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Pierre Bellec

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"Pensiamo solo alla politica e alla rivoluzione. Ma non siamo uno stato, siamo un esercito. E nell'esercito chi tratta col nemico, è solo un traditore."
―Pierre Bellec[src]
Pierre Bellec
ACU Pierre Bellec.png
Informazioni biografiche
Nato

1741
Nord america francese

Morto

2 aprile 1792 (51 anni)
Parigi, Regno di Francia

Periodo storico

Guerra dei sette anni
Rivoluzione francese

Informazioni politiche
Affiliazioni

Assassini (1754 - 1792)

Altre informazioni
Appare in

Unity

Doppiatore

Claudio Moneta

Pierre Bellec (1741 - Parigi, 2 aprile 1791) è stato un militare franco-coloniale e uno dei Maestri del ramo francese dell'Ordine degli Assassini, nonché un esponente del loro Consiglio. Divenne particolarmente noto tra i suoi confratelli per aver ucciso il Mentore Mirabeau.

Nato nel 1741 nelle colonie americane del regno di Francia, Bellec si arruolò volontario nell'Armée française una volta compiuti i diciotto anni. Durante il suo servizio nella guerra dei sette anni, Bellec scoprì la sua strada ed entrò nell'Ordine degli Assassini. Diverso tempo dopo si licenziò dal suo reggimento e fuggì in Francia, in vista della purga del ramo coloniale della Confraternita adoperata dai Templari nel 1763.

Stabilitosi a Parigi, Bellec divenne un Maestro Assassino ed un esponente del Consiglio della Confraternita francese. Durante quel periodo addestrò moltissimi adepti, tra i quali in nobile Charles Dorian, che divenne un suo stretto amico. Negli anni successivi si rese partecipe agli eventi della rivoluzione francese, durante la quale addestrò il figlio di Charles, Arno.

Tuttavia nel 1791, stanco dell'orientamento che il Mentore francese stava perseguendo per gli Assassini, decise di avvelenarlo e ricostruire la Confraternita secondo la sua regola. Tuttavia morì con l'accusa di tradimento per mano di Arno, che lo uccise dopo un duro scontro alla Saint-Chapelle.

Biografia

Primi anni

Nato nei territori coloniali del regno di Francia, Bellec si arruolò volontario nell'Armée française ad appena diciotto anni. Principalmente prestò servizio contro la corona britannica nel corso della guerra dei sette anni, periodo durante il quale si unì agli Assassini. Pertanto, Bellec non scalò mai i ranghi dell'esercito, in quanto per gli Assassini era più utile sotto le vesti di un semplice soldato. Ma quando il ramo coloniale della Confraternita venne annientato dai Templari, si licenziò dall'esercito e fuggì a Parigi.

Lì addestrò molte reclute francesi che la Confraternita aveva reclutato, tra i quali il nobile Charles Dorian, con il quale partecipò a molte missioni e strinse un rapporto di profonda amicizia. Più tardi divenne un Maestro ed un membro del Consiglio degli Assassini, mostrando simpatia anche verso il partito giacobino. In quel periodo, tra i suoi principali incarichi vi era quello di trovare alcune incisioni che alcuni dei suoi antichi confratelli aveva rinvenuto prima di lui. Inoltre in quel periodo, gli Assassini francesi avevano stipulato una tregua con i Templari guidati dal Gran Maestro François de la Serre.

Incontro con Arno

"Tuo padre era un Assassino, Arno. Ha dato la vita perché l'umanità fosse libera. Resta con me, e forse potrai unirti alla Confraternita. E onorare la sua memoria."
―Bellec invita Arno nella Confraternita[src]

Scoperto che le incisioni di cui era alla ricerca si trovavano in una delle tante galere di Parigi, Bellec si fece più volte arrestare e gettare in ognuna di queste, finché nel 1789 venne rinchiuso alla Bastiglia. In una delle celle di questa fortezza, trovò quello che cercava e completata la sua missione attese il momento propizio per evadere e far rapporto al Consiglio. Nel mese si maggio dello stesso anno, la guardia reale rinchiuse nella stessa cella di Bellec un giovane accusato di omicidio. Mentre quest'ultimo riposava, l'Assassino rovistò tra i suoi averi, trovando un prezioso orologio che riconobbe come quello che apparteneva a Charles Dorian.

In breve Bellec realizzò che il suo nuovo compagno di cella era il figlio del suo defunto confratello, Arno. Al mattino successivo, quando il ragazzo si svegliò, Bellec gli mostrò di avergli rubato il cimelio e lo sfidò a riprenderselo affrontandolo in un duello di scherma. Dimostratosi superiore, Arno recuperò l'orologio e diede a Bellec del pazzo, rammentandogli i "disegni" con cui aveva riempito le pareti della cella. All'udir di quelle parole, Bellec prese di forza il ragazzo e lo portò nell'angolo della stanza in cui vi erano le incisioni. Spronato a concentrarsi, Arno attivò l'occhio dell'aquila, riuscendo a visualizzare nuovamente le incisioni.

In prigione 12.png

Bellec dona il medaglione degli Assassini ad Arno.

Infine, Bellec rivelò ad Arno la sua appartenenza all'Ordine degli Assassini, così come quella di suo padre. Invitandolo ad onorare la sue memoria, l'Assassino reclutò il giovane ragazzo nella Confraternita e passò i due mesi successivi ad addestrarlo e ad istruirlo sulla filosofia del Credo e della loro guerra contro i Templari. I due ebbero la loro occasione di fuga il 14 luglio, quando il popolo prese d'assedio la Bastiglia dando il via alla rivoluzione. Quando raggiunsero i bastioni della fortezza, Pierre donò un medaglione ad Arno, invitandolo a cercare la Confraternita quando avrebbe voluto. Dunque si gettò nel fiume sottostante con un salto della fede.

Rivoluzione francese

"Se vuole uccidere Templari, che uccida Templari. Gli ho insegnato tutto. E' pronto."
―Bellec al completamento dell'addestramento di Arno[src]

Tornato alla base degli Assassini sotto la Saint-Chapelle, Bellec fece rapporto ai suoi confratelli ed iniziò ad attendere con pazienza l'arrivo del suo apprendista. Quest'ultimo si presentò alcuni giorni dopo, riuscendo ad entrare nel covo segreto grazie al medaglione che gli aveva donato il suo maestro. Dopo averlo accolto, Bellec lo condusse al cospetto di Mirabeau e del Consiglio, testimoniando alla sua iniziazione nell'Ordine. Rinato come un Assassino, Arno si sottopose ad un secondo addestramento con Bellec, a cui intanto era stata assegnata una nuova missione: uccidere Arpinon, un brigante che contrabbandava merci dalla chiesa francese.

Bellec riuscì il questa missione il 4 gennaio 1791, durante l'ultima parte dell'addestramento di Arno alla Concergiere. Rubando i documenti di Arpinon, Bellec scoprì che il noto Templare Charles-Gabriel Sivert avrebbe presenziato ad un incontro di affari il giorno successivo a Notre-Dame. Dopo aver presentato queste informazioni a Mirabeau, decisero di sospendere la tregua e di riprendere la guerra contro i Templari - ciò perché la tregua era stata stipulata con il Gran Maestro de la Serre, assassinato due anni prima in circostanze ignote.

Pertanto assegnarono ad Arno, reduce dalla fine del suo addestramento, di uccidere Sivert il giorno successivo. Recatosi nei pressi Notre-Dame, Bellec diede al suo allievo alcuni consigli su come pianificare un assassinio perfetto, per poi lasciargli intraprendere la sua strada. Completata la sua missione, il ragazzo informò Bellec e gli altri che Sivert aveva ucciso de la Serre con l'aiuto di un complice noto come Roi des Thunes, che venne ucciso da Arno alcuni giorni più tardi. Le indagini del ragazzo avevano portato gli Assassini al retroscena dell'omicidio di François de la Serre: i Templari avevano ordito un golpe su ordine di un loro confratello usurpatore, uccidendo il loro Gran Maestro e rivoluzionando le ideologie del loro Ordine.

Morte

"Fallo. Se hai un briciolo di determinazione, e non sei solo un ragazzino innamorato, devi uccidermi."
―Le ultime parole di Bellec[src]

Nel marzo 1791, Arno salvò la figlia di François de la Serre, Élise, da un tentato omicidio ordito da François-Thomas Germain: mandante della morte di de la Serre e nuovo Gran Maestro Templare. Considerandola un'importante alleato, la portò al cospetto del Consiglio. Solo Bellec rifiutò la proposta di alleanza presentata dalla ragazza, consigliando invece di "ucciderla e spedire la sua testa". Mirabeau tuttavia decise di consultarsi con gli altri Assassini prima di annunciare il verdetto.

Il confronto 7.png

Bellec avvelena Mirabeau.

Sapendo che avrebbe accettato e stufo del portamento politico che il Mentore stava facendo assumere agli Assassini, Bellec decise di distruggere il ramo francese e di ricostruirlo da capo. Pertanto rapinò uno speziale, ordinandogli di consegnargli alte concentrazioni di veleno e di portarne altre vicino alla Saint-Chapelle. Ottenuto il veleno, si recò a casa di Mirabeau, che avvelenò con un brindisi dopo una breve discussione sull'operato di Arno. Dopo la morte del Mentore, Bellec inquinò le prove in modo da far ricadere la colpa sui Templari, e fuggì dalla residenza.

Il suo gesto fu tuttavia portato alla luce da Arno, che lo rintracciò alla Saint-Chapelle. Lì tentò di far ragionare il suo maestro e di convincerlo a tornare con lui al Consiglio. Ma impassibile, Bellec rifiutò, proponendo a sua volta al ragazzo di unirsi a lui. Ottenuto un rifiuto, Pierre tentò di uccidere il suo allievo. Tuttavia dopo un duro scontro, quest'ultimo riuscì ad ucciderlo all'interno della cattedrale, ponendo fine al suo desiderio di ricostruire la Confraternita francese secondo la sua regola.

Caratteristiche e personalità

Arno: La prigione ti ha reso pazzo, vecchio!
Bellec: Ci ha già pensato il vino tempo fa.
―Bellec ad Arno durante la presa della Bastiglia[src]

Bellec era un individuo brizzolato e polemico, noto per possedere un senso dell'umorismo molto rude e grezzo. In particolare egli non tollerava il comportamento irragionevole e poco determinato di alcuni suoi confratelli, in particolare Arno. Bellec in particolare era considerabile come l'incarnazione fanatica di un Assassino, in quanto sosteneva che per la Confraternita avrebbe raso Parigi al suolo; si rifiutava anche di credere nella pace tra Assassini e Templari senza l'effettiva sottomissione di uno dei due Ordini. Il suo estremismo culminò nell'assassinio di Mirabeau, al fine di evitare la pace tra Assassini e Templari si avverasse veramente.

In contrasto con quest'atto di omicidio vi il suo credere di essere il successore di molti Assassini divenuti famosi per aver ricostruito il loro ramo della Confraternita, come Altaïr Ibn-La'Ahad, Ezio Auditore da Firenze, e Ratonhnhaké:ton. Nonostante il suo atteggiamento fanatico, Bellec aveva un cuore nobile e mostrava anche un forte senso paterno nei confronti di Arno, tanto che si fidava di lui così come di suo padre, nonostante credesse che lui e il ragazzo fossero stati influenzati dalle persone sbagliate. Anche in punto di morte mostrò rispetto nei confronti di Arno e della sua decisione di non supportarlo nella sua impresa invitandolo anche ad ucciderlo per rafforzare le sue convinzioni.

Curiosità

  • Gli abiti da Maestro Assassino di Bellec sono disponibili come skin una volta terminato il ricordo Il confronto.
  • Secondo quanto dichiarato da Bellec, sua nonna era belga.

Galleria

Fonti

Inoltre su Fandom

Wiki a caso