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Ricordi di Versailles

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Ricordi di Versailles è la rappresentazione virtuale di una delle memorie genetiche di Arno Dorian, rivissuta da un Iniziato nel 2014 attraverso il sistema Helix dell'Animus.

Descrizione

Arno Dorian raggiunge insieme a suo padre, l'Assassino Charles Dorian, la Reggia di Versailles. Nonostante la raccomandazione del padre, Arno esplora il palazzo attratto da una bambina.

Dialoghi

Arno Dorian e suo padre Charles entrano nella reggia del sovrano. Passeggiando lungo i corridoi, Charles vede suo figlio distratto.

  • Charles: Arno!

Ripresa l'attenzione del figlio, i due si fermano ai piedi di una sedia.

  • Arno: Non posso venire, padre?

Charles si inginocchia estraendo il suo orologio da taschino.

  • Charles: Forza, figliolo. Tu resta qui ad aspettarmi. Io tornerò quando la lancetta sarà in cima. Uhm?

L'Assassino porge a suo figlio l'orologio.

  • Arno: È tantissimo!
  • Charles: Non è affatto vero! E quando torno, vedrai che fuochi d'artificio!

Charles si rimette in piedi e se ne va, voltandosi però un ultima volta verso Arno.

  • Charles: E... Arno? Niente "esplorazioni", uhm?
  • Arno: Sì, padre.

Perso di vista suo padre, il fanciullo inizia ad osservarsi attorno. La sua attenzione cade su una bambina che lo sta spiando, e che una volta accortasi di essere stata scoperta inizia a correre via.

  • Élise: Vuoi startene con il vecchio pruno? Vieni... Sei lento.

Arno si mette in piedi e segue la bambina incuriosito. Ma una volta entrato in un salotto urta involontariamente un cameriere, che perde l'equilibrio e fa cadere il vassoio che stava portando.

Ricordi di Versailles 4.png

Arno segue Élise alla reggia.

  • Cameriere: Il mio maialino! Guardie! Guardie! Fermateli!
  • Cittadino 1: Non è la piccola de la Serre?
  • Élise: Presto, presto!

I due arrivano al gazebo dei giardini centrali della reggia, dove la bambina sfida Arno a rubare una mela dal tavolo davanti a loro.

  • Élise: Non ne ruberai mezza.

Il fanciullo afferra una mela, incurante però dello sguardo vigile di un cavaliere che lo ha individuato.

  • Guardia: Ladro! Mettila subito giù! Che cazzo succede? Queste sono per sua maestà, non per quelli come te!
    Sai qual è la punizione per chi ruba?
    Oh cazzo... che cosa è successo?

Il soldato adocchia anche la bambina, nascosta dietro lo spigolo di un ingresso.

  • Guardia: Chi abbiamo qui? Un ladro?
  • Élise: N-No signore. No.

La giovane riesce a fuggire seguita da Arno, che intanto ha fato perdere le sue tracce.

  • Élise: Presto, di qua!

I due raggiungono una nuova stanza, dove la bambina trascina Arno in un angolo.

Ricordi di Versailles 6.png

Arno parla con Elise.

  • Élise: Visto che facce quando abbiamo prese quelle mele?

I due scoppiano in una lieve risata.

  • Arno: Sono Arno.
  • Élise: Élise.
  • Arno: Sono qui con mio padre.
  • Élise: Anch'io. Ha "importanti affari con il re".
  • Arno: Che cosa facciamo ora?

I due sentono delle grida.

  • Élise: Shhh. Senti. Tranquillo non verranno mai a cercarci qui...

Arno vede le guardie correre nella direzione da cui proveniva l'urlo e tenta di scusarsi.

  • Arno: E solo colpa mia, ho preso io quella mela.

Le guardie lo ignorano e proseguono nella loro direzione.

  • Élise: Vediamo dove vanno.

Élise prende Arno per mano, trascinandolo con sé. I due giungono nel corridoio in cui Arno aveva visto l'ultima volta suo padre, ora affollato di gente.

  • Cittadino 2: Signor Franklin, spero che questa disgrazia non alteri la vostra opinione sulla Francia.
  • Franklin: Signore, se giudicassimo le nazioni in base ai loro crimini, tutti i popoli sarebbero dei barbari.

Arno guarda l'orologio del padre, notando che è giunta l'ora di rincontrarsi con lui. Intanto, il padre di Élise, François de la Serre, richiama sua figlia.

  • François: Élise!
  • Arno: Padre?
  • François: Vieni qui tu, ora!
  • Arno: Padre.
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Arno scopre il corpo senza vita di suo padre.

Arno trova il corpo senza vita di suo padre. Scioccato dalla visione, lascia cadere a terra l'orologio di suo padre, il cui vetro si frantuma. A quel punto un cittadino offre la mano al fanciullo rimasto orfano.

  • Cittadino 3: Vieni via, piccolo.

Arno recupera l'orologio e si allontana dall'estraneo, tornando ad osservare il corpo del padre. A quel punto la gente fa spazio a François de la Serre, che si rivolge ad Arno.

  • François: Arno.

Il ragazzo non risponde alla chiamata.

  • François: Arno. Guardami.

Arno volge lo sguardo verso François, che gli porge la mano. Notando Élise dietro di lui, il ragazzo si dirige verso l'uomo.
Adottato dalla famiglia de la Serre, Arno cresce insieme ad Élise. Il 5 maggio 1789 tuttavia, perde a carte l'orologio di suo padre, vinto da un fabbro di nome Victor. Essendo l'unico ricordo che gli restava del suo genitore biologico, Arno si intrufola nella fucina del fabbro e recupera l'oggetto. Mentre lo osserva, la porta viene sfondata.

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Arno osserva l'orologio del padre nella fucina di Victor.

  • Victor: Non sai vincere a carte e ti riduci a rubare, bastardo?!
  • Arno: Calmati, Victor! Sono qui per il mio orologio!
  • Victor: È Il mio orologio! L'ho vinto!
  • Arno: Beh in un mondo onesto, Victor, sarei d'accordo. Ma non in questo. Siamo in Francia.
  • Victor: Io ti ammazzo!

Victor batte i pugni sul suo banco da lavoro.

  • Arno: Uh! Stai atteno o ti farai male!
  • Victor: Argh!

Victor ribalta il tavolo e Arno fugge dalla finestra, perdendo però l'equilibrio. Nella caduta il ragazzo perde l'orologio, che viene raccolto dal fratello di Victor: Hugo.

  • Arno: Ho fatto una visitina a tuo fratello...
  • 'Victor: Hugo, chiama le guardie!
  • Arno: Un attimo.

Hugo fugge via, e Arno lo insegue. Egli è seguito a sua volta da Victor.

  • Arno: Al diavolo!
  • Hugo: L'ho preso, Victor!
    Non lo prenderà!

Mentre corre, Arno si scontra con alcuni civili.

  • Cittadino: Insomma!
  • Arno: Scusate.

Arno scavalca il tavolo di una bancarella.

  • Donna: Come osate?
  • Arno: Pardon, signora.
  • Hugo: Fuori dai piedi! Via!
  • Arno: Signori, vi prego possiamo trovare un accordo.
  • Hugo: Argh!
  • Cittadino 3: Che diamine succede?
  • Hugo: Zitto.
  • Arno: Scusate! Non è stato addomesticato!

Arno raggiunge e atterra Hugo, recuperando l'orologio.

  • Arno: Questo zuccone d'un fabbro non saprà nemmeno leggere l'ora...
  • Victor: Vieni qui a ripeterlo!
  • Arno: Ah... No!

Alla vista di Victor, Arno fugge via.

  • Victor: Torna qui! Al ladro! Fermatelo!

Nella sua fuga Arno urta due guardie, che iniziano ad inseguirlo.

  • Arno: Ancora? Nemmeno una pausa?
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Arno accusa da Victor di furto.

Arno fa perdere le sue tracce e ritorna alla residenza dei de la Serre, alle cui porte lo stava aspettando il maggiordomo Olivier.

  • Olivier: Ma dove diavolo ti eri cacciato?

Arrivano i due fabbri, che avevano seguito il ragazzo fino a casa sua.

  • Victor: Ah! Ora ti ho preso bastardo!
  • Arno: Solo un piccolo malinteso, niente di...
  • Victor: Il vostro signore protegge un criminale! È entrato in casa mia in pieno giorno a rubarmi l'orologio!
  • Olivier: Ma davvero? Beh sono sicuro che i gendarmi vorranno indagare su tutto questo.

Anche il signor de la Serre si avvicina, iniziando ad interrogare il suo maggiordomo.

  • François: Indagare su cosa?
  • Olivier: Ehm... Su un gravissima accusa mossa ad Arno, signore.
  • Victor: Mi ha derubato!
  • François: Di cosa? Ditemi.

François volge lo sguardo verso il suo figliastro.

  • François: Aspettami in biblioteca.

Arno raggiunge la biblioteca, dove si rivolge ad un quadro di Élise, che sembra fissarlo con disapprovazione.

  • Arno: Non guardarmi così. Victor bara quando gioca a faro, lo sanno tutti.

Il ragazzo viene raggiunto dal suo patrigno.

  • François: Arno? Con chi parli?
  • Arno: Nessuno, signore.
  • François: Sarai felice di sapere che ho convinto Olivier a non chiamare i gendarmi. Di nuovo.
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Arno parla con de la Serre.

  • Arno: Vi ringrazio, signore.
  • François: Che cos'è? La sesta volta? La settima? Dovresti scegliere passatempi più salutari.
  • Arno: Beh, trovo che il gioco delle carte comporti molto esercizio fisico e tanta aria fresca.
  • François: Ne riparleremo più tardi. Ho affari urgenti, e devo prendere Élise prima di andare in città.

François prende il suo cappello, dirigendosi verso la porta.

  • Arno: Élise è qui?
  • François: Solo per stanotte. Tornerà a Parigi domattina presto.
  • Arno: Le servirà una scorta? Vero? Vi vedo preoccupato.
  • François: Non posso controllarvi tutti e due. Resta qui e vedi Olivier ha bisogno di te.
  • Arno: Scommetto di sì.

In procinto di andarsene, François si gira verso il ragazzo.

  • François: Cosa?
  • Arno: I miei omaggi a Élise.

Risultato

L'Assassino Charles Dorian muore assassinato a Versailles, e suo figlio Arno viene adottato dal Gran Maestro dei Templari François de la Serre.

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