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Pyara Kaur

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Pyara Kaur.

Pyara Kaur è stata una principessa indiana, figlia del maharaja Kharak Singh e nipote del maharaja Ranjit Singh dell'Impero Sikh, nonché l'amante dell'Assassino indiano Arbaaz Mir, da cui ebbe un figlio chiamato Jayadeep Mir. È un antenata di Monima Das.

Biografia

Pyara Kaur nacque in India all'inizio del XIX secolo dal maharaja Kharak Singh e dalla sua consorte.[1]

Nel 1839, Pyara partecipò ad un ricevimento al palazzo d'estate di Amritsar in cui suo nonno, il maharaja Ranjit Singh, accolse diverse personalità politiche. Lì, venne notata dall'Assassino Arbaaz Mir, che si stava spacciando per un emissario della regione del Kashmir, che la seguì nella corte reale dopo la fine del ricevimento. La giovane ragazza venne sedotta dall'Assassino, con cui poi ebbe un rapporto carnale.[1]

Poco tempo dopo, quando scoprì che l'uomo non era un emissario, bensì un ladro giunto per rubare il Koh-i-Noor, il diamante del maharaja Ranjit Singh, Pyara si chiuse nelle sue stanze, dove pianse per essersi concessa a lui così facilmente. In quel momento, dalla finestra della stanza giunse Raza Soora, il piccolo servitore muto di Arbaaz Mir, in fuga con il Koh-i-Noor, che l'Assassino gli aveva affidato mentre lui veniva arrestato dalle guardie imperiali per il furto. Preso dalla compassione per la disperazione della ragazza, Raza le restituì il diamante.[2]

Poco dopo, Pyara, accompagnata da Raza, si recò nelle prigioni del palazzo in visita ad Arbaaz Mir. Sebbene arrabbiata con lui per averla sedotta ed ingannata, lo liberò quando lui le rivelò di essere stato incaricato di proteggere Singh dagli emissari inglesi che si trovavano lì per ucciderlo, ed annettere così facilmente i territori indiani dell'Impero Sikh all'Inghilterra. Appena fuori dalla cella, Arbaaz però avanzò l'intenzione di non proteggere Singh, ma lasciare il palazzo con il Koh-i-Noor, che aveva affidato a Raza. Con sua sorpresa, l'Assassino scoprì però che il diamante non era più in possesso del servitore, che infatti lo aveva consegnato poco prima alla stessa Pyara. Inconsapevole che il diamante era ancora in possesso della ragazza e credendo invece che lo avesse il maharaja Singh, Arbaaz abbandonò Pyara nelle prigioni e si recò nella sala dove l'uomo si stava intrattenendo con gli emissari inglesi.[2]

Quando Pyara raggiunse la stessa sala, suo nonno era già stato avvelenato da Francis Cotton, generale dell'esercito britannico nonché membro dell'Ordine dei Templari, e Arbaaz stava già combattendo contro lo stesso Cotton e le guardie imperiali, che lo credevano l'assassino del Maharaja. La giovane raggiunse il nonno, che tentò di curare con il potere del Koh-i-Noor, che era ancora in suo possesso. L'uomo tuttavia, conscio dell'enorme potere del diamante, le ordinò di fuggire subito e di proteggerlo. Pyara obbedì al nonno e lasciò subito il palazzo con il diamante.[2]

Tuttavia, nella corte, dove si stava tenendo lo scontro tra Arbaaz e le guardie, la giovane venne attaccata da Cotton, che intendeva impossessarsi del diamante. Raza, che si era nascosto dalle guardie, giunse in soccorso della ragazza ed attaccò Cotton; sebbene il suo attacco fosse disperato, Raza diede a Pyara il tempo di attivare il potere del Koh-i-Noor. Il corpo della ragazza venne così posseduto da un membro della Prima Civilizzazione, che lasciò un messaggio a Jot Soora che avrebbe rivissuto i ricordi del suo antenato Raza attraverso il Brahman V.R. nel 2013. Spaventato dalla figura, Cotton le sparò contro alla cieca, colpendo e distruggendo con un proiettile il Koh-i-Noor. In seguito al gesto, il diamante emanò una forte esplosione, a cui sopravvissero solo Pyara, Arbaaz e Raza.[2]

Non si hanno notizie sulla vita di Pyara Kaur successiva, senonché ebbe un figlio dall'Assassino Arbaaz Mir.[2]

Note

  1. 1,0 1,1 Assassin's Creed: Brahman - Primo Volume
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 Assassin's Creed: Brahman - Secondo Volume

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