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Perotto Calderon

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Perotto Calderon
Perotto Calderon.png
Informazioni biografiche
Nato

sconosciuta

Morto

1498
Agnadello, Italia

Periodo storico

Rinascimento

Informazioni politiche
Affiliazioni

Assassini

Altre informazioni
Appare in

Project Legacy

Pedro "Perotto" Calderon (? - 1498) è stato un membro dell'Ordine degli Assassini, padre di Giovanni Borgia e primo maestro di Francesco Vecellio. A causa della relazione con Lucrezia Borgia e del suo tradimento verso l'Ordine per salvare il figlio, Perotto venne ucciso dai suoi stessi confratelli. Nel 2012 le Abstergo Industries estrassero le sue memorie genetiche da suo un discendente e incaricarono un loro impiegato di riviverle attraverso il Data Dump Scanner.

Biografia

Carriera

Dopo essere diventato uno dei migliori Assassini della Confraternita, Perotto si occupò dell'addestramento di Francesco Vecellio. Nonostante trovasse il ragazzo troppo perfezionista e fragile, gli insegnò tutto ciò che aveva appreso durante i suoi anni di addestramento.

Sotto copertura

A partire dal 1498 Perotto lavorò sotto copertura per l'Ordine come corriere per i Borgia. Durante il corso degli eventi, cominciò ad avere pietà (e alla fine si innamorò) di Lucrezia Borgia, figlia di Rodrigo Borgia, Gran Maestro dei Templari.

Lentamente la relazione tra Lucrezia e Perotto divenne sempre più intima fino a che, una notte, Lucrezia venne messa incinta. In seguito nacque un bambino malformato, che secondo il dottore sarebbe morto entro pochi giorni.

Fuga e tradimento

Incapace di nascondere tale segreto, Perotto venne picchiato e gettato in prigione. Con l'aiuto di Giulia, la cameriera di Lucrezia, riuscì ad uscire dalla prigione, nonostante le ferite e incontrò il fratello di Giulia (lo stesso dottore che aveva diagnosticato il destino di suo figlio). Con il suo aiuto, Perotto riuscì ad uscire da Roma insieme a suo figlio, consapevole che non avrebbe mai più potuto rivedere Lucrezia.

Tuttavia, Rodrigo Borgia scoprì la sua fuga e decise di mandare alcuni soldati ad inseguirlo, ma Perotto, grazie a un'imboscata, li uccise quasi tutti con il suo arco.

Perotto sapeva che l'unico modo per curare suo figlio era un artefatto in mano al suo ordine, una certa Sindone.
Raggiunse dunque Agnadello, il luogo dove si supponeva fosse nascosta la Sindone. Fu sorpreso e allo stesso dispiaciuto nello scoprire che i suoi stessi Fratelli - coloro che facevano la guardia alla Sindone - bloccavano la sua strada. Senza altra scelta, li affrontò e vinse, uccidendoli oppure rendendoli incapaci di combattere.

Arrivato a casa di Rinaldo Vitturi, trovò la Sindone e fece curare suo figlio. Successivamente, il figlio sembrò guarito, ma non ci fu nessuna possibilità per verificarlo. Perotto rimise la Sindone nella scatola in cui si trovava e decise di andarsene.

In risposta alle sue azioni spietate, i membri della sua Confraternita, tra cui il suo apprendista Francesco Vecellio, decisero di eliminare Perotto una volta per tutte e così lo rintracciarono ad Agnadello. Arrivati in città, trovarono i cadaveri degli Assassini da lui precedentemente uccisi e, dopo aver chiesto ai civili dove si si fosse nascosto Perotto, cercarono di attaccarlo silenziosamente.

La battaglia si svolse per lo più con archi e frecce e Perotto sembrò uscirne vincitore avendo ucciso molti dei suoi fratelli, compresi coloro che osarono avvicinarsi a lui. Tuttavia si rifiutò di attaccare il suo allievo Francesco Vecellio, anche quando quest'ultimo lo attaccò in prima persona. Alla fine, Perotto venne circondato e giustiziato immediatamente per aver infranto Il Credo, che aveva giurato di seguire.

Curiosità

  • Francesco Vecellio commenta l'abilità con l'arco di Perotto dicendo che era l'unico così bravo dell'Ordine all'epoca.
  • Grazie ad un lasso temporale simile all'effetto osmosi, Perotto è in grado di parlare attraverso suo figlio per dire a Francesco che lo perdona.

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