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Ratonhnhaké:ton

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"Mi rendo conto, ora, che ci vorrà del tempo, che la strada davanti a noi è lunga e avvolta nelle tenebre. È un percorso che non mi porterà sempre dove voglio e dubitò che vivrò per vederne la fine. Ma lo farò comunque. Perché al mio fianco cammina la speranza. A dispetto di chi insiste a che io torni sui mei passi, continuo. Questo è il mio compromesso."
―Ratonhnhaké:ton[src]
Ratonhnhaké:ton
ACi Connor.png
Informazioni biografiche
Nato

4 aprile 1756
Kanatahséton, Nord America britannico

Periodo storico

Guerra di indipendenza americana

Informazioni politiche
Affiliazioni

Kanien'kehá:ka
Assassini
Esercito Continentale (alleato)
Pugili di Boston
Cacciatori
Esploratori

Altre informazioni
Appare in

Assassin's Creed III
Liberation
Forsaken
Black Flag (citato)
Memories
Rogue (citato)

Doppiatore

Riccardo Onorato

Ratonhnhaké:ton (4 aprile 1756 - ?) meglio noto come Connor, è stato un nativo della tribù mohawk dei Kanien'kehá:ka ed il leader del ramo coloniale della Confraternita degli Assassini negli anni della guerra di indipendenza americana. Figlio del Templare Haytham Kenway e della nativa americana Kaniehti:io, il giovane Ratonhnhaké:ton crebbe secondo le tradizioni della sua tribù. Ad appena cinque anni vide sua madre morire in un incendio, di cui addossò la colpa al Templare Charles Lee.

Il ragazzo quindi continuò a crescere da orfano, finché un giorno, dopo aver incontrato Giunone attraverso il Nexus, decise di mettersi in viaggio in cerca degli Assassini. Dopo alcune settimane di viaggio, Ratonhnhaké:ton incontrò il Mentore del decaduto ramo coloniale della Confraternita, Achille Davenport. Quindi passò quattro anni ad allenarsi sotto la guida di quest'ultimo, assumendo poi il nome di Connor e iniziando una spietata caccia ai maggiori Templari dell'epoca.

Durante la sua avventura, Connor si ritrovò ad aiutare più volte l'esercito continentale del comandate supremo George Washington; molte delle sue azioni si rivelarono cruciali per garantire ai patrioti la vittoria sulla British Army durante la guerra di indipendenza americana. Il suo contributo fu essenziale anche per garantire la tranquillità marittima: grazie al suo brigantino chiamato Aquila liberò le coste americane dalla presenza dei corsari inglesi e dei Templari.

La sua sanguinosa crociata terminò con la morte di Charles Lee; da quel momento Connor divenne il leader della Confraternita nelle colonie, operando con il solo scopo di espanderla e renderla sempre più forte. Durante il dopoguerra entrò in possesso di una Mela dell'Eden. Questa gli fu donata da Washington dopo che i due videro le conseguenze della monarchia statunitense attraverso una realtà alternativa; ritenendo però che nessuno fosse degno del suo potere decise di gettarla in mare. Anni dopo addestrò personalmente il confratello Eseosa, aiutandolo a riformare il ramo haitiano degli Assassini.

È il nipote di Edward Kenway ed un antenato di William e Desmond Miles. Nel 2012 quest'ultimo rivisse le sue memorie nel Grande Tempio attraverso l'Animus 3.0.

Biografia

Giovinezza

Perdita della madre

Ratonhnhaké:ton: Come ti chiami?
Charles: Charles Lee. Perché lo chiedi?
Ratonhnhaké:ton: Così ti troverò.
—Ratonhnhaké:ton durante il suo incontro con Lee[src]
Nascondino 6.png

I Templari minacciano Ratonhnhaké:ton.

Ratonhnhaké:ton nacque il 4 aprile 1756[1] da un rapporto tra il Templare inglese Haytham Kenway e la nativa americana Kaniehti:io. Nonostante fosse a conoscenza di chi fosse suo padre, non lo incontrò mai per volere della madre, che lo crebbe con sé nel villaggio della tribù Kanien'kehá:ka della valle mohawk nella frontiera. Qui venne accettato nonostante fosse figlio di un uomo bianco, crescendo assimilando la lingua e la cultura nativa americana; la madre insegnò anche a parlare inglese.[2]

Crescendo strinse amicizia con un giovane di nome Kanen'tó:kon, che presto divenne il suo migliore amico.[2] Il 2 novembre 1760, quando aveva appena quattro anni, Ratonhnhaké:ton uscì dal villaggio insieme ad altri bambini per giocare a nascondino. Dopo aver vinto un primo turno da cercatore, toccò a Kanen'tó:kon prendere il suo posto e quindi si nascose dentro ad un covone di rami secchi. Tuttavia venne presto aggredito da un gruppo di Templari capeggiati da Charles Lee, alla ricerca di un tempio della Prima Civilizzazione che sapevano nei pressi del villaggio.[3]

Nascondino 12.png

Ratonhnhaké:ton vede morire la madre.

Costui lo interrogò minacciando di ucciderlo se non gli avesse rivelato la posizione del suo villaggio. Rivelatosi indisposto a collaborare però, Ratonhnhaké:ton disse a Lee che un giorno lo avrebbe trovato - lasciando intendere la sua intenzione di assassinarlo. Dunque il bambino svenne per via di un colpo ricevuto da William Johnson, risvegliandosi poco dopo e raggiungendo il suo villaggio, dato alle fiamme. Dunque cercò di salvare sua madre, che tuttavia morì schiacciata da una casa dopo aver detto a suo figlio di essere forte e che gli voleva bene.[3]

Viaggio spirituale

"Appartieni ad una stirpe. Passato, presente, futuro. Molti sono collegati a te. Gente che ha cambiato il mondo, e che lo farà ancora. Come te del resto. Ti ho chiamato qui per rivelarti il tuo compito: devi proteggere il santuario dalle persone che vogliono ostacolarci."
―Giunone a Ratonhnhaké:ton durante il viaggio spirituale[src]

Negli anni seguenti il villaggio di Ratonhnhaké:ton venne ricostruito, e il ragazzo continuò a crescere nella convizione che il responsabile della morte di sua madre fosse Charles Lee - non sapendo invece che ad appiccare l'incendio era stato l'allora colonnello George Washington, come atto conclusivo del suo servizio nella guerra franco-indiana. Il giovane mohawk in particolare si chiese più volte perché il suo popolo non si univa agli altri Kanien'kehá:ka per respingere l'avanzata dell'uomo bianco che voleva cacciarli dalla loro terra.[3]

Qualcosa Di Memorabile 7.png

Ratonhnhaké:ton incontra Giunone nel Nexus.

Il 4 ottobre 1769 Ratonhnhaké:ton partecipò ad una battuta di caccia insieme a Kanen'tó:kon, per poi rientrare al villaggio e fare da protagonista alla cerimonia della grande madre Oiá:ner. L'anziana donna gli permise di maneggiare una sfera di cristallo di sua proprietà, convinta che tramite un viaggio spirituale il giovane avrebbe trovato risposta ai suoi dubbi. Dunque Ratonhnhaké:ton entrò nel Nexus, dove incontrò Giunione.[3]

Questa gli fece assumere le sembianze un'aquila, mostrandogli come i Templari avrebbero condotto il mondo alla rovina se non fosse intervenuto: essi avrebbero violato un antico tempio della Prima Civilizzazione. Dunque Giunone gli mostrò il simbolo della Confraternita degli Assassini, ordinandogli di cercare un uomo che lo rappresentava e di farsi addestrare da lui. Espulso da Nexus, Ratonhnhaké:ton si risvegliò presso un fiume. Quindi ottenne dalla grande madre il permesso di partire e indicazioni per raggiungere la casa del suo futuro mentore.[3]

La Confraternita degli Assassini

Arrivo alla tenuta

Achille: Ma hai una vaga idea di cosa rappresenta? O di cosa stai chiedendo?
Ratonhnhaké:ton: No.
Achille: Eppure, eccoti qui. [...] Ah, ma tu non sai nemmeno cos'è un Assassino, vero? Ma mettiti comodo. Ho una storia da raccontarti e temo che ci vorrà un bel po' di tempo...
—Achille parla con Ratonhnhaké:ton, dopo che questi gli ha mostrato il simbolo degli Assassini[src]
Un Uomo Scontroso 3.png

Ratonhnhaké:ton incontra Achille per la prima volta.

Per circa tre settimane, Ratonhnhaké:ton continuò a viaggiare verso le terre ad est della valle mohawk, confessando a se stesso che la fretta che lo aveva spinto a partire era presto svanita; mantenne però la convinzione che la missione affidatagli fosse un modo per proteggere il suo popolo e non un desiderio personale. Quindi il 28 ottobre raggiunse la tenuta di un anziano uomo che Oiá:ner gli aveva indicato come un vecchio alleato di sua madre. Ma quando il giovane mohawk si presentò alla villa di quest'ultimo facendo richiesta di addestramento ed iniziazione nella Confraternita, venne respinto con freddezza e gli fu ordinato di andarsene.[4]

Indisposto a rinunciare, il ragazzo passò la notte nelle stalle, tentando nuovamente di convincere l'anziano Assassino il giorno dopo. L'uomo però lo respinse ancora una volta, atterrandolo e mettendolo alle strette dopo averlo sorpreso mentre si infiltrava in casa sua dal balcone. Ostinato a convincere l'anziano ad addestrarlo, tornò al suo accampamento alle stalle con l'intenzione di insistere finché non avesse ottenuto ciò che voleva. Tuttavia, durante la notte fu svegliato da alcuni banditi che intendevano derubare l'Assassino; pertanto li affrontò e li sconfisse quasi tutti ad eccezione del loro capo, che riuscì a sopraffarlo.[4]

Un Uomo Scontroso 12.png

Ratonhnhaké:ton esamina le vesti da Assassino.

Fortunatamente venne salvato dall'anziano, che stupito del coraggio e della determinazione mostrata da Ratonhnhaké:ton, lo invitò in casa sua per ascoltarlo. Il ragazzo gli raccontò quindi del suo incontro con Giunone e della missione che la misteriosa entità gli aveva affidato, vedendosi ricambiato con la narrazione storia della Confraternita e della loro secolare guerra con i Templari. Quando terminò, il vecchio dichiarò di chiamarsi Achille Davenport, un tempo Mentore del potente ramo coloniale degli Assassini. Quindi mostrò all'indiano il suo vecchio equipaggiamento da Assassino, dicendogli infine che lo avrebbe addestrato e introdotto tra i suoi confratelli.[4]

Massacro di Boston

Connor: Quello è... mio padre?
Achille: Sì. Quindi ci sono grossi guai in vista. [...] La folla è una polveriera, non permettiamogli di accendere la miccia.
―Connor e Achille individuano Haytham al municipio[src]
L'Incarico Di Achille 8.png

Connor e Achille osservano Haytham e il suo complice.

Nei mesi seguenti, Ratonhnhaké:ton si sottopose ad un duro addestramento sotto la guida di Achille: non solo imparò le tecniche di combattimento e acrobatica peculiari della Confraternita, ma anche lingue, logica, filosofia e arti che lo aiutassero a comprendere meglio la natura del mondo. Agli inizi della primavera del 1770, Achille e il suo allievo decisero di recarsi a Boston per acquistare dei materiali con cui riparare la tenuta. Vi giunsero con il loro carro il 5 marzo; mentre camminavano per la città, Ratonhnhaké:ton confessò di essere rimasto molto affascinato dalla città e dalle molte opportunità che essa offriva.[4]

Arrivati nei pressi del municipio, il Mentore decise di dare al suo allievo un nome che potesse utilizzare tra i coloni, in modo che le sue origini Kanien'kehá:ka non fossero immediatamente visibili. Dunque lo rinominò con il nome di Connor in memoria del suo defunto figlio. Seppur contrario a mascherare la sua vera identità, il giovane Assassino accettò il nome e si recò presso un emporio; lì lasciò al bottegaio un recapito con i materiali da trasportare al suo carro e tornò da Achille.[4]

Insieme si diressero verso la Old State House, dove l'ufficiale britannico Thomas Preston stava cercando di disperdere un gruppo di cittadini che si era radunato davanti al municipio in segno di protesta contro il governo di re Giorgio I d'Inghilterra. Nel mezzo del raduno videro Haytham Kenway, Gran Maestro dei Templari. Temendo un suo coinvolgimento nella protesta, Connor decise di seguire un suo complice intento a sparare un colpo a vuoto da un tetto vicino, in modo da scatenare l'allarme dei soldati inglesi.[4]

Il Ricercato Di Boston 4.png

Connor si presenta a Samuel Adams.

Connor riuscì ad uccidere il soldato prima che attuasse il suo piano, vedendo però come i suoi sforzi furono vanificati da Charles Lee, che sparò un colpo di pistola a vuoto da una casa opposta. Spaventato, il soldato Hugh Montgomery ordinò ai compagni di aprire il fuoco sui civili, che iniziarono a fuggire. Quindi Connor si ritrovò indicato da suo padre come artefice dello sparo; fortunatamente riuscì a nascondersi dalle guardie. Successivamente incontrò Samuel Adams, che dopo avergli insegnato a ridurre la sua notorietà lo condusse ad un portuale per farlo tornare alla tenuta.[4]

Fine dell'addestramento

"Hai armi e abilità. Bersagli e obiettivi. E ora sei uno dei nostri, benvenuto nella Confraternita."
―Connor viene introdotto ufficialmente tra gli Assassini[src]
Salvataggio Al Fiume 6.png

Connor parla con i taglialegna Godfrey e Terry.

Il giorno successivo agli eventi di Boston, Connor tornò alla tenuta e rimproverò il suo Mentore per averlo lasciato da solo in mezzo ai tumulti, incurante di ciò che poteva accadergli. Achille tuttavia non diede tanto peso alla ripresa del suo allievo e gli donò le sue vecchie lame celate. Poco dopo il giovane Assassino salvò un taglialegna di nome Terry dalla piena di un fiume; dunque convise lui e il suo collega Godfrey a stabilirsi nei territori circostanti con le rispettive famiglie.[4]

In tal modo avrebbero avuto una sistemazione stabile, potuto vendere il loro legname e soprattutto, cosa più cara ad Achille, contribuito all'espansione ed al restauro della tenuta. Successivamente, Achille decise di presentare a Connor un altro dei pochi superstiti del ramo coloniale: il marinaio Robert Faulkner. Questi mostrò al confratello più giovane la sua nave, l'Aquila, arenatasi alla baia della tenuta. Decisi a ripararla ed a rimetterla al servizio della Confraternita i tre fecero a Godfrey e Terry una grossa ordinazione di legname.[4]

Dunque nel 1773, dopo mesi di lavoro, sia la nave che la tenuta vennero completamente restaurate. Al termine dei lavori di riparazione, Connor - ormai promesso capitano dell'Aquila - fu invitato da Faulkner in un breve viaggio di prova a Martha's Vineyard. Lì gli insegnò i primi rudimenti della navigazione e armarono la nave con dei nuovi cannoni, reclutando anche una ciurma di base e gli ufficiali d'artigliera David e Richard Clutterbuck; inoltre conseguirono un primo scontro con la flotta di corsari della Royal Navy britannica. Dopo qualche altra settimana di navigazione i due Assassini fecero ritorno a casa.[4]

Fuoco Alle Polveri 16.png

Achille accoglie Connor nella Confraternita.

Rientrato alla tenuta, Connor venne rimproverato da Achille per non averlo avvertito della sua partenza. Nonostante ciò, subito dopo, il Mentore invitò il suo allievo a scendere nello scantinato nascosto, dove gli permise di indossare finalmente l'uniforme da Assassino in suo possesso. Indossati gli abiti, il mohawk apprese dal suo maestro che tradizionalmente l'iniziazione di un Assassino era presieduta da una cerimonia, ma riconoscendo che entrambi non tenevano particolarmente a tali formalità, Achille si limitò ad accoglierlo verbalmente nella Confraternita.[4]

Assedio di Fort Phoenix

Connor: Perché gli inglesi dovrebbero minacciare Martha's Vineyard? Non ha valore strategico e la sua gente vive in pace. Temo che ci sia un'altra mano dietro quanto è accaduto.
Faulkner: Templari.
―Connor e Faulkner commentano l'occupazione inglese di Fort Phoenix[src]
Abusi 3.png

Connor offre a Warren e Prudence un posto alla tenuta.

Nei mesi che seguirono alla sua iniziazione ufficiale nella Confraternita, Connor si sottopose ad un addestramento avanzato con Achille, il quale gli concesse anche l'utilizzo di un equipaggiamento più ampio: tra le armi ricevute dal Mentore vi erano sostanzialmente delle mine e dei coltelli da lancio intrisi di veleno. Tra una sessione e l'altra del suo allenamento, l'Assassino si dedicò a diverse attività sia mirate ad accrescere la tenuta ed a ristabilire la pace nei territori circostanti, sia a scopo personale.[2]

Vagò per la frontiera americana per conto della società degli esploratori e uccise per conto del club dei cacciatori coloniali degli animali divenuti problematici per la gente del posto - tra questi vi era un coguaro che minacciava la crescita del suo villaggio natio.[2] Sempre nella frontiera convinse gli agricoltori Warren e Prudence a stabilirsi nelle terre di Achille, in modo ad incrementare la comunità e la produttività economica della tenuta.[5] Presenziò anche ad alcuni racconti del noto pioniere Daniel Boone, trovando spesso soluzioni logiche ad eventi che lui riteneva paranormali.[2]

Connor partecipò anche ad un torneo organizzato dai migliori pugili di Boston, classificandosi al primo posto. Completò infine alcune sfide per il club dei ladri e occasionalmente visitò delle gallerie massoniche che Adams gli aveva mostrato durante il massacro di Boston.[2] Sempre nel 1773 si dedicò anche a svolgere alcuni contratti da corsaro a bordo dell'Aquila: affondò le navi inglesi Leviathan e Windermere con a bordo rispettivamente un carico ed un emissario Templare. Protesse anche il mercantile Henderson dalla Royal Navy.[6]

L'Inseguimento 6.png

Connor bombarda Fort Phoenix.

Oltretutto un giorno, dopo aver scortato una goletta mercantile al porto di Martha's Vineyard, dovette distruggere Fort Phoenix, che era stato ricostruito e occupato dalle milizie dei Templari.[7] Verso la fine di quell'anno convise anche il vecchio marinaio Gamba di legno a scambiare una lettera che portava ad un frammento della mappa del tesoro appartenuto al leggendario pirata William Kidd in cambio di alcuni gingilli. L'epistola lo condusse a Fort Wolcott dove trovò la cella del defunto ufficiale di Kidd, Lucky Lem, e gli sottrasse il frammento; infine bombardò il forte e lo distrusse.[8]

Caccia ai Templari

Boston Tea Party

"Dobbiamo dare un segnale forte! Qualcosa che dica alla gente che siamo con lei. Il porto è un posto caldo per ora. [...]. Gli occhi dell'intera città sono puntati lì!"
―Adams parla del Tea Party[src]

Ormai pienamente consapevole dei dissapori correnti tra la Corona britannica e le colonie, e di come i Templari le controllassero, Connor decise di completare in fretta il suo addestramento avanzato e prepararsi all'inizio della sua reale missione. Terminò l'allenamento il 12 ottobre 1773,[1] quando Achille gli insegnò ad utilizzare il dardo da corda, un'arma della Confraternita ideata dalla leggendaria Shao Jun.[2]

Sulle Tracce Di Johnson 5.png

Connor da inizio alla sua guerra contro i Templari.

Quello stesso giorno i due Assassini ricevettero la visita di Kanen'tó:kon, che rivelò come William Johnson volesse comprare la terra su cui sorgeva il loro villaggio. Profondamente colpito dalla notizia, Connor decise di cominciare la sua guerra con i Templari fermando Johnson; piantò dunque un tomahawk su un palo come da tradizione del suo popolo.[9] Si incamminò così verso Boston, salvando lungo il tragitto una giovane cacciatrice di nome Myriam da alcuni bracconieri; la donna dunque si stabilì in zona per mettere al servizio della comunità della tenuta le sue doti nella caccia.[5]

L'Assassino giunse in città il 6 novembre[1], incontrando Samuel Adams al porto. Connor gli rivelò che stava cercando Johnson e Samuel gli propose di seguirlo ad una riunione con uomini che avrebbero potuto aiutarlo. Discussero di schiavitù e di come la popolazione subisse malamente le angherie degli esattori inglesi, finché non si separarono in quanto Connor aiutò un cittadino ad uccidere delle giubbe rosse che intendevano riscuotere l'ennesima tassa. Poco dopo raggiunse Adams alla taverna di William Molineux, scoprendo che lo chef di casa, Stephane Chapheau, era l'uomo aiutato poco prima.[9]

Connor: Tu parli di salvezza, ma li stavi uccidendo.
William: Già, perché non mi ascoltavano! E tu credo farai lo stesso.
―Le ultime parole di Johnson[src]
Il Tea Party 13.png

Connor osserva Stephane mentre lancia una cassa di tè in acqua.

Da costoro, l'Assassino seppe che il suo bersaglio si stava arricchendo contrabbandando tè, favorito dalle alte tasse. Convinto del fatto che il ricavato della vendita del tè sarebbe stato usato dal Templare per acquistare le terre dei nativi, Connor si unì ai Sons of Liberty per fermare il contrabbando. Così esplorò Boston in cerca dei contrabbandieri di Johnson, uccidendoli e distruggendo i carichi di merce di contrabbando che stavano ritirando dal porto. Nei giorni seguenti interruppe le consegne già in atto su consiglio di Chapheau, eliminando anche alcuni esattori Templari.[9]

Infine il 3 dicembre, Connor e Stephane eliminarono insieme il Templare che controllava il distretto centrale di Boston, i cui uomini avevano derubato il cuoco francese. Dopo quest'atto, Chapheau venne reclutato nella Confraternita come primo adepto di Connor. Tredici giorni dopo, Connor incontrò Molineux e Stephane davanti alla Old State Meeting House per parlare con Adams; questi lasciò la riunione in corso dando un segnale ai Sons of Liberty.[9]

Con loro, Connor decise di recarsi nuovamente al porto per distruggere le ultime casse di merce da contrabbando che Johnson si era fatto importare dall'Inghilterra. Il loro piano ebbe successo nonostante l'intervento delle giubbe rosse; inoltre Connor gettò una cassa che Adams gli aveva fatto riservare proprio davanti agli occhi di Johnson, che aveva osservato impotente la fine dei suoi piani. Connor decise però di non uccidere Johnson, convinto di averlo fermato del tutto; Achille non condivise la sua scelta, quando gliela riferì, sostenendo che se ne avrebbe pagato le conseguenze.[9]

Negoziati Ostili 9.png

Gli ultimi momenti di William.

Infatti sei mesi dopo, Kanen'tó:kon tornò alla tenuta molto allarmato, rivelando al suo amico che il Templare aveva recuperato per vie traverse la somma necessaria all'acquisto della terra e che aveva appena convocato i capitribù mohawk e i capi della confederazione irochese per trattare l'affare. Dunque l'Assassino si diresse a Johnson Hall, dove dopo aver ricevuto alcune istruzioni da Kanen'tó:kon, si infiltrò e uccise Johnson nel mezzo della trattativa. Infine fuggì gettandosi dalla scogliera che sormontava la zona e tornò alla tenuta fiducioso che il suo popolo fosse ormai al sicuro dai Templari.[9]

Scoppio della guerra

"Si prepara ad attaccare Lexington, dove Adams e Hancock si sono rifugiati. Fatto questo, marcerà su Concord per distruggere le nostre armi e provviste. Dovete aiutarci."
―Revere avvisa Connor delle intenzioni di Pitcairn[src]
Le Rovine Di Cerros 10.png

Connor recupera la spada del capitano Kidd.

Poco prima di fuggire da Johnson Hall, Connor aveva tragufato dal cadavere del Templare una missiva indirizzata al Maggiore dell'esercito inglese John Pitcairn. L'epistola conteneva l'ordine di distruggere le provviste e i riforninenti dei patrioti, cosa che spinse il giovane sicario ad ipotizzare come i Templari appoggiassero la Corona. Pertanto designò Pitcairn come suo nuovo bersaglio.[10] Ma nel frattempo, circa negli ultimi mesi del 1774, si recò sull'isola di Dead Chest per recuperare il secondo frammento della mappa di William Kidd; recuperò anche la sua leggendaria spada dalle rovine di Cerros.[8]

Solo quando venne contattato da Paul Revere nell'anno successivo Connor iniziò a dar la caccia a Pitcairn, icontrando il suo alleato nella sua a Boston il 18 aprile. Lì William Dawes, Robert Newman e Revere stesso lo informarono che il Templare da lui braccato stava per marciare prima su Lexington per uccidere Samuel Adams e John Hancock e poi su Concord per distruggere le risorse dei ribelli. Malgrado fosse interessato solo ad uccidere il Templare, Connor dovette accettare il fatto che non poteva raggiungerlo da solo e accettò di recarsi, insieme a Revere, ad allertare i ribelli. Pertanto cavalcò l'intera notte con Paul ad allertare le milizie patriote, sopravvivendo anche ad un'imboscata inglese.[10]

Lexington E Concord 16.png

Connor comanda la milizia popolare.

Dunque andarono nella casa di Hancock presso Concord, convincendo lui e Adams a fuggire dal comune. Il giorno successivo raggiungese rapidamente Lexington per supportare il corpo militare di John Parker, che tuttavia lo spedì immediatamente alla retroguardia di Concord comandata da James Barrett. Questi all'inizio si dimostrò riluttante ad accettare l'aiuto dell'Assassino, che tuttavia lo convinse ad affidargli il comando delle truppe grazie ad un documento consegnatogli da Parker. Dunque Connor respinse con successo le truppe di Pitcairn, che tuttavia non riuscì ad assassinare data la sua immediata fuga.[10]

Pitcairn: Non è meglio se siamo noi a tirare i fili?
Connor: No! I fili vanno tagliati per diventare tutti liberi.
Pitcairn: E vivere felici e contenti nei nostri castelli in aria! Impugni la spada da uomo, ma parli come un bambino. E ora altri moriranno a causa tua...
—Connor e Pitcairn discutono sul ruolo da burattinai dei Templari[src]

Il 15 giugno seguente, Connor partecipò con Adams al primo Congresso continentale di Philadelphia. Lì dopo aver quasi sfiorato una rissa con il presente Templare Charles Lee ed aver assistito alla nomina di George Washington come comandante in capo del neo esercito continentale, venne a sapere da Adams che John Pitcairn si era rintanato a Boston, e che il solo modo che aveva per avvicinarsi era l'assedio guidato dal generale Israel Putnam dalla collina di Bunker Hill.[10]

Battaglia Di Bunker Hill 9.png

Connor interroga John Pitcairn.

Dunque il giorno dopo si recò sulla collina di Breed's Hill per incontrare il generale, che tuttavia gli disse che Pitcairn non si sarebbe recato sul campo di battaglia se non fosse stato strettamente necessario. Connor decise quindi di far cessare il bombardamento della navi inglesi all'ancora al largo di Charlestown facendo esplodere le loro riserve di polvere da sparo, riuscendovi con grande stupore di Putnam. Tornato al fronte patriota, l'Assassino selle che l'affondamento della flotta britannica aveva costretto il Templare ad affiancarsi con i suoi soldati Moulton Hill.[10]

Dunque attraversò il campo di battaglia in pieno fermento, ed uscitone totalmente illeso sfruttò una via secondaria per raggiungere furtivamente il campo di Pitcairn ed ucciderlo con un omicidio in volo. Ascoltate le sue ultime parole, Connor gli sottrasse una lettera che accennava ad un complotto dei Templari per uccidere Washington. Dopo averne informato Putnam, che stava ordinando la ritirata per evitare altre perdite dopo aver dimostrato che l'esercito continentale poteva reggere il confronto con quello inglese, Connor fece ritorno alla tenuta.[10]

Prigionia a Bridewell

Connor: Washington è l'unico che può tenere unito l'Esercito continentale, se lo uccidi, muore ogni speranza di libertà.
Thomas: Ti sbagli amico, senza di lui, dovranno per forza promuove Lee e allora...
―Il primo dialogo tra Thomas e Connor[src]
Trame Nell'Ombra 11.png

Connor entra nel covo del Templare.

Scoperto un complotto dei Templari per uccidere il generale George Washington, Connor decise di adoperarsi nel difenderlo ad ogni costo: anche perchè ormai si era convinto di come il comandante virginiano fosse l'unico capace di mantenere in piedi l'esercito coloniale e di portarlo alla vittoria durante la guerra. Per agevolargli la ricerca dunque, Achille invitò alla tenuta il politico Benjamin Tallmadge, figlio di un suo vecchio confratello e spia dei coloni. Questi rivelò a Connor che l'uomo incaricato di uccidere Washington sarebbe stato probabilmente Thomas Hickey.[11]

Dunque nel giugno 1776 i due si incontrarono alle porte di New York; Tallmadge spiegò all'Assassino che Hickey stava facendo piccole fortune attraverso la sua compagnia di falsari. Dunque si recarono insieme al mercato nel distretto centrale, e quando videro come un mercante smascherò un falsario, Connor decise di seguirlo nella speranza che lo avrebbe condotto da Hickey. Infatti il falsario e i suoi compagni lo condussero proprio nella bottega in cui Hickey accumulava il denaro riciclato dal suo circolo criminale. Quando però vide Connor irrompere nel covo, si diede alla fuga ben sapendo che il nativo era un sicario della Confraternita.[11]

L'Assassino riuscì a bloccarlo, ma entrambi vennero arrestati dai patrioti con l'accusa di contraffazione. Risvegliatosi nella prigione di Bridewell dopo essere svenuto, Connor vide lo spostamento di Hickey in una cella più comoda grazie a Lee, che tuttavia non potè scarcerarlo in quanto Benjamin Tallmadge lo aveva accusato di tramare l'omicidio di Washington. Deciso ad evadere, Connor cercò un tale Mason Locke Weems, avendo saputo da alcuni compagni di cella che anche luo intendeva fuggire dalla galera.[11]

La Prigione Di Bridewell 9.png

Connor discute con Mason Weems.

Nell'ora d'aria del mattino successivo, Connor parlò con Weems, ottenendo la sua fiducia solo dopo avergli spiegato i rischi che correva Washington. Questi gli espose il suo piano: dopo essersi fatto mettere in una cella nella "fossa", avrebbe dovuto rubare la chiave della cella al guardiano e sostituirla con una falsa, in modo che non se rendesse conto. Per essere "gettato nella fossa", tuttavia avrebbe dovuto scatenare una rissa. Connor seguì la prima parte del piano di Weems, che riuscì e fuggì poi dalla sua cella. In seguito dopo aver ringraziato Weems, raggiunse la cella del suo bersaglio.[11]

"Siamo diversi io e te, tu sei solo un imbecille a caccia di farfalle. A me importa soltanto di avere una birra in una mano e una tetta nell'altra. Vedi amico, io ottengo quello che voglio, è così sai? E tu resterai con un pugno di mosche."
―Le ultime parole di Hickey[src]

All'interno della cella tuttavia trovò il corpo senza vita di un soldato travestito con gli abiti di Hickey, il quale intrappolò l'Assassino grazie ad uno stratagemma di Lee. I due Templari gli rivelarono dunque che avevano convinto l'assemblea giudiziaria a condannarlo a morte con l'accusa di voler uccidere Washington; inoltre Hickey rivelò che l'esecuzione sarebbe stata celebrata il giorno dopo e che in quel momento avrebbe ucciso il comandante - che avrebbe presenziato all'esecuzione. Quindi Connor provò ad attaccare Lee, vanamente in quanto l'uomo fu abile a neutralizzarlo.[11]

Esecuzione Pubblica 10.png

Connor assiste Hickey nei suoi ultimi momenti.

Quindi si ricordò del giorno in cui incontrò per la prima volta il mohawk, ridendo del fatto che aveva davvero mantenuto la promessa che gli aveva fatto. Alla fine Lee fece svenire Connor, che il giorno dopo venne svegliato dai soldati colonialie scortato al patibolo che era stato allestito nella piazza principale di New York. Mentre veniva scortato, notò Achille e gli altri Assassini da lui reclutati tra la folla, capendo che erano venuti a liberarlo.[11] Tuttavia dopo che Lee pronunciò la sentenza, gli Assassini non fecero in tempo a salvarlo. Fu un coltello lanciato da una posizione sopraelevata a tranciare il cappio ed a salvare l'Assassino.[12]

A quel punto Achille gli consegnò il suo tomahawk, e Connor assassinò Hickey prima che potesse nuocere a Washington o alle sue guardie del corpo. Ascoltate le ultime parole del Templare, venne scarcerato grazie a Putnam e Tallmadge e rifornito delle sue armi e attrezzi. Sapendo che la morte di Hickey non avrebbe definitivamente fermato il complotto contro Washington, Connor si diresse con Achille a Philadelphia. Lì, il 16 giugno, assistette alla firma della dichiarazione di indipendenza, ma non poté parlare con il comandante in capo, impegnato in azioni militari. Seguendo il consiglio di Achille, il giovane non rivelò pubblicamente l'esistenza dei Templari ai patrioti.[11]

L'ammiraglio Templare

"L'Aquila è tornata e mi serve il suo aiuto. Nicholas Biddle ora naviga con i patrioti al comando della Randolph attacca sempre la costa intorno al Nantucket dicendo che brulica di lealisti."
―Amanda Bailey informa Connor delle ultime attività di Biddle[src]

Qualche tempo dopi essere ritornato alla tenuta dall'assassinio di Hickey, Connor ricevette una richiesta di aiuto da parte di Amanda Bailey, un'amica di Robert Faulkner che aveva segnalato dei problemi lungo la costa di Nantucket. Nuovamente a bordo dell'Aquila i due Assassini vennero informati che il Templare Nicholas Biddle era stato assegnato al comando della nave USS Randolph e che da qualche tempo si dilettava nel distruggere i mercantili coloniali lungo le rotte di Martha's Vineyard.[7]

Arrivano I Francesi 6.png

Connor interroga l'ufficiale Templare.

La loro discussione fu interrotta da alcuni spari di cannone all'orizzonte, che Connor vide provenire dalla Randolph e da alcune fregate inglesi che stavano attaccando un mercantile. Dunque gli Assassini intervennero, salvando la nave alleata; Connor dunque arrivò a capire che Biddle mirava al ruolo di ammiraglio coloniale per i Templari. Poche settimane dopo venne a sapere che quest'ultimo avrebbe dovuto scortare la fregata francese Belladonna, carica di rifornimenti per i patrioti.[7]

Tuttavia aveva volutamente abbandonato la nave e il suo equipaggio al loro destino, e pertanto Connor fu costretto a raggiungerla con l'Aquila ed a scortarla fino alla sua destinazione. La missione fu portata a termine nonostante l'attacco di una flotta britannica, che come scoprì Connor uccidendo l'ammiraglio Templare posto a suo comando, era stata mandata da Biddle in persona. Infatti subito dopo aver sventato l'attacco, vide il Templare allontanarsi a bordo della Randolph.[7]

Il tesoro di Kidd

Connor: Non avere paura. Sarà soltanto un tesoro.
Faulkner: Lo pensavo anch'io, ma considerando tutto quello che ha passato Kidd per nasconderlo, non ne sono più sicuro.
―Connor e Faulkner parlano del tesoro di Kidd[src]
Isola Di Oak 10.png

Connor recupera il Frammento dell'Eden.

Negli ultimi mesi del 1776 Connor affondò le navi corsare Prospector e Somerset; protesse anche la Independence da un attacco della Royal Navy. Con questi ultimi atti mise Martha's Vineyard al sicuro dalla presa della marina della Corona.[6] Più tardi ottenne dal vecchio Gamba di legno le ultime due lettere per il tesoro del capitano Kidd: la prima lo condusse nel relitto della Octavius arenata nel Passaggio a Nord-Ovest, l'altra nel giamaicano castello di Edinburgh.[8]

Quindi nel corso dell'anno successivo, Connor ricompose la mappa con l'aiuto di Robert Faulkner e scoprì che il leggendario pirata scozzese aveva nascosto il suo tesoro sull'isola di Oak. Raggiunsero quindi l'isola, ed insieme i due Assassini risolsero tutti gli enigmi di Kidd; infine aprirono la caverna del tesoro facendo esplodere alcuni barili di polvere da sparo. Connor si infiltrò pertanto nell'antro, trovandovi all'interno un Frammento dell'Eden: un anello risalente alla Prima Civilizzazione capace di deviare il metallo.[8]

Tornato alla tenuta, Connor continuò a pianificare le sue mosse contro i Templari, finché nel periodo invernale di quello stesso anno Achille lo mandò nella frontiera per ricevere Aveline de Grandpré: una loro consorella di New Orleans che aveva richiesto il loro aiuto per una missione. Infatti quando si incontrarono, la ragazza chiese a Connor di aiutarla ad uccidere l'ufficiale etiope lealista e Templare George Davidson.[13]

Un'impresa impossibile 11.png

Connor saluta Aveline prima della sua partenza.

Interrogando un soldato, i due Assassini scoprirono che Davidson si trovava in forte vicino con un piccolo contingente. Dopo aver raggiunto il forte, Connor attaccò le guardie presenti per permettere ad Aveline di infiltrarvisi non vista. Quindi continuò a distrarre le guardie per permettere ad Aveline di uccidere Davidson. Una volta completata la missione, Aveline gli chiese se lui avesse mai avuto dei dubbi riguardo ai metodi della Confraternita; l'uomo le rispose che si fidava di sé stesso.[13]

Collaborazione con Haytham

Caccia a Church

Connor: Che cosa proponi?
Haytham: Una tregua. Forse... forse stare insieme ci farà bene. Sei mio figlio in fondo e potrei ancora salvarti dall'ignoranza.
―Haytham propone un'alleanza a Connor[src]
A Corto Di Rifornimenti 4.png

Conor discute con Haytham.

Sempre nell'inverno del 1777 Connor decise di rivelare a Washington il complotto che i Templari stavano orchestrando ai suoi danni, incontrando però l'opposizione di Achille. Dopo aver litigato aspramente con quest'ultimo il ragazzo si mise in viaggio per Valley Forge, dove il comandante Washinton si era accampato con l'esercito coloniale per l'inverno. Vi giunse nei primi giorni dell'anno venturo, decidendo però di non rivelare nulla a riguardo della guerra tra la Confraternita ed i Templari; si offrì anzi di rintracciare il medico traditore Benjamin Church, un traditore che aveva derubato i patrioti di preziosi rifornimenti, presente anche nella sua lista di bersagli.[14]

Dunque si recò in una chiesa a sud del campo su consiglio di Washington, così da cominciare le ricerche. Tuttavia una volta raggiunta la zona, Connor trovò soltanto suo padre Haytham Kenway a tendergli un'imboscata. Il ragazzo fu però abile nel liberarsi dalla presa dell'avversario; i due ebbero quindi uno scontro verbale in cui il Templare sostenne come lui ed i suoi confratelli non stessero appoggiando la Corona, cosa che invece aveva fatto Church tradendoli. Dunque propose al figlio una tregua finalizzata ad uccidere insieme il chirurgo traditore della patria, che Connor accettò.[14]

Quindi rintracciarono e assaltarono uno degli accampamenti che i mercenari di Church avevano stabilito in zona, scoprendo che questi si nascondeva a New York. A quel punto Connor rimase da solo ad affrontare i mercenari, in quanto suo padre era fuggito dandogli appuntamento alla città stessa, che il ragazzo raggiunse il 26 gennaio. Incontratosi ancora con Haytham, l'Assassino si diresse con verso il nascondiglio di Church - un birrificio abbandonato. I due però interruppero il tragitto, intrattenendo un dibattito sull'ideale di libertà che avevano le loro rispettive fazioni e su chi capisse meglio i bisogni della futura nazioni tra Lee e Washington. Entrambi non convinti delle idee dell'altro, i due raggiunsero il birrificio.[14]

Schiuma E Fiamme 3.png

Connor ed Haytham si confrontano con l'impostore.

Coscienti che l'uniforme da Assassino avrebbe destato sospetti, Connor fu costretto ad ucciderne uno ed a rubargli le vesti. Infine i due si infiltrarono senza problemi nell'edificio, in cui pensavano di trovare il loro bersaglio. Tuttavia scoprirono che Church era salpato con il carico e che quello davanti a loro era un impostore; dunque vennero assaltati da un plotone di mercenari, che fu facilmente sbaragliato da padre e figlio. Interrogando l'impostore, appresero che Church era diretto in Martinica a bordo di una corvetta, la Welcome. Infine fuggirono dall'edificio dato alle fiamme dagli stessi mercenari, imbarcandosi sull'Aquila per raggiungere il loro obiettivo.[14]

Church: È una questione di prospettiva. Non esiste nessun modo di vivere che sia giusto e non danneggi nessuno. [...] Eppure tu dovresti saperlo bene, visto che combatti i Templari, che reputano giusto il loro stesso operato. Pensaci, la prossima volta che affermerai di agire solo per un bene superiore. Il tuo nemico non sarà d'accordo, e anche lui avrà dei buoni motivi.
Connor: Le tue parole saranno state sincere, ma ciò non le rende vere.
―Le ultime parole di Church[src]

Padre e figlio raggiunsero la Martinica nel marzo del 1778, scoprendo che Church aveva ormeggiato la Welcome lungo la costa di una vecchia isola. Connor si avvicinò dunque per ispezionarla in cerca del carico rubato ai patrioti, quando la sua nave venne attaccata da una goletta della Royal Navy. Seguendola l'Assassino riuscì a trovare la flotta che stava scortando Church in Inghilterra; distrusse la flotta e neutralizzò il vascello a capo di essa. Ma nel momento in cui si accingeva ad abbordare la nave, suo padre Haytham lo spinse via dal timone prendendo il controllo dell'Aquila: speronò violentemente la nave nemica e vi salì a bordo alla ricerca del traditore.[14]

Una Triste Fine 12.png

Connor assiste Church nei suoi ultimi momenti.

Connor e la sua ciurma fecero altrettanto, conquistando il ponte cannoni dopo aver ucciso tutti e tre gli ufficiali della marina inglese presenti a bordo. Alla fine il ragazzo entrò nella stiva della nave, che con sua sorpresa non conteneva le merci di cui era alla ricerca. Raggiunse poi la stanza in cui suo padre stava pestando con furia il loro bersaglio; consumata la sua vendetta Haytham lasciò che suo figlio desse il colpo di grazia al loro bersaglio. Dunque infilzò la sua lama celata nell'addome del traditore, che in punto di morte gli rivelò la posizione dei rifornimenti dei patrioti e una volta ascoltate le sue ultime parole, andò a recuperarle insieme a suo padre.[14]

Il piano degli inglesi

Connor: Il tuo regno di terrore sulle coste coloniali è finito.
Biddle: È per questo che mi hai dato la caccia? Perché mi credevi nemico della causa? Sei davvero stupido come mi hanno detto...
―L'ultimo dialogo tra Connor e Biddle[src]
Il Nascondiglio Di Biddle 7.png

Connor ascolta Biddle nei suoi ultimi momenti.

Nel marzo 1778 Connor, che era sulle tracce di Nicholas Biddle, localizzò la Randolph nei Caraibi. La Randolph fuggì inizialmente dallo scontro, inseguita dall'Aquila, per portarla in un'imboscata: gli Assassini furono attaccati da due vascelli. Dopo averli affondati, Connor disalberò ed abbordò la Randolph. Confrontandosi direttamente con il Templare, Connor si scontrò inizialmente con lui sul ponte della nave. Lo scoppio di un barile di polvere da sparo fece cadere i due nella stiva della nave, dove Connor sconfisse definitivamente Biddle.[7]

Il Templare sostenne di aver attaccato le coste delle colonie per eliminare i dissidenti e rafforzare il potere dei patrioti, aggiungendo di essere diventato ammiraglio non per interesse personale, ma perché era l'unico che poteva davvero sviluppare la marina coloniale. Mentre l'Assassino si apprestava a finirlo, Biddle chiese di poter affondare con la sua nave. Connor scelse di esaudire il suo desiderio e fece esplodere il vascello, ignorando le proteste di Faulkner per prendere la nave ed aggiungerla alla loro flotta.[7]

Connor: Non dico di fidarmi di lui, nemmeno mi piace. Ma sarei sciocco a ignorare questa occasione.
Achille: Haytham potrebbe ascoltarti. Ma capirebbe? E se così fosse, accetterebbe?
Connor: Anche lui deve ammettere che si ottiene di più insieme che da soli.
—Connor discute con Achille[src]
Il Bastone E La Carota 12.png

Connor ed Haytham interrogano gli ufficiali.

Eliminato anche Biddle, Connor tornò alla tenuta: si riconciliò con Achille e parlo con lui dei sentimenti contrastanti che provava verso suo padre, sperando che la loro alleanza determinasse un'unione tra la Confraternita ed i Templari. Il ragazzo dunque accolse parzialmente i velati avvertimenti del suo Mentore, recandosi ancora a New York per incontrare Haytham. Lo incontrò il 16 giugno, sapendo che le ormai le sue azioni avevano riportato i Templari sul lastrico e che dunque suo padre non conosceva i nuovi piani della British Army. Dunque andarono alla Trinity Church per spiare un incontro tra gli ufficiali, rapendoli con un approccio diretto per apprendere più velocemente le informazioni d'interesse.[15]

Uno di loro riuscì inizialmente a fuggire, ma venne inseguito e ricatturato da Connor mentre Haytham portava i prigionieri a Fort George - il suo quartier generale. L'Assassino raggiunse quindi suo padre e gli consegnò l'ultimo ufficiale, che come gli altri due prima di lui confessò che l'alto comando militare britannico aveva spostato le truppe di Philadelphia a New York, considerata la chiave per vincere la guerra. Haytham dunque uccise l'ufficiale; Connor protestò per l'atto freddo commesso da suo padre: per tutta risposta questi gli disse che tenerli prigionieri sarebbe stato solo uno spreco di tempo. Infine si dileguò dandogli appuntamento a Valley Forge.[15]

Fine della collaborazione

Kanen'tó:kon: La mia morte non ti servirà, Ratonhnhaké:ton. Lee sta andando a Monmouth a svelare i piani dei patrioti. Gli inglesi li uccideranno. La rivoluzione avrà fine. La Corona vincerà. Noi saremo... salvi.
Connor: Temo che la nostra gente non sarà mai salva. Ora risposa in pace, fratello.
―Le ultime parole di Kanen'tó:kon[src]
Fiducia Tradita 2.png

Connor avverte Washington ed Haytham.

Connor raggiunse Valley Forge la notte del 17 giugno, decidendo insieme a suo padre di incontrare George Washington per comunicargli i nuovi piani dell'esercito inglese - malgrado Haytham fosse molto più propenso a confidare le loro scoperte a Lee. L'Assassino riferì dunque le informazioni a Washington, scoprendo però da una lettera trafugata da Haytham che il comandante aveva ordinato una spedizione contro il suo villaggio natio - in quanto gli era stato riferito che stavano collaborando con i lealisti.[15]

Haytham ricordò oltretutto che Washington in persona aveva guidato l'attacco ai villaggi indiani durante la guerra franco-indiana. Connor capì dunque che era Washington il reale responsabile della morte di sua madre diciotto anni prima.Sconvolto per la scoperta, il ragazzo interruppe l'alleanza con suo padre, in quanto era già da tempo in possesso dell'informazione; lo accusò anche di essere responsabile delle azioni di Lee in quanto Gran Maestro.
Prima di partire avvisò entrambi che se avessero provato a seguirlo o ad ostacolarlo ancora non avrebbe esitato ad ucciderli. Preso un cavallo il giovane cominciò a galoppare velocemente verso il villaggio, uccidendo i messaggeri dei patrioti che incontrava lungo la sua strada. Raggiunto il villaggio, si recò subito da Oiá:ner: questa lo informò che Charles Lee aveva radunato tutti i Kanien'kehá:ka per affrontare l'imminente attacco dei coloni.[15]

Fiducia Tradita 8.png

Connor dona gli ultimi omaggi a Kanen'tó:kon.

Cosciente dell'impresa suicida, fermò personalmente tutti i guerrieri mohawk. L'ultimo si rivelò essere Kanen'tó:kon, che convinto fermamente del tradimento del suo amico, tentò di ucciderlo. Ritrovatosi senza altra scelta, l'Assassino fu costretto a pugnare alla gola il suo avversario. Con le sue ultime parole Kanen'tó:kon disse che la prossima battaglia si sarebbe svolta a Monmouth e che la vittoria certa della Corona avrebbe decretato la salvezza del loro popolo. Malgrado pensasse amaramente che i nativi americani non sarebbero mai stati salvi, Connor diede l'estrema unzione al suo amico e iniziò ad incamminarsi verso il campo di battaglia per salvare i patrioti da una sconfitta certa.[15]

Caccia a Lee

Tradimento a West Point

"Ve lo ripeto ancora una volta, è un nemico e continuerà finché non sarete morto o disonorato. [...] Godetevi la vittoria, comandante. Questa è l'ultima volta che vi aiuto."
―Connor ribadisce il tradimento di Lee a Washington[src]
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Connor informa Washington del tradimento di Charles Lee.

All'alba del 18 giugno, Connor raggiunse l'avamposto patriota di Monmouth, dove il marchese francese di Lafayette Glbert du Motier stava organizzano la prima linea del confine difensivo con New York. Questi informò anche l'Assassino che Charles Lee aveva scombinato i piani ordinando ai soldati di avanzare lungo il confine della collina - consapevole che così sarebbero stati più esposti alle linee di fuoco nemiche. Infatti non appena le giubbe rosse sferrarono il loro attacco ebbero subito il sopravvento, uccidendo i soldati nemici in gran numero.[15]

Per evitare altre perdite il marchese ordinò la ritirata e lasciò a Connor un plotone di veterani ed un cannone con cui rallentare l'avanzata nemica, mentre lui ed il resto del reggimento si sarebbero uniti a Washington ed al resto dell'esercito. Quando constatò di aver causato abbastanza scompiglio tra le truppe della Corona, raggiunse anche lui la retroguardia coloniale. Lì ebbe un nuovo dialogo con il comandante Washington, al quale ribadì i trascorsi di Charles Lee a favore della sua detronizzazione al ruolo di comandante in capo; Lafayette confermò quanto detto dall'Assassino, riferendo lo strano comportamento del maggiore durante lo scontro.[15]

"Se quell'uomo morisse, sarebbe un duro colpo per la causa. Bisogna agire senza che lo sappiano i soldati. La sola idea che i patrioti vengano spiati sarebbe una iattura per il morale, e per la guerra."
―Washington informa Connor della cospirazione contro Benedict Arnold[src]

Connor alla fine si dileguò dicendo al comandante di averlo aiutato per l'ultima volta.[15] Tuttavia non mantenne fede alla parola, in quando acconsentì alla richiesta di Washington di proteggere il maggiore Benedict Arnold: eroe della battaglia di Saratoga ed obiettivo di un complotto lealista al forte di West Point - comprese infatti che la sua morte avrebbe minato il morale dei patrioti volgendo in negativo le sorti della guerra. Una volta uccisi tutti gli infiltrati lealisti presenti al forte, Connor iniziò a lavorare sotto gli ordini di Arnold stesso, svolgendo incarichi di scorta e trasporto munizioni. Durante uno di questi origliò una discussione tra il maggiore e l'ufficiale John Anderson.[16]

La Battaglia Di West Point 1.png

Connor mostra la lettera ad Arnold.

Questi stavano concordando la cessione di West Point al generale inglese Henry Clinton. Scoperto che il vero traditore era Arnold, l'Assassino pedinò l'ufficiale Anderson - poi rivelatosi il comandante John Adré. Riuscì a farlo arrestare da due patrioti e ad ottenere l'epistola di Arnold, con la quale accusò il maggiore una volta ripresentatosi a lui. In particolare sottolineò il lauto compenso in denaro e il rango di ufficiale nell'esercito della Corina che avrebbe ricevuto in caso di successo; infine lo avvisò dell'arrivo di Washington. Sfortunatamente un attacco inglese al forte impedì a Connor di catturare il traditore, che fuggì a bordo della Vulture.[16]

Assedio di Fort George

Haytham: Non credere che abbia intenzione di farti una carezza ed implorare perdono. Non piangerò e non mi perderò in rimpianti. Tu mi capirai. Eppure sono orgoglioso di te.. hai dimostrato grande determinazione, forza, coraggio. Sono virtù nobili.. dovevo ucciderti tempo fa.
Connor: Addio padre.
―L'ultimo dialogo di Connor con suo padre[src]
Battaglia Di Chesapeake 1.png

Achille discute con Connor riguardo l'alleanza con i Templari.

Dato il suo ultimo aiuto all'esercito patriota, Connor passò i tre anni successivi ad elaborare un piano per infiltrarsi a Fort George per uccidere Charles: questi era stato accusato di tradimento verso la patria e punito con l'espulsione dal comando dell'esercito ma risparmiato da Washington - atto di pietà che Connor non approvava. Cercò quindi di ottenere un aiuto dal marchese Lafayette; nel frattempo la condizione di salute di Achille andava peggiorando, tanto che era stato costretto al riposo forzato. Questi si dimostrava ancora molto contrariato riguardo ad una pace con Haytham, di cui non avevano più ricevuto alcuna notizia.[17]

Il marchese francese giunse nel mese di settembre, informando l'Assassino che il conte François Joseph Paul de Grasse era disposto ad aiutarlo in cambio di un supporto navale alla Marine nationale nell'imminente scontro con la Royal Navy alla baia di Chesapeake. Connor accettò, rivelandosi il guerriero più valente di tutto lo scontro per aver abbattuto un galeone britannico completamente da solo. Tornato dall'ammiraglia del conte de Grasse, il ragazzo ottenne tre navi francesi che camuffò con i colori inglesi: così facendo le avrebbe impostate lungo le mura di Fort George, che avrebbero bombardato ad un suo segnale per coprire la sua infiltrazione. Dunque attraversò i tunnel che i massoni avevano costruito sotto New York, entrando nel forte ed accendendo il fuoco di segnalazione per le navi francesi.[17]

La Resa Dei Conti 19.png

Connor ascolta le ultime parole di Haytham.

Tuttavia subito dopo aver eseguito un salto della fede venne ferito dall'impatto di una cannonata. Ciononostante raggiunse il cortile centrale, invocando Lee ed invitandolo ad affrontarlo. Tuttavia a raggiungerlo fu suo padre, che cominciò a colpire con forza l'Assassino, il quale contrattaccò immobilizzando il suo avversario. La situazione degenerò in un durissimo scontro, nel mezzo del quale discussero sulle rispettive ideologie e sui rischi che comportava la libertà voluta dagli Assassini. Infine Connor fu costretto ad uccidere Haytham, prima di finire strangolato dalla sua presa. Ascoltate le ultime parole di suo padre, Connor uscì dal forte in rovina.[17]

Liberazione delle colonie

Charles: Persino gli uomini che hai salvato ora ti voltano le spalle. Ma tu lotti. Resisti... perché?
Connor: Nessun altro lo farebbe!
―Connor poco prima di sparare a Lee[src]
Eredità 1.png

Connor rinviene il corpo senza vita di Achille.

Tornato alla tenuta dopo aver ucciso Haytham, Connor trovò il corpo di Achille senza vita seduto sulla poltrona. Il Mentore stringeva in pugno una lettera indirizzata al ragazzo: nello scritto lo ringraziò per avergli ridato speranza e gli lasciò in eredità la terra in suo possesso e le vesti di John de la Tour, il primo Assassino a giungere nelle colonie britanniche. Dopo aver fatto celebrare i solenni funerali da padre Timothy, Connor divenne de facto il nuovo leader del ramo coloniale della Confraternita.[5]

Dunque passò tutto il 1782 a cercare Charles Lee, divenuto Gran Maestre di un Ordine dei Templari ormai in decadenza. Lo rintracciò a New York il 1 ottobre, durante la celebrazione dei funerali di Haytham. L'Assassino non poté però avvicinarsi abbastanza al suo bersaglio, poiché venne bloccato da due mercenari al servizio di quest'ultimo. Furioso, Lee giurò di ucciderlo solo dopo aver distrutto tutto ciò da lui amato; dunque lo fece portare in un angolo per farlo pestare. Connor si liberò neutralizzando tutti i mercenari, ed interrogandone uno scoprì che alcuni uomini di Lee stavano reclutando il capitano della HMS Jersey.[18]

Dunque si infiltrò nella gigantesca nave di schiavi, scoprendo dall'incontro del capitano con i Templari che Lee si nascondeva alla Green Dragon Tavern di Boston. Dunque Connor raggiunse la bettola, individuando e torturando un mercenario del suo bersaglio. Questi rivelò che Charles intendeva prendere una nave diretta in Inghilterra, con la speranza di poter riformare i Templari in quella zona. L'Assassino gli si mostrò apertamente, mettendolo in fuga.[18]

Inseguendo Lee 14.png

Ratonhnahké:ton strappa l'amuleto dal cadavere di Lee.

L'inseguimento tra i due si svolse in un cantiere navale, ma la fatiscente costruzione comportò che i due precipitassero all'interno del vascello in costruzione. Connor in particolare si ritrovò ferito da un pezzo di balaustra infilzatasi nel suo addome. Lee invece si ritrovò solo scosso dalla caduta ma illeso. Dopo un breve dialogo sulla sua ostinazione, Connor sparò un colpo di pistola a Charles, prendendolo in pieno stomaco. Dopodiché svenne e il suo bersaglio fuggì nuovamente. Infine Connor si riprese e uccise il suo bersaglio in una taverna a Canestoga, strappandogli uno strano amuleto un tempo appartenuto a suo padre.[18]

"Ambisci a qualcosa che non esiste. Eppure hai fatto la differenza. E presto la farai ancora. Ricorda... Nascondi l'amuleto dove nessuno possa trovarlo."
―Giunone a Connor, 1783[src]

Sei mesi dopo, Connor tornò al suo villaggio, scoprendo che il suo popolo era dovuto emigrare ad ovest per un contratto di vendita, che decretava l'acquisto del villaggio da alcuni mercanti di New York. Vagando tra le mura del suo villaggio natio, rinvenne la sfera di cristallo che nel 1769 gli venne mostrata dalla Grande Madre. Prendendola nuovamente in mano, tornò al cospetto di Giunone, la quale ignorando le proteste del nativo per non essere riuscito a proteggere la sua gente, gli affidò un ultimo compito.[18]

Connor Giunone Nexus.png

Connor incontra nuovamente Giunone.

Avrebbe dovuto seppellire la Chiave dove solo "lui" l'avrebbe trovata. Quindi Connor seppellì l'amuleto di suo padre nella tomba di Connor Davenport, il figlio di Achille. Il 25 novembre si recò a New York, per assistere alla partenza dell'ultima nave inglese. Ma nonostante i suoi successi, Connor notò anche degli schiavi neri venduti all'asta, segno evidente delle forti differenze razziali ancora sentite verso la gente come lui.[18]

In possesso della Mela

Connor: Nessun uomo deve possedere un tale potere.
George: Gettala nell'oceano. Appesantiscila e affondala negli abissi più profondi del mare!
―Washington e Connor decidono il destino della Mela.[src]
La Tirannia di Re Washington (ricordo) 2.png

Washington mostra la Mela a Connor.

Una notte qualche anno dopo la fine della guerra, mentre era accampato nella frontiera, Connor ricevette la visita di George Washington - ormai congedatosi dalla sua carica di comandante in capo dell'esercito patriota ed in procinto di scegliere la nuova forma di governo dei neo liberi stati americani. L'uomo spiegò all'Assassino che da tempo soffriva di notti insonni per via di strani sogni, che credeva causati da una Mela dell'Eden che aveva ottenuto da un ufficiale durante la battaglia di Yorktown.[19]

Connor sapeva cosa fosse il manufatto tenuto in mano del comandante; quando lo toccò attivò involontariamente il suo potere, sprofondando in una dimensione alternativa insieme a Washington. All'interno di quella realtà i due constatarono l'effetto caotico che avrebbe avuto l'instaurazione di una Corona americana sulle colonie. I due ritornarono alla loro realtà soltanto quando Connor toccò nuovamente la Mela nella dimensione alternativa, annullandone l'effetto.[19]

Quando entrambi si ripresero, Washington decise di non tenere la Mela per sé ma di darla a Connor. L'Assassino tuttavia replicò al dono dicendo che nessun uomo era degno di possedere un simile potere. Dunque il giorno seguente il ragazzo salpò per l'oceano a bordo dell'Aquila, gettando in mare il potente manufatto, avendo ottenuto il consenso dello stesso Washington, che nello stesso tempo aveva deciso di instaurare la repubblica presidenziale americana.[19]

Ultimi anni e morte

"Ho provato a reclutare Patience per la Confraternita, ma non mi ha permesso di offrirle il mio aiuto. Il tuo nome è già leggenda tra gli schiavi, persino a nord, fino a New York. Perciò credo che avrai più fortuna di me."
―Una parte della lettera di Connor ad Aveline[src]

In quanto nuovo leader della Confraternita coloniale, compito di Connor era ricostruire ciò che Achille aveva ottenuto ai tempi della fondazione del loro ramo di appartenenza. Dunque iniziò a reclutare schiere di uomini disposti a vivere secondo il Credo; in particolare un giorno tentò di reclutare una maroon di nome Patience Gibbs: questa era fuggita da un medico Templare di nome Edmund Judge insieme ad un altro gruppo di schiavi di cui si era messa a capo. Tuttavia la ragazza rifiutò l'invito di Connor nella Confraternita, ferendo gravemente il mohawk. Fallito nel suo tentativo, si appellò alla consorella Aveline de Grandpré, che aveva già aiutato in passato. L'Assassina della Louisiana infatti aveva più esperienza di Connor con gli schiavi - addirittura era divenuta una leggendaria liberatrice tra le comunità di maroon.[20]

Aveline ebbe infatti successo nella sua missione, uccidendo Judge e convincendo Patience a seguirla alla tenuta per essere addestrata dal leader coloniale. Nel marzo 1808 Connor venne a sapere che il ramo haitiano della Confraternita era decaduto in seguito ai tumulti della rivoluzione che i maroon avevano scatenato contro i loro governanti francesi; pertanto contattò il loro leader Eseosa, offrendosi di addestrarlo nel gestire una rivoluzione.[1] Negli anni successivi Connor sposò una una donna sconosciuta dai capelli biondi, con la quale ebbe più bambini. Più tardi i due si separarono e sua moglie portò con sé i loro figli. Dunque il leggendario Assassino coloniale visse i suoi ultimi giorni in solitudine[21] morendo in circostanze sconosciute ma molto movimentate - come affermato secoli più tardi da Melanie Lemay.[22]

Realtà alternativa

Un'altra vita

Ratonhnhaké:ton: Cosa c'entra Washington con tutto questo? Non è più il comandante in capo, si è ritirato a Mount Vernon.
Kaniehti:io: No, ti sbagli, Ratonhnhaké:ton. Lo sai che Washington è stato corrotto dal potere.
―Ratonhnhaké:ton scopre l'auto-nomina di Washington a re[src]
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Ratonhnhaké:ton scopre l'instaurazione del regno.

Dopo aver toccato la Mela di Washington, Connor e quest'ultimo sprofondarono in una realtà alternativa. All'interno di questa, Ratonhnhaké:ton venne svegliato da sua madre in un bosco all'interno della grande frontiera americana. Stupito nel vede Kaniehti:io ancora in vita, la aiutò a salvare una giovane mohawk dall'attacco di alcuni soldati dell'esercito statunitense. Questi erano alla ricerca di Kaniehti:io, perché come rivelato dalla stessa, aveva cercato di rubare la "fonte di potere" del "re".[23]

Ratonhnhaké:ton non sapeva infatti che George Washington era stato corrotto dal potere e che in un impeto di follia aveva instaurato un regime monarchico sulle colonie. Eliminati tutti i militari, madre e figlio seppero che il re stava marciando su Lexington e Concord con lo scopo di cercare il villaggio dei nativi americani e distruggerlo come punizione. Dunque Ratonhnhaké:ton e Kaniehti:io si recarono nelle due comunità, respingendo le giubbe azzurre e salvando i cittadini - che un ufficiale aveva fatto rinchiudere in una chiesa che aveva dato alle fiamme.[23]

Incontrarono anche il re in persona: Ratonhnhaké:ton tentò di farlo ragionare, ma Washington rispose ribadendo il suo desiderio di sterminare i nativi per vendicarsi. Dunque affrontarono gli ultimi soldati rimasti, dirigendosi poi verso il villaggio; durante il tragitto il ragazzo si chiese perché Washington non fosse più l'uomo che conosceva: sua madre gli rispose che non lo aveva mai incontrato e da qui il giovane iniziò a capire di trovarsi in un'altra realtà. Madre e figlio caddero in un'imboscata durante la strada per Kanatahséton, alla quale scamparono grazie all'aiuto di Teiowí:sonte e Kahionhaténion.[23]

Avverti Il Villaggio 15.png

Ratonhnhaké:ton sottomesso da re Washington.

Da loro seppero che la Grande Madre aveva intenzione di fornire ai guerrieri dei poteri grazie all'infuso dell'Albero Sacro, così da poter fronteggiare Washington. Contraria, Kaniehti:io tornò al villaggio accusando Oiá:ner di esser folle quando il re. Dunque donò a suo figlio la coppia di lame celate un tempo appartenute a suo padre, che il ragazzo dichiarò di aver conosciuto e apparteneva ad un Ordine. Ma prima che potesse spiegare quanto trovasse strani gli eventi recenti, il villaggio venne assediato dalle truppe reali. Quest'ultimo usò il suo scettro, su cui era montata la Mela, per uccidere Kaniehti:io e ferire gravemente il giovane indiano.[23]

"Ho atteso a lungo per punire il tuo tradimento. Allora mi sei sfuggito, ma oggi morirai."
―Ratonhnhaké:ton dopo aver ucciso Arnold[src]

Nonostante il villaggio fosse stato raso al suolo dalle truppe reali, Ratonhnhaké:ton venne salvato da Oiá:ner che insieme a Teiowí:sonte e Kahionhaténion lo condusse in una grotta per curarlo. Il ragazzo si risvegliò cinque mesi dopo, venendo a sapere della morte di sua madre e del genocidio del suo popolo. L'anziana capovillaggio insistette inoltre perché bevesse l'infuso dell'Albero Sacro così da ottenere il potere necessario a rovesciare il folle Washington. Malgrado la madre fosse fermamente contraria, Ratonhnhaké:ton accettò ritenendo fosse l'unico modo di sopravvivere fino ad un nuovo incontro con il re, dal quale sperava di ottenere risposte sulla realtà alternativa.[23]

Giustizia È Fatta 8.png

Ratonhnhaké:ton ascolta le ultime parole di Arnold.

Dal suo primo viaggio astrale, ottenne il manto del lupo: un abilità conferitagli dallo spirito guida dell'animale che gli permetteva di rendersi invisibile al nemico e braccarlo come un vero lupo. Grazie a questo nuovo potere salvò Teiowí:sonte dalle truppe del re, che lo avevano catturato mentre cercava di attaccare un convoglio militare. Successivamente tornò al covo, dove scoprì che i suoi compagni erano stati uccisi dalle truppe del generale Benedict Arnold. In questa realtà, infatti, Arnold non aveva mai tentato di cedere West Point agli inglesi e Washington gli aveva affidato il comando delle truppe nella frontiera.[23]

Spinto dal desiderio di vendetta, Ratonhnhaké:ton si mise alla ricerca di informazioni sul comandante. Le sue indagini lo portarono a Valley Forge, da cui poi pedinando il generale Israel Putnam sino a Fort Duquesne. Liberando un orso come distrazione, si infiltrò nel forte e uccise Arnold grazie al suo nuovo potere. Con le sue ultime parole, l'uomo gli spiegò che Washington usava la Mela per controllare le persone e lo supplicò di cercare Ben Franklin a Boston per ottenere il suo aiuto dopo averlo liberato. Prima che potesse saperne di più, tuttavia, Arnold morì e Ratonhnhaké:ton venne stordito da Putnam, rinvenendo in un carro diretto a Boston.[23]

La resistenza

Ratonhnhaké:ton: Ammiro il lavoro che avete fatto, e che fate ancora.
Samuel: Lottiamo, ma è molto dura. Ci servirebbe il tuo aiuto.
―Adams propone a Ratonhnhaké:ton di entrare nella resistenza[src]
Conseguenze 6.png

Ratonhnhaké:ton affronta Washington dentro l'illusione.

Risvegliatosi all'interno di una prigione bostoniana Ratonhnhaké:ton ricevette la visita di re Washington, accompagnato da Putnam e Benjamin Franklin. Stupito di vederlo ancora in vita dopo le ferite mortali che gli aveva inflitto, ordinò la sua esecuzione tramite decapitazione. Quando i tre se ne andarono, il ragazzò attivò il manto del lupo e riuscì e fuggire. Liberò anche Kanen'tó:kon: in quella realtà infatti non aveva mai ucciso l'amico, che invece era stato imprigionato dalle giubbe azzurre per essersi alleato con la ribellione cittadina. Riarmatosi, l'indigeno eseguì un secondo viaggio astrale, ottenendo il volo dell'aquila.[24]

Tal potere gli permetteva di spostarsi da un punto all'altro con velocità inumana. Dunque utilizzò il nuovo potere per fuggire dalla prigione con il suo amico e per colpire Benjamin Franklin, che come Arnold si ritrovò libero dal potere della Mela. Tuttavia prima che il ragazzo potesse ottenere risposte, Washington intervenne e creò un'illusione tramite il suo scettro, in cui Ratonhnhaké:ton fu costretto ad affrontarlo. Una volta rinvenuto, l'indiano scoprì che il bersaglio era fuggito; dunque incontrò Samuel Adams: divenuto il capo della resistenza di Boston. Questi invitò Ratonhnhaké:ton a combattere a loro fianco e il ragazzo accettò.[24]

Adams dunque spiegò ai presenti nel suo covo d'avere intenzione di liberare i suoi alleati e di fuggire dalla città ormai perduta. Nel frattempo Ratonhnhaké:ton fu incaricato di uccidere Franklin per distrarre le guardie. Tramite una lettera dello stesso indirizzata al generale Putnam, il ragazzo scoprì che i due si sarebbero dovuti incontrare al porto in tarda serata. Tuttavia all'incontro si presentò un milite del generale, che informò Franklin della partenza del re verso New York e dell'affidamento di Boston a Putnam, nonché della sua conseguente destituzione dal comando. In quel momento, Ratonhnhaké:ton cercò di uccidere Franklin, riuscendo solo però a colpirlo ad una spalla con una freccia.[24]

Uomo Coraggioso 3.png

Ratonhnhaké:ton convince Samuel a risparmiare Franklin.

Ciò bastò a liberarlo dal giogo della Mela, e Franklin propose di aiutare la resistenza in cambio della sua vita. Adams non fu inizialmente d'accordo ordinando l'esecuzione immediata dell scienziato in memoria delle due vittime. Fortunatamente Ratonhnhaké:ton lo convinse dell'utilità del loro ostaggio, che rivelò la partenza del re verso New York. Dunque progettarono di recarsi in città per unirsi ai ribelli di Thomas Jefferson, mentre Ratonhnhaké:ton procurò a Franklin il metallo necessario per replicare la chiave della sala del trono di Washington.[24]

"Ho fatto cose tremende... È lo scettro, ma... non ci sono scuse. Ogni uomo ha il male dentro di sé. La Mela lo fa solo uscire."
―Le ultime parole di Putnam a Ratonhnhaké:ton.[src]

In seguito l'indiano si occupò di recuperare i progetti per la chiave di Franklin, mentre Adams e Kanen'tó:kon si recavano al Boston Neck per liberare la via per New York, contando sul fatto che l'ufficiale di quel distretto era un loro alleato. Ma mentre si trovava in una taverna per ottenere i progetti da un soldato, scoprì che Adams e i ribelli erano stati massacrati dalle truppe reali di Putnam: questi aveva infatti scoperto che il suo ufficiale era un traditore e tese un'imboscata ai resistenti. Incredulo, Ratonhnhaké:ton indagò sul fatto, scoprendo suo malgrado che era tutto vero. Dunque raggiunse Franklin al covo, predisponendosi ad un viaggio via mare per raggiungere la baia di New York.[24]

Fuggi A New York 7.png

Ratonhnhaké:ton ascolta le ultime parole di Putnam.

Dunque l'indiano procurò un travestimento allo scienziato, e con lui incontrarono il marinaio Robert Faulkner: rimasto senza lavoro a causa dello stesso Franklin, che quando era ancora sotto l'influenza della Mela gli sequestrò la sua nave, l'Aquila. Dunque i tre rubarono il brigantino ancorato al porto e radunarono una ciurma, che protessero dai continui attacchi dalle guardie reali. Quando erano sul punto di salpare, Putnam arrivò al porto con Kanen'tó:kon prigioniero. Il ragazzo riuscì ad ucciderlo utilizzando i suoi poteri; nelle sue ultime parole il generale americano si pentì delle sue azioni. Infine i due indiani raggiunsero a nuoto la loro nave e salparono per New York.[24]

Morte d'un re

Ratonhnhaké:ton: Il mio scopo è uccidere Washington, il resto non mi riguarda affatto.
Jefferson: Non sconfiggeremo mai Washington senza l'appoggio della gente di New York.
―Ratonhnhaké:ton parla con Jefferson[src]
Il Passaggio Del Mar Blu 3.png

Ratonhnhaké:ton parla con Jefferson al primo assedio.

Ratonhnhaké:ton e i suoi compagni guidarono l'Aquila per diversi giorni in rotta verso New York, capitale del regno americano. Prendendo coscienza che non avrebbero mai potuto penetrare in città sena essere individuati, ingaggiarono uno scontro con la flotta reale: ebbero la meglio fino a che i cannoni della nave non furono distrutti, motivo per cui furono costretti a sacrificarla speronando a piena potenza l'ultimo galeone nemico. L'intero equipaggio riuscì a salvarsi ed a raggiungere la costa; poche ore dopo Ratonhnhaké:ton trovò Franklin vicino al corpo senza vita di Kanen'tó:kon: infatti il giovane mohawk aveva tentato di salvare lo scienziato, arrivando quasi ad uccidere il re persona.[25]

Prese Franklin con sé e si nascosero lungo una via ristretta, così che Ratonhnhaké:ton potesse compiere un ultimo viaggio astrale e divenire abbastanza forte da fronteggiare Washington. Dall'esperienza mistica ottenne il potere dell'orso, con cui era in grado di creare un ristretto impeto sismico per abbattere nutriti gruppi di nemici in una volta sola. Rinvenuto in un casolare abbandonato, l'indiano si recò alla palazzo reale tenuto sotto assedio dai ribelli. Lì aiutò i ribelli guidati da Thomas Jefferson a battere in ritirata rinunciando al loro primo assedio.[25]

Successivamente espresse il suo unico interesse nell'uccidere Washington, anche se dovette riconoscere di sostenere il piano di Thomas per arrivare al re: rivoltare il popolo americano contro la Corona. Per iniziare Jefferson suggerì di rubare le scorte alimentari gestite da John Fitzwilliams, che non distribuiva equamente le razioni al popolo e vendeva gli alimenti a prezzi esorbitanti. Dunque l'indiano uccise il mercante disonesto e rubò carri pieni di cibo che distribuì ai cittadini a nome di Jefferson. Procedette uccidendo i militi reali e assaltando i loro forti, convincendo definitivamente il popolo a schierarsi con la resistenza. Dunque programmò un nuovo assedio alla piramide con Jefferson.[25]

Corte di ingiustizia 10.png

Ratonhnhaké:ton varca la sala del trono.

La resistenza attaccò il palazzo solo nel momento in cui Ratonhnhaké:ton e alcuni spie alleate fecero esplodere la torre di guardia a Fort George. Iniziato l'attacco, raggiunse Jefferson e Franklin lungo la retroguardia. Ricevute istruzioni di eliminare il re e il meccanismo per accedere alla sala del trono, il ragazzo si infiltrò nella piramide sfruttando il caos generale. Una vola dentro rivenne alcune tracce lasciate da sua madre durante durante la sua fuga dopo aver tentato di rubare lo scettro. Seguendole, raggiunse le porte della sala del trono.[25]

Washington: È un pensiero assurdo ma... immaginiamo che io sia controllato dalla Mela. Perché per te sarebbe diverso? [...] Dimmi, quando scuoti la terra ti senti forse uno schiavo del popolo? Oppure vuoi diventare il suo padrone?
Ratonhnhaké:ton: Il popolo vuole che tu cada.
Washington: Non hai risposto alla mia domanda.
—Washington e Ratonhnhaké:ton discutono sulla sommità della piramide[src]

Sbloccata la serratura speciale tramite la chiave di Franklin, Ratonhnhaké:ton ebbe accesso alla corte reale. Non avendo trovato nessuno al suo interno, sfruttò le impalcature ancora presenti nell'enorme sala per raggiungere la sommità del palazzo, da dove Washington stava osservando la battaglia. Inizialmente i due ebbero un diverbio: da una parte l'indiano invitava il sovrano a sottomettersi al volere del suo popolo, sostenendo che in realtà era la Mela a controllarlo; dal canto suo il re riteneva assurdo quanto detto dal suo contendente, al quale domandò se lui si riteneva un pari del popolo nonostante i suoi poteri. Il ragazzo ribadì il volere comune di abolire la Corona, risposta che diede iniziò allo scontro tra i due.[25]

Scontro inevitabile 12.png

Ratonhnhaké:ton osserva la sua controparte reale.

Dopo una violenta battaglia durante il quale fece uso dei suoi poteri astrali per colpire più volte il re, Ratonhnhaké:ton infranse la vetrata che copriva la cima del palazzo, precipitando nella sala del trono insieme a lui. Mortalmente ferito, Washington raccolse la Mela separatasi dallo scettro e si accasciò sul suo trono. Anch'egli gravemente ferito, Ratonhnhaké:ton tentò di recuperare l'artefatto. Mentre si avvicinava al trono, ebbe tre visioni: sua madre e Kanen'tó:kon, che lo implorarono di non prendere la Mela, e per ultima la sua controparte reale che a differenza delle precedenti visioni lo esortò a prendere l'artefatto senza indugi. Non appena Ratonhnhaké:ton toccò la Mela l'illusione finì.[25]

Eredità

"Le nostre prime ricerche su Ratonhnhaké:ton si sono concentrate sul periodo dell'adolescenza fino ai trent'anni. Ma i ricercatori non sono rimasti particolarmente colpiti dai suoi modi pacati e dagli occasionali scoppi di folle violenza. Non ci sembrava un personaggio adatto a essere selezionato."
―L'Abstergo Entertainment in una delle sue analisi di mercato del Campione 17[src]

Le azioni di Connor in qualità di Assassino ebbero conseguenze cruciali sia per la Confraternita sia per il destino stesso delle tredici colonie. Infatti su un fronte il suo operato permise all'esercito continentale di proclamare l'indipendenza americana dalla Corona britannica[2]; oltretutto impedì che Washington instaurasse una monarchia statunitense, facendosi corrompere dal potere della Mela, in favore del regime repubblicano federale di tipo presidenziale.[19]
Su un secondo fronte invece smantellò da solo il controllo che i Templari avevano sul territorio statunitense, uccidendo personalmente tutti i vertici dell'Ordine nemico. Contemporaneamente reclutò nuovi adepti Assassini che addestrò personalmente ed inviò a compiere missioni nelle colonie, sinché tutte e tredici non caddero sotto la protezione e controllo della Confraternita.[2]

Anche il suo operato da capitano dell'Aquila ebbe profonde conseguenze: oltre al supporto della marina continentale nelle varie battaglie contro la Royal Navy ed alla liberazione delle coste americane dal controllo dei Templari[7], Connor contribuì a rendere sicure le rotte commerciali di di Louisbourg, Saint Augustine, delle Bahamas e delle Isole Vergini. Per fare ciò dovette erodere ogni traccia delle scorrerie piratesche e dei corsari inglesi della Corona.[6]
Un altro grande contributo fu dato dall'Assassino allo sviluppo economico e sociale dei territori circostanti alla tenuta. Nelle terre acquistate da Achille permise l'insediamento di ogni genere di mestiere: dai sarti e gli agricoltori ai fabbri e i dottori. Seppe anche sfruttare ed amministrare l'abbondanza di materie prime per rendere la tenuta un importante punto di snodo commerciale, rendendola dunque una vera e propria comunità.[5]

Il matrimonio 9.png

Gli abitanti della tenuta in festa.

Connor divenne dunque una figura molto nota e rispettata all'interno della Confraternita degli Assassini: venne infatti citato da Charles Dorian come rovina dei Templari nelle colonie[22], mentre quest'ultimo moriva nella reggia di Versailles per mano di Shay Cormac - responsabile della caduta del ramo coloniale durante la guerra franco-indiana. Un'altra citazione a suo nome venne fatta dal Maestro Assassino Pierre Bellec, che indirettamente lo descrisse come il risollevante della Confraternita americana.[21]

Anche nei secoli successivi l'operato di Connor si rivelò molto importante, soprattutto per gli Assassini moderni. Nel 2012 suo discendente Desmond Miles rivisse i suoi ricordi tramite la tecnologia Animus, ritrovando la chiave che il mohawk aveva sotterrato per volere di Giunone. La usò dunque per accedere alla camera interna del Grande Tempio, sacrificando la sua vita per salvare la Terra dalla catastrofe che l'avrebbe distrutta quel 21 dicembre.[2] In seguito, i Templari - nascosti dalla facciata delle Abstergo Industries nei tempi moderni - recuperarono il corpo di Desmond e raccolsero campioni del suo DNA per studiarne l'ascendenza.[26]

L'Abstergo Entertainment di Montréal sfruttò tali campioni per analizzare la vita di Connor, nella speranza che potessero trarne qualche esperienza multimediale. Tuttavia le analisi di mercato conclusero che la vita dell'Assassino coloniale era troppo eradicata su un'adolescenza problematica e sulla cultura dei nativi americani, cosa che avrebbe impedito di raccontare le vere origini delle Americhe.[26] Tuttavia sfruttarono ugualmente un breve estratto della sua vita, narrante il suo rapporto con George Washington, per il lancio del sistema Helix: il ricordo venne intitolato Washington e il lupo.[21]

Caratteristiche e personalità

"Ho ritrovato mio padre, ma ancora non so se questo sia un bene o un male. I nostri scopi coincidono, almeno per quanto riguardo l'indipendenza. Ma lui continua a difendere Charles Lee, l'uomo che ha ucciso mia madre e bruciato il mio villaggio... Eppure non ha torto su Washington e chi lo appoggia. Sento molto parlare di libertà e uguaglianza, ma sembra che solo i ricchi possidenti bianchi ne beneficino. [...] Che mio padre abbia ragione? Ho tante cose a cui pensare, ma poco tempo per farlo."
―Connor riflette sugli ideali dei Templari espressi da Haytham[src]

La vita di Connor venne stravolta nel momento in cui vide sua madre morire davanti i suoi occhi ed il suo villaggio venne distrutto, poiché entrambi gli atti lo fecero crescere con un profondo senso di giustizia e l'ansante preoccupazione di scoprire che impatto avrebbe avuto la progressione dei coloni sul suo popolo. Da bambino vivace e curioso si trasformò quindi in un ragazzo serio e quasi totalmente privo di senso dell'umorismo. Il forte desiderio di proteggere il suo popolo lo spinse ad ubbidire al volere di Giunone ed a staccarsi dallo stesso per unirsi alla Confraternita; la partenza gli suscitò però nuovi dubbi poiché si accorse ben presto che la sua non era una scelta ma una sorta di dovere.

La Cavalcata Notturna 1.png

Connor riflette sulla crociata contro i Templari.

Colpì Achille grazie alla sua forte determinazione e durante l'addestramento, il Mentore gli fece notare più volte la sua grande ingenuità: Connor era difatti incapace di capire il pregiudizio razziale dei coloni nei confronti dei nativi americani. La sua ingenuità veniva mescolata ad un forte senso di onestà: lo sostenne quando imparò a corrompere i banditori per ridurre la sua notorietà, considerandolo un atto poco dignitoso seppur servisse a mantenere un basso profilo. Disse invece che sarebbe bastato dire la verità. Divenuto un Assassino completo si pose come un guerriero nobile e onorevole, il cui desiderio di libertà si rivolgeva non solo al suo popolo ma anche ai coloni.

E sebbene dopo il suo primo assassinio dimostrò una sorta di rammarico, non si fermò mai, convinto che i Templari fossero il solo ostacolo al trionfo della libertà. Questa sua sicurezza lo portò spesso a commettere errori di arroganza e fretta di azione: durante il Tea Party distrusse l'ultima cassa di tè gettandola in acqua proprio sotto gli occhi di Johnson, in segno di sfida. I continui errori commessi per la sua eccessiva sicurezza lo portarono spesso a litigare con Achille, che disapprovava le scelte del suo allievo: il giorno in cui Connor ebbe deciso di rivelare a Washington dell'attentato dei Templari ai suoi danni causò un profondo scisma tra i due.

Successivamente però si riappacificarono, poiché il giovane mohawk considerava Achille più come un padre che come un Mentore, promettendogli che sarebbe stato fiero di lui dopo aver celebrato il suo funerale. Con il progredire della sua crociata contro i Templari il ragazzo fu colpito sempre più da un forte disagio, in quanto le confessioni delle sue vittime in punto di morte lo stavano portando a credere che anche i suoi nemici volessero instaurare una loro idea di pace. Questa sensazione aumentò di peso nel corso della sua alleanza con Haytham, per il quale Connor aveva sempre provato dei sentimenti molto contrastanti.

Inseguendo Lee 2.png

Connor tortura il mercenario di Lee.

Difatti nonostante fosse molto cosciente del suo dovere di ucciderlo per la Confraternita, la conoscenza di suo padre aveva anche maturato in lui un forte desiderio di riappacificare Assassini e Templari. Lo stesso pensiero aveva afflitto Haytham nel corso della sua gioventù, mostrando una netta somiglianza tra padre e figlio: il Gran Maestro lo considerava infatti come la sua controparte da Assassino. Alla fine il suo istinto di sopravvivenza lo spinse ad uccidere suo padre, che in punto di morte gli rivelò di avergli sempre voluto bene e di essere orgoglioso di lui.

Quelle parole lo scossero profondamente, causandogli un attanagliante rimorso nell'aver fallito la pace con Haytham. L'evento mutò anche l'approccio al suo essere un Assassino, maturando molto il suo carattere ed il suo modo di agire: divenne più freddo, calcolatore e cinico. Si dimostrava disposto a tutto pur di portare a termine il suo obiettivo, non disdegnando più le uccisioni dirette o pratiche di interrogatorio che prevedevano dolore fisico e intimidazione. Mantenne comunque intatti i suoi ideali di libertà assoluta e il senso dell'onore, rifiutandosi di custodire o addirittura maneggiare la Mela dell'Eden donatagli da George Washington nella convinzione che nessuno ne fosse degno.

Equipaggiamento e abilità

"Mi sono stati narrati racconti di bizzarri avvenimenti a Bunker Hill. L’apparizione di un uomo: silenzioso, rapido, irreale. Uccideva e poi svaniva. Nessuno sa chi sia. Le mie spie si sono rivolte ai propri contatti, ma invano."
―George Washington parla di Connor nel suo diario
Le Rovine Di Cerros 3.png

Connor effettua la corsa acrobatica sugli alberi.

Connor si affermò nella storia della Confraternita non solo per le sue gesta, ma anche per essere uno dei sicari più abili mai visti dagli Assassini coloniali. Già in gioventù aveva ricevuto un primario addestramento da parte dei guerrieri della sua tribù d'appartenenza, i Kanien'kehá:ka: in particolare gli avevano insegnato ad eseguire delle rudimentali tecniche di corsa acrobatica da sfruttare per districarsi tra gli alberi della selvaggia frontiera, ed alcune loro tradizionali tecniche di combattimento. Fu poi attraverso l'allenamento personale le varie battute di caccia eseguite per conto della comunità che il ragazzo migliorò le sue abilità.

Ma solo una volta entrato nella Confraternita le sue abilità subirono un profondissimo miglioramento. Divenne infatti un atleta di altissimo livello, mostrandosi capace di eseguire senza fatica complesse manovre acrobatiche sia in ambienti urbani che naturali, scavalcando anche qualsiasi ostacolo gli si parasse davanti. Poteva anche scalare facilmente gli edifici dell'America coloniale e lanciarsi dalla loro sommità tramite il movimento ascensionale tipico degli Assassini noto come salto della fede. Fu addestrato anche nell'ambito del combattimento a mani nude e nella scherma, trasformandosi in un combattente esperto e quasi impareggiabile.

Achille lo dotò anche di un vasto e ottimo equipaggiamento, che comprendeva: un tomahawk, una spada, una coppia di pistole a pietra focaia, un arco, bombe fumogene, granate, dardi da corda, pugnali da lancio intrisi di veleno. Grazie al suo essere ambidestro, Connor era capace di maneggiare due armi contemporaneamente: solitamente univa la sua lama celata separabile dal bracciale ed utilizzabile come fosse un pugnale ad un altra arma bianca in suo possesso. Il suo stile di combattimento era rimasto sostanzialmente quello tradizionale de nativi americani, seppur sfruttasse a suo vantaggio anche le tecniche di scherma dell'epoca - il risultato era un combattente brutale e sanguinario.

Come vuole Connor 1.png

Connor affronta due mercenari.

Essendo un Assassino era anche addestrato in omicidi silenziosi pedinamenti, infiltrazioni, manovre di scasso e tutto ciò che potesse tornargli utile nel completamento di una missione. Particolare era la sua abilità nella mimetizzazione, che applicava per braccare i suoi bersagli così come per seguire la preda durante le sue battute di caccia. Il suo acuto spirito di pianificazione gli consentiva di uccidere senza difficoltà anche le belve più feroci della frontiera come orsi e coguari. Possedeva anche un raro dono genetico chiamato occhio dell'aquila: un sesto senso che aumentava la percezione sulla realtà circostante.

Omicidi commessi

Curiosità

  • Contrariamente ad Altaïr ed Ezio, i cui nomi erano legati alla parola "aquila", il nome "Ratonhnhaké:ton" significa "vita piena di graffi".
    • "Connor" è un nome gallico, che significa "amante dei cani".
  • Un'altra differenza con Altaïr, Ezio e Desmond è la cicatrice sul labbro. Infatti, quest'ultimi ce l'hanno tutti e tre, mentre quella di Connor è sotto l'occhio destro.
  • La Ubisoft ha dichiarato che il nome del nuovo personaggio era Connor Kenway, ma Ratonhnhaké:ton non utilizzò mai il cognome del padre.
  • Connor, durante un dialogo con Faulkner nella realtà alternativa, rivela che anche lui amava andare per mare come suo nonno Edward Kenway.
  • Connor a differenza di Ezio e Altaïr, mentre svolgeva le missioni da Assassino, non ha mai avuto una relazione con una donna. Connor disse che preferiva finire il suo compito prima di preoccuparsi di trovare una compagna.
  • Connor a differenza di Ezio e Altaïr non ha mai ucciso degli innocenti, a differenza di Altaïr, che ha ucciso il vecchio nel Tempio di Salomone ed Ezio dopo aver causato l'esplosione in Cappadocia.

Galleria

Note

  1. 1,0 1,1 1,2 1,3 Assassin's Creed: Initiates
  2. 2,0 2,1 2,2 2,3 2,4 2,5 2,6 2,7 2,8 2,9 Assassin's Creed III
  3. 3,0 3,1 3,2 3,3 3,4 Assassin's Creed III - sequenza 4
  4. 4,00 4,01 4,02 4,03 4,04 4,05 4,06 4,07 4,08 4,09 4,10 Assassin's Creed III - sequenza 5
  5. 5,0 5,1 5,2 5,3 Assassin's Creed III - missioni tenuta
  6. 6,0 6,1 6,2 Assassin's Creed III - missioni corsari
  7. 7,0 7,1 7,2 7,3 7,4 7,5 7,6 Assassin's Creed III - missioni navali
  8. 8,0 8,1 8,2 8,3 Assassin's Creed III - ubicazioni nautiche
  9. 9,0 9,1 9,2 9,3 9,4 9,5 Assassin's Creed III - sequenza 6
  10. 10,0 10,1 10,2 10,3 10,4 10,5 Assassin's Creed III - sequenza 7
  11. 11,0 11,1 11,2 11,3 11,4 11,5 11,6 Assassin's Creed III - sequenza 8
  12. Assassin's Creed: Forsaken
  13. 13,0 13,1 Assassin's Creed III: Liberation
  14. 14,0 14,1 14,2 14,3 14,4 14,5 Assassin's Creed III - sequenza 9
  15. 15,0 15,1 15,2 15,3 15,4 15,5 15,6 15,7 Assassin's Creed III - sequenza 10
  16. 16,0 16,1 Assassin's Creed III - Benedict Arnold (DLC)
  17. 17,0 17,1 17,2 Assassin's Creed III - sequenza 11
  18. 18,0 18,1 18,2 18,3 18,4 Assassin's Creed III - sequenza 12
  19. 19,0 19,1 19,2 19,3 Assassin's Creed III - La Tirannia di Re Washington
  20. Assassin's Creed IV: Black Flag - Aveline (DLC)
  21. 21,0 21,1 21,2 Assassin's Creed: Unity
  22. 22,0 22,1 Assassin's Creed: Rogue
  23. 23,0 23,1 23,2 23,3 23,4 23,5 23,6 La Tirannia di Re Washington - Infamia
  24. 24,0 24,1 24,2 24,3 24,4 24,5 La Tirannia di Re Washington - Tradimento
  25. 25,0 25,1 25,2 25,3 25,4 25,5 La Tirannia di Re Washington - Redenzione
  26. 26,0 26,1 Assassin's Creed IV: Black Flag

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