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Templari

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"L'Ordine è il frutto della consapevolezza. Non ci serve un credo, né l'indottrinamento da parte di vecchi dementi. Ci basta che il mondo sia così com'è. Per questo i Templari non saranno mai distrutti."
―Haytham Kenway[src]

I Templari, noti anche come Cavalieri Templari o Ordine dei Templari, sono un'organizzazione miliare monastica formatasi durante la preistoria. Il loro scopo è quello di ordire un mondo perfetto, anche se la loro interpretazione per quanto riguarda lo scopo, l'ordine e il controllo sulla libertà degli individui contrasta direttamente gli ideali degli Assassini.

A causa di questa differenza di ideologie, i Templari furono coinvolti in una guerra segreta contro gli Assassini, che continua anche nell'era moderna.

I Templari nella storia si adoperarono nella ricerca dei Frutti dell'Eden, antichi manufatti creati dalla Prima Civilizzazione, iniziando dall'Antica Roma, dove vennero a conoscenza dell'Ankh. Nel 1190 scoprirono anche l'esistenza del Calice, che riuscirono a recuperare e ad impedire che entrasse in possesso degli Assassini. L'anno successivo si imbatterono nella Mela dell'Eden, ma in questo caso venne presa dagli Assassini. Nel 1307, durante un assedio a Parigi Jacques de Molay incaricò il suo uomo migliore a nascondere la Spada dell'Eden e il codice Templare in un posto sicuro.

Storia

Preistoria

L'organizzazione dei Templari fu probabilmente fondata da Caino. Nonostante i loro stessi obiettivi, una differenza di ideologia condusse i Templari a diventare nemici degli Assassini, che in contrasto con i loro ideali permettevano alle persone di mantenere il libero arbitrio.[1]

Antichità

Durante la dinastia achemenide dell'Iran, i Templari aiutarono Re Dario I a rovesciare l'usurpatore dell'Impero, Gaumata, facendolo diventare re di Persia.[2]

I Templari continuarono ad aiutare anche suo figlio, Serse I, durante le sue invasioni militari nella Grecia. Tuttavia Serse I venne successivamente assassinato dall'Assassino persiano Darius.[2]

L'influenza dei Templari raggiunse poi anche la Macedonia, dove riuscirono ad allearsi con Alessandro Magno. Come simbolo della loro alleanza, i Templari gli affidarono uno dei Bastoni dell'Eden, che contribuì a creare uno dei più grandi imperi della storia e a far diventare Alessandro uno dei comandanti militari di maggior successo.[2] Tuttavia nel 323 a.C, per mano dell'Assassina babilonese Iltani, Alessandro Magno fu assassinato con il veleno.[1]

I Templari divennero anche i più forti alleati di Qin Shi Huang, il primo imperatore della Cina,[2] ma quest'ultimo venne assassinato dall'Assassino cinese Wei Yu nel 210 a.C.[1]

Durante l'epoca romana, i Templari influenzarono e manipolarono pesantemente il controllo e il comando dello stesso impero, come il Senato. I loro interventi erano comunque continuamente ostacolati dagli Assassini. Un esempio di questo fu il complotto contro Gaio Giulio Cesare, alleato dei Templari, che venne assassinato durante il suo mandato di dittatore a vita da quaranta Assassini, in particolare Bruto e Cassio, che si erano infiltrati nella cerchia degli uomini più fedeli di Cesare come senatori, il 15 marzo 44 a.C.[3] Successivamente la regina d'Egitto, Cleopatra, alleata dei Templari, venne assassinata dall'Assassina egiziana Amunet nel 30 a.C.[1]

Inoltre, il 24 gennaio 41, l'Assassino romano Leonius assassinò Caligola, un altro imperatore alleato dei Templari, con la sua lama celata.[1]

Nel corso del I secolo d.C. i Templari scoprirono che uno dei Frutti dell'Eden, la Sindone, era nelle mani di Gesù Cristo. Volendo il manufatto per i loro scopi, crocifissero Gesù per entrarne in possesso.[1]

Nel 259 i Templari avevano ancora posizioni influenti all'interno dell'impero romano. Tuttavia, nello stesso anno l'Assassino Aquilus, guidato dal padre Lucius, iniziò ad assassinare una grande quantità di Templari, fino a quando non ebbe come obiettivo il generale romano Gracco; venendo però a sapere della presenza dell'Assassino e dell'imminente attacco degli Alamanni, Gracco accoltellò Aquilus sul petto.[4] Tuttavia la ferita non fu mortale e i romani furono rapidamente attaccati dagli Alamanni.[5]

Aquilus assassina Vultur.png

La morte di Vultur per mano di Aquilius.

In questo periodo, il senatore romano Caïus Fulvus Vultur, segretamente membro dei templari, si recò a Lugdunum per incontrare il suo vecchio alleato Lucius; allo stesso tempo, Aquilus viaggiò verso Lugdunum, suo luogo di nascita, portando con sé l'Ankh, un antico manufatto in grado di far rivivere i morti che Aquilus recuperò da suo cugino Alamanno Accipiter. Lucius e Aquilus, ignari delle affiliazioni di Vultur, lo ospitarono nella loro casa. La stessa notte, Aquilus andò ad interrogare il Templare parroco Faustin, che Lucius sospettata aver informato Gracco. Contemporaneamente Vultur uccise Lucius, entrando in possesso dell'Ankh e fuggì. Faustin intanto aveva rivelato i legami di Vultur con i Templari ad Aquilus, che, accorso di fretta a casa, trovò il padre morto e l'Ankh rubato. Successivamente Vultur venne assassinato da Aquilius.[5]

Medioevo

Formazione dei Cavalieri Templari

Nel 1118, Bernard de Clairvaux decise che i Templari avevano bisogno di un'alleanza con la chiesa, di conseguenza inviò nove uomini al Tempio di Salomone; al loro ritorno nove anni più tardi, il Gran Maestro Hugues de Payns e Bernard crearono la Regola in latino e riorganizzarono i Templari come un Ordine pubblico di cavalieri, il cui apparente unico scopo era quello di proteggere i pellegrini in Terra Santa.[2]

Nel 1129, durante il Consiglio di Troyes, l'Ordine fu ufficialmente riconosciuto dalla Chiesa e nel 1139 Papa Innocenzo II concesse loro l'immunità diplomatica in tutte le province e i territori e l'esenzione dalle tasse. Questo permise alla fazione di crescere numericamente ed economicamente, non a caso molti membri dell'Ordine furono figure di primo piano nella seconda crociata.[6]

Il Calice

Nel 1190 i Templari vennero in possesso di un potente artefatto conosciuto come il Calice. Questo era nascosto nel Tempio del Deserto, il quale si poteva aprire solamente con tre chiavi; L'Assassino siriano Altaïr Ibn-La'Ahad riuscì ad ottenere le chiavi ed entrò nel tempio alla ricerca del Calice. Venuto però a conoscenza che il Calice era stato trasportato a Tiro, dovette partire per la città e durante il percorso riuscì ad uccidere Lord Basilisk, Gran Maestro dei Templari. I Templari, nonostante la morte del loro Gran Maestro, riuscirono a recuperare il Calice e a metterlo sulla nave con destinazione sconosciuta.[7]

Terza Crociata

L'anno successivo i Templari, sotto la guida di Roberto di Sable durante la Terza Crociata, ebbero l'intenzione di recuperare la seconda mela dell'Eden. De Sable così iniziò segretamente a reclutare uomini su entrambi i fronti della crociata. Tra questi vi furono Garniero di Naplusa, Guglielmo del Monferrato e Sibrando dalla parte dei Crociati, mentre Tamir, Talal, Abu'l Nuqoud, Majd Addin e Jubair Al Hakim dalla parte dei Saraceni. Tuttavia gli Assassini erano ignari della loro esistenza, eccezion fatta del loro Mentore, Al Mualim, che si era unito alla causa Templare intenzionato a tenere la mela. Questi dieci uomini nel 1191 riuscirono a localizzare una Mela dell'Eden situata nel Tempio di Salomone, così per recuperarla Roberto de Sable preparò una spedizione che venne però ostacolata da un gruppo di Assassini, tra cui vi erano Altaïr Ibn-La'Ahad e i fratelli Malik e Kadar Al-Sayf, inviati da Al Mualim con lo stesso scopo dei Templari. Durante lo scontro Kadar perse la vita e Malik il braccio sinistro, ma in compenso gli Assassini recuperarono la Mela.[8]

Gloria 8.png

Roberto di Sable durante l'attacco a Masyaf.

Questo evento spinse Roberto a condurre i suoi uomini in un attacco alla fortezza di Masyaf, roccaforte sede degli Assassini, ma non appena giunsero alle porte della fortezza vennero cacciati via da numerosi tronchi d'albero liberati da Altaïr.[8]

Al Mualim così, dopo aver saputo dell'approccio troppo irruento che Altaïr ebbe nel Tempio di Salomone, decise di rimandarlo al rango di novizio, e per recuperare tutti gli armamenti gli comandò di uccidere i nove Templari. Essi vennero uccisi tutti nel 1191 da Altaïr nelle città di Damasco, Acri e Gerusalemme, e successivamente a quest'ultimo venne assegnato il compito di uccidere Roberto de Sable. Il Templare allora, prevedendo le mosse dell'Assassino, incaricò Maria Thorpe di impersonarlo al funerale di Majd Addin, mentre egli avrebbe intrapreso la strada per Arsuf nel tentativo di avere l'appoggio dei crociati e dei saraceni per fronteggiare la minaccia degli Assassini. Così Altaïr cadde nella trappola, ma una volta ottenuta la reale posizione di Roberto lo raggiunse uccidendolo dopo uno scontro. Prima di morire il Templare rivelò ad Altaïr che l'ultimo suo bersaglio doveva essere il suo Mentore, Al Mualim. Dopo che Altaïr uccise quest'ultimo, la mela venne rimase in mano degli Assassini.[8]

Trasferimento a Cipro

Dopo la morte di De Sable nel 1191, il controllo dell'Ordine passò ad Armand Bouchart lo stesso anno. Dopo poco tempo, Bouchart riuscì ad ottenere l'isola di Cipro dal Re Riccardo I, la quale era precedentemente governata dal Templare Isacco Comneno, per avvicinarsi ai manufatti che erano nascosti nell'Archivio Templare sotto la città di Limassol. Così, i Templari salparono da Acri verso Cipro nell'autunno del 1191.[9]

715px-Armand Bouchart Death.png

Bouchart viene ucciso da Altaïr.

Il Templari ampliarono rapidamente il loro potere sull'isola, costruendo imponenti roccaforti, ottenendo anche il controllo di Kyrenia. Gli abitanti della città però furono scontenti dei tanti massacri che i Templari attuarono per avere il potere e per questo ebbero un ruolo nella resistenza contro l'Ordine, che aveva lo scopo di cacciare i Templari dall'isola. Inoltre, l'Assassino Altaïr Ibn-La'Ahad seguì Bouchart sino all'isola poiché aveva preso in ostaggio Maria Thorpe. Grazie quindi ad Altaïr, il Gran Maestro Bouchart morì così come altri personaggi di spicco dell'Ordine, che cominciò di conseguenza a perdere potere su Cipro.[9]

Nonostante la perdita di molti uomini e del Gran Maestro, ucciso dall'Assassino, i Templari riuscirono nel loro obiettivo, ottenendo i vari manufatti custoditi all'interno dell'archivio e spedendoli su una nave prima che Altaïr potesse prenderne possesso.[9]

XIV secolo

La tragedia di Jacques de Molay 13.png

De Molay sul rogo.

Nel 1307, il re di Francia Filippo Il Bello, manipolato dall'Assassino francese Thomas de Carneillon costrinse Papa Clemente V di accusare i Templari di eresia, decidendo di eliminare definitivamente l'Ordine. Così, l'ex templare Esquieu de Floyrac, alleandosi con il re di francia Filippo, guidò in prima persona l'attacco alla Torre del Tempio a Parigi. L'attacco allora indusse il Gran Maestro Jacques de Molay ad ordinare ad un Templare di nascondere il codice e la spada. Quest'ultimo riuscì nella missione, ma de Molay venne catturato e giustiziato sul rogo, non prima però aver trasmesso la sua conoscenza sulla Prima Civilizzazione a nove dei suoi uomini, facendo così continuare la storia dell'Ordine.[10]

Nel 1321, i Templari ripresero la loro attività uccidendo l'Assassino italiano Dante Alighieri, rivelando così la loro esistenza e la loro attività agli Assassini. Tre anni dopo, uccisero l'Assassino Marco Polo e il padre di Domenico Auditore per impossessarsi del Codice di Altaïr Ibn-La'Ahad, senza però riuscirci.[1]

Durante la Guerra dei cent'anni, una contadina Francese, Giovanna d'Arco, entrò in possesso di una Spada dell'Eden causando moltissime sconfitte della British Army a favore dell'Armée de Terre. Più tardi però venne catturata dai soldati di Borgogna, così i Templari la processarono condannandola al rogo e si impossessarono della spada.[1]

Rinascimento

Assassinio di Galeazzo Sforza

Nel XV secolo con Rodrigo Borgia, i Templari cercarono di unificare l'Italia sotto il loro potere e come prima cosa vollero rovesciare la famiglia Sforza dal governo di Milano, destabilizzando in tal modo i rapporti con Firenze. Nel 1476, il loro piano fu quello di assassinare il duca Galeazzo Maria Sforza durante la festa di Santo Stefano. Intanto Rodrigo, avendo dei piani anche su Firenze, lasciò Milano con alcuni dei suoi uomini, ma venne seguito da Giovanni Auditore, un Assassino. Il Templare così, spaventato, ordinò ai suoi uomini di uccidere Giovanni mentre egli si dava alla fuga, ma l'Assassino riuscì ad uccidere gli uomini di Rodrigo e a prendere un ostaggio. Quest'ultimo venne così condotto alla corte dei Medici, dove venne torturato da Lorenzo e da Uberto Alberti, che era segretamente un Templare.[11]

Galeazzo e il Templare.jpg

Giovanni bacia la mano di Galeazzo.

Avendo raccolto informazioni sufficienti sui piani Templari dall'ostaggio, Giovanni viaggiò verso Milano per impedire l'assassinio del Duca. Tuttavia, i Templari Giovanni Andrea Lampugnani, Carlo Visconti e Gerolamo Olgiati uccisero il duca prima che l'Assassino potesse arrivare. Visconti e Olgiati riuscirono a fuggire, mentre Lampugnani venne ucciso da una delle guardie del Duca.[11]

Esecuzione degli Auditore

Dopo il successo avuto a Milano, i Templari rivolsero la loro attenzione anche sulla città di Firenze. Tuttavia Lorenzo de' Medici, il governatore di Firenze, era un amico e alleato dell'Assassino Giovanni Auditore e la sua famiglia aveva una storica rivalità con la famiglia Pazzi, una delle famiglie Templari più importanti di Firenze. Al fine di evitare ulteriori impedimenti sui suoi piani dall'Assassino, Rodrigo imprigionò nel Palazzo della Signoria Giovanni Auditore e i suoi due figli Federico e Petruccio, accusati dal loro ex alleato Uberto Alberti.[1]

L'Ultimo Rimasto 1.png

Uberto condanna a morte la famiglia Auditore sul patibolo.

Per salvare la famiglia dalla condanna e per scagionarla dalle accuse intanto Ezio Auditore, l'altro figlio di Giovanni, portò una lettera che conteneva la prova dell'innocenza della famiglia a Uberto Alberti, il quale però la ignorò e condannò a morte la mattina successiva Giovanni e i suoi due figli accusandoli di tradimento verso Firenze.[1]

Ezio così, fuggendo dal tentativo delle guardie dei Borgia di assassinarlo subito dopo l'esecuzione, cominciò la sua vendetta personale iniziando proprio da Uberto, che venne assassinato durante una mostra di un'opera del Verrocchio nel chiostro di Santa Croce.[1]

Congiura dei Pazzi

Successivamente i Templari, specialmente la famiglia Pazzi, continuarono il loro piano per prendere il controllo di Firenze. Nel 1478, Rodrigo incontrò Jacopo, Francesco e Vieri de' Pazzi a San Gimignano per discutere delle varie azioni che si stavano compiendo nella cospirazione. Tuttavia, poco dopo Vieri venne assassinato da Ezio, che intanto aveva attaccato la cittadina insieme a suo zio Mario e ai suoi mercenari.[1]

Lupi Travestiti Da Agnelli 7.png

Francesco e Bernardo uccidono Giuliano de' Medici.

Nonostante la morte di uno dei membri della congiura, i Templari si incontrarono nuovamente nelle catacombe di Santa Maria Novella sempre nel 1478. Qui, Rodrigo, che aveva ricevuto l'approvazione di Papa Sisto IV per la cospirazione a condizione che nessuno venisse ucciso, assieme agli altri membri organizzò un attentato ai danni di Lorenzo de' Medici e del fratello, Giuliano. Così, la domenica successiva Francesco con altri due congiurati, Stefano da Bagnone e Antonio Maffei, attaccarono i fratelli appena questi giunsero ​​presso la piazza antistante la Basilica di Santa Maria del Fiore per la messa. Francesco durante l'attentato uccise Giuliano de' Medici, ma fu solo in grado di ferire Lorenzo de' Medici, che venne raggiunto successivamente da Ezio Auditore, il quale lo salvò sventando gli ultimi tentativi dei congiurati. La sera dello stesso giorno Ezio, sfruttando il caos che brulicava tra le strade di Firenze, uccise Francesco de' Pazzi nei pressi del Palazzo della Signoria.[1]

Con amici così 3.png

Rodrigo pugnala Jacopo.

I Templari allora, fallendo a Firenze, provarono a riorganizzarsi a San Gimignano, ma nei due anni successivi i quattro congiurati rimanenti, ossia Bernardo Baroncelli, Antonio Maffei, Stefano da Bagnone e Francesco Salviati, vennero assassinati da Ezio. Così nel 1480, Jacopo andò da solo all'incontro con Rodrigo all'interno dell'Antico teatro romano. Dato il crollo del piano, Jacopo venne ferito mortalmente dal Gran Maestro, il quale avvertito della presenza di Ezio, ordinò alle guardie di ucciderlo mentre egli stesso si dava alla fuga. Tuttavia Ezio fu in grado di assassinare tutte le guardie e mettere fine alle sofferenze di Jacopo. Da quel momento i Templari, visto il completo fallimento di Firenze, volsero i loro piani su Venezia.[1]

Piani su Venezia

Nel 1480, a Venezia Emilio Barbarigo, un Templare, tentò di unire tutti i mercanti nel quartiere commerciale sotto la sua bandiera. Nonostante i vari tentativi falliti della gilda dei ladri di ucciderlo, Emilio venne assassinato nel 1485 da Ezio Auditore, il quale intanto era sopraggiunto a Venezia alleandosi con la stessa gilda.

Parenti Serpenti 9.png

I Templari durante un incontro a Venezia con Rodrigo.

Quest'ultimo lo stesso anno origliò un incontro tra Carlo Grimaldi, Silvio Barbarigo, Marco Barbarigo, Dante Moro e Rodrigo Borgia, i quali parlarono dei nuovi piani, tra cui era compresa l'uccisione del doge, Giovanni Mocenigo, quella stessa notte e che Marco Barbarigo avrebbe preso il suo posto per controllare al meglio la città. In realtà, il vero piano Templare era quello di recuperare la Mela dell'Eden da Cipro, ma così facendo non avevano il disturbo dell'Assassino.[1]

Ezio allora ideò rapidamente una strategia per evitare l'uccisione del Mocenigo usando la macchina volante di Leonardo da Vinci così da infiltrarsi nella residenza del doge, il Palazzo Ducale. Tuttavia, Ezio giunse troppo tardi per evitare l'avvelenamento del doge, ma riuscì comunque ad assassinare Carlo Grimaldi, ossia colui che mise il veleno all'interno del bicchiere nel quale bevve il doge.[1]

Successivamente alla morte del Mocenigo, Marco prese la carica di doge, decidendo di conseguenza di non uscire mai dal suo palazzo per evitare che l'Assassino avesse l'opportunità di ucciderlo. Tuttavia durante il Carnevale del 1486 Marco fu costretto a mostrarsi alla gente durante sua festa personale. Ezio allora riuscì ad ottenere l'ingresso alla festa con la maschera d'oro e non appena Marco iniziò il suo discorso lo assassinò con la pistola celata.[1]

Grazie quindi alle azioni di Ezio, i Templari a Venezia si ridussero notevolmente e coloro che rimasero, Silvio Barbarigo e Dante Moro, dovettero combattere nello stesso anno alle porte dell'arsenale contro i mercenari di Bartolomeo d'Alviano, nuovo alleato di Ezio. Rimasti da soli, i due decisero di fuggire verso le navi Templari, ma vennero assassinati prima che potessero mettere piede sulle imbarcazioni da Ezio, che però non poté fermare le navi dirette verso Cipro.[1]

Adattarsi 5.png

Rodrigo ed Ezio poco prima dello scontro.

Nel 1488 la nave Templare ritornò a Venezia con la Mela, così un corriere ebbe il compito di portarla in un posto sicuro sino a quando Rodrigo, che intanto era ritornato in città, non avrebbe dato l'ordine di spostarla. Tuttavia, Ezio uccise la guardia e ne indossò gli abiti per arrivare sino al punto di incontro con il Gran Maestro. Lì, l'Assassino uccise tutti gli uomini della scorta e intraprese uno scontro con Rodrigo. Durante lo scontro, Ezio venne soccorso dagli altri compagni Assassini e Rodrigo fu costretto a fuggire, lasciando la Mela.[1]

La battaglia di Forlì

Perdendo così il manufatto, i Templari si allearono con i fratelli Orsi, Ludovico e Checco, per ottenere una mappa con la posizione delle pagine del Codice dalla moglie del Templare Girolamo Riario, Caterina Sforza. I due allora invasero Forlì e rapirono due figli di Caterina, chiedendo la Mela in cambio della vita dei bambini. Allora gli Assassini Ezio Auditore e Niccolò Machiavelli arrivarono in soccorso di Caterina difendendo la roccaforte, uccidendo Ludovico, ma perdendo la Mela. Successivamente però Ezio assassinò Checco, in possesso della Mela, la quale venne subito dopo presa dal monaco Girolamo Savonarola.[1]

Potere a Roma

Nel 1491 Rodrigo divenne un candidato per il ruolo di papa poiché voleva sotto il suo comando l'inquisitore Tomás de Torquemada affinché estinguesse il ramo spagnolo degli Assassini a Barcellona, ​​in Spagna, sostenendo le loro eresie. Rodrigo provò anche a contrastare il viaggio di Cristoforo Colombo nel Nuovo Mondo, pensando di fare in modo che i Templari raggiungessero quelle terre. Tuttavia, questi piani furono sventati da Ezio.[12]

L'11 agosto 1492, Rodrigo divenne papa sotto il nome di Alessandro VI dopo aver corrotto la maggior parte dei cardinali. Essendo a capo della chiesa cristiana, i Templari divennero l'Ordine più importante in Europa e trasferirono la loro sede a Roma. Rodrigo inoltre ebbe la possibilità di accedere alla Cripta Vaticana, nella quale era custodito un Bastone dell'Eden.[1]

Rodrigo nello stesso anno venne a conoscenza che la Mela era in possesso del monaco Girolamo Savonarola, che era appena diventato il governatore di Firenze. Con l'obiettivo di ottenerla, inviò numerose truppe di guardie a Firenze, tuttavia Ezio intervenne anticipatamente recuperando la Mela e facendo in modo che Savonarola fosse bruciato al rogo.[1]

Nella Tana Del Lupo 9.png

Rodrigo affronta Ezio nella Cappella Sistina.

Nel 1499, Ezio, dopo aver scoperto tutti i piani di Rodrigo, si diresse a Roma attraversando il Passetto di Borgo sino alla Basilica di San Pietro. Una volta all'interno Ezio cercò di assassinare Rodrigo mentre stava recitando il Credo in latino durante una messa. Quest'ultimo riuscì a sfuggire alla morte grazie allo scettro papale, ossia il Bastone dell'Eden. Ne conseguì uno scontro che vide Rodrigo pugnalare Ezio all'addome, per poi andare verso l'entrata della Cripta.[1]

Nonostante avesse due frutti dell'Eden, Rodrigo non riuscì comunque ad accedere alla Cripta, sino a quando Ezio, risvegliatosi dopo il ferimento, non intraprese nuovamente uno scontro con il papa a mani nude. In questo Ezio ebbe la meglio, dicendo a Rodrigo che il vero profeta era lui. Dopo avergli risparmiato la vita, l'Assassino accedette alla Cripta.[1]

Calunnia 11.png

I Templari ai piedi di Mario Auditore.

Cinque giorni dopo il figlio di Rodrigo, Cesare, servendo come capitano generale l'esercito pontificio, assediò Monteriggioni, la base degli Assassini e la sede degli Auditore. Nell'assedio i Templari catturarono Caterina Sforza, giustiziarono Mario Auditore e ottennero la Mela dell'Eden. Dopo lo scontro Cesare tornò a Roma.[3]

Con tale vittoria il comando dei Templari cadde lentamente sulle spalle di Cesare, che ebbe l'intento di unificare e prendere il controllo di tutta l'Italia e, successivamente, dell'Europa. Nel frattempo, Cesare decise di rafforzare il suo esercito con macchine da guerra create da Leonardo da Vinci, costretto a lavorare per il Borgia. Con il suo esercito Cesare conquistò rapidamente vari stati d'Italia, espandendo il suo controllo.[3]

Tuttavia Ezio, riuscendo a capire i piani di Cesare, si trasferì a Roma dove fondò un'importante opposizione con gli Assassini locali, uccidendo gli alleati più fedeli del Borgia, tra cui Juan Borgia il Maggiore, detto il Banchiere, e il generale francese Octavian de Valois.[3]

Una Mela Al Giorno... 5.png

Cesare uccide Rodrigo con una mela avvelenata.

Successivamente, senza fondi né un esercito, il 18 agosto 1503 Cesare tentò di risollevare le sue sorti sfruttando il potere della Mela dell'Eden presa a Monteriggioni, cogliendo però solo il disappunto del padre. Dunque Cesare lo uccise negli appartamenti papali di Castel Sant'Angelo strozzandolo con una mela avvelenata, prendendo così il suo posto come Gran Maestro Templare.

Alla morte di Rodrigo, Cesare ottenne la posizione del frutto minacciando la sorella, Lucrezia Borgia, ma Ezio Auditore, entrando nella stanza dell'omicidio subito dopo, apprese da Lucrezia la destinazione del Borgia. Sfortunatamente per Cesare, la Mela tornò nelle mani di Ezio, il quale sterminò la maggior parte delle rimanenti guardie di Cesare, che venne arrestato pochi mesi dopo su ordine di papa Giulio II.[3]

Pax Romana 8.png

Ezio e Cesare sulle mura del castello.

Cesare, che era rimasto l'unico membro di spicco dei Templari, riuscì comunque a sfuggire alla reclusione di Castel Sant'Angelo e nel 1506 giunse nel Regno di Navarra, dove gli venne dato il compito di assediare la città di Viana. Tuttavia, a sua insaputa, Ezio Auditore lo seguì sino in Spagna, sconfiggendolo in duello e gettandolo dai bastioni del castello della cittadina.[3]

Con la morte di Cesare, i Templari non furono più guidati dai Borgia e il loro compito di conquistare l'Italia e il resto d'Europa terminò in modo fallimentare.[3]

Ricerca delle chiavi di Masyaf

A seguito del terremoto di Costantinopoli del 1509, i Templari provarono a conquistare la città, alleandosi con la fazione bizantina, anche a causa della morte del sultano Bayezid II. Inizialmente guidati da Manuele Paleologo, i Templari bizantini rapidamente affiliarono al loro Ordine il principe Ahmet, figlio di Bayezid, suo successore, sino a farlo diventare Gran Maestro.[13]

I Templari intanto recuperarono "La Crociata Segreta", il diario dell'esploratore italiano e Assassino Niccolò Polo, da cui scoprirono l'esistenza della biblioteca di Altaïr Ibn-La'Ahad a Masyaf e delle chiavi necessarie per aprirla. Ahmet quindi inviò Manuele Paleologo a trovare le chiavi sparse per tutta Costantinopoli, mentre Ahmet stesso continuava il suo lavoro per garantire ai Templari il controllo dell'Impero.[13]

L'aquila ferita 2.png

Leandros ordina ai suoi uomini di uccidere Ezio.

Nel 1511 i Templari riuscirono ad ottenere una delle chiavi di Masyaf situata sotto Palazzo Topkapi e presero il controllo di Masyaf. Nell'inverno del 1511 anche Ezio Auditore giunse a Masyaf, anch'egli intenzionato ad accedere alla Biblioteca. Tuttavia, i Templari bizantini guidati da Leandros gli tesero un'imboscata riuscendo a sopraffarlo e a catturarlo, ma proprio nel momento in cui lo stavano per uccidere, Ezio sparì in mezzo ad una tempesta di neve. Successivamente Ezio riuscì a raggiungere Leandros, che nel frattempo si era rifugiato ad Atlas, un villaggio in montagna non molto lontano da Masyaf, e lo uccise, recuperando anche "La Crociata Segreta" che il Templare custodiva.[13]

A Costantinopoli intanto l'influenza dei Templari stava aumentando sempre di più, anche se questi ultimi erano impegnati in uno scontro con gli Assassini turchi, in possesso di numerosi covi sparsi in tutta la città e anche loro alla ricerca delle chiavi. I Templari però scoprirono che due di esse si trovavano nella Cisterna di Yerebatan e nel Foro del Bue, ma Ezio Auditore, muovendosi in anticipo, recuperò entrambi i manufatti prima dei Templari.[13]

Vedendo che la situazione non stava andando a favore dei Templari, Ahmet mise a punto un piano per rapire il nipote Solimano durante una festa organizzata a Palazzo Topkapi, permettendo al Gran Maestro di mettere in scena un falso salvataggio affinché guadagnasse il favore dei cittadini per far salire al trono ottomano suo fratello, Selim. Tuttavia, Yusuf Tazim, capo degli Assassini turchi, ed Ezio scoprirono il piano dei Templari, si infiltrarono al palazzo e sventarono il piano di Ahmet, trovando ed uccidendo tutti i Templari nascosti tra gli invitati della festa. Non riuscendo nel tentativo di rapire il nipote, Ahmet approfittò dei Giannizzeri, che avevano il compito di proteggere il principe, incolpando il loro capitano Tarik Barleti di una cospirazione contro di lui.[13]

Le Porte Dell'Arsenale 1.png

Manuele e Shahkulu si incontrano con Tarik.

Qualche tempo dopo, il Paleologo si recò a Costantinopoli per comprare armi dai giannizzeri al fine di armare i Templari in Cappadocia, sede principale delle azioni dell'Ordine. Accompagnato dal rinnegato Templare Shahkulu, Manuele ispezionò le armi nell'arsenale della città e portò con successo la trattativa prima di tornare alla base. Intanto Tarik venne assassinato da Ezio Auditore su ordine di Solimano, dopo che i due capirono in modo errato che Tarik era un alleato dei Templari, infatti egli stava soltanto cercando i Templari in Cappadocia per contrastarli. La morte di Tarik venne rapidamente creduta essere stata ordita da Ahmet, danneggiando la sua immagine pubblica e il suo potere.[13]

Ahmet successivamente, capendo i piani degli Assassini turchi, ordinò di allestire un posto di blocco al porto di Teodosio alzando la Grande Catena al fine di impedire ad Ezio e i suoi alleati di lasciare la città e di catturarlo. Tuttavia, Ezio, grazie all'aiuto di Yusuf, facendo distruggere la torre su cui era legata la Grande Catena grazie ad una bomba e utilizzando del fuoco greco per annientare le navi nemiche, riuscì ad uscire dal Corno d'Oro e a salpare per la Cappadocia.[13]

A Derinkuyu intanto alcune spie ottomane vennero rinchiuse e giustiziate dai Templari, i quali però non riuscirono a prendere subito un'altra spia, Dilara, la quale informò Ezio della situazione. Arrivato vicino a Shahkulu, Ezio non riuscì subito ad assassinarlo, ma dopo un lungo scontro riuscì a sopraffarlo.[13]

Manuele, venuto a conoscenza della presenza dell'Assassino, si rinchiuse nella fortezza, tuttavia Ezio fece esplodere i rifornimenti di povere da sparo, causando il caos all'interno della città, e riuscendo a raggiungere il Paleologo, che dopo un breve scontro venne ucciso, perdendo così l'ultima chiave di Masyaf. Successivamente però Ahmet giunse sul luogo minacciando Ezio di far soffrire persone a lui care.[13]

La Fine Del Viaggio 22.png

Ahmet ucciso dal fratello Selim.

Al ritorno a Costantinopoli dunque Ahmet mandò alcuni suoi uomini a rapire Sofia Sartor, libraia cara ad Ezio, e ad uccidere Yusuf. Dopo aver convinto Ezio di dargli le chiavi in cambio della salvezza della donna, Ahmet ordinò ugualmente di assassinarla, ma Ezio la raggiunse in tempo prima del suo soffocamento. Successivamente ad un inseguimento verso Masyaf in carrozza e concluso con un brusco atterraggio in paracadute tra l'Assassino e il Templare, ci fu l'arrivo di Selim, il quale dopo aver rivelato che il padre aveva abdicato e che egli era stato scelto come suo erede, strangolò Ahmet e lo gettò in un dirupo.[13]

I Templari dopo la morte di Ahmet persero le chiavi e la possibilità di avere informazioni necessarie dalla Biblioteca di Altaïr, inoltre il ramo bizantino fu sciolto.[13]

Appoggio a Jiajing

Nel 1521 morì l'imperatore Zhengde della Cina e, mancando un vero erede, i Templari cinesi furono desiderosi di ottenere il potere, aiutando l'ascesa del nipote di Zhengde, Jiajing. Con Jiajing imperatore, gli Assassini cinesi furono quasi completamente sterminati e i restanti dovettero fuggire a causa dei vari inseguimenti da parte degli uomini di Jiajing, uno dei quali venne sventato dall'Assassina Shao Jun, la quale si era rifugiata intanto nella villa di Ezio Auditore nelle campagne toscane.[14]

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Gli ultimi momenti di Gao Feng.

I Templari successivamente ebbero la notizia che Shao Jun possedeva la Scatola dei Precursori, così riuscirono a rapirla e la rinchiusero in una gabbia nelle Grotte Maijishan, sotto la protezione di Gao Feng e di Ma Yongcheng. Tuttavia, Jun fuggì dalla gabbia e durante la fuga liberò un informatore e raggiunse Gao Feng, uccidendolo, senza recuperare però la scatola.[15]

Infatti Gao Feng, prima di morire, spedì la scatola a Yu Dayong, il quale però fu raggiunto nuovamente da Shao Jun, che recuperò la scatola.[15] Dopo la fuga dell'Assassina e la morte di Yu Dayong, Qiu Ju giunse sul luogo del compagno, trovandolo morto, e ordinò un ultimo disperato tentativo per fermare Jun, la quale riuscì comunque a fuggire.

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Shao Jun dopo l'uccisione di Zhang Yong.

Successivamente l'Assassina riuscì ad uccidere anche altri membri dell'Ordine Templare cinese, tra cui Wei Bin, Qui Ju e Zhang Yong, con quest'ultimo che nel frattempo aveva stretto un'alleanza con Altan Khan, capo dei mongoli, per fargli invadere la Cina, ma non riuscì a recuperare la Scatola dei Precursori, la quale venne spedita fuori dalla Cina da Zhang Yong.[15]

XVIII Secolo

Alla ricerca dell'Osservatorio

I Templari a partire dal secolo illuministico cominciarono a cambiare la loro filosofia di pensiero, proponendo un'influenza, piuttosto che un controllo forzato, nei confronti dei potenti del nuovo secolo. In questo modo si espansero nelle Indie Occidentali, sotto la guida del Gran Maestro Laureano Torres y Ayala, trasferendo la loro base a L'Avana, a Cuba. Egli stesso visualizzò come obiettivo principale l'Osservatorio della Prima Civilizzazione, la cui ubicazione era conosciuta solamente da uno dei Saggi, per spiare e ricattare i politici di quell'epoca attraverso le tecnologie della Prima Civilizzazione.[16]

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I Templari presenziano ad una riunione a L'Avana.

Nel 1715 Torres organizzò un incontro, a cui presenziarono Woodes Rogers, Julien DuCasse e il pirata Edward Kenway, che sostituì l'Assassino traditore Duncan Walpole, dopo averlo ucciso, discutendo dei loro nuovi piani per l'Osservatorio e per gli attacchi ai Covi degli Assassini. Successivamente i Templari riuscirono a localizzare la base degli Assassini caraibici e riuscirono anche a trovare un Saggio, Bartholomew Roberts.[16]

Tuttavia anche gli Assassini erano alla ricerca del Saggio, di conseguenza tesero un'imboscata ai Templari, che fallì anche grazie al lavoro di Edward. I Templari così rinchiusero Roberts in una piantagione e Torres, dopo essersi accorto della falsa identità del pirata Kenway, gli tese una trappola e lo imbarcò su una nave diretta in Spagna.[16]

Nel 1718 il governatore delle Bahamas, Woodes Rogers, raggiunse Nassau, dove insieme al commodoro Peter Chamberlaine, concedette il perdono ai pirati per ogni loro atto vandalico. Nello stesso momento, in modo ambiguo, reclutò John Cockram e Josiah Burgess insieme al loro capitano Benjamin Hornigold, inserendoli nell'Ordine dei Templari, e ordinò di catturare ogni pirata.[16]

Nel 1720, Edward Kenway divenne un alleato degli Assassini, con l'intenzione di impedire ai Templari di trovare l'Osservatorio. Nonostante i Templari persero i loro membri più importanti, quali DuCasse e Hornigold, assassinati proprio dal pirata, ad eccezione di Rogers, che riuscì a sopravvivere e tornare in Inghilterra, trovarono comunque l'ubicazione dell'Osservatorio. Solo Torres riuscì a raggiungere il punto nevralgico dell'Osservatorio, poiché il resto dei suoi uomini morì nel tentativo di avvicinarsi, ma durante la sua perlustrazione venne assassinato dall'alto dal pirata Kenway.[16]

Sterminio degli Assassini

Nel 1751 I Templari approfittarono del grande terremoto di Port-au-Prince, grazie al Templare Lawrence Washington, che riuscì nella grande confusione a rubare agli Assassini haitiani il manoscritto Voynich e il Frutto dell'Eden, noto come la scatola dei Precursori. L'anno seguente Lawrence diede una festa a cui parteciparono James Weeks, John Smith e James Wardrop, a questi ultimi affidò sia il manoscritto che la scatola, per evitare che cadessero nelle mani degli Assassini. Lawrence venne tuttavia assassinati dall'Assassino Shay Cormac, che recupero entrambi i manufatti per il proprio Ordine da entrambi i Templari.[17]

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Haytahm e i suoi confratelli si preparano per la Spedizione.

Il 1754 il Gran Maestro Reginald Birch, inviò Haytham Kenway nella colonie Britanniche, a fondare il rito coloniale templare. Haytham raggiunse le colonie britanniche del Nord America, reclutando o meglio a riunire William Johnson, Thomas Hickey, John Pitcairn, Benjamin Church, sotto il comando di Haytham, e infine Charles Lee, quest'ultimo venne introdotto ufficialmente nell'Ordine, da Haytham dopo la dipartita di Edward Braddock.[18]

Nel 1756 il colonnello George Monro, soccorse l'Assassino Shay Cormac, affidandolo alle cure della famiglia Finnengan, i quali medicarono il giovane. Monrò affidò alcune missioni a Shay, che riuscì a salvare Christopher Gist, dall'impiccagione ordita dagli Assassini. I due rubarono la nave, la Morrigan. Una volta recuperata la nave fecero rotta ad Albany. Con i potenziamenti apportati attaccarono il Fort La Croix, in cui si rifugiò Le Chasseur, affrontato e sconfitto da Shay.[17]

L'anno successivo il colonnello George Monro, lasciò il manoscritto nelle mani di Shay Cormac, che venne ritenuto affidabile a custodire il manoscritto. Monro raggiunse Marais Rocheux, dove alcuni Assassini gli tesero un'imboscata, ma venne tratto in salvo dal tempestivo intervento dal Shay, che riuscì a portare in salvo Monro e fuggirono dopo aver interrotto l'avanzata di Kesegowaase con il barile di polvere da sparo.[17]

Tuttavia, Monro venne attaccato ad Albany, al Fort Frederick dagli Assassini capeggiati da Kesegowaase, che venne assassinato da Shay. Nonostante la momentanea vittoria, gli Assassini riuscirono però ad assassinare Monro, nella sua casa nonostante venne tratto in salvo da Shay. Monro dando a Shay l'anello. I Templari perso un membro e ne acquisirono un altro. Shay venne introdotto ufficialmente nell'Ordine dei Templari dal Gran Mastro Haytham.[17]

Successivamente i Templari si adoperarono a dare la caccia a tutti gli Assassini tra cui; Adéwalé, Hope Jensen e Louis-Joseph de La Vérendrye, da quest'ultimo i templari ricavarono l'ubicazione di Liam O'Brien e del Mentore, Achille Davenport, recatesi al Tempio nell'Artico. Shay e Haytham raggiunse il luogo stabilito, dove affrontarono rispettivamente, Achille e Liam, quest'ultimo venne Assassinato da Shay. Achille che ormai stava per essere sconfitto da Haytham, a cui Shay chiese di risparmiare la vita a Achille. Tuttavia, Haytham preferì renderlo zoppo a una gamba.[17]

A questa vittoria, i Templari riuscirono ad annientare annientare maggiori esponenti Assassini coloniali, per cui Haytham assegno il compito di uccidere tutti gli assassini presenti nelle colonie, mentre a Shay assegno di recuperare la Scatola del Precursori.[17]

Rivoluzione Americana

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Haytham avvisa la guardie delle presenza dell'Assassino.

Nel 1770 i Templari sotto la guida del Gran Maestro Haytham Kenway, che decise di far scatenare una rivolta popolare a Boston. Per cui ordinò a un suo alleato di sparare a vuoto da un edificio. Tuttavia Connor su ordine di Achille riuscì a fermare l'uomo. Prevedendo ciò Charles Lee, era salito su un edificio adiacente e sparò il un colpo a vuoto. Scatenando il massacro di Boston. Haytham avvisò una guardia di braccare l'Assassino. Nel 1773 Benjamin Church, raggiunse Martha's Vineyard, intento a reclutare Nicholas Biddle, al'interno dei Templari, riuscendo nell'intento.[18]

Nonostante la perdita di William Johnson e di John Pitcairn, il 1776 i Templari orchestrarono l'assassinio di George Washington, facendo cadere le accuse su Connor, quest'ultimo venne condannato all'impiccagione, nonostante il piano di Lee stesse proseguendo, gli Assassini trassero in salvo Connor, che riuscì a raggiungere e ad assassinare Thomas Hickey. Nello stesso anno, Shay su ordine di Haytham raggiunse Versailles, salvando Benjamin Franklin, dall'attacco degli Assassini, con il suo aiuto riuscì a infiltrarsi alla Reggia di Versailles, dove assassino Charles Dorian, da cui rubò la scatola dei Precursori.[18]

Il Templare Benjamin Church, rubò i rifornimenti destinati all'Esercito Continentale, Haytham si mise sulle sue tracce, durante le ricerche incappò in suo figlio, Connor. I due strinsero una piccola alleanza al solo scopo di trovare e uccidere il loro comune obiettivo, Church. A seguito la morte di quest'ultimo, la loro terminò tornando a scontrarsi nel Fort George, dove Haytham perse la vita, per mano di suoi figlio.[18]

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Charles Lee, venne assassinato da Connor.

Alla morte di Haytham, Charles Lee divenne Gran Maestro. Durante il funerale al suo maestro, riuscì a catturare Connor. Dopo una breve chiacchierata tra i due, Lee ordinò ai suoi uomini di ucciderlo. Raggiunse da prima il porto di Boston dove, venne raggiunto da Connor, con cui ingaggiò uno scontro, uscendone vincitore ferendolo l'Assassino all'addome. Lee riuscì a raggiungere la taverna della frontiera. Nonostante fosse in salvo venne raggiunto da Connor con cui ebbe una breve conversazione, venne pugnalato dall'assassino perdendo la chiave del Grande Tempio.[18]

Rivoluzione Francese

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Uccisione di De la Serre per mano di Sivert e le Roi des Thunes.

Il Gran Maestro Templare francese, François de la Serre, venne assassinato da Charles-Gabriel Sivert e Roi des Thunes, in un colpo di stato all'interno dell'Ordine Templare ordinato dal Saggio François-Thomas Germain, che sfruttò il tumulto politico francese per sviluppare una nuova ideologia Templare basata su teorie di de Molay. Invece di continuare a sussurrare nelle orecchie della classe dirigente di aristocratici e monarchi, questo nuovo capo e la sua fazione opposta alla vecchia guardia dei Templari, pensavano che abilitasse la classe media, e la creazione di una società dei consumi, sarebbe stata più facile per i Templari per controllare l'umanità.[10]

Con questo colpo di stato interno Germain divenne il nuovo Gran Maestro dell'Ordine. Con lui i Templari fomentarono le rivolte. Tuttavia gli Assassini impedirono che la marcia delle donne sfociasse in uno scontro violento. Germain entrò in possesso della Spada dell'Eden, una volta trasferitosi alla Torre del Tempio. Ordinò a Maximilien de Robespierre di guidare l'anno del terrore. Arno Dorian era sulle tracce di Robespierre dopo aver assassinato a vari esponenti Templari. Riuscì a scomunicare Robespierre con l'aiuto di Élise de la Serre, tutta via Arno decise di affidarlo alle cure della guardia nazionale, che lo arrestò per alto tradimento.[10]

Una volta scoperta l'ubicazione di Germain, la Torre del Tempio, la vecchia base dei Templari. Lì Germain intraprese uno scontro arduo con Arno, scappando una volta che venne ferito la prima volta, nella tempio segreto della torre. Luogo in cui Arno e Élise ingaggiarono un impegnativo scontro; in qui quest'ultima perse la vita nel tentativo di porre fine alla vita dell'usurpatore del titolo di Gran Maestro, Arno assassinò dunque il quasi morente Germain. Con la morte di Germain iTemplari persero controllo sulla Francia.[10]

Tempi Moderni

Guerra della Corrente

Con il XIX secolo, i Templari avevano stabilito un importante punto d'appoggio nel settore americano, con figure importanti come Thomas Edison, Henry Ford e Harvey Firestone nonché membri dell'Ordine dei Templari.[1]

Durante la fine del 1880, Edison, che aveva creato una corrente continua per la distribuzione di energia elettrica, divenne un avversario di Nikola Tesla, il suo ex dipendente che aveva creato una corrente alternata. Geloso delle invenzioni più efficiente di Tesla, i Templari cominciarono a diffondere calunnie tramite delle propagande per diffamare Tesla, come fulminanti un elefante con l'elettricità sulla televisione pubblica. Inoltre, Edison contattò il suo socio in affari e compagno Templare J.P. Morgan, che finanziava Tesla, che lo informava delle intenzioni di Tesla di rendere l'elettricità gratuita per tutte le persone chiedendogli di tagliare i fondi di Tesla. Alla fine, gli sforzi dei Templari volsero a loro favore per l'energia elettrica DC venne distribuito in tutto il mondo.[1]

Nel corso del XX secolo, Régine Olds e Henry Ford sviluppato e resero popolare la catena di montaggio, un processo di produzione, per il controllo sia dei capitalisti che dei lavoratori.[3]

Rivoluzione Russa

Nel corso del tardo XIX secolo, i Templari iniziarono a guadagnare una forte influenza sull'impero russo e sulla Casa regnante dei Romanov. Sia lo zar Alessandro Alessandro II che lo zar Alessandro III divennero dei forti alleati dei Templari, e sostennero i loro obiettivi. Come risultato, gli Assassini russi e la Narodnaya Volya presero di mira i Romanov, alla fine riuscirono a uccidere lo zar Alessandro II nel 1881. L'Assassino Nikolai Orelov fece un attentato alla vita dello zar Alessandro III, senza successo a causa della sorprendente forza, la resistenza dello zar e di uno dei frutti della dell'eden in suo possesso che causò il disastro ferroviario di Borki.

Lo Zar Alessandro III morì nel 1894 di insufficienza renale. Suo figlio Nicola II, che non era un alleato ai Templari, ottenne il controllo sull'impero, e l'agente dei Templari Grigori Rasputin si infiltrò nella cerchia ristretta di Nicola II grazie ad aver miracolosamente guarito suo figlio. Grazie a questo azione Rasputin sostituì il bastone dell'Eden con una replica, prendendo il vero manufatto ad una stazione di ricerca templare in Tunguska.

Nel 1908, Orelov ottenne la posizione della stazione e, insieme ad un gruppo di altri Assassini, venne inviato a distruggere il manufatto. Mentre gli Assassini uccisero i Templari al suo interno, il loro alleato Nikola Tesla inviò una scarica di energia elettrica dagli Stati Uniti, causando l'esplosione della stazione insieme al bastone dell'Eden, che andò in frantumi; conosciuta comunemente come l'esplosione di Tunguska. Rasputin in qualche modo è riuscì ad ottenere uno di quei pezzi e lo ha utilizzato per ipnotizzare e controllare la famiglia imperiale. Rasputin stesso fu poi ucciso dagli Assassini, con la sua morte i Templari persero il controllo sulla Russia.

La famiglia imperiale russa venne rovesciata durante la Rivoluzione russa, e il potere si spostò sulle spalle di Vladimir Lenin, un alleato degli Assassini e leader dell'Unione Sovietica di recente formazione. A loro insaputa, il subordinato di Lenin, Joseph Stalin era segretamente membro dei Templari assunse il controllo dell'Unione Sovietica dopo la morte di Lenin.

Note

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