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Scienza Divina: Capitolo 2 - Kyros di Zarax

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Eraicon - Project Legacy.png

Kyros di Zarax, capitolo 2 della serie "Scienza Divina" del gioco su Facebook Assassin's Creed: Project Legacy.

Dettagli dei ricordi

Soggetto: Kyros di Zarax
Luogo: Antica Grecia
Periodo: Sesto secolo a.C.

Video introduttivo

Il DDS sta cercando di sincronizzare ricordi antichi di millenni. Poiché i ricordi che stai per esplorare sono antichi, potresti sentirti disorientato, anche confuso. Potresti anche trovare difficile distinguere la realtà dalla finzione. Questo è normale, ti preghiamo di mantenere la calma.

In seguito agli eventi sbloccati nella scorsa sequenza, esplorerai adesso le origini della tradizione Ermetica. Seguirai le gesta di Pitagora di Samo, il matematico e studioso greco. Sei uno dei suoi pupilli, Kyros di Zarax.

Armonia

Torno a Samo come campione. Le persone sono fiere dei miei successi, come se avessero ricevuto onore loro stessi. Come sono gentili.

Adagio

Pitagora, il mio maestro, mi sveglia prima dell'alba. Io sono stanco, ma felice di servirlo. Gli devo tutto, a partire dalle mie vittorie ad Elis.

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Adagio.

  • Seguo il mio maestro attraverso le strade vuote e tranquille di Samo. Elio non è ancora salito nel cielo e il freddo del mattino indugia ancora.
  • Ferecide, un conoscente del mio maestro, ci saluta. Si è alzato presto. Pitagora dice che le mie prestazioni ai giochi sono state a dir poco spettacolari. Sorrido.
  • Il mio maestro paragona le mie imprese a quelle di Corebo di Elis. Corebo! Detto da qualcun altro, mi sarei messo a ridere, ma egli è saggio in ogni cosa.
  • Le mani di Ferecide sono morbide e viscide quando si congratula con me. Lui è un uomo colto, ma non si conforma alle elevate norme etiche e morali del mio maestro.
  • Ferecide ci lascia. Come innumerevoli altri, non potrà mai sperimentare la potenza liberatrice dell'astinenza e dell'ascetismo. Mi sento davvero benedetto.
  • Continuiamo con un passo lento, tranquillo e contemplativo. Le persone dimenticheranno presto che sono stato il loro campione, ma non ha alcuna importanza, perché non lo sarò più.

Accelerano

Samo si sveglia lentamente. Godiamo di una frugale colazione - pane intinto nel vino - all'agorà mentre il freddo del mattino svanisce. Sarà una giornata bollente.

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Accelerano.

  • Siamo vicini alla fucina locale quando Pitagora si ferma bruscamente e chiude gli occhi. Cosa ha attirato la sua attenzione, non posso dirlo a causa del trambusto della città.
  • Pitagora si muove con velocità crescente verso la fucina. Entra e, senza fiato, sollecita i fabbri a continuare il loro lavoro.
  • Il viso del mio maestro brilla di sudore mentre si muove da un fabbro all'altro, prestando molta attenzione. Improvvisamente prende un martello e colpisce un'incudine.
  • I fabbri interrompono il loro lavoro e formano un cerchio intorno a Pitagora. Egli prende un altro martello. "Due volte più pesante", dice, e colpisce di nuovo l'incudine.
  • "Ascoltate! Riuscite a sentirlo?" chiede Pitagora con voce tremante. "Vedete la differenza?" I fabbri lo fissano, interdetti. Anche io.
  • Pitagora continua a colpire l'incudine con martelli di diverse dimensioni. Lui è inzuppato di sudore, ma un ampio sorriso distorce i suoi lineamenti solitamente austeri.

Allegretto

Lasciamo la fucina con dieci martelli di diverse taglie. Non è ancora mezzogiorno, ma l'aria all'esterno è quasi insopportabile come lo era all'interno della fucina.

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Allegretto.

  • Il carico che porto fa soffrire ogni muscolo del mio corpo. La mia schiena brucia mentre torniamo nella casa del mio maestro. Questo caldo non aiuta. Elio è furioso oggi!
  • Non appena giungiamo alla villa, poso i martelli vicino all'altare di Estia, nel cortile interno. La mia schiena mi ringrazierà più tardi.
  • La temperatura nel cortile è tollerabile, ma riconosco l'espressione sul viso del mio maestro. Non ci sarà nessun pasto di mezzogiorno oggi!
  • Seguendo le istruzioni del mio maestro, posiziono l'incudine che i fabbri hanno portato alla villa nel centro del cortile.
  • Colpisco l'incudine, e poi la colpisco ancora, e ancora. Quattro colpi con un martello, quattro colpi con un altro pesante il doppio. Il mio braccio è intorpidito.
  • Pitagora imita il suono prodotto dall'incudine, la sua voce riecheggia nel cortile interno. Al crepuscolo, mi dice di smettere. Il nostro lavoro, qualunque fosse, è completo.

Allegro

Pitagora, in ginocchio, disegna linee nella sabbia del cortile. Scrive ad un ritmo furioso, poi getta della sabbia su gran parte dei suoi scarabocchi, solo per cominciare nuovamente.

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Allegro.

  • Il mio maestro scrive per ore senza riposo, rifiutando ogni cibo e bevanda che Teano, sua moglie, gli offre. Ben presto, appunti e diagrammi coprono il suolo del cortile.
  • Gli schiavi accendono le torce. Il mio maestro esamina e riesamina i suoi appunti, occasionalmente aggiungendo un numero o due. Mormora parole come "proporzioni" e "ottave".
  • Pitagora tocca appena il cibo che Teano ha preparato come pasto serale. "Tutto è in relazione", dichiara. "Tutto si aggiunge!"
  • "I primi quattro numeri", borbotta Pitagora. "I quattro elementi... Il numero perfetto!" Improvvisamente mi fissa. "La vedo ora! La tetractys!"
  • Il mio maestro dorme finalmente. Questo mi darà un'opportunità per dare un'occhiata ai suoi appunti. Non dovrei farlo, ma devo leggerli!
  • Gli appunti di Pitagora nella sabbia rivelano una figura triangolare con quattro righe; un grande triangolo formato da vari altri più piccoli. La sua tetractys?

Presto

Alcuni uomini si sono raccolti nella villa del mio maestro; studiosi rinomati e anziani venerabili affollano il cortile interno. Uno di loro si appoggia all'altare di Estia! Lo guardo ferocemente sino a quando non si allontana.

PL - Presto.png

Presto.

  • La maggior parte di questi uomini condividono le convinzioni di Pitagora sul destino dell'anima. Alcuni di loro seguono anche il suo rigoroso modo di vivere. Anche i non credenti sono presenti.
  • Sono scettici quando il mio maestro espone le sue teorie. Non capiscono cosa intenda per "musica delle sfere" o cosa rappresenti la tetractys.
  • "C'è geometria", dice Pitagora, "nel ronzio delle corde, c'è musica nell'intervallo delle sfere!" I suoi ospiti lo fissano in silenzio.
  • "La musica", spiega Pitagora, "può essere espressa come un numero intero dato dal rapporto dei primi quattro numeri, che formano la tetractys!" Gli scettici cominciano a partire.
  • Molti ospiti, tuttavia, sembrano comprendere le ipotesi di Pitagora. Li invidio. Gli pongono delle domande, per capire meglio le sue teorie.
  • Oreste, un matematico colto, alza la coppa per onorare il mio maestro. "La tetractys è la somma di tutta la sapienza!" dichiara. "Lode a Pitagora!"

Opus

Giungiamo a Crotone esattamente tre anni dopo che sono stato nominato "Periodonikēs", vincitore di tutte e quattro le manifestazioni - per la seconda volta! Pitagora lo vede come un buon presagio.

Preludio

Crotone non rivaleggia con Atene per taglia, e le sue fortificazioni non sono nulla rispetto a quelle del Pireo o di Rodi, ma la reputazione dei suoi cittadini non è seconda a nessuno.

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Preludio.

  • La città è illuminata da una luce dorata mentre la nostra nave si avvicina. Come tutti nel nostro gruppo, non riesco a staccare i miei occhi da Crotone. È come se la città ci avesse chiamato, come se avessimo sentito il suo canto di sirena.
  • Pitagora è il primo a parlare, interrompendo le fantasticherie di tutti. "Dopo un lungo viaggio, siamo finalmente giunti a casa. Qui a Crotone, prospereremo!"
  • La notizia dell'arrivo del mio maestro ha preceduto il nostro arrivo, visto che i rappresentanti dei governatori lo accolgono al porto. Lo sollecitano ad incontrare il Consiglio dei Cittadini.
  • Seguiamo la nostra guida attraverso la città. Elio è scomparso, ma i cittadini di Crotone non sono ancora andati a casa. Una folla si raduna intorno a Pitagora!
  • Resto a fianco del mio maestro, spingendo gentilmente le persone via dalla sua strada mentre ci dirigiamo al bouleuterion, il resto della cerchia al seguito.
  • Al bouleuterion, un maggior numero di persone attende l'arrivo di Pitagora. Sono centinaia! No, migliaia!

Ouverture

I membri del Consiglio condividono le credenze di Pitagora e apprezzano la sua saggezza. Lo esortano a parlare ai giovani della città.

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Ouverture.

  • Centinaia di giovani uomini e donne si raccolgono davanti al mio maestro di fronte alla palestra. Anche cittadini più anziani sono venuti ad ascoltare le sue parole.
  • La maggior parte della folla ha lacrime negli occhi quando Pitagora termina il suo discorso. Anch'io sono profondamente commosso, ma rimango calmo.
  • Il popolo di Crotone applaude! Chiunque nella città, pare, vuole parlare con Pitagora. Vogliono anche toccarlo, come se la sua conoscenza e la sua saggezza fossero contagiose.
  • I cittadini di Crotone non costituiscono una minaccia per Pitagora, ma osservo attentamente chiunque gli si avvicini. Non si può mai essere troppo prudenti.
  • Un uomo spinge una giovane donna fuori dalla strada per raggiungere il mio maestro. Afferro il suo braccio, piegandolo fino a quasi spezzarlo. Questo dovrebbe insegnargli le buone maniere.
  • La donna, una giovane atletica, dalla pelle olivastra, e con circa la metà della mia età, mi sorride. Le sue amiche la tirano via, ridacchiando. Mi piacerà questo posto.

Etude

Gli abitanti di Crotone seguono prontamente gli insegnamenti del mio maestro. La notizia della sua presenza si diffonde rapidamente nelle città vicine e gli stranieri vengono a cercare la sua guida.

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Etude.

  • L'accademia attira innumerevoli studenti; centinaia di uomini e donne desiderosi di seguire le vie del mio maestro. Ancora non si rendono conto di quanto sono fortunati.
  • Un giovane di nome Alcmeone arriva presso l'accademia. È intelligente, ma arrogante e indisciplinato. Per qualche ragione, Pitagora lo prende sotto la sua ala.
  • Incontro un atleta di nome Milo. Questo grande giovane uomo mi ha visto correre a Nemea, e vuole che io lo aiuti a diventare un campione.
  • Milo ha già vinto il campionato di lotta libera per ragazzi alle Olimpiadi. Ha un grande potenziale e sono contento di insegnargli tutto quello che so.
  • Al contrario di Alcmeone, il quale incessantemente mette in discussione Pitagora, Milo abbraccia le lezioni del mio maestro. Certamente diventerà il più grande atleta della sua generazione.
  • La filosofia di Pitagora dilaga in lungo e largo. Sempre più uomini e donne aderiscono alle sue vie. Sono soddisfatto, ma non sorpreso. Egli è, dopo tutto, un uomo veramente grande.

Progressione

Milo fa onore a Crotone e al mio maestro. Ha vinto tutti e quattro le manifestazioni! Ho sentimenti contrastanti riguardo all'essere sorpassato dal mio pupillo.

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Progressione.

  • Celebriamo la vittoria di Milo con la famiglia del mio maestro. Si tratta di una celebrazione tra pochi intimi, ma Pitagora, maestro del rituale, la trasforma in una grande occasione.
  • Lodo Milo e annuncio che non parteciperò ai giochi del prossimo anno. Damo, la figlia del mio maestro, alza la coppa. "Per il nostro ex campione, e vero amico!"
  • Il cibo preparato da Teano è degno di un re, ma tutti mangiano con parsimonia, come il mio maestro insegna. Solo Alcmeone beve più di un bicchiere di vino.
  • La faccia di Milo diventa rossa quando Myia si rivolge a lui; un uomo gigante, un campione, intimidito da una giovane ragazza! Ma lo capisco. Myia è, dopo tutto, la più giovane figlia di Pitagora.
  • Alcmeone commenta il disagio di Milo. Che tatto! Mi mordo il labbro, ma Myia ride, e bacia sulla guancia Milo prima di scomparire in cucina.
  • Alcmeone se ne va, sbattendo la porta dietro di sé. Per un lungo momento, Pitagora fissa la porta, poi si rivolge a noi. "Nessun uomo è libero se non può controllare se stesso".

Suite

Siamo sulla strada per l'accademia quando Pitagora si ferma bruscamente. "Ascolta!" Tutto è tranquillo al mattino presto, eccetto un lontano guaito.

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Suite.

  • Pitagora è sorprendentemente veloce quando ha bisogno di esserlo. Lo seguo verso il suono, e scopro il proprietario di un giovane bastardino intento a colpirlo con un bastone!
  • Pitagora afferra il bastone dell'uomo e si muove tra il cucciolo e il suo proprietario. Io gli sto vicino, tenendo d'occhio l'aggressore. La gente comincia a raccogliersi intorno a noi.
  • Il proprietario del cane si muove verso Pitagora, mi guarda, e si ferma. Scuote la testa e apre la bocca, ma tace.
  • "Non fare male a questo cane!" ordina Pitagora. La folla intorno a noi cresce. "Questo animale porta l'anima di un vecchio amico! Sento la sua voce nei guaiti."
  • Non è la prima volta che il mio maestro svela prove dell'immortalità dell'anima, ma il suo straordinario istinto non smette mai di stupirmi.
  • "Degli esseri razionali," qualcuno dice, "una tipologia è divina, una è umana, e un'altra è come Pitagora!" La gente applaude.

Grand Finale

Molti influenti cittadini di Crotone sono ora devoti al modo ascetico di vivere di Pitagora, ma alcuni importanti anziani continuano a discutere la sua saggezza.

Trio

Alcmeone, l'allievo preferito del mio maestro, sfida nuovamente la sua dottrina. Quel "gados" arrogante! Perché Pitagora non riesce a vedere che non è veramente uno di noi?

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Trio.

  • Condivido il pasto del mattino con Damo e Alcmeone, il che mi rende in dovere di tenere d'occhio la figlia di Pitagora. Non permetterò che Alcmeone insudici la sua mente!
  • Io sono per strada verso la palestra quando sento l'urlo di un animale. Il suo lamento è insopportabile! Ho presto trovato Alcmeone in un vicolo, chino su di un cane. Ha strappato uno dei suoi occhi!
  • Il lamento della bestia si ferma, ma Alcmeone sposta un coltello verso il suo stomaco. Con quale coraggio! Non ha imparato nulla circa il destino dell'anima?
  • Un urlo soffocato cattura la mia attenzione. Faccio un passo dietro l'angolo e mi trovo faccia a faccia con Damo. Sta spiando Alcmeone! Non mi posso più trattenere.
  • Mi svelo e colpisco Alcmeone. Delle ossa si spezzano. Apre la bocca per protestare, ma lo colpisco di nuovo. Damo urla e afferra il mio braccio, costringendomi a smettere.
  • Devo sottostare al giudizio del mio maestro per i danni che ho causato ad Alcmeone, ma sono soddisfatto di sapere che sarà ritenuto responsabile delle sue azioni immorali.

Ensemble

Gli ultimi resti del passaggio di Helios si aggrappano al cielo mentre Alcmeone lascia la città. Sono contento di vederlo partire, ma temo che abbia già avvelenato le menti di altri.

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Ensemble.

  • "Alcmeone", dichiara Pitagora, "non è più un nostro fratello." Le centinaia di seguaci raccolti attorno al mio maestro rimangono in silenzio.
  • "Alcmeone", continua Pitagora, "è morto per noi." Come a un segnale, le donne iniziano improvvisamente a piangere, le loro grida terribili echeggiano in tutto il cimitero.
  • Pitagora pronuncia una solenne preghiera per i defunti. Gli uomini chinano il capo, mentre delle donne in lacrime si graffiano il petto
  • "Alcmeone", dice Pitagora, "è morto". Aiutato da altri, alzo la statua lignea raffigurante Alcmeone e la porto all'interno del tempio.
  • Abbasso la statua nella bara, con la stessa cura con cui avrei posto il corpo di un caro fratello defunto. Il mio maestro si inginocchia accanto alla bara, benedicendola.
  • Il corteo funebre si muove lentamente fuori dal cimitero. I non credenti ci guardano. Vedo disprezzo nei loro volti ghignanti, disprezzo, e non poca paura.

Duetto

Il Consiglio dei Cittadini organizza un banchetto in onore di Pitagora. Alcuni dei cittadini più ricchi e più influenti di Crotone riempiono la sala del banchetto.

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Duetto.

  • Tutti coloro che sono presenti al banchetto sono ardenti sostenitori degli insegnamenti del mio maestro. I suoi oppositori hanno voluto mandare un messaggio non presentandosi stasera.
  • Myia conduce la danza. Milo, suo marito, è sorprendentemente elegante mentre segue ciascuno dei suoi passi. Ho intravisto un sottile sorriso di Pitagora. Non lo vedo così rilassato da anni.
  • Un suono assordante improvvisamente echeggia nella sala. Una delle colonne si è rotta! Si sgretola in un cumulo sul pavimento. Il soffitto sta crollando!
  • Un enorme blocco di pietra cade, schiacciando un povero schiavo. La folla urla e si dirige precipitosamente verso l'unica uscita! Il mio maestro è in trappola!
  • Incredibile! Milo si ferma sotto il soffitto, sostenendolo! Mi precipito al suo fianco. Il peso è insopportabile, ma ci siamo riusciti! Abbiamo evitato altre morti!
  • Aiutare Milo a salvare la vita del mio maestro è, senza dubbio, la mia più grande soddisfazione. Ma temo che la colonna sia stata sabotata. Le ostilità si addensano!

Quartetto

Il tramonto si è ormai ritirato quando conduco Pitagora attraverso le vie tranquille di Crotone. Spero di evitare la folla di cittadini, perché sono ora più spesso ostili che non.

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Quartetto.

  • Un'ombra si muove alla mia destra. Estraggo la mia xiphos e alzo una mano, avvisando le quattro guardie del corpo che ci accompagnano. Scruto nel buio, ma non vedo nulla.
  • Una delle guardie urla! Una dory passa attraverso la sua coscia e lui cade in ginocchio. I nostri assalitori sono usciti dall'ombra!
  • Un'altra guardia cade, la gola tagliata. Blocco un kopis e pianto la mia lama in un addome prima di rompere uno zigomo con il dorso della mio cestus.
  • Lacero un braccio, foro un polmone, e amputo dita, poi vado verso Pitagora. Schivo un dory e conficco al suo proprietario il mio xiphos tra le scapole. Una terza guardia cade.
  • Solo tre di loro sono rimasti! L'ultima guardia del corpo di Pitagora sta accanto a me. Sangue scorre attraverso il suo chitone, ma i nostri avversari non hanno alcuna possibilità. È un massacro.
  • "La ragione è immortale," mormora Pitagora, "tutto il resto mortale." Ascolto solo a metà la preghiera del mio maestro. Questi uomini non erano semplici banditi, ma stipendiati! La guerra è iniziata!

Solo

Coloro che non accettano il nostro modo di vita ascetico - che rifiutano di onorare le loro madri, mogli, sorelle - ci disprezzano. Lo vedo nelle loro facce ogni giorno. E lo vedo ora, mentre scorto Pitagora.

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Solo.

  • La gente si riunisce intorno a noi. Gente arrabbiata! Ci odiano perché siamo migliori atleti, musicisti, matematici. Ma hanno solo se stessi da accusare. Bous indisciplinati!
  • I volti sono aspri e le parole sono dure. La folla si trasforma in una bolgia! Centinaia di persone ci seguono, urlando insulti e lanciando pietre e rifiuti!
  • Entriamo in casa di Milo, ma la folla è implacabile! Le fiamme inghiottiscono la villa! Il campione di Crotone esce, seguito dal suo fedele corteo.
  • Vorrei estrarre la mia xiphos e seguire Milo, ma Pitagora afferra il mio braccio, scuotendo la testa. Myia muove un tavolo, rivelando una botola segreta che porta ad un percorso sotterraneo.
  • Accendo una torcia e seguo Pitagora attraverso la stretta apertura. "Possa Zeus guidare il vostro percorso", sussurra Myia, chiudendo la porta dietro di noi.
  • Pitagora aveva previsto che questo giorno sarebbe arrivato. Era preparato a lasciare Crotone! Il mio maestro è ora al sicuro, ma mi preoccupo per quelli che abbiamo lasciato alle spalle.

Requiem

Lunghi anni sono passati da quando abbiamo lasciato le rive di Crotone; lunghi anni che hanno lasciato il segno sul mio maestro. Eppure, egli porta quei segni con orgoglio e rimane determinato come sempre.

Kyrie

Abbiamo esplorato le montagne più alte, tutta la costa del centro della terra, l'antica città di Babilonia e l'Egitto. Eppure, la ricerca di conoscenza del mio maestro continua.

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Kyrie.

  • Ora ci troviamo sul margine del mondo. Il deserto è vasto e spietato, ma Pitagora è irremovibile. Deve esplorare!
  • Helios è implacabile come il mio maestro. Mi chiedo per quanto tempo si possa sperare di sopravvivere in questo caldo maledetto. Fra poco, ci mancherà l'acqua.
  • Non ho bevuto una goccia d'acqua in questi giorni. Posso a malapena sentire le vesciche sulla mia pelle ora. Il mio maestro sta vagando senza meta, o sta seguendo una qualche ispirazione divina?
  • Scorgo un uomo in cima ad una grande duna di sabbia. Tiene un bastone alato con serpenti intrecciati, ma rimane immobile come una statua. È reale? Sto sognando?
  • Lo straniero indossa abiti da pastore di pecore, eppure il suo portamento è regale. Ogni passo che faccio potrebbe essere l'ultimo, ma Pitagora si muove con la velocità di un giovane atleta.
  • Arrivo a mala pena in cima alla duna. Sono in ginocchio, il fuoco che brucia i miei polmoni, quando lo straniero ci saluta. "Sono Ermete Trismegisto. Vi ho trovato."

Agnus Dei

Sono poggiato su mani e ginocchia, le dita sepolte nella sabbia ardente. La mia testa pulsa. Mi sforzo di non crollare, mentre il mio maestro, un uomo anziano, è in piedi accanto a me.

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Agnus Dei.

  • Come può Pitagora essere così improvvisamente riempito con il soffio della vita? Un momento fa gli riusciva a malapena di mettere un piede davanti all'altro. Non sente la furia di Helios?
  • Riesco ad alzare la testa per guardare Ermete Trismegisto, un re in abiti contadini. Alza il bastone alato sopra la sua testa.
  • Con un movimento repentino, Ermete abbassa il bastone a terra. Scava in profondità nella sabbia di fronte a Pitagora. Incredibile! I serpenti si muovono!
  • I serpenti girano la testa verso il mio maestro, sibilando. Non può essere! All'unisono i serpenti parlano! "Tu sei un degno successore".
  • C'è qualcosa che emana il bastone, un'invisibile, indefinibile forza. Intorno a me, le sabbie del deserto cominciano a cambiare.
  • "Noi deteniamo la chiave dei misteri della vita", dicono le voci all'unisono, ma dissonanti, mentre l'oscurità mi avvolge all'improvviso.

Benedictus

Mi sveglio assetato e debole. Sento la sabbia calda sotto di me ed apro gli occhi per vedere le grandi e verdi foglie di una palma.

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Benedictus.

  • Dell'acqua cola da un pezzo di stoffa che il mio maestro tiene sopra la mia bocca. Ingoio fino all'ultima goccia, anche se ognuna sembra una manciata di polvere.
  • Poco a poco, ritrovo i miei sensi. Ermete non è più con noi, ma Pitagora detiene con orgoglio il bastone con serpenti intrecciati – serpenti VIVI!
  • Una delle cosce del mio maestro è ora fatta d'oro! È morbida come muscoli, ma solida come metallo. Come può essere? Una nuova aura lo circonda, un nuovo potere.
  • Decenni di preoccupazioni sono scomparsi dalla faccia di Pitagora! Sembra quasi un giovane uomo di nuovo. No, un giovane dio!
  • "Questa reliquia", dice Pitagora, "è stata tramandata fin dall'alba dei tempi." Faccio una smorfia, sono appena in grado di guardare i serpenti su di essa.
  • Pitagora mette una mano rassicurante sulla mia. "Il nostro viaggio è giunto al termine. Mi hai servito bene, vecchio amico. Ora comincia un nuovo capitolo nelle nostre vite."

Encore

La principessa di Arcadia, un bellezza selvaggia, rifiuta di sposare qualsiasi uomo a meno che non la superi in velocità, e chiunque lei batta deve morire. Molti pretendenti hanno tentato la fortuna, ma hanno fallito.

A Cappella

Che tipo di donna potrebbe sconfiggere così tanti uomini? Non sono più giovane, e non sono un folle, ma devo conoscere questa donna e sconfiggerla! Devo!

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A Cappella.

  • Cerco la saggezza del mio precedente maestro. Pitagora crede che troverò ciò che mi serve per vincere la mano di quella donna in un tempio abbandonato in onore di Afrodite.
  • Non sono ancora a metà della salita quando comincia una potente bufera di neve. Ho freddo e sono stanco, ma la mia ricerca è solo all'inizio.
  • Affamato e infreddolito, raggiungo la cima del picco più alto, dove si trovano le rovine del tempio dimenticato di Afrodite. Lo posso vedere adesso! Ancora qualche passo...
  • Inciampo in avanti e cado. Cerco di rialzarmi, ma non c'è forza in me! Il tempio emana uno strano potere. Qualcosa che non ho sentito da tempo.
  • Sollevo la testa. Punte di ghiaccio si attaccano alla mia faccia mentre guardo - No! Una donna nuda di bellezza ultraterrena appare tra la neve che cade. Sembra irreale, come uno spirito immateriale.
  • Ignorandomi, la donna si dirige verso il tempio, senza essere ostacolata dal freddo. Impossibile! Cammina attraverso il muro del tempio!

Inno

Sento i raggi di Helios sulla pelle. Rimango immobile, crogiolando al calore per un po'. Poi apro gli occhi trovandomi nel mezzo di un frutteto.

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Inno.

  • Sento dei passi e mi nascondo dietro un albero. Una giovane donna con lunghi capelli fluenti passeggia nel frutteto. La stessa donna che ho visto entrare nel tempio di Afrodite!
  • La donna è perfetta, come solo una dea potrebbe essere. Sembra ormai tangibile, mentre si muove con fermezza, ogni nuovo passo più grazioso del precedente.
  • Mi rivelo e la saluto, ma lei non mi ascolta. Invece, coglie una grande mela da un ramo vicino. Lo fa ancora una volta, poi né sceglie con cura una terza.
  • La seguo. Solo pochi passi e siamo fuori dal frutteto, in piedi davanti ad una magnifica immensa costruzione luminosa, immersa in una luminosa luce dorata: il tempio di Afrodite!
  • La donna entra. La seguo. Nasconde le tre mele sotto la statua di Afrodite, dietro l'altare principale. Perché non mi può vedere?
  • Mi sveglio coperto di neve. Non sento più le mie membra, ma in qualche modo riesco a strisciare all'interno di ciò che rimane del tempio. Lì, dove la donna ha messo tre frutti maturi, trovo un'unica mela d'oro!

Serenata

Il re Iaso di Arcadia, un uomo rozzo e vecchio che abbaia senza sosta ai suoi sudditi, mi accoglie alla sua corte. La prospettiva che sua figlia sposi un ex campione gli piace.

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Serenata.

  • Re Iaso mi avverte che nessun uomo può battere la figlia, e che perdere la corsa significa perdere la propria vita. Organizza per me un incontro con lei - un'ultima possibilità di cambiare idea.
  • Nei giardini, mi batte il cuore mentre aspetto Atalanta, la principessa vergine, cresciuta dagli orsi, che è diventata una feroce cacciatrice, l'eroina Calidonia, e ha ucciso dei centauri.
  • Scorgo un gruppo di fanciulle dietro i rami degli ulivi. Mentre si avvicinano, le ragazze sembrano svanire, perché ho occhi solo per una: Atalanta!
  • È magnifica! Sicuramente, la bellezza di Atalanta rivaleggia con quella di Afrodite! La mia faccia si accalda quando sorride e mi saluta con una intensa, calda voce.
  • Atalanta pone la mano sulla mia! Sento il sangue pompare nelle vene. Per un'eternità, mi guarda negli occhi, come se esplorasse le profondità della mia anima.
  • Atalanta non vuole correre con me! Non potrebbe vivere con se stessa se morissi, ma so che non posso continuare a vivere senza di lei. Devo vincere la sua mano! O morire mentre ci provo.

Fuga

La gara sta per cominciare. Atalanta evita il mio sguardo. Sa che posso morire, ma non mi darà vantaggi. Non sarebbe onorevole altrimenti.

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Fuga.

  • Cerco di respirare normalmente, ricordando a me stesso che ho vinto innumerevoli gare contro i corridori più potenti del mondo. Ma nessuna gara è mai stata così importante.
  • Si comincia! Corro veloce come mi posso permettere in questa fase iniziale della gara, ma Atalanta è già diversi passi in avanti. Perdo sudore da ogni poro, ma l'ho già persa di vista!
  • Metto una mano sulla mela d’oro e pronuncio una preghiera silenziosa ad Afrodite. Ho quasi urtato Atalanta! Ha smesso di correre! Lei guarda avanti, confusa.
  • Sono tentato di aiutarla, ma Atalanta riprende i sensi e - incredibile! Mi supera! Tocco di nuovo la mela. Inciampa! La supero.
  • I miei polmoni bruciano, le mie gambe fanno male, ma Atalanta mi supera di nuovo! Ancora una volta, le mie dita sfiorano la mela. Atalanta urla e cade a terra, ma recupera in fretta.
  • Vinco la gara! Mentre riprendo fiato, Atalanta si avvicina sorridendo. La gente inizierà presto a chiamarmi Ippomene, l'uomo che ha battuto Atalanta!

Inoltre su Fandom

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