia alleata di Cesare e regina d'Egitto Cleopatra.

Alcuni decadi dopo l'Assassino romano Leonius uccise l'imperatore Caligola con una daga. Due secoli avanti, gli Assassini romani iniziarono ad espandersi anche lungo le province italiche che l'impero si era costruito nel corso di quegli anni. In particolare avevano stabilito alcune gilde nelle città dove un tempo regnavano le popolazioni galliche; una di queste era Lugdunum. In questo periodo a guidare la Confraternita imperiale era Lugos, custode di un Frutto dell'Eden noto come Ankh e fondatore del partito Liberalis Circulum. Tuttavia la sua nave naufragò durante una traversata mediterranea, e il manufatto in suo possesso venne perduto. Pochi anni dopo visse un grande Assassino noto come Aquilus, originario di Lugdunum.

La sua fama è dovuta al ruolo primario che svolse una ricerca e nella custodia dell'Ankh, il Frutto dell'Eden che un tempo apparteneva a Lugos. Nel corso dell'impero di Publio Licinio Valeriano infatti, Aquilus uccise due importantissimi Templari: il senatore Caio e il generale Tito. Nel 259 tentò anche di uccidere nel suo accampamento il comandante Gracco, che tuttavia riuscì a pugnalarlo gravemente ed a fargli perdere i sensi nel corso di un attacco da parte di un contingente alamanno. Aquilus si risvegliò pochi giorni dopo nel campo appena conquistato da suo cugino e confratello Accipiter, che gli donò l'Ankh. L'Assassino lo portò pertanto a casa di suo padre Lucius nella sua terra natia.

Accipiter incontra il prefetto

Accipiter incontra il prefetto di Lugdunum.

Al suo arrivo conobbe il senatore - segretamente Templare - e amico di famiglia Caïus Fulvus Vultur, che durante la prima notte di alloggio assassinò Lucius e rubò l'Ankh, fuggendo a Roma. Tuttavia Aquilus riuscì ad individuare il traditore interrogando Faustin, un prete suo confratello. Dopo aver ucciso il senatore ed aver recuperato il manufatto Aquilus si mise in viaggio verso casa sua. Nel frattempo Accipiter e il suo esercito di alamanni si stavano dirigendo verso Lugdunum per saccheggiarla; ma dopo un incontro con il confratello iberico Cuervo, Accipiter capì che in città era presente una gilda della Confraternita e pertanto decise di organizzare un incontro con il prefetto amministrativo per un concordato.

L'Assassino ricevette una buona porzione di oro e viveri, soddisfacendo i suoi uomini abbastanza da convincerli ad evitare di attaccare la città. Il prefetto intanto ricevette notizia che Aquilus era stato catturato dalle autorità romane nel suo podere lungo il boschetto che sormontava Lugdunum con l'accusa di omicidio e tradimento ai danni dell'impero; origliando tale notizia Accipiter lasciò temporaneamente il suo esercito per salvare il suo confratello. Tuttavia il suo intervento allarmò la milizia che scortava il prigioniero, di cui un soldato gli squarciò la gola uccidendolo. In seguito Accipiter donò l'Ankh alla vedova di suo cugino Valeria; del manufatto non si seppe più nulla.

Medioevo

Trasferimento Masyaf

Intorno al XI secolo gli Assassini trovarono espansione anche intorno al Medio Oriente, principalmente lungo i confini siriani e mongoli. Il primo dei due nuovi rami della Confraternita divenne particolarmente importante, in quanto da esso venne costruito ciò che saranno stati gli Assassini per tutto il resto della storia umana. Nel 1090 a guidare gli Assassini levantini era lo spadaccino Hassan-i-Sabbāh, che stabilì le loro sedi principali ad Alamut ed a Masyaf. Inoltre rese la Confraternita una coalizione pubblica e autonoma di sicari, così come i Templari aveva dichiarato la loro veste di ordine cavalleresco al servizio dell'esercito crociato.

Ciò comportò il fatto che gli Assassini adesso fossero abituati ad uccidere pubblicamente, in un tentativo di far capire al popolo che non stavano lottando da solo contro i gli oppressori. Nel corso del XII secolo l'ascesa del comandante saraceno Saladino preoccupò molto la Confraternita, tanto che nel 1174 inviarono tredici Assassini esperti nel suo accampamento militare a Damasco con l'incarico di ucciderlo. Tuttavia la missione andò tragicamente male in quanto l'intera squadra venne uccisa e Saladino espresse l'intenzione di assediare Masyaf quanto prima gli fosse stato possibile.

La città iniziò a trovarsi minacciata dal sultano nel 1176, quando quest'ultimo con il suo esercito marciò fino alla montagna su cui era costruita la base della Confraternita. Il Mentore del ramo levantino Rashid ad-Din Sinan inviò pertanto la spia Ahmad Sofian a rilevare la tenda sultanale; quest'ultimo riuscì a consegnare un rapporto contente l'esito della missione pagando però come prezzo la cattura da parte delle guardie. Come ultima mossa Rashid inviò il Maestro Assassino Umar Ibn-La'Ahad nella tenda, con il compito di lasciare al suo interno un messaggio contente minacce al sultano.

La missione ebbe buon esito, ma nonostante il suo approccio furtivo Umar venne scoperto dai soldati e durante la fuga fu costretto ad uccidere un nobile che gli sbarrava il passo. Scoperta la morte del suo sottoposto, Saladino inviò un messaggio agli Assassini: i saraceni avevano disposto una proposta di pace in cui chiedevano la vita di Umar in cambio di quella di Ahmad. Avrebbero anche rinunciato all'assedio di Masyaf. Rashid tentò delle deliberazioni sulla negoziazione, ma non ebbe scelta.

Il Custode Del Mentore 5

Altaïr e gli Assassini combattono i Templari di Haras a Masyaf.

Umar venne giustiziato alle porte del castello cittadino, sentendo come ultima cosa le grida di suo figlio Altaïr. Pochi anni dopo quest'ultimo sventò praticamente da solo un assedio Templare alla città, uccidendo per l'occasione il confratello traditore Haras, che aveva permesso ai suoi reali compagni di entrare a Masyaf. Come conseguenza della sua ottima prestazione e del suo servizio alla Confraternita, Rashid promuovette Altaïr al rango che un tempo apparteneva a suo padre.

Ricerca del Calice

"E' qualcosa di potente, che deve essere tenuto lontano dalle relazioni tra uomini. Trovalo Altaïr, e portalo qui."
―Rashid incarica Altaïr di trovare il Calice[src]

Già nel 1190 la minaccia di un'altra crociata in Terra Santa si profilava e gli Assassini di quella zona iniziarono a focalizzarsi sulla ricerca del Calice, un antico manufatto che si diceva discendere dalla Prima Civilizzazione. Rashid incaricò così Altaïr di indagare in merito; quest'ultimo nel corso delle indagini si ritrovò coinvolto nell'assedio Templare di Aleppo, durante il quale scoprì che anche il loro Gran Maestro, Basilisk, era sulle tracce del suo stesso manufatto. Fatto rapporto al suo Mentore, venne indirizzato presso un mercante damascano di nome Tamir.

Interrogando quest'ultimo, Altaïr scoprì che il Calice era custodito nel Tempio del Deserto e che per accedervi erano necessarie tre chiavi. In punto di morte il mercante gli rivelò che la prima era in possesso di una circense conosciuta come Fajera. Convinta la donna a donargli la volta in suo possesso, l'Assassino iniziò a cercare le rimanenti: la seconda gli venne donata da un prigioniero del Templare e direttore dell'ospedale di Tiro, Ronald Napule; la terza invece la rubò a Basilisk in persona durante uno scontro alla corte reale di Gerusalemme.

Nella medesima città, Altaïr uccise anche il Maestro della Torre e il suo studente, rubando loro una mappa per il Tempio de Deserto. Ma al suo arrivo nel sacrario scoprì che Basilisk e i suoi Templari lo avevano anticipato, rubando il manufatto per primi. Durante il suo secondo incontro con il Gran Maestro, Altaïr scoprì che il Calice era in realtà una donna in carne ed ossa. Poco dopo la rivelazione, fuggì dalle rovine in decadenza, e dopo un terzo scontro con Basilisk alla fortezza di Tiro scoprì che i Templari tenevano il Calice presso la villa di Don Carvaggio a Gerusalemme.

Come ulteriore informazione in cambio della sua vita, il Gran Maestro rivelò anche di aver ordinato l'avvelenamento delle falde acquifere di Acri, in modo da conquistare la città. Sventata anche questa iniziativa, Altaïr rapì il Calice dai Templari - la donna si rivelò con il nome di Adha. Dopo essere fuggito con lei attraverso le reti fognarie scoprì che il confratello Harash aveva tradito la Confraternita per i Templari. Confermato quanto detto dalla sua prigioniera, l'Assassino uccise il traditore.

Battaglia finale Altair Basilisk

La battaglia finale tra Altair e Basilisk.

In punto di morte quest'ultimo rivelò Adha stava per salpare con Basilisk dal porto di Tiro alla volta dell'occidente. Altaïr tentò di salvarla, ma dopo aver ucciso Basilisk scoprì che la donna si trovava a bordo di un'altra nave. Dopo doversi mesi di faticoso viaggio in mare, Altaïr venne ripagato solo col cadavere di Adha e la consapevolezza di potere solo vendicarla. In una rabbia furiosa ed emotiva uccise tutti i responsabili. La scomparsa del Calice, decretò il fallimento dei piani degli Assassini.

Tradimento di Rashid

"Ho qui un elenco, formato da nove nomi, nove uomini che devono morire. Sono degli appestatori, dei guerrafondai... Il loro potere e la loro influenza contaminano la terra, e assicurano la continuazione delle Crociate. Tu li troverai, li ucciderai..."
―Rashid apre la caccia ai nove di Altaïr[src]

Nel 1191, fallita l'acquisizione del Calice, gli Assassini levantini iniziarono a concentrarsi sulle ricerca di una Mela dell'Eden - un altro manufatto risalente alla Prima Civilizzazione. In un tentativo di ottenerla, Rashid ad-Din Sinan, inviò al Tempio di Salomone una squadra formata da Altaïr e dai fratelli Malik e Kadar Al-Sayf.

Un nuovo regime

Liberazione di Cipro

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